DICE KINGDOM parte III

Dove eravamo rimasti?

Mi spiace per i due capitoli di spiegoni, ma nel prossimo ci sarà più movimento. Cosa succederà una volta tornati alla torre rovesciata? I nostri cadranno in una trappola (80%)

LUCE ROSSA

«Non ho Dadi da Battaglia per voi, né cappe o qualcos’altro con cui proteggervi» li avvertì il vecchio Guardiano, «una volta tornati nel regno potrete contare solo sulle vostre capacità.»

«E come dovremmo cavarcela?» Domandò Randi.

«Sei tu quello dei trucchi, inventati qualcosa!» Rispose Guanting.

“Sono uscito dalla discarica del regno e c’ero finito in mutande” pensò Fulvio, “posso farcela”.

Il Guardiano lanciò il Dado dei Domini e quello sprigionò qualche scintilla, sbuffò e gli ricadde in mano.

«Forse è un po’ arrugginito» constatò. Agitò il dado nel pugno e lo tirò di nuovo. Il dado si bloccò a mezz’aria, iniziò a roteare sempre più rapidamente e a brillare di un caldo bagliore d’oro. Poi ci fu un flash e Fulvio fu investito da un torrente di luce che lo sospinse al di fuori della sua realtà e dentro l’altra, quella partorita dall’immaginazione dei tre fondatori.

Quando i piedi di Fulvio riappoggiarono su un piano solido il suo stomaco gli saltò in gola e quel poco che ci aveva buttato dentro nelle ultime ore finì sul pavimento. Appena si fu ripreso constatò che gli altri non se la passavano meglio. L’unico che sembrava a posto era il Guardiano, che si guardava attorno con aria preoccupata.

«È peggio di quanto pensassi» commentò.

Nella mezza giornata che gli ex-Giocatori avevano trascorso nel mondo reale la torre rovesciata era drasticamente mutata. Fulvio non riconobbe subito il portone al di sotto della fontana da cui era arrivato: la piazza centrale di Borgo Paggio era sprofondata e l’area era infestata di viticci rossi lunghi come i tentacoli di un calamaro gigante. Le scintille rosse galleggiavano dovunque come grasse sfere di polline e l’aria aveva un odore aspro, non proprio sgradevole ma fin troppo intenso, che riempiva le narici e faceva starnutire.

«Vi ricordate cos’è successo a Tobias quando è stato infettato da questa roba?» si preoccupò Randi.

«Forse è meglio non respirare troppo» rispose Guanting, «e teniamoci alla larga dai tentacoli del terrore.»

«Dobbiamo raggiungere la Forgia» tagliò corto il Guardiano, «lì c’è un passaggio per il laboratorio del Fabbricante di Dadi. Attenzione a dove mettete i piedi.»

Borgo Paggio aveva un che di inquietante anche in condizioni normali, ma la nebbia di scintille rosse che aleggiava nell’aria lo aveva trasformato in uno scenario da incubo. I cinque camminavano su una distesa di marciume, i viticci strisciavano e sibilavano sotto i loro piedi e ogni tanto s’imbattevano nei resti di una guardia spolpata dall’interno. Corinne sembrava la più turbata del gruppo, ma nessuno le rivolse la parola.

Arrivati alla Forgia il Guardiano si rallegrò nel constatare che, laggiù, l’infestazione sembrava aver attecchito con minore aggressività. Dei due livelli su cui si suddivideva solo quello superiore, a uso dei Giocatori, ne mostrava tracce, mentre quello più in basso, occupato perlopiù da una grande pompa e altri macchinari incomprensibili ma apparentemente necessari per il funzionamento del gioco, ne era quasi del tutto privo. I pochi viticci che vi trovarono sembravano rinsecchiti e li strapparono a mani nude dalle pareti senza troppi problemi, rivelando quello che sembrava il coperchio di un tombino.

«Bisogna risalire la torre passando da fuori» spiegò il Guardiano, «ma non salgo lassù da un bel po’. Il laboratorio di Oliver è sicuro quanto il Santuario della Corona, ma non si sa mai cosa potremmo trovarci.»

