RITORNO AD ARKAN

Dove eravamo rimasti?

Che farà il gruppo? Accetterà la proposta di Paral (100%)

A Ifis

Entrare nell città di Ifis non risultò particolarmente difficile, Paral godeva di diversi appoggi in città . Il problema era entrare nella fortezza reale. Quest’ultima era un forte sorvegliato da una decina di soldati per ogni entrata e con almeno cinque arcieri per ogni torre di controllo. Esisteva tuttavia una vecchia entrata secondaria che era controllata da appena un soldata. Vigonia andò in avanscoperta con Scar, la giovane inizò a fare le gatta morta con il soldato che, scordatosi dei suoi  impellenti doveri militari, lasciò l’ingresso non sorvegliato permettendo a Paral, Angir e Virik di entrare nel forte. In poco tempo il trio raggiunse la sala principale. Le sentinelle erano maggiormente occupate a sorvegliare lo spazio esterno per cui, all’ interno del forte, si godeva di una relativa capacità di movimento. Il trio si separò:  Paral e Virik si recarono ai piani superiori mentre Angir rimase di guardia. Il giovane, per meglio controllare la situazione, iniziò a perlustrare la sala principale e, notando una nuova apertura, vi entrò . Al piano superiore Virik abbattè senza difficoltà con appena due frecce due soldati che stavano di guardia; Paral si trovò davanti alla sala reale. Il desiderio di vendetta si era definitivamente impossessato di lui. Intimò a Virik di non seguirlo, solo a lui spettava di vendicare il padre e il casato reale. Paral aprì il portone della sala reale e si ritrovò davanti a re Mingir e al capo delle sue guardie.

Angir era entrato in una sala  illuminata da appena una torcia. Iniziò a guardarsi intorno non notando nulla. Improvvisamente fu richiamato da una voce : ” dopo tanti anni ci rivediamo”. Angir vide seduto per terra un vecchio e gli si avvicinò : ” chi sei tu, vecchio, che dici di conoscermi?” domandò Angir. Il vecchio rispose: ” mi ricordo di te in fasce, di tuo padre e di tua madre a Arkal e di quella infausta notte…” . Improvvisamente tre soldati entrarono nella stanza.

Ai piani superiori Paral mise fuori combattimento il capo delle guardie colpendolo alla testa con il pomolo della spada, si avvicinò a Minsc e disse: ” finalmente la mia vendetta si sta per realizzare, pagherai per tutto il sangue innocente che hai versato vile traditore! “. Re Minsc sorrise e disse. ” è da tempo che ti aspettavo, ora potrò finalmente sbarazzarmi dell’ultimo discendente di Elabor”. Dette queste parole estrasse la sua spada e i due iniziarono a duellare.

Pure Angir era nel mezzo della pugna: due soldati si riversarono su di lui ma riuscì senza troppa difficoltà ad avere la meglio, il terzo, armato di balestra, cercò di colpire il giovane ma l’oscurità fu di suo aiuto. Il soldato scagliò una nuova freccia ma anche questo colpo andò a vuoto, Angir riuscì a prendere lo scudo di un soldato caduto e si lanciò con tutta la sua forza contro il nemico: prima lo colpì in pieno volto con lo scudo e poi, caduto a terra, lo finì con un colpo di spada. La battaglia era finita per il meglio o almeno così Angir credeva: una freccia aveva colpito nel fianco il vecchio.

Ai piani superiori lo scontro continuava senza sosta: Minsc si rivelò un abile spadaccino e Paral riusciva con difficoltà a parare i fendenti del suo avversario.  All’ennesimo assalto il giovane cadde per terra e Minsc si preparò a sferrare il colpo di grazia ma Paral rispose colpendo con un calcio nello stomaco  l’illegittimo re che a sua volta cadde a terra. Paral si mise sopra di lui e stava per colpirlo quando Minsc disperato urlò: ” pietà di me, sono un vile traditore, tu sei giusto, non macchiarti del mio sangue! “. Il giovane, scosso dallo sguardo pieno pieno di terrore del suo avversario indugiò ma vedendo che Minsc indossava la spalliera che era appartenuta a  sua padre, sentì la pietà diradarsi e tornare alla carica, più forte che mai, il desiderio di vendetta. Affondò così la spada nel petto dell’avversario.

Il vecchio era tra le braccia di Angir, in procinto di spirare. Raccolte le sue ultime forze disse: ” un tempo vivevo alla corte di Arkan ma il regno fu rovesciato, tu devi rimediare”. Stupito Angir disse: ” io vengo da Olbar, non so nulla di Arkan”. Il vecchio prese da una tasca una amuleto e lo diede ad Angir poi disse: ” recati alle sorgenti di Villar e troverai ogni risposta e porta con te questo amuleto perchè…”. Il vecchio non termino la frase. La morte era giunta per reclamare la sua anima.

Paral era fermo, continuava a fissare il corpo senza anima di Minsc. La sua vendetta era compiuta, l’infame assassino del padre era morto e anche su Ifis forse sarebbe tornato a splendere il sole della giustizia. Mentre Paral era preso da questi pensieri la guardia reale, tramortita ma non uccisa dal corpo ricevuto, si alzò in piedi, estrasse un coltello e si avvicinò a Paral. Il giovane si girò e vide il soldato immobile, con il coltello in mano e con lo sguardo perso nel vuoto.  Appena finito uno scontro ne stava per iniziare uno nuovo? Perchè allora il soldato era immobile?

Cosa succederà al soldato?

  • Combatterò con Paral vincendo (0%)
    0
  • Combatterà con Paral perdendo (0%)
    0
  • E' stato colpito da una freccia scagliata di Virik (100%)
    100
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16 Commenti

  1. Scusami ma devi fare un bel lavoro di rilettura, confondi troppo spesso i nome, come se non fossi padrone della tua stessa storia Urinni o Urilli è un terzo esempio dopo quelli che ti ho già fatto. La storia è interessante, ma la scrittura de ve essere molto più curata per rendere piacevole la lettura.

  2. Mi stava piacendo parecchio, ma ho dovuto lasciar perdere di leggere, perché con i dialoghi hai fatto un macello, e mi si stavano incrociando gli occhi nel tentativo di venirne a capo.
    Bada, non è una critica è. Aggiusta un po’ i dialoghi, e per il resto continua così 👍

  3. Partirà da solo. Mi è parso di trovare tra le righe qualche vago riferimento al trono di spade; forse è una mia impressione, ma tranquillo, l’ho fatto anche io, come credo lo abbiamo fatto tutti noi amanti del fantasy, quindi, è regolare, ordinaria amministrazione. Scorrevole comunque, mi fa sentire proprio la sensazione di fantasy, quasi di videogioco rpg. Ho votato: parte da solo. Al prossimo.

  4. Ciao! Benvenuto!

    Storia interessante, solo due precisazioni:
    1. La prima volta che nomini il principe lo chiami Eran e poi cambi in Erald.

    2. Il passaggio a Lord Edward lo trovo molto brusco. Dal banchetto passi senza transizione ad un personaggio e ci si perde un po’. Secondo me, sarebbe bastato dire qualcosa del tipo: Al banchetto mancava Lord Edward, etc etc. è solo un esempio, ma è per darti l’idea.

    Secondo me, Merald riesce a salvare la regina e il figlio.

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