La Fine Del Gioco

Dove eravamo rimasti?

Cecil vuole scappare. Ce la farà? Ci prova, ma qualcuno la blocca (100%)

La Fuga

Cecil si fece un attimo titubante. Era la giusta decisione scappare? Andarsene lontano, dove nessuno l’avrebbe trovata? Be’, se voleva dimenticare tutti quei terribili momenti in cui accadevano fatti anormali e inquietanti sì.

Così, pensò che la via migliore per fuggire fosse il mare. Nessuno l’avrebbe vista. E lei, che pensava di costruire una zattera, se ne sarebbe andata. Via da tutto e da tutti.

Ma il punto è: come avrebbe fatto a costruire una zattera? Una vera zattera? Una zattera che sta a galla, e non che si ribalta appena la metti in acqua?

Cecil sbuffò. Ma comunque tentò nell’impresa. D’altronde, ne andava della sua vita, no?

Andò nel bosco e si mise a cercare qualche ramoscello robusto. Eccone uno! E un altro, e un altro ancora! Cecil raccolse tutto, poi tornò a casa a prendere dello spago con cui legare insieme i rami.

“Ciao, papà” disse, cercando di non mostrarsi neanche un po’ preoccupata per quello che stava per fare. “Hai dello spago?”

“Sì, certo” le rispose il padre. “E’ lì, sulla credenza”

Cecil lo prese e, dopo aver accennato un saluto, tornò nel bosco e finì di costruire quella che potremmo definire “zattera”.

Poi, imboccò il sentiero che portava al porto. Peccato per lei che il padre la vide allontanarsi dalla finestra del soggiorno e decise di seguirla.

Quando giunse al porto, Cecil mise la zattera nel mare. E tirò un lungo sospiro. Non era più sicura di niente. Voleva davvero scappare? Lasciarsi alle spalle suo padre e la casa in cui viveva? Be’, la casa forse sì, ma il padre? Insomma, gli voleva bene. E poi aveva già perso sua madre. Perché perdere anche lui?

La ragazza si mise seduta, mentre il padre la osservava da dietro un albero.

“Che cosa sto facendo?” si disse.

Poi, però, pensò alla storia di Abel, alla sua casa e… le cose successe lì. Sì, doveva scappare. Era una questione di principio. La sua casa le metteva paura, e forse anche il paese. Ma, diavolo, perché non era rimasta in Francia? Lì ogni cosa era prevedibile, e tutti si conoscevano. Lì si stava bene. E lì Cecil aveva degli amici. Con loro passava il tempo e si divertiva, invece ora era tutto diverso. In paese, quei pochi bambini che c’erano giocavano a pallone, che a Cecil non piaceva. E poi tutti la guardavano male, come se, abitando nella sua casa, fosse stata affetta da una malattia.

Doveva scappare. Ma il padre arrivò in tempo per impedirglielo. Infatti, mentre Cecil saliva sulla zattera, uscì allo scoperto e si mise a gridare.

“Cecil! Cecil! Santo cielo, torna qui!”

La ragazza pensò che sarebbe stato meglio ascoltarlo, altrimenti suo padre avrebbe chiamato qualcuno.

Scese dalla zattera e tornò a riva, con uno sguardo indecifrabile.

“Dio, che cosa ti è preso?” abbaiò suo padre.

“Io… io cercavo… ehm… delle conchiglie… da regalarti, sai…” mentì Cecil.

“Be’, prova a allontanarti ancora che ti frantumo”

Poi, detto ciò, il padre accompagnò la figlia a casa. Lì, Cecil si rintanò subito in camera sua. E il cuore le finì in gola. Dove diavolo era la scrivania?

Dove diavolo era la scrivania?

  • Nello scantinato (60%)
    60
  • Da nessuna parte (0%)
    0
  • Nel bosco (40%)
    40
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44 Commenti

  1. Ciao c-7. Ho letto con piacere la tua storia. Scorre bene e ti invoglia a voler sapere come proseguirà. Brava! Per i consigli vedo che già in molti te ne hanno dati di buoni, per cui non c’è bisogno che ne dia di miei. Ora però vorrei che arrivasse il capitolo 8. Resto in attesa di leggerti ancora. Ciao, buona serata.

  2. Ciao, c-7, il titolo della tua storia mi sembrava allettante, così sono passata a leggerti. Allora, la mia prima impressione è che il racconto sia un po’ troppo corto in alcuni tratti, tuttavia si legge con piacere. Poi, più che un’avventura mi sembra un horror o un thriller. Terzo, secondo me dovresti dare profondità ai tuoi personaggi. A presto!

