Proibito

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà nel prossimo episodio? Leonardo trova Monica, sua matrigna, su Tinder. (75%)

Lacrime

Ci stava ricascando.    
Monica posò il telefono sul comodino e si stese sul letto, con la mano tra una guancia e il cuscino. La luce del bagno era ancora accesa e dall’interno proveniva il suono dell’acqua che scorreva nella doccia. Alzò un attimo il capo e si accorse che Leonardo era ancora sveglio, perché una timida luce si affacciava  sul corridoio in comune tra la stanza e la camera da letto.   
La testa ricadde sul cuscino. Si morse prima le labbra, poi l’unghia di un dito.          
Chiuse gli occhi e rivide la mano di lui farsi strada tra la coscia e il vestito.       
Sussultò e riaprì gli occhi. Guardò il telefono, a faccia in giù, e si morse letteralmente l’unghia, provocando una venatura.           
Fece una smorfia e richiuse gli occhi. Questa volta lei era sopra di lui, completamente nuda, e cercava di sfilargli la maglietta mentre soffocava dei gemiti. Lui le aveva detto di non preoccuparsi e di liberare il piacere.      
Aprì di nuovo gli occhi, con la certezza di aver sentito la sua voce in quella camera. Ma era solo Stefano. Solo.           
“Dormi?”. Le chiese il marito un’altra volta.       
“No”. Abbozzò un sorriso mentre si girava verso di lui. 
E’ inutile dire che ci riprovarono. Anzi, che Stefano ci riprovò. Ed è inutile dire che nessuno dei due dovette preoccuparsi di trattenere alcun gemito.  
***
“E poi mi sono messa a leggere un po’ di notizie. Ma si parla ancora di questo virus. Per l’amor del cielo, finirà mai?”. Greta cercò il contatto visivo, senza successo.         
Leonardo era concentrato sul nuovo report e la voce di Greta era solo un rumore stridulo in lontananza. Ogni tanto la vibrazione del telefono distraeva il suo sguardo: gli occhi si fiondavano verso lo schermo ogni volta che questo si illuminava. Aveva collezionato tre notifiche da Tinder, sei messaggi su WhatsApp e due chiamate perse da Adriana. Per un attimo ripensò a lei, domandandosi quando le avrebbe detto che la pausa era finita. E che no, non l’amava più.     
Poi fu il rumore dei tacchi a far distogliere l’attenzione di Leonardo. Si mise comodo, facendo aderire la schiena contro la sedia. Fece finta di sgranchirsi le ossa del collo, guardando nella direzione del rumore. In quella di Iolanda; mentre proseguiva dritto verso la sua postazione, seria in volto. E Leonardo pensò che fosse più attraente che mai.
Bloccò il computer, prese il telefono e andò in bagno.
Seduto sul WC, anzi sulla carta igienica con cui lo aveva adornato, ispezionava i match di Tinder: carine, forse avrebbe scritto loro più tardi.   
Ripensò a Iolanda. “Una così…” – pensò ad alta voce – “…cosa me ne faccio di queste ragazzine”. Disse il ragazzo ventenne.          
Impostò Tinder affinché gli mostrasse potenziali match con età compresa tra i trentasei e i quarantatré anni.
“Cazzo, se ne hai di più giuro che ci provo a lavoro al costo di farmi licenziare”.  
E riprese a scorrere a destra e a sinistra. A destra e a sinistra. Come se quel guizzo geniale gli avesse dato la certezza di trovarla su una miserabile applicazione di incontri.        
Tra un commento e l’altro, e alcuni swipe a destra per dimostrare interesse, Leonardo si pulì goffamente il sedere. Si tirò su e quasi il telefono gli scivolò di mano, minacciando di finire nel vortice d’acqua. 
“Cazzo”. Rigirò il telefono nella mano destra, con il pollice che pressava sul display. Il dito stava indirizzando lo swipe verso sinistra e la foto era visibile a metà.           
Leonardo si fece serio in volto e si fece scappare una bestemmia. Con calma, senza far scorrere la foto in nessuna direzione, staccò il pollice dallo schermo e rimase così per alcuni secondi: in piedi, con i pantaloni calati a metà e con l’altra mano che non aveva smesso di premere il bottone dello scarico.         
“Porca di una merda!”. Esclamò.          
Davanti ai suoi occhi c’era Monica. Quarantadue anni. Di Milano. La foto era a mezzo busto e il soggetto indossava una camicia celeste, forse un po’ troppo sbottonata.          
Davanti ai suoi occhi c’era la sua matrigna.      
“Porca troia”. Sussurrò.
***
L’aria condizionata è un gran sollievo quando d’estate sei costretto ad indossare una maledetta mascherina. Per colpa di un dannato virus.  
Stefano sedeva nervosamente, con le mani sudate che stringevano le ginocchia. Solo quando la segretaria aprì la porta e chiamò il suo nome si accorse che erano rimaste solo altre due persone nella saletta d’attesa.           
Guardò la segretaria un po’ confuso e lei gli ripeté che toccava a lui. Che la dottoressa lo stava aspettando. Stefano fece un cenno affermativo con il capo e la segretaria rientrò, socchiudendo la porta. Rimase per qualche secondo in piedi e ripensò alle parole di Monica: consultiamo un esperto allora!
Ritornò in sé e parlò ai due signori lì presenti: “Andate pure. Ho un altro impegno più importante”.        
Uscì dalla clinica e non solo si liberò di quella maledetta mascherina. Ma anche delle lacrime.

