HYDOR

Dove eravamo rimasti?

Cosa ricorderà? Un piccolo flashback, ma niente di più per il momento (77%)

Bagliori

Si sforzò, ma la sua mente era vuota. D’un tratto, ricordò un lampo di luce dorata che la colpì in pieno e poi tutto svanì nuovamente. Riportando alla memoria quel ricordo di un istante si sentì come nuovamente colpita. Si portò la mano libera alla testa e mugugnò di dolore.

“Calmati piccola! Non preoccuparti ce lo dirai dopo” la consolò la donna.

Era passato un quarto d’ora e finalmente si udì la sirena dell’ambulanza. La ragazza ebbe paura di quel suono sconosciuto.

“Non avere paura, stanno venendo per aiutarti” disse il ragazzo.

Lei cominciò a piangere.

Non sapeva chi fosse.

Si sentiva un’estranea nel suo stesso corpo e non sapeva cosa fosse quel mondo dov’era sbarcata, ma d’altronde non sapeva nemmeno da quale mondo lei provenisse.

L’unica cosa che sapeva era che doveva proteggere qualcosa.

Aprì il pugno ancora serrato e nel palmo custodiva una pietra rosso spento. Doveva proteggere lei.

L’ambulanza arrivò e la portarono dalla spiaggia su una portantina dopo averle messo un collare cervicale. La ragazza si ritrovò su quello strano mezzo, distesa, con una donna che la sovrastava e che le mise qualcosa che le tappava la bocca e il naso. Subito sentì aria pura entrarle nei polmoni ancora brucianti. Il paramedico presente sull’ambulanza vedendo gli occhi preoccupati della sua paziente cominciò a rassicurarla. Le disse che una volta in ospedale l’avrebbero sottoposta a degli esami per verificare che stesse bene, ma che non c’era nulla di cui allarmarsi perché a lei sembrava già che stesse meglio, bisognava comunque verificare che i polmoni non fossero danneggiati e…

Mentre il paramedico continuava a parlarle, non solo per rassicurarla, ma anche per mantenerla sveglia, la povera naufraga non capiva realmente nulla di ciò che la donna dicesse. Ospedale? Esami? Respiratore? Non conosceva nulla di tutto ciò. Guardava le luci sopra di lei che quasi l’accecavano. Iniziò ad entrare nel panico, sentiva il respiratore stringersi sempre di più come se volesse soffocarla e si ritrovò nel blu più profondo affannata da una nuotata senza precedenti, fuggiva da qualcosa o da qualcuno che la stava inseguendo. Non poteva fermarsi, era vicino, troppo, l’aveva quasi raggiunta. Una voce familiare in lontananza gridò disperatamente qualcosa, un nome… “Alyssaaaaaaa…” si voltò qualcosa riluceva a livello delle sue gambe e di nuovo un bagliore dorato la colpì.

Si alzò di scatto dalla portantina e tentò di liberarsi dalla mascherina che le copriva parte del viso per poter respirare di nuovo. Il paramedico la bloccò e cercò di farla distendere nuovamente. La ragazza respirava affannosamente e farfugliava qualcosa, allora si decise a toglierle il respiratore per capire che stesse dicendo.

“A..A…Aly…Alyss…Alyssa” respirò profondamente “Credo sia il mio nome” riuscì a dire e si sentì più serena.

Non sapeva ancora che fosse, ma almeno ricordava il suo nome.

“Bene! Benissimo! La memoria tornerà poco a poco, è già un buon inizio. Adesso però torna a distenderti e respira lentamente. Stiamo per arrivare”.

Alyssa eseguì le indicazioni del paramedico senza dire nient’altro.

Una volta arrivati al pronto soccorso le fecero tutti gli accertamenti del caso e risultò che non aveva subito particolari traumi fisici a parte la perdita della memoria, si sarebbe rimessa del tutto dopo aver ben riposato. Non seppero dirle se e quando la memoria sarebbe tornata, c’era da pazientare. Purtroppo, non avendo nessuna informazione su di lei, non potevano contattare nessun famigliare e dovettero chiamare la polizia per segnalare il suo caso. I poliziotti le fecero qualche domanda per mettere a verbale l’avvenuto, ma lei non seppe rispondere. L’unica cosa che diceva era : “Dov’è la mia pietra? Ridatemela, per favore”. Gli agenti non sapevano assolutamente di cosa stesse parlando. Chiamarono un infermiere e quello rispose che era una pietra rossa dalla forma un po’ particolare che teneva stretta quando era arrivata. Avevano dovuto strappargliela di mano per poterle fare gli accertamenti.

“Ridammela ti prego” Lo scongiurò Alyssa.

L’unica cosa di cui era sicura era che non doveva assolutamente separarsi da quella pietra. Non sapeva perché, ma lo sentiva. Era importante.

L’infermiere titubante disse: “Credo l’abbiano gettata via!”

