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Dove eravamo rimasti?

Perchè lo studente si è avvicinato a Cosimo? Ha informazioni sulla morte di Francesco da Monza (60%)

Ricordati di santificare le feste

E fu sera e fu mattina. Frate Alberto si svegliò molto tardi, il cibo e il vino avevano reso il suo sonno ancora più profondo del solito. Una volta ripreso il pieno possesso dei suoi sensi si recò nella stanza di Cosimo pensando che fosse ancora immerso nei piaceri propri della notte, ma trovò il letto vuoto. Il giovine era infatti sveglio già dal primo mattino perchè si doveva incontrare con lo studente conosciuto la sera precedente. Quest’ultimo si chiamava Pietro, era originario di Pavia ma era sfollato a causa della guerra. Il giovine studente si era formato nella sua città natale e, grazie ad uno zio medico, aveva appreso i rudimenti dell’arte di Galeno. Cosimo e Pietro si incontrarono in prossimità delle mura cittadine dove avrebbero potuto parlare con la massima discrezione. Pietro diede una rappresentazione fosca della città e delle sue autorità: Padre Giorgio era un incapace privo di qualsiasi conoscenza pratica, buono solo ad elargire favori ad alcune rispettabili famiglie in cambio di vil denaro; Padre Paolo era invece un fanatico accecato dal terrore del diffondersi delle eresie.  Pietro raccontò la triste storia di una vedova di trent’anni ingiustamente accusata di essersi convertita al verbo luterano dopo la morte in guerra del marito. Padre Paolo la fece arrestare e dopo aver estorto confessioni per mezzo della tortura, la condannò ad essere arsa viva sul rogo come eretica. Queste parole turbarono Cosimo: era ormai chiaro che  si trovava non in una tana di agnelli ma in un covo di vipere. Pietro addusse come causa della decadenza cittadina la scomparsa di Francesco da Monza. ” Un cuore cessa di battere  e la tragedia si riversa su tutti” disse Cosimo. ” Bisognerebbe stabilire le cause di tale cessare, se sono proprie o determinate da altri” disse Pietro. Tali parole colpirono Cosimo come un tuono che abbatte l’albero solitario nel mezzo della tempesta. Cosimo chiese le ragioni di tali argomenti. Pietro, sulla base delle sue conoscenze mediche, parlò degli elementi insoliti che ruotavano attorno a tale morte: i sintomi che non facevano pensare ad un infarto, lo stato generale di salute del banchiere e il momento della morte. Pietro raccontò di aver appreso da un commerciante che Francesco da Monza si sarebbe dovuto recare a breve a Milano. Cosimo disse che probabilmente si trattava di questioni finanziare dovute alle grosse spese della guerra ma Pietro fermò il suo parlare e aggiunse : ” io sono stato nella stanza dove fu rinvenuto il suo corpo, il mattino, quando il cadavere era ancora caldo, sulla scrivania c’era un documento indirizzato all’autorità militare; il pomeriggio quando tornai col medico della città per ulteriori analisi il documento era svanito, solo quello. il resto era tutto a posto. Chiesi delucidazioni ma invece che risposte ottenni del silenzio”.  Le fantasie di una mente troppo accesa? Un giovine alla ricerca di notorietà? Cosimo non sapeva che pensare. Francesco da Monza forse assassinato. Questo elemento oltre alla sua misteriosità, aggiungeva un cupo velo sul suo incarico. I due si salutarono. Cosimo pensò che l’unica persona con cui potesse confidarsi fosse Patrizio di Arabuona che proprio quel pomeriggio avrebbe dovuto incontrare.

In prossimità della città scorreva un fiume che scendeva dalle alpi svizzere. Vicino ad una vallata le sue acque cessavano il loro moto impetuoso e  si addolcivano. Una frana caduta sullo scorrere del fiume, appena all’uscita della valle, aveva generato un piccolo laghetto. Quivi si recò Anna. Il silenzio e la natura silvestre la spinsero a immergersi in quelle dolci acque. La giovane si spogliò e fece un bagno. Dopo il lungo tragitto e dopo le cupe parole ascoltate ( ciò che disse Padre Paolo riecheggiava ancora nella sua mente ) l’immergersi nel lago fu per lei una occasione quasi di rinascita spirituale, un modo per ascoltare i dolci silenzi della natura e lasciarsi alle spalle le misere vicende degli uomini. Stette nelle acque per più di mezz’ora.  Uscì e stette ancora per qualche tempo nuda come una ninfa sulla riva. Non si accorse di essere spiata. Giovanni, l’uomo dal volto deforme incontrato la sera precedente si trovava nella valle per raccogliere della legna e per caso vide Anna e rimase nascosto, dietro ad una siepe a contemplare le sue nudità immerse in quello scenario agreste. Un dettaglio lo distrasse da tanta beltà: uno strano segno circolare di colore verde che Anna aveva sulla schiena, esattamente sotto la spalla destra.

Cosimo fece ritorno alla sua abitazione e trovò Frate Alberto intento a leggere le Sacre Scritture. ” Le lettere di San Paolo ai Corinzi possono attendere ” disse Cosimo al frate, ” preparati ad uscire, Patrizio di Arabuona ci attende”.

Che succederà a Pietro?

  • Morirà in circostanze misteriose (67%)
    67
  • Scomparirà in circostanze misteriose (0%)
    0
  • Si unirà a Cosimo (33%)
    33
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13 Commenti

  1. Ciao Ma Re 🙂 sono molto intrigato dal mistero dietro questa giovane, sebbene non ho ancora nessuna idea, per cui suggerisco venga arrestata per poterne sapere un po’ di più.
    Posso invitarti a spendere qualche minuto in più per rivedere la sintassi e l’ortografia?
    Nessuno ti corre dietro ed è un peccato rovinare una storia così carina per qualche refuso!
    A presto 🙂 ciao!

  2. La storia continua a piacermi, mi piace particolarmente la scelta dello stile linguistico che rispecchia l’antichità della storia. Mi sembra di leggere uno di quegli antichi manoscritti scritti da monaci e preti.
    Lo studente è interessato agli studi di Cosimo

  3. Ehy Ma Re 🙂 davvero intriganti questi due capitoli: c’è una bella schiera di personaggi evocativi e leggermente stereotipati che non vedo l’ora di conoscere meglio; davvero un bel ritmo, battente e allegro, ma non sono troppo convinto dai dialoghi. Continua a provare e sperimentare, hai uno stile con del potenziale 🙂 ti seguo con piacere, la storia sta diventando sempre più interessante, ed ho votato per uno studentello ubriaco da opporre al nostro protagonista!

  4. Mi piace lo stile d’altri tempi che hai utilizzato, si adatta molto bene con l’ambientazione del racconto. Ti faccio notare solo qualche svista (“rendini”, “nè” al posto di “né” e un “si” senza accento), ma immagino sia solo distrazione, per il resto non ho altri appunti da farti. Voto per far unire Anna al gruppo!

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