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Dove eravamo rimasti?

Che succederà a Pietro? Morirà in circostanze misteriose (67%)

Onora il padre e la madre

” Il Figlio di Dio fu crocifisso; non è vergognoso perché potrebbe esserlo. Il Figlio di Dio è morto: è credibile perché è inconcepibile. Sepolto, risuscitò: è certo perché è impossibile”. Con queste parole il padre della Chiesa Tertulliano esprimeva il carattere irrazionale della religione cristiana : i dogmi della fede in Cristo vanno sostenuti con convinzione tanto maggiore quanto meno sono comprensibili alla ragione, uno scandalo, come ebbe a dire San Paolo, rispetto alla logica deduttiva dei sapienti Greci. Credere a Pietro che significava? Accettare le parole di un giovine di 16 anni  per mezzo della sola fiducia o c’era una logica dietro al suo parlare? Questi pensieri occupavano la mente di Cosimo mentre si recava da Patrizio di Arabuona in compagnia di Frate Alberto e di una guardia di scorta. L’incontro era fissato nella sede della società di trasporto del ferro del commerciante, posta appena fuori la parte a nord della città. La raggiunsero in poco tempo. C’era una decina di lavoratori intenti a spostare pesanti carichi e Patrizio di Arabuona era davanti all’ingresso e stava parlando, sembrava con minuzia di dettagli, ad un uomo di media statura con capelli stempiati e barba incolta. Si chiamava Guglielmo ed era il suo vice. Visti i suoi ospiti, Patrizio accantonò il suo interlocutore a andò incontro a Cosimo. Anche in questo frangente Patrizio si dimostrò uomo dalla vivace conversazione : parlò della sua attività e delle problematiche dei commerci sorte con la guerra. Mostrò inoltre lo stemma della sua società: un leone che marciava solenne. Cosimo chiese allora informazioni sulla situazione finanziaria della città che potessero integrarsi con i documenti che gli erano stati dati in comune.  Patrizio parlò di una situazione precaria comune alla totalità delle città lombarde dove la maggior parte delle risorse erano state scialacquate in spese militari e dove il gettito fiscale era drasticamente diminuito a causa della contrazione dei commerci. Cosimo decise allora di parlare di Francesco da Monza. Patrizio lo descrisse come un ottimo banchiere e un integerrimo servitore del Ducato. ” Posso farvi una domanda indiscreta?”, chiese Cosimo, “Francesco da Monza, nell’espletare la sua attività , si era fatto dei nemici?” . La domanda stupì Patrizio di Arabuona che disse : ” in tempo di guerra non ci sono solo eroismo o miseria. Molte persone sfruttano il caos per realizzare i propri interessi al di fuori della legge, poniamo caso : ricettazione, contrabbando, mercato nero e altro. E aggiungiamo pure che chi dovrebbe controllare spesso gira la testa dall’altra parte”. Il riferimento a Padre Giorgio era palese e confermava quanto fu detto da Pietro. Cosimo incalzò il suo interlocutore e aggiunse : ” Francesco da Monza prese mai dei provvedimenti? “. Patrizio di Arabuona scoppiò in una grande risata  che stupì Cosimo. Cessato il ridere il commerciante disse: ” si vede che non conosci queste zone, le autorità quivi presenti hanno ottimi rapporti con Roma e nessuno vuole avere problemi con la Chiesa, tanto meno ne voleva Francesco da Monza “. I due continarono a parlare ma nessun elemento degno di nota venne aggiunto alla discussione. I due si salutarono. Cosimo se ne stava andando quando Patrizio lo fermò dicendo: ” dimenticavo, ho trovato una occupazione per la vostra amica, Anna. Ditele di andare all’osteria e di parlare con Matteo il Rosso “.

Giunse la notte. I pensieri si accavallavano nella mente di Cosimo. Si trovava in un comune come un altro, devastato dai fatti bellici o qualcosa sfuggiva alla sua attenzione? Se la corruzione era davvero così diffusa, Francesco da Monza non fece nulla solo per il timore di una ritorsione della autorità ecclesiastiche? Il letto non riusciva più a trattenere il suo corpo e il suo spirito inquieti. Decise allora di alzarsi e di fare una passeggiata.  Frate Alberto russava e Cosimo uscì senza far rumore per non svegliarlo. Il cielo era nuvoloso, la luna quasi completamente coperta. Cosimo iniziò a passeggiare nervosamente per le vie cittadine senza una meta. Passò vicino ad una bottega, dove alcuni garzoni erano ancora intenti a lavorare. Fece pochi passi e sentì un forte rumore, come quello di un masso gettato da una grande altezza. Iniziò a correre in direzione della sorgente di quel rumore e lo seguì pure un garzone della bottega. Attraverso un vicolo andarno  nella strada parallela dove una donna alla finestra urlava ” oh mio Dio è caduto! “.  Videro nelle tenebre qualcosa per terra e vi si avvicinarono. Era un uomo. L’oscurità premeva ma quel poco di luce permise a Cosimo di riconoscere quel corpo ormai inerme: era Pietro.

Che deciderà di fare Cosimo?

  • Rimarrà per poco tempo e se ne andrà (0%)
    0
  • Rimarrà in città (100%)
    100
  • Se ne andrà (0%)
    0
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13 Commenti

  1. Ciao Ma Re 🙂 sono molto intrigato dal mistero dietro questa giovane, sebbene non ho ancora nessuna idea, per cui suggerisco venga arrestata per poterne sapere un po’ di più.
    Posso invitarti a spendere qualche minuto in più per rivedere la sintassi e l’ortografia?
    Nessuno ti corre dietro ed è un peccato rovinare una storia così carina per qualche refuso!
    A presto 🙂 ciao!

  2. La storia continua a piacermi, mi piace particolarmente la scelta dello stile linguistico che rispecchia l’antichità della storia. Mi sembra di leggere uno di quegli antichi manoscritti scritti da monaci e preti.
    Lo studente è interessato agli studi di Cosimo

  3. Ehy Ma Re 🙂 davvero intriganti questi due capitoli: c’è una bella schiera di personaggi evocativi e leggermente stereotipati che non vedo l’ora di conoscere meglio; davvero un bel ritmo, battente e allegro, ma non sono troppo convinto dai dialoghi. Continua a provare e sperimentare, hai uno stile con del potenziale 🙂 ti seguo con piacere, la storia sta diventando sempre più interessante, ed ho votato per uno studentello ubriaco da opporre al nostro protagonista!

  4. Mi piace lo stile d’altri tempi che hai utilizzato, si adatta molto bene con l’ambientazione del racconto. Ti faccio notare solo qualche svista (“rendini”, “nè” al posto di “né” e un “si” senza accento), ma immagino sia solo distrazione, per il resto non ho altri appunti da farti. Voto per far unire Anna al gruppo!

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