Sulle tracce del passato

Cercare un appoggio.

-Tim, servizio di segreteria telefonica. Il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile; provi a richiamare più tardi, grazie.-
La voce metallica continuava a ripetere quella maledetta frase da ormai due interminabili ore, due ore durante le quali non avevo fatto altro che cercare di rintracciare Carlo per potergli spiegare tutto il disordine venutosi a creare all’interno della mia testa dopo aver affrontato la chiamata più difficile della mia vita, una telefonata che mai avrei pensato di poter ricevere -o meglio, che speravo di non dover mai ricevere-
“Grazie mille Carlo” pensai mentre scaraventai il cellulare sul divano, con la flebile speranza che tutto il disprezzo provato in quel momento nei suoi confronti non avesse alimentato la potenza di quel lancio e avesse impedito allo schermo di frantumarsi in mille pezzi, proprio come era accaduto al mio cuore da quando Carlo era andato via chiudendosi alle spalle la porta d’ingresso del mio appartamento e lasciandomi lì con le lacrime agli occhi.
Non riuscivo a smettere di detestarlo: sapeva quanto quella situazione fosse difficile per me, ma non aveva perso tempo a dirmi che dovessi essere io a prendere una decisione, come se ciò fosse facile.
Ma era veramente quello il mio Carlo, l’uomo al quale avevo permesso di entrare all’interno della mia vita, nonostante fossi ben a conoscenza che ciò avesse potuto riaprire tutte quelle cicatrici che ero riuscita a richiudere con molta fatica?
E se il vero Carlo fosse quello che poco prima mi aveva lasciata da sola all’interno di quella casa e il Carlo che avevo imparato a amare non fosse altro che un personaggio da lui magistralmente interpretato?
Effettivamente Carlo -o almeno quello che credevo di conoscere quasi alla perfezione- era amante del teatro, dunque non mi sorprenderebbe scoprire che abbia architettato tutto solo per divertirsi, non curandosi del fatto che io potessi soffrirne; perché nella vita si può fingere tutto, ma neanche il più bravo degli attori potrà mai rappresentare alla perfezione tutti gli effetti collaterali che l’amore, il più pericoloso dei sentimenti, provoca su chi ne è affetto.
Ma quindi l’amore che Carlo diceva di provare per me era vero?
Le tempie avevano preso a pulsarmi come non facevano da quando ero riuscita a mettere fine a quello stato di ansia perenne che si era impossessato di me dal momento in cui avevo trovato il coraggio necessario per fuggire da quella vita che non ero più capace di controllare.
Mi sedetti su una sedia tenendo la testa tra le mani, come se avessi paura che questa potesse staccarsi dal collo e rotolare sul pavimento della stanza a causa dell’enorme quantitativo di pensieri che era costretta a portare.
Durante il corso della mia vita avevo affrontato a testa alta un esorbitante numero di sfide, ma questa mi sembrava impossibile da sconfiggere: come avrei fatto a uscirne vincitrice e non essere sopraffatta da tutti quelli eventi che si erano abbattuti su di me senza avvisare?
Avevo paura? No, ma sapere di poter continuare a contare su qualcuno avrebbe come avuto il potere di farmi credere che non tutto fosse ancora perduto.
Proprio quando stavo per perdere ogni speranza, il display del mio cellulare si accese, rivelando il numero telefonico di Carlo; avevo aspettato così tanto quella chiamata che, adesso, temevo di star sognando.
Risposi immediatamente, mettendo da parte l’orgoglio che mi accompagnava da quando ero una ragazzina di dodici anni alle prese con le prime delusioni in ambito amoroso e amicale: non mi importava passare per quella che era rimasta attaccata a quel dannato apparecchio aspettando che questo iniziasse a trillare.
Dopo vari attimi di silenzio interrotti solamente dal rumore affannoso dei nostri respiri, Carlo riuscì a pronunciare una frase di senso più o meno compiuto:
-Senti, so di essermi comportato come un ragazzino- iniziò infatti a dire, ma io non lo lasciai finire: avevo aspettato troppo per rimanere in silenzio e lasciare che fosse solamente lui a parlare, nonostante sapessi benissimo quanta fatica gli costasse ammettere di trovarsi dalla parte del torto
-Quindi queste due ore sono servite a qualcosa-.
Lui, non lasciandosi scoraggiare dal mio tono, riprese il discorso da dove era stato costretto ad interromperlo
-Voglio solo farti capire che io non posso decidere per te, non questa volta-
Erano le stesse parole che mi aveva rivolto prima di andare via, e ammetto che stessero iniziando a darmi sui nervi: gli avevo solo chiesto di sostenermi, non di scegliere al posto mio.
-È una decisione troppo grande per me- risposi, trattenendo a stento le lacrime che minacciavano di rigarmi le guance rosate
-Tra dieci minuti saró da te e ne discuteremo insieme, okay?-
La sua ultima affermazione ebbe come il potere di rompere quel cinico sortilegio che mi era stato mandato contro, e io riuscii a capire che avessi sbagliato a dubitare di lui: come avevo fatto a pensare che non gli importasse più nulla di me, di noi, di ciò che avevamo costruito a fatica?