Alyssa saltò giù dal lettino e si avvicinò all’infermiere gridando: “Come buttata? Non ne avevate nessun diritto è mia, la devo proteggere!”

I poliziotti la trattennero credendo che stesse per attaccare il pover’uomo. Increduli e sconvolti da quell’insolita richiesta. Ma Alyssa non attaccò l’infermiere si accasciò a terra piangendo come se avesse appreso la notizia del decesso di un suo caro.

Vedendola in quello stato, l’infermiere le promise che avrebbe fatto il possibile per recuperarla e andò via basito.

Vi domanderete cosa sia questa pietra e perché Alyssa deve proteggerla. Credo che ancora non sia il momento di saperlo. Procediamo con

  • Qualcuno ha preso la pietra, chi? (50%)
    50
  • La pietra non si ritrova, come reagirà Alyssa? (25%)
    25
  • Ritrovano la pietra, ma adesso Alyssa non sa che fare, dove andare. Seguiamola. (25%)
    25
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68 Commenti

  • Devo ammettere che questo capitolo non mi ha fatto impazzire, i dialoghi mi sono sembrati abbastanza artificiosi e in generale si vede che è stato scritto di fretta. Tuttavia viene introdotto quello che sembra essere l’antagonista e sembra un personaggio abbastanza interessante. Voto per scoprire ancora qualcosa in più sulla pietra, a presto!

  • Bentornata! A metà storia credo sia il momento di scoprire la verità su Alyssa e portare il racconto verso una fase con maggiore azione. Lo “zio Lucio” è chiaramente sospetto ma devo dire che per un cattivo che vuole la pietra mi immaginavo un’introduzione un po’ più spettacolare, ma forse ho letto troppi fantasy XD Comunque suppongo sia un nome falso o comunque non sia esattamente chi dice di essere, ma potrei anche sbagliarmi… alla prossima!

  • Io invece voto per Alyssa: la pietra la lasciamo indietro, per ora.

    Il capitolo è molto carino. I troppi “quando” te li hanno già fatti notare mentre io ti chiedo cosa significa “tramuto”:
    >ma quello che Alyssa gli aveva appena dichiarato lo aveva tramuto.

    Ciao 🙂

  • Ciao Connie,
    io dico che si scoprirà qualcosa in più sulla pietra, che per il momento resta l’unico elemento fantasy del racconto. Ho avuto l’impressione che il capitolo fosse un po’ lento nella prima parte, dove ti soffermi un po’ troppo a ribadire il distacco tra Alyssa e Leonardo ma, poi, ti riprendi alla grande. Ho come la sensazione che la comparsa di questo zio non porterà a nulla di buono, mi sbaglio?
    A presto.

    • Ciao!!!
      Forse hai intuito qualcosa ma per adesso non rivelo niente…goditi la sorpresa.
      Grazie per il commento, ho pensato fosse necessario parlare di lei e Leonardo per far capire come si sentiva Alyssa rispetto a quello che le era successo la sera precedente.

  • …Quando non aveva le mani occupate le portava automaticamente una ad accarezzare il ciondolo. Arrivò un cliente che la scosse letteralmente dal suo torpore, perché quando le loro mani si sfiorarono accidentalmente quando Alyssa gli porse il menù s’innescò una scarica elettrostatica. Entrambe ne furono sorpresi, ma la ragazza lo fu molto di più quando il signore esclamò…
    ci sono decisamente troppi QUANDO in questo paragrafo è anche nei seguenti. Scusa, ma dovevo fartelo notare.
    Ciao, Connie.
    Il capitolo apre a una svolta, di capisce che lo zio cova qualcosa ma sei testata brava a celare cosa 🙂.
    Le cose si fanno interessanti, voto per qualche chiarimento sulla pietra. Come mi hanno insegnato qui: è bene non mettere in campo troppi personaggi in un racconto 😉.

    Alla prossima!

  • Eccomi! Un capitolo di passaggio in cui si costituisce un nuovo status quo per Alyssa, che però come altri ti hanno già fatto notare appare un po’ troppo affrettato. In particolare, la seconda parte del capitolo (da quando Leonardo fabbrica il ciondolo) soffre un po’ dell’essere solo raccontato e non “mostrato” al lettore facendoci vivere con più intensità quelle scene. In ogni caso non è un problema grave proprio perchè si tratta di un capitolo che fa da ponte.
    Per il prossimo, anche se mi piacerebbe conoscere già un cattivo, preferisco votare per un generico “qualcuno” che conosce Alyssa e che possa indirizzarla verso l’inizio di quella che presumibilmente sarà la sua quest. Su chi sia questo qualcuno si possono fare molte ipotesi… un cattivo in incognito, un suo protettore, un suo rivale… a te la scelta!

    • Si faccio un mea culpa enorme, ho scritto frettolosamente questo capitolo per mancanza di tempo e per voler mantenere una pubblicazione alla settimana, mi sa che sono costretta ad allungare i tempi per fare meglio.
      Grazie tante per i suggerimenti, ne faccio tesoro!

