Mostrami chi sei

the darkness

Guardava quel soffitto da ormai tre ore, la pittura incrostata cadeva a fiotti dal soffitto quando gli inquilini del piano di sopra passavano da una stanza all’altra. Quando si erano trasferiti per ricominciare da capo l’appartamento era pulito e ordinato, erano riusciti a mantenerlo così per un paio di mesi fino a che il padre di Layla venne licenziato. La ragazza si alzò dal letto con tutta la calma possibile e si diresse in salotto dove decine di bottiglie vuote erano sparse per terra; scavalcò il corpo dormiente del padre adagiato sul pavimento, prese al volo lo zaino continuando a camminare ed uscì dalla porta senza dire nulla. Camminando davanti alle centinaia di vetrine sul percorso che quotidianamente faceva per andare a scuola si specchiava e si rendeva conto di quanto era patetica. Era sempre stata una bambina paffutella e molto alta per la sua età; purtroppo la situazione non era cambiata con l’arrivo dell’adolescenza che portò con se i primi atti di bullismo nei suoi confronti. Aveva provato ad uniformarsi con sue compagne ma si era di desiderare altro, si era tagliata i capelli fin sopra le spalle e li aveva tinti completamente di rosso, purtroppo questo non aveva suscitato alcuna reazione da parte dei coetanei se non altre rivoltanti battute. 

Una volta arrivata a scuola si era messa nel solito banco in fondo alla classe e aveva aperto il suo libro di filosofia cercando il nuovo paragrafo da studiare quando venne catturata da un lampo comparso improvvisamente nel cielo, si soffermò ad osservare quella distesa di color ciano diventare a poco a poco più scura e guardando nel parco vide un ragazzo immobile con le mani in tasca che la scrutava. Aveva cercato di non farci caso ma nonostante il tempo stesse passando lui continuava ad essere impassibile nel suo giubbotto di pelle con lo sguardo fermo e puntato su Layla. Al suono della campanella la ragazza si era lanciata dalla sedia per poter evadere da quello sguardo invadente e si era catapultata nella classe successiva sperando di trovare un pò di pace ma nonostante le ore di lezione passasserò velocemente  continuava a sentire quello sguardo pizzicante sul suo viso, anche dopo pranzo non aveva fatto altro che pensare a quel gelido sconosciuto. Per la prima volta dopo anni era riuscita a passare la giornata senza concentrarsi sul terrore di tornare a casa e trovare il padre sveglio e abbastanza sobrio da avvicinarsi a lei.

Durante il ritorno a casa Layla si era fermata in caffetteria per comprare una ciambella, nonostante non avesse mai amato particolarmente il cibo troppo zuccherato era troppo affamata per fare storie, sapeva che non avrebbe cenato data la chiusura del bar abitudinale del padre il giovedì sera e la sua viscida presenza in salotto, quindi ingurgitò tutto senza soffermarsi sul gusto della sua cena. Stava salendo le scale del condominio quando sentì il tonfo della porta di casa sbattere, vide la signora francise scendere le scale con il suo passo trotterellante e la sua aria accigliata e accentuata dalle rughe causate dalla vecchiaia. La vecchina si avvicinò a Layla e le posò una mano sulla spalla :<<Cara, sei tornata presto da scuola, vuoi prendere un the da me?>> il suo sguardo era preoccupato e nervoso, era chiaro che come tutti gli inquilini avesse sentito le urla della ragazza nel bel mezzo della notte. Layla guardò la porta di ingresso pensierosa ma decise di declinare l’invito.

Era da qualche ora che si sentiva strana e senza forze, sarebbe sgattaiolata in casa silenziosa e  correndo sarebbe riuscita a chiudersi in camera in tempo. Aprì la porta del salotto e se la richiuse alle spalle guardandosi attorno, dopo di che si diede la spinta giusta per “volare” in camera sua. A metà strada del breve percorso qualcuno la afferrò e la buttò violentemente sul pavimento. Layla conosceva bene quella stretta e sapeva con esattezza che questa volta non sarebbe riuscita a scappare dal padre. L’uomo le stava imponente davanti e la guardava con gli occhi cupi e scuri identici a quelli della figlia, ma dentro a quegli occhi c’era ben altro che la tristezza espressa da quelli di Layla. Le sue intenzioni erano ben chiare ad entrambi, si piegò sulla ragazza e cercò di divaricarle le gambe infilandole le unghie nelle cosce paffute. La disgraziata iniziò ad urlare a dimenarsi cercando di usare le poche energie che aveva per alzarsi e andarsene ma con una mano le venne tappata prontamente la bocca mentre un’altra cercava di sollevarle la maglietta. Dopo poco sentì le dita premute sulla sua intimità, chiuse gli occhi e in quel momento odiò con tutta se stesa il mostro sopra di lei. Non sentì alcun rumore e il le mani che la tenevano stretta erano scomparse. Rimase così per una decina di minuti e non sentendo più nulla decise di riaprirli. Era completamente sporca di sangue e accanto a lei giaceva un corpo privo di testa. Non aveva idea di cosa fosse successo ma sapeva con profonda certezza di essere la responsabile di quel massacro.

Cosa deciderà di fare Layla?

  • Si accorgerà di non essere sola ma di essere in compagnia dello sconosciuto (67%)
    67
  • Cercherà di fuggire in qualche modo per evitare la polizia. (0%)
    0
  • Cercherà di recarsi alla polizia per cercare aiuto. (33%)
    33
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6 Commenti

  1. Anche io dico Marcus.
    Aisu, ti suggerisco di trovare un’alternativa a :<< perché così facendo "sprechi" ogni volta tre caratteri e ne hai a disposizione già abbastanza pochi con il limite dei 5000!
    A parte questo mi ha colpita la piega fantasy che sta prendendo il racconto, il secondo capitolo ha dei toni piuttosto differenti rispetto al primo e a questo punto sono curiosa di scoprire che succede al terzo!
    A presto!

  2. Si accorgerà di essere in compagnia dello sconosciuto.

    Aisu, che inizio pieno. Hai raccontato tante cose e tutte molto bene con uno stile limpido e chiaro. Ci sono solo alcuni refusi qua e la, ma è solo questione di rileggere prima di pubblicare.
    Ti seguo, al prossimo episodio!

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