La Fine Del Gioco

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo cosa succederà? Cecil andrà a cercare suo padre, e poi nel capitolo approfondiremo il passato di quest'ultimo (75%)

Il Padre

Cecil si morse la lingua. No, non stava sognando. Ogni cosa che era successa era successa veramente. E suo padre non si trovava da nessuna parte. Certo, non poteva mica essersi volatizzato! Cecil abbassò lo sguardo a terra e si chiese dove potesse cercare. In casa non c’erano segni di movimento, ma valeva comunque la pena di controllare. La ragazza, sempre con lo sguardo in giù, entrò nella sua grande abitazione e per prima cosa le parve di sentire un forte odore di… decomposizione. Un verme le stisciò accanto.

“Ah!” fece Cecil, ritraendosi un po’.

Il verme avanzò con lentezza e se ne andò. Ma perché era entrato in casa? Aveva a che fare con qualcosa? Cecil fece una smorfia, un misto fra paura e disgusto. Poi continuò la sua ricerca. Suo padre, Alain, non era né in cucina né in salotto. E se fosse successo qualcosa di terribile anche a lui? Cecil credeva che tutte le cose “magiche” della casa si manifestassero solo a lei, ma… con il padre? Non poteva saperlo. Con un brivido si accinse a salire le scale che portavano al secondo piano. L’odore aumentò e la giovane si tappò il naso. Ma da dove veniva? Seguì la scia invisibile dell’odore e si ritrovò davanti alla porta della sua stanza da letto. Suo padre era lì? E poi, magari non gli era successo niente, stava bene. Cecil non doveva preoccuparsi per niente. Alain l’aveva portata in Germania per cambiare vita e la ragazza voleva che fosse così. Voleva che lui potesse condurre la vita normale di sempre, come in Francia. Doveva dimenticare il passato, ricordarlo non sarebbe servito a riportare indietro sua madre. Era andata per non tornare mai più. Ad Alain si era spezzato il cuore, poverino, meritava di stare bene. Aveva sofferto molto, Cecil non voleva farlo soffrire di più. Gli aveva parlato degli orrori di casa sua, ma lui non l’aveva ascoltata. Ma forse Cecil desiderava solo essere… normale. In una casa normale, in un posto normale, con una famiglia normale. Perché Cecil era la sola famiglia di Alain. E voleva con tutta se stessa che suo padre fosse lì, dietro quella porta, pronto ad abbracciarla o a parlare con quella sua dolce voce mielata. Ma ciò che attendeva Cecil non era niente, proprio niente, di tutto questo. Perché quando aprì la porta, quando aprì la porta Cecil vide una scena terribile. Un uomo, con il volto coperto da un lenzuolo, stava sdraiato a terra, una macchia di sangue sotto la nuca. Cecil rimase impietrita. Chi era quell’uomo? Era… morto? Avanzò, mentre le domande crescevano nella sua mente, e, con un coraggio innato, sollevò il lenzuolo. Lanciò un grido. Ma le uscì debole, era scioccata. Le lacrime cominciarono a solcarle le guancia come se non potessero più smettere.

“Padre…” mormorò Cecil.

I suoi grandi occhi luminosi non riuscivano a sottrarsi a quelli del genitore, azzurri, un tempo pieni di vita. Chi aveva ucciso Alain? Cecil avrebbe disperatamente voluto saperlo, chi aveva fatto del male al suo amatissimo padre? Chi? Chi? La ragazza si prese il viso fra le mani. Suo padre era morto, morto. E non si poteva far resuscitare i morti. Cecil si abbandonò a una grande, grandissima agonia, ma poi scorse una piccola scritta sul pavimento. Era rossa, come il sangue di… Alain.

“Sei stata avvertita” diceva il messaggio.

Cecil è terribilmente disperata e triste. In quel momento qualcuno irrompe in casa sua, sentiti i lamenti e le grida. Chi è?

  • Un'eccentrica coppia di anziani (17%)
    17
  • Un ragazzo che gironzolava lì attorno (33%)
    33
  • La donna che sa tutto di Abel (50%)
    50
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51 Commenti

  1. Non hai approfondito il passato del padre, ma va bene, non avrai avuto spazio, era già troppo poco per quel che hai scritto, eppure il frammezzare la ricerca prima e la scoperta dopo, proprio con delle notizie sulla vita del padre, sarebbe stato un buon esercizio.
    Lavora ancora di più sul descrivere le sensazioni. “Amatissimo padre” è fredda come frase, almeno che non mi fai davvero vedere questo amore viscerale. Il vocabolo, da solo, non basta.
    Continua così

  2. Ciao c-7. Ho letto con piacere la tua storia. Scorre bene e ti invoglia a voler sapere come proseguirà. Brava! Per i consigli vedo che già in molti te ne hanno dati di buoni, per cui non c’è bisogno che ne dia di miei. Ora però vorrei che arrivasse il capitolo 8. Resto in attesa di leggerti ancora. Ciao, buona serata.

