L’isola degli Dèi

In volo

Redi dormiva tranquillo, la mascherina sugli occhi.

Di voli ne aveva presi tanti e il posto corridoio lo annoiava a morte, tanto che si era appisolato prima ancora che l’aereo decollasse.

Il suo amico Benni, tra le risate di Fabrizio e Mattia, si era impegnato a disegnargli due lunghe corna sulla fronte con un pennarello nero. Corna che lui avrebbe notato solo nei bagni del loro primo scalo, scoppiando in una fragorosa risata che gli sarebbe costata diverse occhiatacce da parte malcapitati vicini di orinatoio.

I suoi amici lo conoscevano bene e quando si svegliò lo ignorarono bellamente, limitandosi a ridere e fare il gesto delle corna alle sue spalle. Redi aveva allungato le gambe nello stretto corridoio per stiracchiarle quando una ragazza con gli occhiali e una lunga treccia ramata sbatté con forza contro il suo mignolo. La ragazza lo guardò appena, aggrottando la fronte con un’espressione divertita. Mormorò un «Sorry.» e ritornò sui suoi passi.

Il “Sorry un cazzo” che Redi aveva in canna morì sulle sue labbra, il cuore saltò un battito. Tenne lo sguardo fisso sulla ragazza con la treccia e la guardò allontanarsi per lo stretto corridoio. La perse di vista e fece per alzarsi ma la pressione della cintura ancora allacciata lo fece ricadere all’indietro sul sedile. La slacciò con foga e si rimise in piedi ma non c’era più traccia di lei in quel mare di teste tutte uguali. Era proprio di lei? Tra tutti i luoghi in cui sarebbe potuto essere al mondo era improbabile che lei si trovasse proprio lì, con lui su quell’aereo. Redi scosse la testa, ricadendo pesantemente sul sedile. Il sonno gli aveva giocato un brutto scherzo.

Durante lo scalo dimenticò completamente l’accaduto. Lui, Benni e gli altri due se la presero comoda, tanto comoda che quando Benni cominciò a riscontrare una certa sensibilità ai quattro pasti trangugiati in volo (due dei quali rubati a Redi) era già piuttosto tardi. Se all’inizio era stato divertente osservare gli uomini uscire dal bagno con smorfie di disgusto impresse sul volto, adesso la paura di perdere la coincidenza gli artigliava prepotente lo stomaco. Mezz’ora dopo i quattro si ritrovarono a correre per l’aeroporto, i loro nomi in last call negli autoparlanti.

La ragazza con la treccia era già nel suo aereo. Uno di quei nomi lei lo conosceva bene.

Aveva cuore in gola e farfalle nello stomaco.

La libertà formicolava sulla sua pelle lasciandole caldi brividi lungo la schiena.

Ela aveva affrontato il suo primo volo, il suo primo espatrio, il suo primo vero viaggio.

Le dolevano le gambe e il collo per la posizione scomoda in cui si era addormentata ma in quell’aeroporto straniero camminava a un metro da terra. Nulla avrebbe potuto frenare il suo entusiasmo, neppure il suo bagaglio in ritardo. Mary e Giulia erano sedute sulle loro enormi valigie e lei aspettava ansiosa di vedere apparire anche il suo zaino.

Una dolorosa gomitata tra le costole di Mary la fece voltare speranzosa verso il nastro trasportatore. «Quel gruppo di ragazzi ti fissano e ridacchiano.»

Ela sbuffò, distogliendo a fatica gli occhi dal nastro. «Ma dove?»

Mary puntò la testa verso l’unico capannello di persone rimasto. «Dall’altra parte del nastro.»

Ela individuò subito il ragazzo che l’aveva quasi fatta inciampare durante il primo volo. Aveva lavato via quelle ridicole corna dalla fronte e ora la fissava apertamente, con i suoi amici sghignazzanti attorno a lui. «Ah, quello. È lo stronzo che aveva il piede nel corridoio. Starà ridendo di me con i suoi amici.» Ela abbassò lo sguardo, le guance in fiamme. Le era sembrato di averlo già visto ma non riusciva a capire dove.