Nel prossimo episodio...

  • Carlo si presenterà all'appuntamento, ma non troverà nessuno ad attenderlo (17%)
    17
  • Carlo non si presenterà all'appuntamento (17%)
    17
  • Tutto andrà come organizzato e Carlo si presenterà all'appuntamento (67%)
    67
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68 Commenti

  1. Direi proprio che Edoardo si meriti qualche spiegazione in più.
    Rossella, mi unisco a quello che Gra ha già espresso bene: il mio consiglio è quello di scremare un po’ lo stile di scrittura, al fine di rendere la narrazione chiara, fluida e piacevole.
    Cavilli a parte, ho apprezzato i dubbi di Emma riguardo al cambiamento di atteggiamento del figlio, dubbi comprensibili che rendono la storia più realistica. Alla prossima!

  2. Ciao Rossella, di devo dire che in questo capitolo ho avuto l’impressione di leggere troppe parole senza uno scopo. Hai fatto giri immensi quando con due vocaboli ben azzeccati avresti potuto rendere la stessa idea in maniera più incisiva. Ti do anche una dritta che ho scoperto da poco. Gli avverbi appesantiscono e non sono molto graditi da chi giudica un testo. Con la ricerca di word scrivi “mente”, e domandati se quell’avverbio è davvero utile oppure no. Se la risposta è no eliminalo.
    Spero di esserti utile. Alla prossima

    • Ciao Red, grazie per essere passato.
      Effettivamente entrambi i personaggi sono abbastanza complessi dal punto di vista psicologico, e sia Emma che Edoardo hanno affrontato molte viste che hanno contribuito a rafforzare quello che è il loro carattere, anche se credo che ciò non sia sempre una cosa positiva.
      So bene che quando si tiene qualcosa dentro prima poi ciò sia destinato ad esplodere, e forse l’unica cosa da fare in questo caso sarebbe proprio questo.
      Ma non aggiungo altro, ci vediamo al prossimo capitolo😊
      Ciao😁

    • Ciao, innanzitutto scusami per non aver dato risposta al tuo precedente commento.
      In questo capitolo mi sono rivista molto in Edoardo, e per questo ho pensato che la cosa migliore per entrambi sarebbe stata cercare -per quanto difficile possa essere- di mettere una pietra sul passato e andare avanti, perché -mi sono rifatta ad una mia esperienza- quando ti rendi conto che una persona sia davvero motivata a cambiare una seconda possibilità gliela concedi (a volte anche sbagliando XD)
      Quindi no, non c’è nulla sotto (ma a questo punto potresti anche avermi dato un idea per il proseguo😂)
      Grazie per continuare a seguirmi e a presto.

  3. Rossella, perdonami!
    Ti ho mandato in pareggio tutte e tre le opzioni!
    Non so perché avevo perso questo ultimo episodio del tuo racconto, l’ho recuperato ma avrei detto che andassero a un concerto visto che hanno gli stessi gusti musicali.
    Sono certa che sarai capace di tirare fuori dal cilindro un ottimo capitolo comunque vadano le opzioni!
    A presto.

  4. Ciao, voto Luna park 🙂
    Ho letto i sei capitoli tutti d’un fiato, certe volte mi è parso di leggere una sorta di diario personale più che una storia (e questo è buono, mi ha fatto immedesimare in Emma e comprendere il suo punto di vista).
    Hai la stoffa per migliorare e diventare una brava scrittrice, aspetto il prossimo capitolo! 🙂

  5. Brava Rossella, un capitolo che combina azione ed emozione.
    Edoardo si è ammorbidito anche abbastanza presto, ma lui e la madre hanno ancora tanto da chiarire e tanto da recuperare.
    Ho votato per il concerto, perché se ricordo bene entrambi amano la musica. Sarà questa passione in comune a farli riavvicinare? Vedremo! Alla prossima 🙂
    Ah, ho aggiornato anche io la mia storia 😉 Quando puoi passa a leggere <3

    • Ciao, grazie per continuare a seguirmi.
      Sì, i due hanno ancora dieci anni da recuperare, e per nessuno dei due -soprattutto per Edoardo- è facile.
      Allla prossima!
      Ps: a breve passerò sulla tua storia; in questo periodo mi sono “disintossicata” dal cellulare, e adesso devo recuperare ciò che ho perso.
      Ancora grazie e alla prossima.

