IL FILO D’ARGENTO

Dove eravamo rimasti?

Cosa c'è nella stanza segreta? Uno strano avatar dalle fattezze demoniache che li aspetta (50%)

STANZA 5

Giunti davanti al grosso e antico portone principale, Giordano fece per prendere uno dei due grossi batacchi di ottone a forma di testa di leone, per bussare, ma qualcuno da dentro lo anticipò, aprendo lentamente il portone.

All’interno, immerso nella penombra, c’era il Direttore, il Signor Tassinari: un uomo alto, magro come un ramoscello, scavato in viso e con una marcata scoliosi; che li guardava con aria austera.

« Eccovi, seguitemi. »

Giordano e Lucrezia entrarono. Appena furono dentro, la porta si richiuse lentamente alle loro spalle.

Attraversarono il salone principale, diretti alle scale che conducevano al primo piano. Il piano terreno era ben arredato, con mobili antichi di ottima fattura, completamente restaurati, e poltrone in pelle fiore in stile classico.

Ma c’era puzza di vecchio lì dentro, di chiuso. C’era puzza di malattia.

Arrivarono alla stanza 5, la stanza di Francesco Pontili.

Il Signor Tassinari aprì la porta.

Francesco era lì che dormiva, sedato, con una spessa fasciatura di garza intorno alla testa, all’altezza degli occhi, e l’ago della flebo infilato nel braccio.

« Papà! »

Giordano corse subito da suo padre, gli occhi colmi di lacrime. Lucrezia lo seguì. L’infermiere si fece da parte.

Tassinari si avvicinò al letto. 

« Signor Pontili, suo padre ha tentato nuovamente di accecarsi. Fortunatamente l’infermiere era diretto qui per portargli la cena, e l’ha fermato in tempo. »

« Abbiamo dovuto sedarlo », intervenne l’infermiere.

Giordano posò una mano sulla spalla di suo padre.

« Come sta? Ha riportato lesioni gravi? » disse, rivolgendosi al Direttore.

« Temo di sì » rispose lui, « l’occhio destro è stato leso in profondità. Sta arrivando uno specialista da Roma, sarà qui a momenti, a quest’ora non c’è traffico. »

Giordano scoppiò in lacrime. 

« Papà, cos’hai fatto? »

Lo abbracciò, schiacciando la faccia contro la spalla del vecchio. Lucrezia era lì che piangeva e tremava; allungò il braccio e con la mano strinse forte il braccio di Giordano. 

Era profondamente addolorata e spaventata.

Improvvisamente, dalle labbra socchiuse del vecchio uscì un sussurro stanco e roco. « Chi… chi c’è? Giordano, sei tu? »

« Papà! »

Francesco alzò a fatica una mano e la poggiò sulla spalla di suo figlio.

« C’è anche Lucrezia con te? » domandò. 

« Eccomi, sono qui Francé » disse Lucrezia, la voce spezzata dal pianto. 

« Come ti senti? » gli chiese Giordano. 

« Fateli uscire… fateli uscire tutti… rimanete solo voi due… » bofonchiò il vecchio.

« Signore, suo padre ora dovrebbe riposare » intervenne il Direttore. Giordano lo guardò con uno sguardo torvo che non ammetteva repliche, e con un tono di voce altrettanto intransigente disse:« lasciateci soli un attimo, per favore ».

Il Direttore non poté fare altro che fare cenno all’infermiere di uscire, per poi seguirlo.

Una volta che furono da soli, Francesco disse una cosa che suo figlio Giordano, come anche Lucrezia, avevano sentito pressoché ogni volta che si erano recati al C. I. M. per fargli visita:« Non sono pazzo… non sono al sicuro qui… mi stanno avvelenando… mi stanno mettendo qualcosa nel cibo… »

Giordano sbuffò, esausto a causa dell’ansia che aveva in corpo, che non lo aveva mai lasciato dal momento in cui aveva ricevuto la telefonata di Tassinari alle quattro del mattino. 

« Papà, è solo una tua fissazione, quante volte te lo dovrò ripetere? »

Francesco sollevò a fatica la testa dal cuscino. 

« Avvicinati, non devono sentirci. »

Giordano avvicinò l’orecchio alla bocca tremante di suo padre, immersa in una grigia barba rigogliosa.

« L’ho visto… l’ho visto di nuovo… l’uomo incappucciato… » sussurrò. 

« Papà basta, basta con questa storia! »

« Shhh… non farti sentire. Lucrezia, Lucrezia mia, sei come una figlia per me. »

Francesco aveva spesso asserito di aver visto un uomo incappucciato aggirarsi per i corridoi e nelle stanze del C. I. M.. Lo descriveva sempre come una figura alta e slanciata che indossava una lunga tunica nera e rossa che lo copriva dalla testa ai piedi. Il suo volto era grottesco e orribilmente spaventoso, con occhi rossi come il sangue, denti aguzzi e lunghe corna di toro. 