«Soffri di vertigini?» Domandò Guanting a Randi, che sembrava pensieroso.

«No», rispose lui, «è che il covo dei Predatori è da queste parti. Ci ho lasciato tutti i miei appunti.»

«Alla fine hai avuto le tue risposte, no?» osservò lei.

«Più o meno…»

«Se sei curioso potrai farti una bella chiacchierata con colui che ha messo in piedi tutto questo» intervenne il Guardiano, «non tergiversiamo oltre.» Rovistò nelle sue tasche e ne estrasse una elaborata chiave nera che usò per aprire il tombino, che era collocato sulla parete affacciata sull’esterno della torre.

«La scaletta compare solo se si passa per di qua» disse il Guardiano. Poi fu tirato contro la parete. Qualcosa lo strattonava da fuori. Il mantello lo soffocava e cercò di toglierselo, ma prima che ci riuscisse fu strattonato con violenza e scaraventato di fuori.

Tutti fecero un passo indietro, mentre dal tombino aperto sull’abisso spuntò un lungo artiglio di metallo, poi un altro e un altro ancora, come zampe di un insetto predatore che tastavano i dintorni in cerca di una vittima. La cosa che aveva preso il Guardiano scivolò dentro la Forgia. Era un’armatura delle Guardie della Corona, trasformata in qualcosa che ricordava un ragno di metallo dal busto umanoide. Altre cose come quella si calarono dal soffitto della Forgia e circondarono Fulvio, Randi, Guanting e Corinne, che si strinsero schiena contro schiena.

«Il gioco è finito» disse una voce distorta proveniente dagli elmi vuoti delle guardie-ragno, «ma possiamo ancora divertirci!»

«Ma non è la voce…» bisbigliò Guanting.

«Sì» confermò Fulvio, «è la bambina pazza.»

Come se la caveranno i nostri impavidi ma disarmati eroi?

  • Verranno salvati (67%)
    67
  • Lotteranno con quello che hanno (33%)
    33
  • Cercheranno di scappare (0%)
    0
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60 Commenti

  1. Verranno salvati!
    Siamo quasi in dirittura d’arrivo, ci vuole un sospiro di sollievo a cui far seguire un altro tuffo al cuore o meglio allo stomaco.
    Ciao Dapiz, certo che stanno messi maluccio i nostri, hai creato un mondo ostile da cui trovare scampo in qualche modo.
    Aspetto per sapere e ti auguro un buon inizio di settimana.

    Alla prossima!

  2. Dapiz,
    d’altra parte il tuo è mondo fatto di regole, come ogni buon gioco che si rispetti, quindi ogni tanto gli spiegoni ci stanno. Non ti nego, però, che rispetto agli altri questo capitolo abbia subito un po’ il dover spiegare le regole di un gioco che noi lettori non conosciamo fino in fondo, quindi risulta un tantino troppo didascalico e lento. Diciamo che avresti potuto lavorarci un po’ di più ma niente di irrimediabile. Di certo saprai come riprenderti facendo cascare i nostri in una trappola.
    A presto

    • Sono d’accordo, sapevo che piazzare due spiegoni uno dietro l’altro poteva non essere una grande idea, ma ci sono cose di cui ti rendi conto solo dopo averle fatte. Comunque considero questa pubblicazione su The Incipit come una prova generale per Dice Kingdom, di sicuro quando ci rimetterò mano ci saranno dei cambiamenti 🙂

  3. Omg Dapiz non lo so: il quinto capitolo era proprio un bel twist di quelli che ti fanno saltar su dalla sedia. Questo capitolo sembra invece proprio di setting e dai commenti anche tu non ne sembri molto convinto (ti sei sentito come girare in tondo?).
    Ho votato affinché vengano imprigionati, come se Bastion Regio si rifiutasse di accoglierli.
    Alla prossima 🙂
    Ps : ho concluso la storia 🙂

    • Più che girare in tondo, forse ho imboccato la strada contromano: col senno di poi questa spiegazione sull’origine del regno avrei potuto spostarla alla fine, ma ho preferito metterla prima per non rischiare di rimanere senza spazio a sufficienza poi. Credo che quando andrò a rivedere il racconto questa parte sarà riscritta ed espansa. Appena riesco leggo la conclusione della tua storia, intanto grazie!