  • Ciao Connie,
    mi sono persa un capitolo, scusa.
    Io direi che a questo punto serve un mentore e potrebbe arrivare dritto dritto dal mondo di Alyssa.
    Ti hanno già segnalato i tempi verbali non concordanti e il fatto che in alcuni punti gli eventi diventano un po’ frettolosi, quindi mi astengo dal dire altro.
    Sono curiosa di sapere cosa può fare la pietra e anche di cosa la nostra protagonista dovrà affrontare per difenderla, gli ingredienti per una bella avventura ci sono tutti, non ti resta che raccontarceli.
    Adesso c’è bisogno di una svolta che ci introduca nel vivo della storia, come dici anche tu, quindi aspetto il prossimo capitolo.

    Alla prossima!

  • Io fondo le due opzioni : qualcuno che fingendosi in amico si vuole avvicinare a lei per sottrarle (perché?) la pietra!
    Ciao Connie 🙂 molto bello e nitido quello che viene raccontato; a mio avviso, c’è solo una cosa a cui fare attenzione: prova a rileggerlo ad alta voce prima di pubblicare, così da concordare in maniera più musicale tutti i tempi verbali. A parte questo, a presto 🙂

    • Grazie del suggerimento. In effetti, rileggo sempre attentamente, ma in questo periodo sono molto incasinata e ho dedicato poco tempo. Infatti, credo che in seguito prenderò più tempo per pubblicare, anche perché si avvicinano le vacanze.

  • Altro bel capitolo, l’atmosfera continua a essere molto realistica però mi è piaciuta l’introduzione di un elemento fantastico alla fine relativo alla pietra. Forse avrei inserito qualche dialogo in più, specialmente tra i due ragazzi, ma è solo una mia opinione. Voto per il cattivo, se prima era un po’ presto ora secondo me è arrivato il momento di introdurre un’antagonista!

  • Il flashback è stato davvero fulmineo!
    Dunque, mi è piaciuto che ci sia un certo realismo nel raccontare tutto il percorso della povera Alyssa tra ospedale e polizia, anche se forse dato il poco spazio il tutto risulta un po’ troppo compresso, ma va bene comunque.
    Come già ti hanno fatto notare appare strano che chi l’ha soccorsa si sia permesso di buttare via un oggetto che aveva con sè. La pietra potrebbe semplicemente essersi persa, ma trovo più interessante che qualcuno possa averla presa, magari qualcuno che non è delle nostre parti come lei.
    A presto!

  • Eccomi! Sono contento di leggere un racconto fantasy che inizia in questa maniera un po’ insolita, ma è proprio quello che mi ha convinto. Leggo che hai intenzione di lasciare molta libertà a noi lettori, che è quello che vorrei fare anche io con la mia prossima storia, quindi in questa cercherò di “giocare” per divertirmi e spero che ci metterai davanti dei bei bivi 😀 In questo caso opto per far ricordare alla tua protagonista solo la sua missione, dal momento che è quello a cui alludi anche nella descrizione del racconto. Per i prossimi vedremo 😉

  • Il mio voto è per il Un piccolo flashback. Penso che sia utile per il prosieguo della storia.
    Interessante anche il tuo incipit, lascia presagire una storia tutta da scoprire. Non sono un amante dei Fantasy però la mia curiosità e la tua bravura mi aiuteranno moltissimo.
    Intanto Ti seguo e ti rinnovo i complimenti per l’incipit.

  • Piccolo flashback!

    Uau, doppio uau, triplo uau! La prosa è in terza persona ma il punto di vista è bloccato su di lei a tal punto da farci sentire come stava affogando e come è stata salvata. Mi piace 😀

    Con poche battute di hai incuriosito parecchio: ti seguo 😀

    Ciao 🙂

  • Gran bell’inizio per questo nuovo racconto! La scena è ben descritta e l’atmosfera è realistica, anche se si comincia a respirare un’aria fantasy/surreale. Poi il tuo stile, anche se il racconto sembra decisamente diverso dal precedente, rimane ben riconoscibile e questa è sicuramente una cosa positiva. Voto per il flashback, vediamo dove ci porterai 😀

  • Bentrovata, Connie.
    Molto bella la scena iniziale del salvataggio vissuto da chi sta per essere salvato, hai ricreato una scena molto vivida e realistica. Dalle opzioni mi sembra di capire che la protagonista riuscirà comunque a ricordarsi chi è ma per adesso io dico che ha solo un piccolo flashback.
    Al prossimo capitolo!

  • Volevo aspettare un po’ prima d’iniziare un nuovo racconto, ma avendo già scritto il primo capitolo, non ho saputo resistere. Magari ci metterò un po’ a caricare gli altri capitoli, ma abbiate pazienza.
    Dal rosa si passa al fantasy, spero vi piaccia.

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