𝚜𝚑𝚊𝚖𝚎𝚕𝚎𝚜𝚜

𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 1

“Tami” 

<<Perché non mi entrano i pantaloni? Non capisco>> 

<<Tami>>

<<Come posso essere ingrassata in così poco tempo? Non sarà mica la torta della scorsa settimana>> <<Tami ascoltami>>gridai tirandole un enorme cuscino rosa in testa <<quei pantaloni sono di tua sorella idiota>> <<Non è vero>> disse controllando  con attenzione i pantaloni <<oddio hai ragione>> aggiunse poi accompagnando le parole con una risatina imbarazzata. Cercai di guardarla male, come a rimproverarla ma mi ritrovai a terra soffocando tra le risate. Mi faceva sempre più male la pancia e respirare pareva ormai un’impresa impossibile.

<<insomma che c’è di così divertente?>>

Non feci in tempo a rispondere che qualcuno bussò alla porta e subito dopo sentii una voce maschile<<Non vi starete drogano spero, non senza di me>> La voce era di quello scemo di Matthew Anderson, non che mio migliore amico da quando sono arrivata in questa città esattamente 10 anni fa. 

<<È da più di mezz’ora che vi aspetto>>

<<Aspetti per che?>>

chiese Tami distrattamente mentre cercava di piastrare un ricco che non ne voleva sapere. 

<<vi siete dimenticare che dobbiamo aiutare mio zio non è vero?>>

Mi torno in mente l’impegno preso per quel pomeriggio e mi precipitati fuori dalla porta. Nel correre pestai un giocattolo di Duffy, il pastore tedesco di Tami e sua sorella la quale gli aveva attribuito questo buffo nome. In un attimo mi trovai con le gambe in aria, quasi potessi volare e per un istante rimasi senza fiato. Poi atterrai di faccia sul pavimento alla fine delle scale e Betty, la zia di Tami, corse a vedere come stavo. 

<<sto bene signora stia tranquilla>>le risposi mentre mi sistemavo. Dopo aver dato un occhiata alle scale la signora chiamò Mathilde <<Mathilde vieni subito qui a sistemare questo caos>>

La ragazzina arrivò di corsa e capì subito ciò che era successo.

<<Scusa Edith>>disse dispiaciuta <<Duffy molla sempre i suoi giochi in giro, dovremmo inse->>

<<Mathilde>> la riprese la zia fulminandola con lo sguardo

<<ok ok, sistemo ora>>

Salutai di fretta entrambe e corsi fuori. La casa dello zio di Matt non era lontana ma era un uomo che amava la puntualità.

Un volta arrivata lo trovai intento a impilare alcuni libri in una grossa scatola baige

<<Salve, mi scusi per il ritardo>>

<<tranquilla non fa niente, piuttosto, dove sono Matthew e Tami?>>

<<Ci metteranno molto tempo>>gli risposi mentre sistemavo altri libri in una scatola.

<<E perché?>>

<<Beh, Tami sta cercando di piastrarsi i capelli da mezz’ora>>

Notai  che George mi guardava confuso << la piastra è spenta da più di 40 minuti>> 

Tami non era mai stata molto sveglia ma bastava metterle in mano penna e carta e creava magie. Era in grado di scriverti una poesia in  così poco tempo e di fartela rimanere nell’anima per così tanto che chiunque si sarebbe chiesto quale fosse il suo segreto. Ora lo capisco come faceva, trascriveva la sua anima in quelle parole e per un attimo senza nemmeno accorgertene ti trovavi immerso nel suo mondo dove anche le nuvole erano la reincarnazione della felicità. 

Vorreste il continuo del romanzo?

  • Iniziai a sistemare gli scatoloni quando mi sembrò di scorgere una sagoma muoversi tra gli alberi del bosco (67%)
    67
  • Nonostante fossero passati già 20 minuti dei 2 non si vedeva neanche l'ombra (33%)
    33
  • Poco dopo arrivò Matt, portava sulle spalle Tami che ormai non scalciava più per scendere. (0%)
    0
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4 Commenti

  1. Ciao Look… ti spiace se abbrevio?
    Bene, ho letto il tuo incipit e penso che, se praticata costantemente e con molto impegno, la tua scrittura ha un certo potenziale.
    Ci sono molti refusi nel tuo scritto e mi fa pensare che tu abbia utilizzato il telefono per scrivere, se posso ti consiglio di utilizzare il pc e di rileggere ad alta voce quello che hai scritto. Per le caporali esiste un simbolo apposito su Word e anche su altri programmi di videoscrittura, i segni maggiore e minore non vanno bene, piuttosto usa le virgolette.
    In questa frase: “Dopo aver dato un occhiata alle scale la signora chiamò Mathilde <>” non occorre che tu specifichi che la signora chiama Mathilde, la chiama per nome, quindi si capisce già.
    Te lo segnalo perché, ai tempi, lo segnalarono a me: nello scritto è corretto usare okay nella forma estesa, ok non va bene.
    Il tuo è un giallo, quindi mi aspetto di trovare presto un mistero. Occhio a non cadere nei luoghi comuni 😉

    Detto ciò, ripeto: credo che tu abbia le potenzialità per tirare fuori una bella storia. Rileggi e correggi i refusi; leggi più che puoi e dai un’occhiata ai vari consigli di scrittura creativa che si trovano ovunque online.

    Ciao e alla prossima!

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