In quel preciso momento lo zaino fece la sua trionfale apparizione e mentre lo sistemava su un carrello insieme alle valigie delle sue amiche, Giulia le afferrò il braccio, sussurrandole all’orecchio: «Ela, sta venendo qui!»

Ela alzò lo sguardo e i suoi occhi incrociarono quelli nocciola del ragazzo delle corna. Aveva i capelli scuri un po’ ricci e arruffati, una barbetta appena accennata e un orecchino a cerchio sull’orecchio destro. Era molto più alto di lei. «Ciao.»

«Ciao» rispose lei, incerta. Lui sollevò l’angolo della sua bocca sottile per rivolgerle un sorriso. Ela lo fissò di rimando, stupefatta. «Volevi dirmi qualcosa?»

Il sorriso scivolò via dal viso del ragazzo. «Non… Tu non sai chi sono?» chiese lui con una punta di delusione nella voce.

Ela lo guardò di nuovo con più attenzione. I suoi occhi si mossero su quel viso stranamente familiare e si soffermarono sulla fronte ancora leggermente arrossata dove prima erano disegnate le corna. Aveva l’impressione che qualcosa si stesse nascondendo dietro un velo nella sua mente, appena fuori dalla sua portata. Prima che Ela potesse parlare, lui le voltò le spalle e si allontanò. Lei rimase a fissare la sua schiena, credeva che non si sarebbe più guardato indietro ma lui lo fece. Urlò: «Ci si vede, Mela!»

La consapevolezza ebbe lo stesso effetto di un pugno nello stomaco.

Una persona sola la chiamava così: Tancredi.

Nel prossimo episodio:

  • Ela e Redi non si incontrano per ora. (8%)
    8
  • Un tuffo nel passato. (75%)
    75
  • Redi e Ela si incontrano di nuovo, stavolta non per caso. (17%)
    17
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67 Commenti

  1. Ciao Trix.
    “decise che avrebbe provato a raddrizzare quel giorno al contrario che stava vivendo“. Scrivi una cosa del genere mentre anche noi lettori viviamo un qualcosa al contrario. È geniale e mi piace pensare che è una frase voluta e che da lettore ho colto 🙂
    Miglior capitolo finora (anche se siamo ancora all’inizio). Mi chiedo cosa comporterà lo schiaffo 🙂

    • Introverso, sarò sincera, è stata proprio quella frase a farmi decidere di invertire la narrazione e farmi stravolgere il capitolo. Lo avevo scritto e mi sembrava troppo “normale”, mancava di un twist e gliel’ho dato con questo espediente.
      Grazie per le bellissime parole, a presto!

  2. Ciao Trix! Eccomi, finalmente. La tua storia mi ha conquistata sin dalle prime battute, l’ho letta tutta d’un fiato e non vedo l’ora di scoprirne gli sviluppi. Quest’ultimo capitolo mi è piaciuto particolarmente: raccontare la giornata al contrario… geniale! I miei complimenti 😀 Ho votato per lo schiaffo, uno scontro fisico è quello di cui i protagonisti hanno bisogno, secondo me.

  3. visti l’ebbrezza di lui e lo stato d’animo di lei, direi che ci sta uno schiaffo.
    Ciao, Trix.
    Bella l’idea del capitolo al contrario. Il capitolo scorre come il fiume balinese; a proposito, nella frase: “Sotto il getto d’acqua tiepida della doccia lavò via l’odore del fiume balinese attaccato alla sua pelle” secondo me, bastava lavare via l’odore del fiume, il fatto che fosse attaccato alla sua pelle è un di più, ma è solo una mia idea 😉
    L’odore di cetriolo sarà anche buono tra i capelli, però stona un po’ con l’atmosfera che hai creato… almeno nella mia testa.
    Bene, detto questo ti auguro una buona giornata.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      ti ringrazio per gli appunti! In effetti, ora che me lo fai notare, stona un po’ la frase del fiume attaccato alla pelle. Riguardo all’odore di cetriolo, mi piaceva rendere l’idea che Redi si fosse avvicinato così tanto a Ela da sentire il suo odore. Probabilmente non sono riuscita nell’impresa di renderla, quell’idea. Grazie per le segnalazioni, utilissime.
      A presto!

