Le nebbie di Altair III

Dove eravamo rimasti?

Come inizieranno gli studi delle misteriose nebbie di Altair III ? Con un lento avvicinamento osservando le interazioni tra le nebbie e il territorio circostante. (67%)

2 - Mistero

La mattina dopo Tom e kate avevano appuntamento nell’hangar del centro di controllo missione.

Prima di arrivarci Tom si soffermò ad una delle tante vetrate,  per osservare la situazione esterna: ora i banchi di nebbia visibili erano due.

Quello visto ieri, era a circa due km dal centro,  invece  l’altro era molto più lontano sul fondo della vallata.

Tom abbandonò la posizione e entrò nell’Hangar .

Kate era già presente, entrambi erano equipaggiati con la tuta di massima protezione dagli agenti atmosferici.

Tom si soffermò a pensare che kate, una giovane donna molto competente nel campo della medicina, aveva un corpo decisamente tonico. Lo vedeva modellato dalla tuta aderente color argento e oro e non poteva non apprezzarlo.  Certo il casco rovinava molto il suo viso allegro e spontaneo, ma il risultato era più che accettabile se ci si soffermava ad osservare i suoi vispi occhi azzurrini.

Subito pensò “Chissà quale situazione della vita l’aveva spinta a intraprendere un lavoro così pericoloso?”.

Poi abbandonò questi pensieri e riprese a concentrarsi sulla missione.

Salirono su un Rover, un automezzo che poteva muoversi sospeso dalla superficie viaggiando su onde antigravitazionali e quindi poteva fronteggiare qualsiasi tipo di terreno senza riceverne alcun disturbo.

Si chiusero ermeticamente i caschi e uscirono all’esterno.

Nel cielo blu cobalto i due soli brillavano con tale intensità da renderne difficoltosa l’osservazione e promettevano di alzare ben presto la temperatura esterna.

Spostando lo sguardo sul terreno si notava da subito la presenza dell’epostina, sembrava un immenso tappeto rosso dalle mille sfumature.

Essa cresceva come una gigantesca edera terrestre, i cui rami si sviluppavano in orizzontale a contatto con il terreno ed erano praticamente nascosti dalle numerosissime foglie triangolari che si disponevano sopra per raccogliere i raggi dei soli.

Le foglie erano di un coloro brillante perché bagnate da una intensa rugiada notturna e si estendevano a perdita d’occhio.

Entrarono nella valle restando sospesi sopra l’erba e si diressero verso il primo banco di nebbia.

Man mano che si avvicinavano, si accorsero che il banco oltre a muoversi  in direzioni variabili, ruotava lentamente su se stesso.

Dietro il banco a una certa distanza era attivo un raccoglitore, un automezzo semiautomatico, che raccoglieva e immagazzinava le foglie. Lavorava così vicino al banco perché le foglie che erano appena uscite dalla nebbia, erano ulteriormente bagnate dalla rugiada e questo fatto rendeva più facile il trasporto e la conservazione.

Quindi il banco di nebbia aveva una funzione benefica sul raccolto. Era invece una minaccia per i raccoglitori, che forse anche a causa di errori di guida, se si avvicinavano troppo, venivano attaccati e distrutti.

Tom guidò il Rover a poche decine di metri dal banco e Kate lo informò utilizzando il circuito radio tra le due tute che l’aria attorno a loro era rigurgitante di gocce di acqua in sospensione.

Kate continuò “ La percentuale di umidità è pari al 99%, la temperatura esterna è pari a 32 gradi,  l’aria è praticamente liquida”.

Riprese “ Sto provando con ogni tipo di sensore in nostro possesso ma niente riesce a penetrare questa “torta alla panna”. Abbiamo pochissimi dati e la riunione di ieri è servita a poco. Iniziamo ora la prima Osservazione.”

Tom precisò “ Il dr. Trevor non è certo stato illuminante, ma potrebbe forse essere più utile in futuro. Ora giriamo intorno al banco e cerchiamo di trovare un punto dove il confine tra la nebbia e l’ambiente sia più increspato o non regolare. Poi ci infileremo un sensore per cercare di ottenere qualche informazione in più.

Il banco aveva una dimensione approssimativa di 700 metri, lo aggirarono tutto, ma non trovarono un punto dove la nebbia sembrava cedere .

Così Tom riprese “ No purtroppo la tua torta non sembra voler favorire un nostro assaggio. Proviamo comunque a recepire più dati possibili.  Ho montato un sensore multifase su un tubo di plastacciao di oltre 3 metri, ci avvicineremo ancora e infileremo il sensore nella nebbia”.

Kate rispose “ Apparecchiature attive, pronte a ricevere qualunque tipo di informazione”.

Così Si avvicinarono con il Rover e fecero entrare il sensore nella nebbia di circa 30 cm.

Kate riprese “ Il sensore sembra Sparire dalla vista dopo essere entrato nella nebbia, registro solo un costante disturbo fonico di fondo: nessuna misurazione di pressione, temperatura, umidità è un pozzo di silenzio questa torta alla panna. “

Lasciarono il sensore per alcuni minuti dentro il banco, finchè un colpo spostò il tubo verso l’esterno, mostrando una tranciatura perfetta quasi chirurgica. 

Tom si lasciò sfuggire un’imprecazione “ Porc, abbiamo perso il sensore e non abbiamo nulla, non è possibile!”.

Ma kate emozionata riprese “ No, io ho qualcosa un’ombra, una variazione  rapidissima è stata registrata nella nebbia dai sensori esterni a raggi subluce. Dobbiamo rientrare e visionare il video alla moviola: c’è qualcosa nella nebbia”.

