SOPRAVVIVENZA parte seconda

Dove eravamo rimasti?

Non c'è più speranza? Cosa succede nelle terre vicine? (100%)

Le terre di Oglo: Destra.

IL terremoto aveva sorpreso tutti.

Nella galleria delle armature si era anche visto fisicamente. Ora sul pavimento di pietra, molte di esse erano sparse ovunque. Un lavoro pesante attendeva i manutentori che comparsi sulla soglia poco dopo l’evento, osservavano la scena disperati.

Un piano sopra, Origiam Signore di Oglo, appoggiato al muro davanti alle ampie finestre, conteplava con meraviglia e orrore la nube carica di polvere. Sembrava esplosa verso il cielo, vicino alla linea dell’orizzonte, tra le basse colline e il muro d’ombra che a quella distanza si era gonfiato e sembrava nettamente più vicino. Annaria mormorò tra se Annaria è caduta.

Lasciò riluttante la vista di quella scena per rientrare nello studio. Aveva attraversato lo spazio dalla scrivania alla finestra, quasi attratto in quella direzione in un battito di ciglia. Doveva averne una conferma. Se davvero la città dei Mcjannard era caduta, non c’erano altre barriere tra gli oscuri e le sue terre se non quelle erette dai guardiani, che poi non apparivano così solide come in tempi passati.

Stava per chiamare il soldato di guardia alla sua porta, quando si rese conto che da li fuori qualcuno stava spingendo  e battendo contro il battente. Quando alla fine la porta strisciando sul pavimento cedette, l’uomo comparve ansante. “Milord, state bene?” gli chiese. “Il terremoto ha spostato il Palazzo… metà delle porte sono bloccate, come questa!”.

“Si…sto bene! Hamir. Dei è stato un gran bel botto! Ho bisogno di un uomo, una staffetta. Deve uscire a cavallo in direzione di Annaria…deve essere accaduto qualcosa la!”.

“Si, milord”, anche il soldato guardò attraverso la finestra e lo vide sgranare gli occhi dalla sorpresa, nel vedere la nube di polvere. Non fece commenti, annuì e si girò un po stordito, per poi fermarsi e ritornare indietro, “Credo sia saggio uscire dal Palazzo fino a quando non avremo capito l’entità dei danni, milord”.

Ci vuole altro per buttare giù queste mura, stava per replicare Origiam, ma notò una crepa a cui prima non aveva fatto caso e la sua certezza non fu più tale. “Va bene, fate uscire tutti, ma non credo ci verificheranno altre scosse!”, replicò.

In cortile regnava il disordine. Avendo avuto ordine di uscire lo avevano fatto tutti e ora si guardavano l’un l’altro spaventati. Mentre usciva a propria volta, aveva visto parte di intonaci caduti, lungo le gallerie e le ampie scale, ma poca roba in fondo. Hamir era andato a svolgere il compito assegnato, Luc aveva preso il suo posto come scorta. Lo stava portando dalla sua signora, Lady Mirrea di Oglo pallida, ma determinata teneva accanto a se sua figlia Gylan e in braccio il piccolo Dul. Attorno a loro un drappello di soldati a protezione. Corman, suo figlio più grande, aveva preso con decisione in mano la situazione. Sarebbe stato un buon Signore di Oglo, ci pensò su con orgoglio suo padre. Sentiva la sua voce incitare gli uomini e lo raggiunse.

“Fate un giro in città per determinare i danni e calmare la gente. Non abbiamo bisogno di altro caos! Padre”, lo accolse il figlio mentre i soldati si sparpagliavano per eseguire gli ordini.

“Cor, come procede?”.

“Ho mandato il maniscalco a controllare il palazzo. Entro qualche ora sapremo se dovremo vivere il resto delle nostre vite in una tenda” scherzò lui. “In città è scattato il panico. Le grandi porte di ferro a nord, si sono bloccate a metà. Entra o esce solo uno singolo. Niente carri, non ci passano. Le porte di legno ad est sono transitabili, ma il ponte subito fuori no. Una parte dei camminamenti è crollata, vuoi sapere altro?”.

“Sei una fonte di buone notizie! Manteniamo la calma figliolo” gli fece segno di seguirlo e si allontanarono dagli altri per cercare di parlare. “Ho mandato avanti Hamir…ma temo che Annaria sia caduta. se così è, Destra è la prossima città sul confine. Mettiamo a posto questo caos e poi dedichiamoci a questo piccolo grosso problema. Vorrei capire perchè i guardiani non ci abbiamo avvertito”. 

“Se Annaria è caduta dovremo inviare dei soccorsi alla popolazione…se non sono caduti con la città saranno in fuga. Poi dovremo prendere contatti anche con Besih di Varsia!”, mise sul piatto i problemi diretti.

“Con Besih ci vuole cautela, Corman. Voglio sapere se anche lui è nelle nostre stesse condizioni, prima di dirgli qualsiasi cosa! L’ultima cosa che voglio e vedere la sua faccia sorridere dei nostri guai o peggio trovarmelo davanti alla città con i suoi uomini. Però dovremo aprire un canale con lui, su questo hai ragione. Ora se Annaria è davvero caduta ci saranno frotte di profughi da sistemare è io non ho intenzione di accollarmeli tutti. Se poi uno del clan è ancora vivo, discuteremo del loro futuro…”

“Annaria è l’ultima terra dei Mcjannard. Tutta la loro boria dovranno ingoiarsela!”.

“Forse il giovane Loral lo farebbe. Ma non di sicuro quella vecchia testa calda di suo padre! Per lui siamo noi ancora i vassalli e lui il grande signore!”.

“Ma quei tempi sono morti!”.

“Non per lui!”

Cosa descrive al suo ritorno la staffetta?

  • Caspita i profughi.... (100%)
    100
  • Lissiala chiama Destra (0%)
    0
  • Destra chiama Lissiala (0%)
    0
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