    • Ciao Gra,
      in effetti sapevo che pubblicare questo capitolo sarebbe stato un “rischio” -nel senso più leggero possibile del termine!-, ho pensato così tanto se pubblicarlo così com’era o meno che alla fine mi sono detta che al limite avrei potuto suggerire di leggerlo al contrario!
      So che cominciare dalla fine non è stato il massimo ma ho voluto giocare un po’ e partire con la matassa già srotolata per arrotolarla insieme a voi lettori.
      A presto!

  4. Ciao Trix!
    Vuoto di memoria, un ingrediente che mi piace trovare leggendo o guardando film. Anche il nulla è come sembra è intrigante. La storia si arricchisce piano piano, sempre più interessante. Anche il gioco del “montaggio” alla rovescia funziona. Bravissima.
    Ciao!

  5. Piacere Trix.
    Passavo di qua per caso (dato che il rosa non è proprio il mio genere ^^’ ) e non ho potuto non notare il tuo stile di scrittura fluido e la precisione nelle descrizioni delle sensazioni dei vari protagonisti. È davvero facile lasciarsi trasportare da questo genere di racconti. Continuerò a seguirti dato che mi hai incuriosito! 😉

  6. Ciao Trix!
    Ho appena letto i tre capitoli e mi ha colpito molto l’impatto visivo che si ottiene durante la lettura. Cerco sempre di crearlo anch’io, ma ci riesco raramente.
    Ho votato per l’incontro, perché credo possa rappresentare un po’ una svolta!
    Continuerò con la lettura, sono curioso 🙂

  7. Ela e Redi si incontrano di nuovo.
    Ciao, Trix.
    Un capitolo molto visivo, nel senso che mi è parso di trovarmi sul posto mentre leggevo. La scimmia dispettosa è il segno che non tutto il male viene per nuocere, il consiglio del vecchio non sarebbe mai arrivato senza il dispetto dell’animale.
    Immagino un altro incontro fortuito e sono curiosa di vedere come reagiranno entrambi.
    Bene, continua così.

    Alla prossima!

  8. Gran bel capitolo anche questo, ogni elemento è ben inserito e nell’insieme si crea davvero una bella armonia! Anche se sono in minoranza, voto per Ela che scrive a Redi, secondo me il dialogo con l’anziano signore le ha fatto capire che forse vale la pena fare un passo verso il ragazzo. A presto!

  9. Ciao Trix!
    Voto perché non si incontrino, mi sembra presto, Ti leggo molto volentieri perché sei davvero brava nelle descrizioni e nell’introdurre i lettori negli scenari del racconto. Anche la scena del tempio l’ho “vissuta” molto facilmente. Credo sia una dei “settori” della scrittura che faccio più fatica a sviluppare, e che quindi noto meglio nei lavori degli altri.
    Brava!
    Ciao!

    • Minollo,
      Ti ringrazio per le tue parole e i tuoi complimenti, però ti dirò che invece, a me piacerebbe avere l’ironia sottile che contraddistingue il tuo stile di scrittura! Quindi ognuno aspira a raggiungere i propri obiettivi. Ce la faremo 🙂
      Grazie per essere passato, a presto!

  10. Ciao, ho votato per un incontro tra Ela e Redi: dopotutto dovrà pur succedere, prima o poi…
    Ho trovato molto divertente il personaggio che hai introdotto, nonostante credo che abbia dato a Ela l’imput che le mancava per ascoltare meglio se stessa e i propri sentimenti (se sono ancora presenti) per Redi.
    Al prossimo capitolo!

  11. Ehi Trix! Ho commentato solo ieri e vedo che la mia opzione non è stata accettata 🙁 hai fatto un bel lavoro con queste scene:
    hai introdotto un aiutante divertente e dato alla protagonista uno strumento per superare le sue paure. Ho votato perché i due si incontrino ma… Siamo sicuri che i loro “fantasmi” siano davvero già superati? Questa storia ha molto potenziale e la stai gestendo bene, mi piace. Vorrei solo mi arrivassero per tempo le notifiche via mail!!!
    La gag finale è uguale a quella di Il Mistero di Bellavista, non so se hai presente. Molto carino il rimando 🙂 ciao a presto!