  4. Ciao, Dapiz.
    non preoccuparti per gli “spiegoni”, in fondo hai creato un mondo particolare, fantastico con regole tutte sue: c’è bisogno di qualche chiarimento, soprattutto per me che non sono molto pratica di giochi di ruolo e tendo a confondere le cose.
    Non ho capito il senso di questa frase: “«La corona non è al di sopra delle regole del gioco, ma ne è anche il motore»”. La corona NON è al di sopra o la corono NON SOLO è al di sopra?
    Io voto la trappola e aspetto il nuovo capitolo.

    Alla prossima!

    • Per questa storia mi ero ripromesso di impegnarmi sullo show don’t tell invece di mitragliarvi con gli spiegoni e in parte credo di esserci riuscito, ma devo ancora imparare a risolvere un mistero senza dover ricorrere a un personaggio che spiega cose per due capitoli 😛
      Per quanto riguarda la corona è corretto che NON sia al di sopra delle regole: quello che volevo dire è che quando Corinne ha espresso il suo desiderio non l’ha fatto a una sorta di genio della lampada che avrebbe potuto esaudirlo senza problemi, ma a uno strumento (la corona, appunto) che funziona secondo una serie di regole e che ha dovuto ricalibrarsi di conseguenza tenendo in considerazione due diverse esigenze che si contraddicono, il desiderio di Corinne e il suo scopo originale.
      Grazie come sempre e alla prossima!

    • Nel finale del capitolo si implica che i nostri andranno proprio alla ricerca del terzo fondatore, quello che finora abbiamo conosciuto come Fabbricante di Dadi 🙂
      In quanto a Zeno no, lui non tornerà, è un personaggio “postumo” a cui voglio dedicare più spazio nella versione estesa della storia (anche perché la fondazione del regno sarebbe una storia a sé, volendo) ma in questa la sua funzione è solo darci un’idea di come tutto è cominciato, anche se ho volutamente lasciato la questione sul vago perché non si sa mai cosa avrò voglia di raccontare in futuro.
      Ciao!

    • Era ora di cominciare a darvi qualche risposta 😀 Corinne è un personaggio a cui tengo, perchè credo che tra tutti sia la persona più “normale”, pur con le sue molte imperfezioni. Non sono riuscito a dare tantissimo spazio agli altri purtroppo, ma è il rischio di scrivere una storia con tanti personaggi e poco spazio 😐

  5. Ciao, Dapiz!
    serviva proprio questo capitolo, un chiarimento su quanto sta avvenendo nel Regno dei Dadi… una gran bella trovata e adesso? Immagino che l’obiettivo ora sia quello di far finire il gioco anziché vincerlo. Cominci il finale al sesto capitolo e fai bene, la preparazione alla fine, in questo modo, sarà efficace e renderà tutto chiaro, senza dubbi. Hai una gran capacità di progettazione, ma te l’ho già detto 🙂
    È bello leggere quel che c’è dentro la testa delle persone, quando quel che viene fuori non è un guazzabuglio di frasi buttate giù a caso e tu, caro Dapiz, fai un ottimo lavoro di estrazione e trascrizione 🙂
    Io comincerei dal rifugio dei tre fondatori, così aggiungi un tassello.
    Alla prossima!

    • Come sempre grazie dei complimenti ^-^ Questa è la storia che ho pianificato meglio tra quelle scritte qui e sono abbastanza soddisfatto di come pian piano sto mettendo giù i vari tasselli che avevo in mente… molti purtroppo sono rimasti in fondo al cassetto per via dei vari tagli, ma credo che li reintegrerò presto. Ciao!