  3. Ciao, c-7, il titolo della tua storia mi sembrava allettante, così sono passata a leggerti. Allora, la mia prima impressione è che il racconto sia un po’ troppo corto in alcuni tratti, tuttavia si legge con piacere. Poi, più che un’avventura mi sembra un horror o un thriller. Terzo, secondo me dovresti dare profondità ai tuoi personaggi. A presto!

  4. La scrittura è scorrevole, si legge con piacere. Dovresti solo lavorare di più sulle sensazioni, sembra che le cose le sfiori senza andare a fondo. Tu avresti reagito come Cecil davanti alla scoperta della sparizione della scrivania e, soprattutto, convinta dell’esistenza di un fantasma? Io no di certo. A meno che non si tratta di un fantasy dove ogni cosa è lecita.
    Mi piacerebbe Sapere di più su Abel

  5. Allora, partendo dal presupposto che non sono un’esperta, da profana mi salta subito all’occhio che forse si arriva subito in quarta, nel senso che mi sembra che la trama entri subito nel vivo, ma ripeto, potrebbe essere una cosa positiva, in ogni caso mi sembra molto intrigante…

  6. Scappare di casa su una zattera forse non è un idea che verrebbe a molti… ma va bene così. Magari avresti potuto soffermarti di più sul fatto che non esisteva alternativa. Che avrebbe preferito rischiare la vita anziché continuare a vivere in quella casa.
    La scrivania nel bosco mi intriga.

  7. Ciao Cecilia,
    Ho letto ora i capitoli che hai scritto fino a qui e mi aggiungo a chi ti ha fatto notare che, forse, con dei capitoli più lunghi avresti potuto raccontare le cose con più profondità.
    La storia è interessante e la protagonista è piena di dilemmi interiori, cosa che sei riuscita a rendere bene con frasi brevi e incalzanti.
    Se posso darti un consiglio, stai attenta al tipo di focalizzazione che usi: a volte sembra che il narratore ne sappia di più, altre che sia colto impreparato.
    Voto per lo scantinato, a presto 🙂

  8. Eccomi qui. Ho ricambiato il favore e ne sono molto felice. Già il fatto che ti piaccia scrivere così giovane è da lodare, che poi lo fai anche bene è il massimo. Coltiva questa tua passione più che puoi e, soprattutto, non smettere di leggere. Forse mi sbaglio, ma visto il tuo stile credo che la lettura ti piaccia.
    Per la storia concordo con tutto quanto ti hanno già detto. Ho votato per “ci prova ma viene bloccato.”
    Alla prossima

  9. Ci prova ma qualcuno la blocca.
    C-7, hai pubblicato a distanza di pochi giorni e mi sono persa un capitolo! ‘nnaggia, non correre!
    Ovviamente l’ho recuperato e che capitolo, il terzo! Vedo che al quarto hai di nuovo accorciato ed è un peccato perché scrivi benissimo, potresti sfruttare lo spazio che hai a disposizione approfondendo di più i personaggi e la storia!
    Al prossimo!

  10. Cecil cerca nello scantinato!
    Ciao C7,
    Questo racconto è molto interessante e per questo lo seguo, anche se più di un’avventura sembra quasi un horror. Se posso darti un consiglio ti direi di scrivere capitoli più lunghi, questi due ad esempio avresti potuto unirli. Non perché sia un errore, anzi, però lo spazio che hai a disposizione è già molto poco, rischieresti di non riuscire a sviluppare la tua storia. Ho visto poi che hai pubblicato due capitoli molto vicini l’uno all’altro, ancora una volta non si tratta di un errore però per consentire ai lettori di leggere tutti gli episodi sarebbe meglio che tu pubblicassi con un intervallo di tempo di una settimana.

    In ogni caso la tua storia è scritta molto bene, incuriosisce! Brava.

  11. Ti faccio i complimenti per questo (purtroppo molto breve) incipit, perché secondo me è scritto molto bene! Il ritmo è quello giusto e hai delineato un’atmosfera suggestiva, arricchita sul finale da delle tonalità abbastanza inquietanti che secondo me ci stanno molto bene.
    Ho notato giusto un paio di sviste (“gli disse” al posto di “le disse” e “restaurazione” al posto di “restauro”) e nella frase detta da Edward secondo me ci sono un po’ troppi punti di sospensione, anche se sono utilizzati nel modo corretto. Poi, come ti avevo accennato, il capitolo è troppo breve e per i successivi ti consiglio di sfruttare tutti e 5000 i caratteri, ma anche così si lascia leggere molto volentieri!
    Voto per il letto con la scrivania. Ero tentato di votare per la scritta con il sangue ma è troppo presto per inserire eventuali elementi horror 😀

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