    • Ciao Gianluca,
      Mi spiace ti sia arrivata tardi la mail del secondo capitolo. Purtroppo ci sono problematiche del sito – tra cui questa che evidenzi tu- che andrebbero riviste o aggiornate ma, francamente, credo che purtroppo non lo saranno, o almeno, non a breve.
      Mi spiace per il Pollo alla Carbonara, magari trova spazio più avanti, dai! Grazie per i complimenti, in effetti, ora che mi ci fai pensare è vero, il riferimento a Il mistero di Bellavista non è stato voluto, ma è comunque fortemente azzeccato.
      Per i fantasmi, credo che non li abbandoneranno tanto facilmente ma non dico altro.
      A presto, aspetto il tuo prossimo capitolo adesso!

    • Ah, Gianluca,
      Avrei messo la mano sul fuoco e non mi sarei scottata perché sapevo, in cuor mio, quando ho messo questa opzione che solo tu avresti avuto il coraggio di votarla. E, in effetti, sarebbe stata una scena bellissima, tratta da una storia vera molto simile al pollo alla carbonara!
      A domani per il prossimo, io intanto attendo il tuo!

  12. Ciao. Ho appena letto entrambi i capitoli, trovandoli molto freschi e scorrevoli, con i personaggi (al momento uno) ben caratterizzati. Ho letto anche tutti i commenti. Mi dispiace che quando si sente parlare di rosa si pensi subito a glicemia a mille e a sdolcinatezze da nausea. Esistono mille sfumature, sono sicura che tu ne sfrutterai una nel migliore dei modi. Ti seguo. Anche se in ritardo, ho votato anch’io per il tempio.
    Alla prossima

    • Ciao Gra,
      grazie per essere qui ad affrontare questo viaggio nell’Isola degli Dèi insieme a Redi ed Ela.
      Hai ragione, visto che hai affrontato l’argomento romanzo rosa voglio aprire e chiudere una parentesi a riguardo. Ho notato due tipi di approccio al genere ed entrambi mi hanno lasciata abbastanza interdetta. Un primo approccio (quello che ho riscontrato maggiormente qui su TheIncipit) è quello di coloro che tendono a evitare come la peste i romanzi rosa a prescindere, perché credono che siano tutti banali e sdolcinati. Pensa che quando mi è venuta l’idea per questo racconto avrei voluto metterlo nella sezione “avventura”, perché, in effetti, credo che avrebbe i presupposti per fare parte anche di quella categoria. Tuttavia ho deciso di metterlo comunque nella sezione “rosa” perché l’ho presa come una sfida, vorrei riuscire (come sicuramente avrai letto) a fare un esercizio di scrittura scrivendo un racconto per genere. E in effetti non me ne sono pentita. Si può parlare di amore o di sentimenti anche fuori contesto, in mondi fantasy, in ambienti particolari, in situazioni straordinarie, affrontando tematiche importanti e anche, perché no, rimanendo a parlare di cose frivole e leggere. È proprio vero che i limiti sono barriere che ci imponiamo da soli!
      Un altro approccio al genere (che ho osservato su un altro sito di scrittura) è di coloro che leggono solo “rosa” e non riescono ad accettare che in un romanzo rosa ci possa essere anche tanto altro che non sia la solita storia d’amore sdolcinata.
      Trovo entrambi gli approcci sbagliati e scusa il grande discorso , ma ci tenevo a scatenare una discussione, magari anche in qualcuno che avrà la pazienza di leggere questa mia lunghissima considerazione.
      Credo che domani pubblicherò il secondo capitolo, quindi a prestissimo!

      • Hai ragione. Io ho incontrato solo la prima categoria. A chi vede il rosa solo come storie d’amore fini a se stesse non ho mai pensato, forse perché non è il mio mondo. Di contro sono convinta che tutto ruoti intorno all’amore. Sono contenta che tu abbia accettato questa sfida con te stessa. Portava avanti con passione … e amore 🤣

    • Minollo,
      passo subito a leggere da te. In effetti ti confermo che non mi è arrivata alcuna mail per avvisarmi che il capitolo fosse uscito. Prova a scrivere alla sezione “contatti” del sito, io dovevo correggere un refuso, gli ho scritto e hanno risolto in breve tempo!

