A blood’s love story

Una via oscura

La luna era gigante sul fondo della strada, sembrava quasi un sole notturno sulla città deserta e inerme ai rumori delle macchine e delle centrali elettriche. Le strade odoravano di smog e asfalto bagnato, un odore forte che ti entra subito nelle vie respiratorie, un problema che rendeva asmatico Mark un ragazzino esile poco notato dai suoi coetanei, il classico adolescente che preferisce un buon libro ad un uscita notturna. 

Però oggi spinto dai genitori e dagli amici (se cosi si possono chiamare) il ragazzo stava ad una festicciola in riva al lago. L’avevano organizzata appunto per questa occasione magica, per la luna più grande che si sia mai vista a occhio nudo. 

Tutti i ragazzi si stavano dando da fare in modi diversi, da chi si lasciava trasportare dall’eros a chi si stava facendo trascinare dalle compagnie verso brutte abitudini, era la classica festa adolescenziale. Mark per non si sentiva molto a suo agio sin da subito, sentiva di essere in un luogo che non gli apparteneva. Nessuno lo stava calcolando più di tanto, qualche ragazza ubriaca lo ha scambiato per un altro e qualche canaglia ha provato a infastidirlo, nulla di epico ne di strano per il suo conto. Era dai tempi dell’elementari che veniva infastidito quotidianamente per faccende subdole e ignoranti, era la vittima perfetta vista la sua corporatura e immagine. 

Vista l’assenza di amicizie di dialoghi nemmeno a metà serata prese e se ne andò dalla festa senza essere fermato da alcun ragazzo o ragazza. Si mise in cammino e pensava a cosa potesse voler dire avere qualcuno di speciale a fianco, qualcuno che possa riempire le tue giornate positivamente e che sappia conquistarti con semplici gesti incondizionati. Era solito a fantasticare storie d’amore degne di romanzi, era un incurabile romantico, cosa che non lo aiutava quasi mai con i coetanei, solo nella scuola e nell’istruzione lo avvantaggiava, si perchè era uno studente da 10 in lettere coi suoi temi perfetti.  Unica cosa daltronde che lo rendeva felice di se stesso. 

Fantasticare però a volte può essere anche rischioso e pericoloso, ma questo lui non lo voleva capire, infatti vagando con l’immaginazione si ritrovò in punto che da anni cercava di evitare. Una strada che nessuno ha avuto mai il coraggio di attraversare, ne a piedi ne a bordo di un mezzo. Era la via più buia della città, c’erano infinite dicerie su questa insolita strada, da chi diceva che era rifugio di demoni a chi diceva che era il rifugio del diavolo. Insomma leggende metropolitane che rabbrividivano. 

Il ragazzo senza rendersene conto e fantasticando con la testa tra le nuvole o meglio con la testa sulla luna che aveva dinanzi a sè entrò senza troppo esitare in questo tetro e macabro anfratto. Appena mise un piede all’interno subito smise il suo bel sogno, la paura lo circondava come la foschia e lo smog nelle vie aeree, sentiva il cuore accelerato come se fosse una mitragliatrice della seconda guerra mondiale al fronte, le mani e le gambe tremavano come quei peluches che hanno la cordicella per farli muovere autonomamente. Era in preda al panico, la terra sotto i piedi non era più asfalto compatto, sembrava quasi sterrato con odore di calce appena  fatta, più che una semplice via buia sembrava quasi un cantiere. L’unica piccola sicurezza era la luna nel cielo, che ancora riusciva a scorgerla tra i palazzi che oscuravano questa dannata via interminabile. 

Più lui camminava più sembrava allontanarsi la luna, cosa contronatura visto che lui stava percorrendo la strada andandole incontro. Era un tunnel di terrore, ora più che mai perchè gli occhi iniziavano ad abituarsi all’oscurità dando vita alle ombre della notte, esseri che vediamo solo quando ci abituiamo al buio, sembravano seguirlo senza mai lasciarlo andare, lo braccavano come un guinzaglio, erano la sua ombra e il suo incubo, l’afa mischiata all’odore del cemento fresco lo inaridivano e gli asciugavano la trachea. Piano piano si sentiva quasi cedere e capitolare al terreno come un sacco di iuta, ma non voleva cedere per nessun motivo, quella via maledetta non doveva averla vinta. Magari se avesse superato la via qualcuno lo avrebbe visto uscire e sarebbe diventato una specie di eroe della città, chissà chi può dirlo. Fatto sta che lui questo lo stava pensando, sorridendo e  lasciandosi cadere nel bel mezzo di quella strada orrida. Sapeva che non sarebbe mai uscito di li e che nessuno l’avrebbe mai trovato, visto che nessuno andava mai in quel luogo leggendario, ma le forze lo avevano abbandonato del tutto niente lo reggeva più in piedi, l’aria era talmente rarefatta che sembrava davvero di essere in quella luna gigante davanti a lui, tutto si stava spegnendo anche quel fievole raggio che le dava una speranza di uscita. 

Tutto taceva e il corpo inerme era steso sull’asfalto come un dipinto di kandiskij su tela, nulla sembrava muoversi e avere vita in quel luogo oscuro, nemmeno Mark aveva più voglia di muovere gli arti, ormai si era abbandonato alla sua sorte. 

Chi arrivò da Mark nella via?

  • Un essere sovrannaturale spinto dalla forza della luna (25%)
    25
  • Un ombra che è intrappolata nella via (75%)
    75
  • Il diavolo per portarlo negli inferi con se (0%)
    0
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2 Commenti

  1. Ciao! Scusami ho visto che avevi pubblicato la storia un paio di giorni fa ma non avevo avuto modo di leggerla, oggi rivedendo mi sono accorta che non avevi ancora ricevuto nessun voto e nessun commento e in effetti anch’io leggendo stavo passando oltre, ma mi sembra giusto farti notare le cose che non vanno nel tuo incipit così che tu possa migliorare.
    Innanzitutto la scrittura, nella tua descrizione dici: “Spero di colpirvi coi miei racconti e di piacere con le terminologie che utilizzo.” Non puoi promettere qualcosa che non mantieni. Il testo va riletto perché ci sono vari errori grammaticali, di ortografia e di punteggiatura. Le descrizioni sono molto banali, per essere un Horror non mi ha fatto paura per niente (ed io sono molto sensibile da questo punto di vista). Il personaggio anche se è una figura trita e ritrita avresti potuto farlo più tuo e renderlo più interessante, all’inizio il fatto che nessuno se lo fili diventa ridondante e noioso.
    Perdonami se ti ho fatto tutte queste critiche, non è per buttarti giù, ma ignorare la tua storia sarebbe stato peggio io credo, io vorrei sapere cosa non va per poter fare meglio e non essere ignorata totalmente senza capire perché.

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