  6. Dal vecchio rifugio dei tre fondatori

    YEEEE! Bel colpo di scena! Ci sono un paio di punti che non tornano, ma direi che è un bellissimo colpo di scena! 😀
    E credo che Luce ne farà un altro: ho sempre pensato che quella bambina abbia molto più da dire (o da far accadere) di quanto non sembri e spero d non rimanerne deluso 😀
    Certo, rimane un dubbio: cosa accadrà ora che il gioco non può più finire? Lo sapremo nei prossimi episodi ^_^

    Ciao 🙂

  7. Ecco letto tutto! Scusami ma è quasi un mese che non accedo al sito. Detox estivo!
    Come sempre la storia mi piace un sacco e come ti ho sempre detto bisogna svilupparla di più in separata sede.
    D’istinto stavo per scegliere l’opzione della vittoria di Fulvio, ma poi ho deciso che visto che siamo al quarto capitolo qualcosa d’inaspettato ci sta.

    • Bentornata 😀
      L’inaspettato è quello che farà progredire la storia più rapidamente verso finale, quindi approvo la scelta 😉
      E sì come ho già detto questo racconto vivrà sicuramente una seconda vita, ho intenzione di lavorarci ancora molto una volta completato e di espanderlo, ma non credo inizierò a farlo immediatamente dopo la sua conclusione…

  8. L’inaspettato è sempre una buona opzione!
    Dapiz, ho appena finito di leggere anche il secondo libro della trilogia, così adesso posso godermi pienamente questo. Leggo che Keziarica qui sotto ti suggerisce di creare dei giochi di ruolo basandoli su questo tuo mondo e, in effetti, che idea pazzesca è?!
    Dopo aver letto tutta la trilogia devo dire che l’impressione iniziale che mi hai dato, di questo mondo che hai creato curato nei minimi dettagli è confermata, l’ho trovato geniale e mai banale. Bravissimo, non vedo l’ora di vedere come andrà a finire questa saga.
    Aspetto l’inaspettato, allora!
    E se volessi passare a leggere anche la mia storia mi farebbe molto piacere, pure.

    A presto!

    • Grazie del complimenti! Essendo sempre stato un videogiocatore e un amante dei giochi da tavolo l’idea di creare qualcosa di questo genere mi ha sempre solleticato, ma per il momento resta un sogno molto molto molto in fondo al cassetto. Magari in futuro!

      Comunque in realtà la tua storia ho già iniziato a leggerla, ma anche io con i racconti già iniziati sono un po’ lento. Appena sono in pari ti commento 🙂

  9. Ciao Dapiz.
    Qualcosa di inaspettato. A parte un se stesso con accento grave, un “puntellati” che mi fa venire in mente i puntelli da carpentiere e uno “scattosi ” che Non ho compreso, non posso che invidiarti la fantasia è la capacità di costruire un mondo credibile!
    Questo è la tua nicchia, potresti tirar fuori giochi di ruolo da paura.

    Alla prossima!

    • Grazie delle osservazioni, la scelta delle parole non è il mio forte purtroppo 😅
      In effetti questo è il tipo di storia che mi trovo meglio a scrivere, anche perché è ancora un terreno relativamente fertile nella narrativa. Faccio parte di una generazione le cui passioni non sono ancora state raccontate molto, ma posso sempre cominciare a farlo 🙂

  10. Ciao Dapiz,
    ti ho mandato il punteggio in parità, scusa…
    Secondo me, la corona genera dipendenza, lo spettro la guardava con bramosia, avrebbe forse voluto indossarla ancora o forse la teme come la morte. Fulvio non resisterà e vorrà indossarla ancora, troppo bello il potere. 🙂
    Mi è piaciuto il capitolo, come del resto gli altri. Ho notato solo una ripetizione di scintille sul finire, ma poca roba, sei sempre preciso e i tuoi testi curati, che altro dire?

    Alla prossima!