  13. Ciao Trix,
    un bel capitolo, forse anche meglio del primo. Mi è piaciuto come hai caratterizzato Redi e gli amici con pochi tratti, brava.
    Per il prossimo episodio ho votato per il tempio Indù, mi aspetto grandi cose dalle tue capacità descrittive 🙂
    Non ho nulla da segnalare, perciò ti rinnovo i complimenti e ti saluto.

    Alla prossima!

  14. Che belli i bagni notturni, mi riporta alla mente una delle migliori vacanze che abbia mai fatto (anche se purtroppo non era nell’Oceano Indiano) 😀
    Mi è piaciuta molto la caratterizzazione di Redi come ragazzo evidentemente più sensibile rispetto ai suoi amici, però non mi ha convinto molto il fatto che abbia bloccato di colpo l’amica dai social; anche se di questi tempi il ghosting è una pratica diffusa quindi ci può anche stare. Nel complesso comunque un gran bel capitolo, migliore anche del precedente. Mi ispira molto il tempio quindi voto per quello!

    • Sai, Lorenzo,
      non pensavo che l’avrei mai ammesso ma ho iniziato a scrivere questa storia proprio per un’esperienza di ghosting che ho vissuto personalmente tempo fa. È buffo che non ti convinca uno dei pochi dettagli “reali” di questa storia, però capisco quanto possa sembrare assurdo. Eppure, purtroppo succede!
      Grazie per essere passato e per i complimenti, troppo gentile.
      A presto!

      • Mi spiace che hai subito davvero un’esperienza del genere. Più che il fatto in sé forse non mi ha convinto molto il modo in cui è stato raccontato da Redi o la motivazione che l’ha spinto a farlo, e cioè un amore non corrisposto, ma la verità è che del fenomeno so poco o niente, quindi è assolutamente probabile che quella che hai presentato tu sia una motivazione più che plausibile!

  15. Vorrei scusarmi con tutti per la confusione sul nome del personaggio “Mattia”. Nel primo capitolo mi sono accorta solo adesso di averlo chiamato “Carmelo” (lapsus con il nome della protagonista Ela/Mela/Carmela) mentre nel secondo capitolo ho scritto anche “Martino” (non ho idea del perché, sinceramente). Ho scritto al sito per correggere i refusi ma non so se e quando risponderanno.
    Voi intanto, scusatemi per la confusione.

  16. Visto il finale del capitolo mi sembra il richiamo più sensato ad: un tuffo nel passato.
    Devo ammettere che l’incipit mi è piaciuto tantissimo, sin da subito, sin dalle prime battute.
    Per cui complimenti per la tua nuova storia e per come riesci direi magicamente nel renderla piacevole.
    Brava!
    Alla proxima

  17. Ciao Trix,
    ho appena letto la prima, ho visto dai commenti che stai mettendoti alla prova su tutti i generi: complimenti, è molto ambizioso! Ti seguirò in questo genere, che credo sia il più distante dalle mie attitudini.
    Bella storia, scelgo anche io il tuffo nel passato ciao!

    • Ciao Minollo,
      grazie per essere passato. Il rosa è lontano anche dalle mie attitudini ma ci proverò.

      Sì, il voler scrivere un racconto per ogni genere è una sfida. Più che altro perché TheIncipit consente ai lettori di decidere le sorti della storia, per cui questo è già di per se una sfida. Quindi mi è sempre sembrato un buon esercizio. Il rosa e l’humor (che tu stai affrontando egregiamente, invece) sono i due generi che mi preoccupano maggiormente.

      Vedremo cosa ne verrà fuori.
      A presto!