  6. È giunto il momento di affrontare il passato: partirà! Ma Carlo verrà con lei.
    Il dubbio che più mi tormenta è: cosa può aver indotto una madre ad abbandonare il figlio? Lo ha lasciato a casa dei suoi genitori perché…? Ma credo che le risposte arriveranno successivamente 🙂

    Piccolo appunto su questo capitolo: troppi giri di parole. Ok far sentire l’animo della nostra povera Emma ma ad un certo punto mi sono perso. Io avrei accorciato un po’ le descrizioni ed allungato il dialogo 🙂

    Ciao 🙂

  7. Parte con Carlo!
    Ciao Rossella, scusa per il ritardo.
    Ho letto i capitoli tutti d’un fiato, seguendo il flusso di pensieri della protagonista. Come ti hanno già fatto presente, in questi capitoli ci sono più riflessioni che avvenimenti, il che non è necessariamente un punto a sfavore, anzi! Io personalmente apprezzo molto le pause riflessive, le uso anche per i miei personaggi, ma ora è il momento di un po’ di avventure (e non vedo l’ora!)
    Ho un unico appunto da fare (non vorrei sembrare puntigliosa, ma io apprezzo molto le critiche costruttive e, da quanto ho letto nei commenti, anche tu). Secondo me ci sono certe frasi in cui il congiuntivo può essere rimpiazzato con un indicativo imperfetto, per rendere la narrazione più scorrevole.
    Ti faccio qualche esempio: “lui capì che qualcosa non ANDASSE” o “ma non si è mai reso conto che io non sia”. Per il resto tutto bene 😀 Alla prossima!
    P.S. Dalla tua bio ho visto che siamo praticamente coetanee, ciaoo 😉

    • Ciao, grazie per essere passata.
      Credo che anche nel capitolo successivo (che devo ancora revisionare😅) ci saranno ancora delle riflessioni, ma a partire dal sesto ci sarà un po’ più di azione (o almeno ancora ci proverò XD)
      Per quanto riguarda i consigli sì, da parte mia sono sempre ben accetti: solo accettandoli si può crescere.
      Al prossimo capitolo!

    • Ciao, grazie per continuare a leggere questa storia.
      In effetti puntavo tutto proprio su questo colpo di scena, e alla fine tutto ha avuto l’effetto sperato.
      Visto che l’opzione “andrà con Carlo” sta vincendo, credo proprio che andranno insieme…. e poi chissà, magari in due sarà più facile riunire a cocci!
      Vedremo cosa accadrà.
      A presto.

    • Ciao, grazie per continuare a seguire questa storia.
      Sì, il personaggio di Emma è abbastanza complesso (soprattutto dal punto di vista psicologico), ma tutto potrebbe sempre cambiare…
      Per quanto riguarda l’inserimento di altri eventuali colpi di scena, posso solo dire che qualcosa potrebbe esserci, ma non aggiungo altro per creare (o almeno cercare di farlo😅) altri “effetti sorpresa”.
      Grazie ancora per essere passato.

  8. Partirà e insieme a Carlo!
    Rossella che colpo di scena hai mollato tutto d’un tratto! Alla fine ecco cosa ci nascondeva Emma, un figlio. Ho trovato questo il migliore capitolo che tu abbia scritto finora. Ricco di suspense, azione, colpi di scena. Brava!

  9. Ciao Rossella,
    ho votato per Claudio!
    Il racconto di Emma è sicuramente toccante e scritto molto bene ma mi unisco agli altri per ricordarti che scrivendo si possono raccontare le cose in mille modi differenti. Il tuo racconto segue il flusso dei sentimenti della protagonista, e questo mi ha fatto apprezzare il capitolo ma avevi già usato nei capitoli precedenti questa tecnica di scrittura e, alla lunga, risulta un po’ ripetitivo.
    La narrazione è un po’ ferma, ci troviamo allo stesso punto di partenza dell’incipit, abbiamo fatto un passo indietro nel passato di Emma, ma credo tu ora debba portarci un passo avanti nel presente per smuovere un po’ le cose!
    Al prossimo!

  10. Ciao. I primi due capitoli li ho seguiti in silenzio, ora eccomi qui. Ti hanno già detto di mostrare senza dire, non posso che concordare. Per il resto seguo la tua scrittura da tempo è la vedo sempre più matura, manca solo una destinazione, decidere un punto dove arrivare e raggiungerlo senza troppi giri di parole. È un racconto, allungare il brodo, anche se in maniera piacevole, non serve.
    Spero di non essere stata troppo dura.
    Alla prossima

    • Ciao Gra, grazie per seguire anche questa storia.
      Non preocccuparti, i commenti e le indicazioni mi aiutano sempre, nonostante non sempre riesca a seguirle nel migliore dei modi.
      Dal prossimo capitolo proverò a mostrare piuttosto che raccontare; vedremo se combinerò un pasticcio o riuscirò a far uscire qualcosa di bello.
      Alla prossima.