    • Hai ragione, quando tornerò a lavorare su questo racconto dovrò sistemare un po’ il linguaggio, le terminologie e le ripetizioni. Alcune cose le ho improvvisate perché non trovavo nomi che mi piacessero ma volevo comunque iniziare a scrivere la storia e “scintille” è proprio uno di questi… Purtroppo per quanto mi piace il world building su queste cose sono negato XD

  11. Fulvio è un po’ un opportunista calcolatore a mio avviso: farà un po’ per sé, almeno all’inizio, e poi vedremo.
    Molto carino nelle descrizioni, questo capitolo. È inutile chiederti spoilers, ma cosa c’entra la Corona coi Coralli Rossi e con tutta l’esperienza pre-mortem fatta in questi primi capitoli?
    Aspetto con ansia!!! Ciao 🙂

    • Sicuramente è più un lupo solitario, ma in caso troverò il modo di farlo collaborare 😉
      Non ho capito quale sia il tuo dubbio di preciso, comunque tra un po’ ci sarà uno spiegone un po’ più chiaro che farà luce su tutte le questioni importanti. In questa storia ho cercato di concentrarmi sullo show don’t tell piuttosto che raccontare tutto a parole, ma se ci sono cose che non si capiscono ditemi pure!

  12. Io dico una missione.
    Dapiz, bello anche questo capitolo (Sono arrivata a metà della prima storia, mi sbrigo, promesso) molto descrittivo e soprattutto ci lasci la bomba della corona proprio alla fine, così da farci venire voglia di leggere subito il prossimo.
    A presto!

    • L’Abisso ha messo la prova Fulvio mostrandogli quella che di fatto è la sua peggiore paura, ossia che non possa mai scappare da suo padre e che anche laggiù tutto sia sotto il suo controllo, ma a quanto pare Fulvio non era d’accordo 🙂
      Anche sull’infezione le cose cominciano a essere più chiare: negli ultimi due capitoli ho suggerito che derivi da una corruzione delle scintille che danno energia al reame e provenga direttamente dalla Corona, il perché lo scopriremo presto 🙂
      Ciao!

  13. E rieccoci alla carica.
    Ciao Dapiz,
    Non sbagli un colpo con questa terza parte, bravo. Ma che te lo dico a fare?!? La descrizione del tempio rosso, chissà perché, mi ha fatto tornare in mente gli ambienti ai piani alti dell’azienda di Fsntozsi, con tanto di Gran Farabutt… ma è stato un attimo di ricreazione dei pensieri, poi tutto di è rifatto serio.
    Nella frase: “dove ne trovò il proprietario” avrei omesso il ne, ma è solo una mia idea.

    Ci si rivede al terzo, io voto per la visione.

    Alla prossima!

  14. Ciao Dapiz!
    avevo scritto tutto un commento, con impressioni, complimenti e segnalazioni… poi ho votato e il commento è sparito, come per magia…
    Ricomincio, sperando di ricordare tutto:
    ritorno alla grande! Bello davvero questo episodio, hai questa capacità di raccontare gli ambienti e di farlo senza creare fronzoli che, forse te l’ho già detto, ti invidio parecchio. Sai mostrare quel che hai in testa, come fa un regista quando ha in mente una scena e mette tutta la sua maestria per trasmettere allo spettatore quello che lui, proprio in quel momento, vuole fargli vedere. Anche tu hai questa dote, far “vedere” le scene al lettore e a me quello che “vedo” piace parecchio. Benissimo, anche meglio del precedente.
    Giusto per non sembrare troppo ossequiosa, ti dico che nella frase: “Poi l’aria tornò a riempire i suoi polmoni e si risvegliò da quell’incubo soffocante.” io, il soffocante, lo avrei omesso, anche perché si capisce che lo è da quanto scritto sopra. Ti segnalo anche un accento grave, anziché acuto, sul sé finale. Ma sono proprio quisquilie… 🙂
    Bravo, Dapiz. Bentornato.
    Il voto incriminato è andato al padre, anche se mi sarebbe piaciuto un personaggio misterioso… ma, da parte mia, sarebbe risultato troppo scontato.