  3. La scrittura è scorrevole, si legge con piacere. Dovresti solo lavorare di più sulle sensazioni, sembra che le cose le sfiori senza andare a fondo. Tu avresti reagito come Cecil davanti alla scoperta della sparizione della scrivania e, soprattutto, convinta dell’esistenza di un fantasma? Io no di certo. A meno che non si tratta di un fantasy dove ogni cosa è lecita.
    Mi piacerebbe Sapere di più su Abel

  4. Allora, partendo dal presupposto che non sono un’esperta, da profana mi salta subito all’occhio che forse si arriva subito in quarta, nel senso che mi sembra che la trama entri subito nel vivo, ma ripeto, potrebbe essere una cosa positiva, in ogni caso mi sembra molto intrigante…

  5. Scappare di casa su una zattera forse non è un idea che verrebbe a molti… ma va bene così. Magari avresti potuto soffermarti di più sul fatto che non esisteva alternativa. Che avrebbe preferito rischiare la vita anziché continuare a vivere in quella casa.
    La scrivania nel bosco mi intriga.

  6. Ciao Cecilia,
    Ho letto ora i capitoli che hai scritto fino a qui e mi aggiungo a chi ti ha fatto notare che, forse, con dei capitoli più lunghi avresti potuto raccontare le cose con più profondità.
    La storia è interessante e la protagonista è piena di dilemmi interiori, cosa che sei riuscita a rendere bene con frasi brevi e incalzanti.
    Se posso darti un consiglio, stai attenta al tipo di focalizzazione che usi: a volte sembra che il narratore ne sappia di più, altre che sia colto impreparato.
    Voto per lo scantinato, a presto 🙂

  7. Eccomi qui. Ho ricambiato il favore e ne sono molto felice. Già il fatto che ti piaccia scrivere così giovane è da lodare, che poi lo fai anche bene è il massimo. Coltiva questa tua passione più che puoi e, soprattutto, non smettere di leggere. Forse mi sbaglio, ma visto il tuo stile credo che la lettura ti piaccia.
    Per la storia concordo con tutto quanto ti hanno già detto. Ho votato per “ci prova ma viene bloccato.”
    Alla prossima

  8. Ci prova ma qualcuno la blocca.
    C-7, hai pubblicato a distanza di pochi giorni e mi sono persa un capitolo! ‘nnaggia, non correre!
    Ovviamente l’ho recuperato e che capitolo, il terzo! Vedo che al quarto hai di nuovo accorciato ed è un peccato perché scrivi benissimo, potresti sfruttare lo spazio che hai a disposizione approfondendo di più i personaggi e la storia!
    Al prossimo!

  9. Cecil cerca nello scantinato!
    Ciao C7,
    Questo racconto è molto interessante e per questo lo seguo, anche se più di un’avventura sembra quasi un horror. Se posso darti un consiglio ti direi di scrivere capitoli più lunghi, questi due ad esempio avresti potuto unirli. Non perché sia un errore, anzi, però lo spazio che hai a disposizione è già molto poco, rischieresti di non riuscire a sviluppare la tua storia. Ho visto poi che hai pubblicato due capitoli molto vicini l’uno all’altro, ancora una volta non si tratta di un errore però per consentire ai lettori di leggere tutti gli episodi sarebbe meglio che tu pubblicassi con un intervallo di tempo di una settimana.

    In ogni caso la tua storia è scritta molto bene, incuriosisce! Brava.

  10. Ti faccio i complimenti per questo (purtroppo molto breve) incipit, perché secondo me è scritto molto bene! Il ritmo è quello giusto e hai delineato un’atmosfera suggestiva, arricchita sul finale da delle tonalità abbastanza inquietanti che secondo me ci stanno molto bene.
    Ho notato giusto un paio di sviste (“gli disse” al posto di “le disse” e “restaurazione” al posto di “restauro”) e nella frase detta da Edward secondo me ci sono un po’ troppi punti di sospensione, anche se sono utilizzati nel modo corretto. Poi, come ti avevo accennato, il capitolo è troppo breve e per i successivi ti consiglio di sfruttare tutti e 5000 i caratteri, ma anche così si lascia leggere molto volentieri!
    Voto per il letto con la scrivania. Ero tentato di votare per la scritta con il sangue ma è troppo presto per inserire eventuali elementi horror 😀

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