  18. E facciamoci un tuffo nel passato 🙂
    Ciao, Trix, bentornata e in bocca al lupo per questa nuova avventura.
    Il genere non è tra quelli che leggo assiduamente, ma leggere questo primo capitolo è stato molto piacevole e – come al solito – molto ben scritto. Mi ha lasciato perplesso il “Tu non sai chi sono” di Redi, non lo vedo molto naturale, un “Non ti ricordi di me?” sarà più banale ma mi suonerebbe meglio.
    Quisquilie, comunque, lo sai che sono – ed ero – fatto così, un po’ noioso e logorroico 😀

    Ciao, a presto

    • Carissimo Jaw,
      si vede che sono un po’ arrugginita con la scrittura creativa?! Ho notato due refusi gravi e, in effetti, la frase che hai proposto suona molto più naturale.
      Come ho ribadito anche ad altri qui sotto nei commenti, proverò a snaturare questo genere. Le romanticherie non sono esattamente nella mia indole e uno dei miei scopi è provare a non ricadere nei cliché. Ci riuscirò?!
      E sei autorizzat* a strigliarmi ogni volta che lo ritieni giusto.
      Grazie per la fiducia e per essere di nuovo qui a legge la mia storia.

      A presto!

  19. Ciao Trix.
    Eccomi qui. Direi che anche la tua di scrittura è precisa e scorrevole, mi è piaciuto il modo leggero con cui hai esposto i fatti, mi fa pensare che sarà un racconto piacevole da leggere.
    Mi piacerebbe sapere cosa è successo sei anni prima di questo incontro fortuito e sono curiosa anch’io di capire, come Lorenzo, se il racconto racchiuderà elementi fantasy oppure no.
    Ottimo inizio, aspetto il secondo e ti auguro un buon proseguimento di giornata. 🙂

    Alla prossima!

    • Keziarica,
      felice di vederti qui e grazie per i tuoi complimenti.
      Come ho scritto anche a Lorenzo no, non ci sarà un risvolto fantasy in questo racconto.L’isola degli Dèi è Bali, che io ho visitato davvero e alla quale sono molto affezionata.
      Scriverò un fantasy, prima o poi, ma non sarà questo!
      A presto!

  20. Hola Trix 🙂 davvero un incipit dal ritmo allegro e divertente. Mi piace molto.
    Nel secondo capitolo (mi rendo conto del genere) mi aspetto di sapere di più sui due protagonisti.
    Ho scelto perché la narrazione continui e la nostra curiosità di lettori sul backgroud resti per il momento in standby. Ti seguo con piacere 🙂 ho appena pubblicato il capitolo 7, perciò ti aspetto quando vuoi! Ciao 🙂

    • Hey, Gianluca,
      ho appena letto il tuo settimo. Trovi il mio commento da te.
      Credo e spero di rendere questo rosa non troppo rosa lungo il corso della storia.
      Quando ho cominciato la mia avventura su TheIncipit mi sono posta come obiettivo scrivere un racconto per ogni genere. In questo racconto la sfida per me è snaturare un po’ il genere: trovo che a volte i rosa tendano a cadere in cliché che li rendono estremamente prevedibili. Ho ancora nove capitoli per mettermi alla prova ma spero di riuscirci.
      A presto!

  21. Ciao, ho appena terminato di leggere il tuo Incipit, il quale mi ha molto incuriosita.
    Il tuo stile di scrittura è veramente molto bello, e non ti nascondo che molte volte abbia avuto l’impressione di essere presente all’intera scena da te narrata..
    Relativamente all’opzione, ho votato per il tuffo nel passato; chissà, magari capiremo meglio qualche aspetto del rapporto tra i due protagonisti.
    Aspetto il prossimo capitolo.
    A presto.

  22. Ciao!!! Bell’inizio!!!
    Però non capisco una cosa come mai lei non lo riconosce, se addirittura in passato si sono dati dei nomignoli? Se la spiegazione fa parte del seguito non anticiparmi nulla.
    Voto per un tuffo nel passato, ci sta per capire meglio il loro rapporto.

    • Ciao Connie,
      ottima osservazione la tua. In effetti non avevo pensato che questa cosa avrebbe potuto creare confusione, soprattutto all’inizio quando non si sa ancora cosa ci sia stato effettivamente tra loro.
      Senza fare spoiler (anche perché la scrittura del racconto è tutta in divenire) posso dirti che lui è più piccolo di lei e quando Ela lo ha “visto” l’ultima volta lui era un ragazzino. Adesso sono trascorsi sei anni, lui è diventato un uomo ed è molto cambiato.
      Redi, invece, riconosce Ela perché lei, al contrario, è rimasta la stessa. Occhiali a parte.
      Grazie, Connie.

      P.s. Aspetto il tuo prossimo!

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