    Alla prossima!

    p.s. so che ho dimenticato di scrivere qualcosa, ma non so cosa 😉

  15. Dapiz,
    voglio essere sincera. Quando ho letto III nel titolo di questo racconto mi è scappato un “ecchepalle” ma mi hai convinta a leggere l’incipit grazie al commento che hai lasciato qui sotto. Credo tu abbia creato un mondo veramente geniale e aspettati una visita anche nei due racconti precedenti, piano piano li recupererò per mettermi in pari perché mi hanno incuriosita molto.
    Grazie al recap, almeno in questo primo capitolo del racconto, non ho notato una particolare necessità di dover leggere i racconti precedenti, anzi, mi sono subito tuffata nel mondo di Fulvio e mi è piaciuto molto il tuo incipit.
    L’unico appunto che mi viene in mente di farti è che cominci quasi tutte le tue frasi con i verbi, non che questo sia un errore, ma variare aiuterebbe a dare un po’ di movimento alla prosa.
    Ci si legge, a presto!

    • Ciao, ti ringrazio moltissimo di essere passata di qua e di esserti soffermata sul mio racconto nonostante sia ormai più vicino alla fine che all’inizio. Anche io sono molto restio a leggere storie già iniziate, quindi capisco il fastidio, ma sono contento che tu non abbia avuto grosse difficoltà a orientarti nel mondo che ho creato.
      Ti ringrazio anche di avermi fatto notare la tendenza a iniziare le frasi con i verbi, tra i tanti problemi che riscontro nel mio modo di scrivere di questo non mi ero ancora accorto, ma d’ora in poi cercherò di fare più attenzione. Se hai qualche altra osservazione di questo tipo fammi sapere, apprezzo molto questo genere di critiche!

      Ciao e grazie ancora! 🙂

  16. Benvenuti a questa terza e ultima parte di Dice Kingdom!
    Il periodo è un po’ sfortunato per iniziare un nuovo racconto, specie se è il secondo seguito di uno già iniziato, ma spero comunque che qualcuno abbia ancora voglia di seguirmi fino alla fine dell’avventura! 😎

    Per chi dovesse partire da ora consiglio di recuperare le prime due parti, ma in caso ecco un brevissimo RECAP per raccapezzarsi un po’ nella vicenda.

    Il protagonista è Fulvio, un ragazzo dei nostri tempi che sogna di sfuggire dalla vita che il padre, autoritario uomo d’affari, ha già deciso per lui. Fulvio vive in una città di nome Gramigna, che nasconde un segreto magico: un regno nascosto in cui si svolge un gioco chiamato Regêm Dice i cui partecipanti combattono per conquistare la Corona del Re Campione, un manufatto che a quanto si dice è in grado di esaudire i desideri. Fulvio intende vincere la corona e riuscire dove il padre ha fallito, ossia prendere il controllo della sua città per salvarla dal disagio e dal decadimento che la stanno divorando.
    I suoi avversari (quelli rimasti in piedi, almeno) sono Corinne, una ragazza a cui piace atteggiarsi da eroina, Randi, un giovane che vuole svelare i misteri del regno dei dadi e apprenderne i segreti per diventare un vero mago e portare la magia nel mondo, Guanting, una donna in grande sintonia con il reame magico che intende proteggerlo da influenze esterne, e Luce, un’aggressiva bambina la cui famiglia è legata a quella di Fulvio da fatti non ancora chiari.

    Lo svolgimento del gioco, però, è messo in pericolo da una misteriosa infezione rappresentata da un’infestazione di viticci rossi che corrompe tutto quello che contamina, compresi gli stessi Giocatori, come abbiamo scoperto nell’ultimo capitolo della seconda parte del racconto. Durante lo scontro con Tobias, un Giocatore posseduto dall’infezione, Fulvio ha perso il suo unico Dado da Battaglia, lo strumento che permette ai Giocatori di combattere e difendersi nel gioco.

    Per informazioni sulle regole del gioco qui c’è il manualetto che ho pubblicato sul mio sito: https://www.dapiz.it/manuale-dice-kingdom/

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