  11. “tutti gli esseri umani, anche coloro che lo negano, hanno un lato oscuro (..) facendoci scoprire aspetti del nostro *catetere* che non sapevano di possedere”.
    Qui sono morto xD
    Scherzi a parte, un capitolo carino, ma come ti dicevo prima è troppo espositivo: faccelo vedere in azione, questo disagio. Mostraci, non dirci cosa succede.
    A questo punto conosciamo Claudio 🙂
    Alla prossima!!

    • Ho riletto adesso il capitolo e mi sono resa conto dell’errore😂
      Purtroppo ho scritto utilizzando il cellulare, e il correttore automatico non è stato dalla mia parte XD
      Ma troviamo il lato positivo: almeno ho fatto ridere 😂
      Per quanto riguarda lo “stile” del capitolo, invece, a partire dal prossimo cercherò di utilizzare meno esposizione è più azione, sperando di non combinare uno dei miei soliti pasticci😂

  12. Ciao Rossella,
    Io direi di indagare sul passato di Emma.
    In questo capitolo la narrazione è un po’ lenta, forse perché Emma aveva già parlato del suo disagio nell’incipit. In ogni caso è scritto bene, manca solo un po’ di narrazione che ci puoi dare facendo proseguire la trama!
    A presto!

    • Ciao; sì, in questo capitolo ho volontariamente tralasciato la questioni “decisione da prendere” (che sicuramente verrà narrato a partire dal quarto capitolo) per lasciare spazio al rapporto tra Emma e Carlo. Spero di riuscire a “stupire” con l’effetto sorpresa dato dalla rivelazione finale.
      Grazie mille per essere passato, alla prossima

      • Ciao Rossella 🙂 spero di non essere sembrato duro!
        Quello che volevo dire, anche alla luce della tua risposta, è che devi trovare un modo, attraverso il dialogo, di creare una tensione sempre crescente. A me Carlo sembra un loving interest che può fungere da vero antagonista; spero metta in difficoltà la protagonista con le sue scelte e parole. Questo era quello che intendevo ed è un consiglio che spero tu percepisca come benevolo visto che continuo a seguirti con interesse 🙂 a presto!

    • Ciao Red, grazie per essere passato.
      Sì, effettivamente in questo capitolo ho voluto parlare un po’ meglio della situazione che sta affrontando Emma, ma senza scendere troppo nel dettagli per non rovinare quell’effetto sorpresa che vorrei lasciare al momento della grande rivelazione.
      Grazie ancora per aver aver letto.
      A presto.

    • Per il momento sto cercando di dare il minor numero di informazioni per poi poter ottenere un “effetto sorpresa” al momento della rivelazione finale; spero di riuscirci…
      E poi credo che l’alone del mistero sia un po’ come il nero: sta bene su tutto😊😂
      Grazie mille per continuare a seguirmi, a presto.

  13. Ciao Rossella! interessante questo incipit, tutto il tempo non mi sono posta che una domanda: quale decisione deve prendere? Per questo ho scelto l’opzione forse più facile: Tutto andrà come organizzato.
    La tua storia m’intriga.

  14. Ciao Rossella 🙂 grazie per essere passata dalle mie parti.
    Molto coinvolgente questo Incipit. Hai già in mente cosa sconvolgerà la vita dei tuoi personaggi nel prossimo capitolo/i? La tua narrazione in prima persona necessiterà di un drive da parte dei protagonisti che ci deve tenere incollati allo schermo 🙂
    Per questo ho votato forse l’opzione più scomoda, ovvero la non comparsa di Carlo. Da come ne parla la nostra protagonista, sembra l’antagonista perfetto per lei, vista la sua ambiguità.
    A prestissimo 🙂

    • Ciao, grazie a te per essere passato.
      Ho già delle idee in mente, ma ovviamente tutto potrà cambiare da un momento all’altro.
      Per quanto riguarda la narrazione in prima persona è quella che ho utilizzato in tutte le opere pubblicate qui su The Incipit, poiché credo (ma questa è un mio gusto personale) che serve al lettore per “entrare” all’interno delle vite dei protagonisti e potersi meglio immedesimarsi in questi, ma ripeto che si tratti esclusivamente di una opinione.
      Parlando del rapporto tra i due protagonisti è ancora tutto da scoprire, e spero che riesca a mettere in luce ciò che ho in mente.
      A presto!

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