Nel prossimo episodio si approfondirà...

  • Il rapporto tra Leonardo e Adriana (20%)
    20
  • Il passato di Stefano (20%)
    20
  • La storia di Monica (60%)
    60
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8 Commenti

  1. Ciao Intro.verso. Hai uno stile molto sintetico. Ricorda che questo è un genere particolare sul quale qualche descrizione in più e qualche momento più teso giocano tutto a tuo favore.
    Ho apprezzato il setting di questi due capitoli ma…cosa ci puoi dire su Monica? Ho deciso di votare per quest’ultima. Buon lavoro 🙂

  2. Io direi di sentire Monica!
    Bravo Introverso, gran bel capitolo questo. Si capisce bebe lo stato d’animo di frustrazione (sessuale) che provano Leonardo e Monica. Continua così!

    Ps. Se ti va passa anche da me o da qualcun altro a commentare, darai più visibilità alla tua storia. Non per i punti, secondo me quelli non sono importanti, è per il confronto con i lettori, solo con quello riusciamo a crescere.

    • Grazie di nuovo Trix.
      Hai ragione e lo sto già facendo, anche se poco. Adesso che ho un po’ più di tempo, sicuramente leggerò più episodi e mi fermerò un attimo per commentare.

      Gentilissima, e grazie ancora per i suggerimenti! 🙂

  3. Leonardo trova la sua matrigna su tinder.
    Introverso, ti suggerisco di mettere un asterisco o un trattino nel cambio di scena perché solo l’invio non rende molto bene qui in questo sito. Per il resto l’incipit mi ha incuriosita, chissà perché non si tende a prendere molto in considerazione l’eros, ormai viviamo in un mondo in cui siamo sommersi da stimoli sessuali ma leggerli nero su bianco ci rende pudichi.
    Ti seguo perché sono curiosa di saperne di più!

    • Ciao Trix! Grazie mille per aver letto e commentato l’incipit.
      Ti ringrazio per il suggerimento. Effettivamente, rileggendo, mi accorgo che può essere un po’ difficile capire il cambio di scena. Seguirò il tuo consiglio, senz’altro! 🙂
      Per quanto riguarda l’eros, hai ragione. Siamo così impegnati nel cercare di ‘viverlo’, da ignorare il piacere che si può trarre da una semplice lettura (o scrittura).
      Passerò da te! 🙂

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