Con le mani giunte in preghiera e il capo chino, entrava e usciva da una stanza all’altra in casa di Francesco. Il vecchio riusciva a sentire i suoi passi, quando era in dormiveglia, e nella sua mente chissà perché si formava l’immagine di casa sua; riusciva a vederlo camminare solennemente nel buio, proiettando sulle pareti lunghe ombre che si contorcevano assumendo forme astratte.

« Papà, ti prego, non ricominciare… »

« No, figliolo, no. Nel cassetto del comodino, sotto un libro c’è una lettera. Prendila e andatevene, qui non siete al sicuro. »

« Va bene, vediamo… »

Giordano aprì il cassetto e sfilò la lettera da sotto un libro. 

Poggiato sul comodino vi era un orologio digitale che segnava le cinque del mattino, una minuscola e tenue lucetta rossa brillava sopra lo schermo… 

Cos'è quella lucetta?

  • Il timer di un cronometro (7%)
    7
  • Il timer di una bomba (13%)
    13
  • Una telecamera nascosta (80%)
    80
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26 Commenti

  1. Ciao Silver! Molto bello l’incipit, e anche questa cosa di cambiare ambientazione e vedere il voto di noi lettori esplicato più avanti mi ha molto interessato. Potrebbe essere una scelta vincente 🙂
    Per questo capitolo voto per la telecamera nascosta, chissà chi lo spia…
    Al prossimo capitolo!

  2. Devo ammettere che il secondo capitolo mi ha lasciato abbastanza perplesso a causa dello stacco netto da quello precedente, ma la cosa mi ha incuriosito molto e ora che si è tornati nella clinica devo dire che le cose si stanno facendo veramente interessanti. Sia questo capitolo che il precedente sono davvero ben scritti e l’atmosfera si sta facendo sempre più inquietante, quasi tendente all’horror più che al giallo. L’unica cosa che forse non mi ha convinto molto sono le opzioni, ma alla fine ho optato per la telecamera nascosta, vediamo che ti inventi. A presto!

    • No dai… una bomba proprio no, il timer di un cronometro per qualche strano esperimento? Può essere.
      Ma io penso che la cosa più ovvia e inquietante sia una telecamera nascosta.
      La figura incappucciata e il videogioco? È tutto in fase di collegamento, spero solo di non fare danni con dimenticanze o buchi della trama.

  3. Ciao Silver, Bentornato!
    Allora: questo è un bell off-topic e sono davvero curioso di sapere cos’è davvero Oblio e cosa c’entra col primo capitolo.
    Aspetto un po’ per commentare visto che hai altro in serbo. Ma sicuramente ci stai portando da qualche parte quindi…ho optato per un messaggio dal creatore del gioco. Potenze occulte?
    A presto e non vedo l’ora di vederti presto dalle mie parti 🙂 ciao!

  4. Incipit eccezionale! L’ambientazione, il ritmo, la caratterizzazione dei personaggi, ho trovato tutto perfetto e mi ha catturato fin dalla prima riga, quindi ti faccio i miei complimenti. Ho come la sensazione che questi episodi di schizofrenia in realtà abbiano una motivazione e un senso ben preciso, anche perché ci hai già anticipato che accadranno cose inspiegabili, quindi non vedo l’ora di scoprire cosa succederà! Per adesso voto per le scritte con il sangue, che sono in linea con quello che è già stato raccontato. A presto 😀

  5. Ahia.
    Un Incipit molto complesso e molto ben strutturato, ma con opzioni un po’ enigmatiche.
    Ciao e complimenti per la bella intro. Abbiamo tante informazioni e già tre personaggi, che spero sia la triade principale di questo racconto giallo; le opzioni sono un po’ splatter e non mi danno davvero molta scelta, apparentemente: siccome è un poeta, frasi sconnesse ma forse significative possono essere la pista giusta (ma allora perché avvertire il figlio?).
    Ti seguo ed aspetto per commentare in maniera più estensiva. Mumble.
    Ps: ti aspetto da me 🙂 ciao!

  6. Ciao Silver Soul,
    ottime basi per la costruzione di un giallo coi fiocchi. Bello il tuo incipit, a tratti un po’ lento ma di una lentezza che non dispiace, che ha reso ancora meglio la parte macabra del racconto e ha aumentato il senso di ansia provato dal protagonista. Bravo\a, ti seguo e se ti va passa da me a darmi un parere.
    A presto!

  7. Ciao Silver Soul! Che piacere aver scoperto la tua storia. Ebbene, che dire, l’inizio perfetto per un giallo con i fiocchi: il lettore che viene catapultato verso l’ignoto, in un’ambientazione ricchissima di particolari, tanto realistica da risultare inquietante. Non vedo l’ora di scoprire cosa succede dopo!

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