Dentro l’oscura, fredda e metallica tana del bianconiglio

Dove eravamo rimasti?

Non importa, ti rispondo, alla domanda che mi stai facendo. Non importa cosa vogliono dire quelle ultime frasi, lo capirai. Adesso decidi. La storia proseguirà con una vena più onirica, ma altrove, con ulteriori approfondimenti riguardo la cosa che trafigge la realtà. (50%)

Primo Passeggero, Seconda Anomalia, Terza Fermata

Ammettiamolo, iniziare a leggere questa storia è stato un vero e proprio spreco di tempo, non è vero? Non è questo che ti stavi dicendo fino a poco tempo fa? Sì, mi riferisco proprio a te.  A te che in questo momento chiedi alla tua stanca mente se non ci sia uno sbaglio, un qualsiasi errore fra le righe che adesso ti ritrovi a leggere. Non sprecare energie con questo dilemma, la risposta è no. L’ho scritto proprio così questo finale. Hai letto bene: Fi-na-le. Non proseguirò, quindi non irritarti, non prenderla sul personale. Arrivederci e addio, niente rancore.

Erano proprio queste le parole che il signor Harry Hendicks, con smisurata goduria, leggeva e rileggeva seduto comodamente nel sedile dell’autobus su cui era salito solo pochi istanti prima. In tutta la sua miserabile vita non aveva fatto che obbedire a ordini, rifletté con la testa appoggiata al finestrino. Harry fai questo, Harry fai quest’altro. Harry scrivi questo, vedrai che i tuoi fan, i tuoi stupidi fan adolescenti, ameranno questa parte assolutamente non necessaria. Cinquant’anni di pubblicazioni, cinquant’anni di suoi libri distrutti. Distrutti e rimontati. Uccisi dalla casa editrice malefica a cui ormai aveva venduto l’anima. La politica della Jers, il vero inferno (di cui pochi, all’esterno della cittadina in cui era, erano a conoscenza) era semplice, comoda per i codardi a cui piaceva avere successo facile. Loro leggevano il tuo libro e sì, certo che lo avrebbero pubblicato, a patto di apportare qualche modifica. Tu accettavi; tanto, altro modo per sfondare (tra le vecchiette e le madri eccessivamente irritate dal proprio lavoro, ossia le uniche che avrebbero letto l’opera per cui avevi sprecato notti intere) non c’era, e poi subito successo assicurato. Successo assicurato di un altro libro, perché da quei cambiamenti ciò che avevi scritto moriva. E chiaramente la fama acquisita non andava oltre i confini di quella squallida città. Ma adesso era finita. Non doveva ripensare ai suoi fallimenti. Doveva soltanto continuare, come aveva fatto fino ad allora, a leggere nel piccolo schermo del suo cellulare ciò che aveva scritto. Le ultime frasi che interrompevano bruscamente a metà il suo ultimo romanzo, pubblicato on-line. Quello era un atto di ribellione. Una vendetta contro non soltanto la Jers, ma come anche, simbolicamente, contro tutto il suo schifoso passato (a cui cercava di pensare il meno possibile). La casa editrice era stata fregata da Harry molto facilmente. Ormai era uno scrittore senz’anima affermato, e loro avrebbero fatto qualsiasi cosa per svuotare altri portafogli dei cittadini di quel buco di mondo. Pochi come lui avevano ottenuto quel successo lì. E quindi la Jers era stata disposta pure a pubblicare on-line (lui li aveva conviti dicendo che sarebbe stata un’innovazione, dato che loro non l’avevano mai fatto) qualcosa che, per tutti, sarebbe stata una sorpresa. Anche per loro. Sembra assurdo, ma è stato proprio ciò che è accaduto. Nella sua trascurabile esistenza c’erano stati pochi momenti salvabili, interessanti. O almeno così ricordava. Era nato, cresciuto, e morto in quella città. Fine, pacchetto standard della vita. Niente di speciale, come tutti gli altri. E quanto più pensava alla sua squallida vita, quanto più gioiva per la sua veloce morte. Con tutti i suoi 54 anni e quello schifo di esistenza non poteva essere altrimenti. Oh sì, aveva avuto una moglie che, essendo molto più giovane di lui, lo aveva sposato per soldi. Ma lui aveva fregato tutti. Eh sì, lui aveva fregato tutti uccidendosi. La morte rapida e indolore (anche se, in effetti, l’atroce rumore della pistola lo aveva spaventato) successiva alla pubblicazione del romanzo incompleto (finito come riportato all’inizio) era stata un vera e propria liberazione. Eppure, neanche la morte lo voleva con sé. Era morto? Beh, l’ultima volte che si era guardato allo specchio aveva trovato un buco in mezzo alla fronte. Eppure, ragionò, era ancora in vita. O così credeva. Concluse che non gli importava. In quel momento, sentenziò, era sull’autobus. Vivo o morto non importava. Dopotutto, nessuno ci avrebbe fatto caso comunque. Dopotutto, l’autobus era vuoto, ed era solo alla terza fermata. Chiuse il cellulare. Sorrise al suo futuro, ovunque sarebbe stato. L’autobus si era fermato. E con lui anche il tempo. Quell’orrore durò solo un secondo, ma gli trafisse quel che restava della sua mente. In quel lunghissimo secondo ecco accadere qualcosa di veramente stranissimo: il guidatore era uscito dalla sua cabina. L’uomo che guidava però, non era più lui. Era una bambina piccola. In quel momento, in cui ogni suo arto si irrigidì fino all’inverosimile, cercò di vedere in faccia la bambina. Ma la sua vista si appannò. Si aprì letteralmente uno squarcio nell’aria, nella realtà. E poi la bambina impaurita sparì. Tutto tornò al normale. E nell’autobus, fermo alla terza fermata, salì colui che si sarebbe rivelato il demonio, nascosto fra un trio di sorridenti ragazzi giovani.

