1545

Dove eravamo rimasti?

Che farà Padre Paolo? Prenderà provvedimenti (100%)

Non rubare

” Date due rette parallele tagliate da una trasversale, la somma dei due angoli coniugati interni è pari ad un angolo piatto”. Questa postulato di Euclide aveva aperto un grosso dibattito nella comunità dei dotti: in molti pensavano che non fosse un assioma, ovvero un enunciato considerato vero pur in mancanza di una rigorosa dimostrazione, ma che poteva essere verificato a partire da altri assiomi. Su questa linea di pensiero uno studioso tedesco della Turingia aveva pubblicato un trattato  e Cosimo era interessato a reperirlo. Si rivolse quindi a un commerciante di libri della città ma le  parole del mercante non risultarono accomodanti e furono per Cosimo, l’ennesima prova del fanatismo che regnava in quell’infausto 1545. Il commerciante di libri si espresse all’incirca in questo modo: ” voi siete un folle! mi state chiedendo di reperire un libro scritto da un luterano? Molte persone, per molto meno, sono finite sotto processo; io ho una moglie e due figli e non li metterò in pericolo per soddisfare la lussuria intellettuale di uno sprovveduto”. Queste parole colpirono Cosimo: la conoscenza come la lussuria, un peccato capitale. La sete di conoscenza che, per eterogenesi dei fini o per effetto della divina provvidenza, aveva portato tanti benefici agli uomini, poteva trasformarsi in uno strumento del Diavolo? Poteva il sapere rivolgersi contro Dio? Cosimo aveva un tempo sentito parlare  di Federico II di Svevia e di alcuni sapienti che vivevano presso la sua corte: si narrava che avessero scritto un libro in cui sosteneva l’inesistenza di Dio e in cui addirittura si definivano Mosè, Gesù e l’arabo Maometto, tre grandi impostori. Cosimo, nei suoi soggiorni parigini e genovesi, cercò copia di questo enigmatico testo ma non trovò mai nulla. A Parigi, un abate gli disse che quel libro era opera del demonio e che era stato bruciato, a Genova un mercante di ricca famiglia gli disse che aveva sentito che in una biblioteca di Amsterdam era presente una copia del testo. Informazioni confuse di un testo che forse era opera del diavolo o dell’uomo. Ma di che uomo si trattava? Di un uomo che con con l’intelligenza aveva sfidato le sacre scritture, o di un uomo che scriveva sotto l’influsso della musica suonata dal Maligno nascosto dietro l’abito del Sapiente? Cosimo pensava a ciò mentre si recava all’ osteria dove si sarebbe incontrato con Frate Alberto, Nicola e Anna che era rientrato a lavoro dopo gli ultimi infausti eventi. 

All’osteria era presente pure Patrizio da Arabuona ma la sua tradizionale amabilità sembrava esser venuta meno, anzi sembrava essere dominato dal sentimento della rabbia. La causa di tale eccesso dello spirito fu ben presto spiegata: un suo carico di ferro era stato rubato da un gruppo di banditi. Nessuno dei trasportatori era rimasto ferito o ucciso fortunatamente ma vista la situazione economica, un investimento che si traduceva in perdita , risultava anche un grave problema anche per una attività che complessivamente continuava a produrre utili. ” Non è possibile” iniziò a uralre Patrizio di Arabuona ” non è possibile che con tutto quello che paghiamo in tasse non ci sia uno straccio di sorveglianza decente!” e rivolgendosi a Nicola: ” voi che diamine ci state a fare? Fate solo dei giri attorno al centro del comune?”. L’oste diede un bicchiere di vino a Patrizio per calmarlo. Un uomo tanto amabile divenutoo improvvisamente così iracondo: questo cambiamento dell’umore colpì tutti i presenti. Da fuori si iniziò a udire un rumore di passi che si fece progressivamente sempre più forte. Nella taverna entrarono sei soldatie Nicola istintivamente disse. ” che succede! che ci fate qui! “, ” Sono con me “.  Era Padre Paolo  e accanto a lui c’era Giovanni. ” Avanti indica” disse l’inquisitore e l’uomo dal volto deforme rispose : ” è quella giovine all’angolo”. Tre soldati andarono verso Anna: due la immobilizzarono e un terzo le abbassò il vestito mostrando il simbolo tatuato sotto la spalla destra: un cerchio inscritto in un rombo.

Che succederà?

  • Interverrà Nicola (0%)
    0
  • Interverrà Cosimo (0%)
    0
  • Anna verrà arrestata (100%)
    100
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13 Commenti

  1. Ciao Ma Re 🙂 sono molto intrigato dal mistero dietro questa giovane, sebbene non ho ancora nessuna idea, per cui suggerisco venga arrestata per poterne sapere un po’ di più.
    Posso invitarti a spendere qualche minuto in più per rivedere la sintassi e l’ortografia?
    Nessuno ti corre dietro ed è un peccato rovinare una storia così carina per qualche refuso!
    A presto 🙂 ciao!

  2. La storia continua a piacermi, mi piace particolarmente la scelta dello stile linguistico che rispecchia l’antichità della storia. Mi sembra di leggere uno di quegli antichi manoscritti scritti da monaci e preti.
    Lo studente è interessato agli studi di Cosimo

  3. Ehy Ma Re 🙂 davvero intriganti questi due capitoli: c’è una bella schiera di personaggi evocativi e leggermente stereotipati che non vedo l’ora di conoscere meglio; davvero un bel ritmo, battente e allegro, ma non sono troppo convinto dai dialoghi. Continua a provare e sperimentare, hai uno stile con del potenziale 🙂 ti seguo con piacere, la storia sta diventando sempre più interessante, ed ho votato per uno studentello ubriaco da opporre al nostro protagonista!

  4. Mi piace lo stile d’altri tempi che hai utilizzato, si adatta molto bene con l’ambientazione del racconto. Ti faccio notare solo qualche svista (“rendini”, “nè” al posto di “né” e un “si” senza accento), ma immagino sia solo distrazione, per il resto non ho altri appunti da farti. Voto per far unire Anna al gruppo!

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