Corsa per la storia

Dove eravamo rimasti?

Alexander... Accetta la missione (100%)

Berlino, 1933

-Signor Rogh. Accetto!-

Un sorriso da orecchio a orecchio si fa largo sul viso di Albert.

Scatta dietro la scrivania per prendere una busta da lettera che poi mi consegnerà insieme al teletrasportatore.

-Qui è contenuta una foto di Sharon e delle informazioni basilari in tedesco.-

Si ferma un momento per poi dirmi:

-Lo sai un po’ di tedesco, vero?-

-Beh, certo. Non avrei accettato altrimenti!-

Albert tira un lungo sospiro di sollievo.

-Ci troviamo nei sotterranei del museo tra due ore, così avrà inizio la procedura. Questa è una mappa per raggiungerli e un passpartout.-

-D’accordo. Ci vediamo dopo.-

Mi volto ed esco. La mia testa è colma di domande, Come sarà la procedura? Sentirò dolore?, ma nel contempo sono elettrizzato, E quando mi ricapita un’occasione simile?!

Passa un’ora e mezza, e sono davanti alle porte del museo.

Perché è chiuso? penso tra me e me, fino a quando non vedo arrivare una guardia, alla quale mostro il pass ed apre. Prendo la mappa dallo zaino e la apro per orientarmi in quel dedalo chiamato museo.

Per fortuna impiego una ventina di minuti, e arrivo in una stanza molto grande, con scarsa illuminazione e sul fondo un pannello di controllo. Mi si avvicina Rogh:

-Sei qui, perfetto!-

Mi accompagna dietro i controlli, notando che sono più complicati del previsto.

-Lui è Ben. Sarà colui che monitorerà la partenza e la tua presenza sul posto.-

Ben è un uomo calvo, senza peli in viso e con le dita lunghe e sottili.

Mi fanno posizionare al centro della stanza con il teletrasportatore settato sull’anno 1933.

-Quando ti faccio segno, premi il pulsante posto sotto lo schermo. Si aprirà il portale.- mi dice Ben con voce tonante -E mi raccomando, non agitarti mentre lo attraversi.-

Io annuisco semplicemente.

Poco dopo Ben alza mano con il pollice alto, e io agisco.

Davanti a me si apre lentamente uno squarcio temporale. Guardo Ben e Albert, che mi salutano e mi augurano buona fortuna.

Io metto il primo passo nello squarcio, poi il secondo. Sono dentro!

Intorno a me il buio totale, ma all’improvviso una luce intensa mi pervade, e mi ritrovo di colpo in un ambiente con edifici dai colori spenti interrotti solo da manifesti di propaganda appesi.

Cammino in una strada silenziosa, da solo. Quando un chiasso improvviso proveniente da una piazza poco lontana echeggia nella via. Vedo delle persone che sventolano bandierine con i simboli di tre partiti.

Alexander...

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