Questa è stata (e sarà) la puntata meno onirica e surreale fra tutte. Non continuare se vuoi pretendi risposte subito, e non solo alla fine.

  • Ritorneremo dalla bambina (60%)
    60
  • Andremo subito al punto della storia, scoprendo (quasi) tutti gli altri personaggi (20%)
    20
  • Capiremo se Harry è vivo o morto (ma non come) (20%)
    20
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12 Commenti

  1. Io sono per la bambina!
    Bel racconto, ben strutturato, tuttavia, come ha già sottolineato Gianluca, succedono veramente poche cose.
    All’inizio mi sembrava un po’ noioso, però poi hai dato un grande colpo di scena con l’apparizione di una bambina

  2. Ciao Non Importa,
    ritorneremo dalla bambina.
    Quando ho letto il primo paragrafo ho pensato: “no, un altro che molla il racconto…” poi ho letto il seguito e ho tirato un sospiro, non mi piacciono le cose lasciate a metà.
    Questo episodio mi è piaciuto più del primo, a essere sincera, è più strutturato, nonostante le “stranezze” che ci stanno vista la piega che vuoi dare alla storia.
    Mi permetto di farti un appunto, se me lo consenti: ho notato che non hai risposto ai commenti dei lettori, se puoi cerca di trovare un minutino per farlo, le persone ti dedicano parte del loro tempo per la lettura dei capitoli e per commentare, sarebbe carino rispondere. Se poi riesci a fare una capatina anche sui racconti degli altri, non dico il mio che è praticamente finito, per dare una tua opinione, sarebbe carino anche quello e in più, magari, porterebbe qualche lettore in più, e i lettori sono importanti perché portano feedback… 😉 e noi siamo qui per questo, no? Per crescere. 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, chiarisco un attimo la questione che hai voluto farmi notare (giustamente; anzi, ben vengano gli appunti o le critiche): avendo iniziato da poco qui (mi sembra una settimana o meno), ad essere sincero, devo dire che non avevo fatto caso al fatto che si potesse rispondere ai commenti… Non me n’ero proprio accorto. Mi aveva fatto piacere ricevere delle note da altri lettori ma le avevo lette distrattamente e con fretta, dato che il giorno in cui iniziai a scrivere su questa piattaforma non era un buon periodo (per motivi personali) e avevo un sacco di cose per la testa. Perciò il tempo che ho passato su questo sito, dopo il primo episodio è stato veramente esiguo (per dire al verità solo ieri mi sono ricordato continuare la storia). Per quanto riguarda le storie da seguire è la stessa storia: passandoci pochissimo tempo (e praticamente dimenticandomene) non ho esplorato la piattaforma. Grazie per il commento e, se hai avuto la pazienza di leggere tutto questo papiro che ho scritto, sarai felice di sapere che ho letto il tuo incipit e l’ho trovato molto interessante. Sto leggendo anche altro e, se il tempo e la mia situazione attuale me lo concede, capirò di più su questo sito.

    • Super d’accordo. TheIncipit si è svuotato molto ultimamente. Il suo intento principale è quello di leggere e far interagire i creators; oltretutto stiamo tutti imparando qualcosa, sulla scrittura e su noi stessi, ed è un network più bello se ci si commenta a vicenda con spunti o consigli. Detto questo, alla prossima 🙂

  3. Importa qualcosa se non decido di non decidere?

    A te forse non importerà, a me sì perché questo incipit mi è piaciuto molto.
    Scritto divinamente, chiaro e a dir poco terrificante. Hai dato tre scelte tutte diverse tra loro e, scherzi a parte, è stato molto difficile decidere quale scegliere perché tutte e tre le opzioni sono molto interessanti e da esse dipende l’intero corso del racconto.
    Alla fine ho votato affinché la storia riveli la sua vera forma.

    A presto

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