Cosa può aver percepito il sensore a raggi subluce?

  • La registrazione non fornirà alcun nuovo elemento di valutazione del mistero. (0%)
    0
  • Una concentrazione di agenti naturali acidi. (0%)
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  • La presenza di una forma di vita. (100%)
    100
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42 Commenti

  1. Ciao Volpe😃
    Il mondo del sig. Gardener……e veramente …”curioso”……….
    ………il linguaggio, il suo modo di vivere riposandosi disciolto nell acqua….e chissa se scopriremo altro???????
    Opto sull’ “Accordarsi sulla raccolta dll epostina”

  2. Ciao Volpe! Mi sono perso un capitolo ma ho recuperato tutto. Questi ultimi due capitoli sembrano molto affrettati, come se avessi fretta di dare informazioni e progredire con gli eventi. Ti capisco se questo è dovuto al limite dei caratteri, ma ti consiglio comunque di fare qualche revisione in più alla fine per sistemare il tutto 😀
    Detto questo, mi sono piaciute molto le varie scene di comunicazione con the Gardener, non mi aspettavo uno sviluppo così veloce delle interazioni con gli umani e sono sicuro che prima o poi qualcosa andrà storto. Al prossimo capitolo!

  3. Ciao Red Dragon, sono esseri completamente diversi da noi, perciò ti riconfermo che sono così, tranne un particolare: in realtà non si è ancora parlato della loro riproduzione, mentre si è conosciuto il loro periodo di “riposo”, dove ritornano acqua nell’acqua.
    Spero che ti sia piaciuta questa società molto, molto, diversa dalla nostra.
    Abbiamo comunque ancora molte cose da scoprire.
    A presto.

  4. Ciao Volpe,
    Accipicchia!! molto impegnativo entrare in contatto con questo strano essere (the Gardener).
    Il linguaggio ………col quale cerca di esprimersi è tutt’altro che semplice……ma molto curioso!!
    Io opterei per “Veniamo in pace da una stella lontana”.
    Ciao a presto 😊

  5. Ciao Volpe! Molto dettagliata la spiegazione di questo linguaggio grafico, ho apprezzato l’esempio dell’invito a cena, credo che calzi a pennello.
    Sono curioso di sapere come reagirà The Gardener al tentativo di comunicazione! Voto per “Ciao, siamo amici vogliamo conoscerti”.

    ps. se ti va, passa a leggere la mia storia, mi piacerebbe avere un tuo commento sull’ultimo capitolo, in cui chiedo di darmi idee per un nuovo personaggio 😉

    • Ciao, ti ringrazio, ricambierò presto e verrò a leggere il tuo racconto.
      La reazione di The Gardener è difficile da prevedere, sarà un essere razionale ed evoluto o un essere ai primordiale? sarà giusto poi iniziare con una frase intera o sarebbe stato meglio fare un semplice saluto?
      Vedremo.
      Ciao.

    • Ciao Red, ormai dovresti aver imparato che con me ti troverai sempre di fronte a nuovi enigmi, che in generale comprendono sempre la difficoltà di comunicazione tra specie.
      Questa volta le specie a confronto sono molto diverse e la difficoltà non può che essere elevata.
      Ogni nuovo passo verso la conoscenza è sempre difficile , sudato e con molte possibilità di fallimento.
      Ma chissà poi …… tutto è sempre meno difficile procedendo per piccoli passi.
      Ciao.

  6. ho letto tutti gli episodi insieme e… complimenti! scrivi davvero bene! la storia è scorrevole e mai scontata, mi sta coinvolgendo molto! hai veramente uno stile interessante… non è che potresti darmi qualche consiglio? sono alle prime armi… al di là se lo farai o meno, ti ringrazio in anticipo perché mi stai dando numerose idee! continua così!

    • Ciao Lecter, ti ringrazio per i tuoi complimenti. Verrò a leggere un tuo racconto appena avrò un attimo di tempo.
      In quanto ai consigli, posso solo dirti che per scrivere di fantascienza con un briciolo di base scientifica, io in genere amo fare così, occorre leggere e studiare tanto.
      Ma comunque occorre leggere molto per ogni argomento si voglia affrontare.
      L’ultima cosa che posso poi indicarti è di trovare sempre il modo di essere il primo a divertirsi.
      Se vuoi ho scritto anche la trilogia del Covo cercando di mostrare una visione fantascientifica di un futuro prossimo, quasi attuale.
      Ciao.

    • Ciao red, niente è mai stato facile a questo mondo e anche in questo caso sembra non esserlo.
      Occorrerà molta attenzione e molto lavoro.
      Una scrittura concettuale è del tutto da imparare e comprendere.
      Attendiamo di vedere come i nostri scienziati si porranno di fronte a questo essere.

      Ciao.

  7. Ciao Volpe! La storia va subito al sodo, l’ambientazione mi ricorda un po’ No Man’s Sky (se ci hai giocato). Hai uno stile particolare, didascalico. Soprattutto nei dialoghi, ciò mi fa percepire i personaggi come dei veri tecnici, senza frivolezze (per ora), il che è un’ottima cosa visto che è ciò che effettivamente sono 🙂
    Voto per i disturbi sonori/video, mi sembrano più in linea con il tipo di entità che si sta affrontando.
    Alla prossima!

    • Ciao Andrea, benvenuto tra i miei lettori.
      Mi piacciono i videogiochi ma ne conosco pochi e no non conosco No Man’s Sky , ma l’ambientazione è in stile fantasy, con prevalenza di spazi aperti e natura rigogliosa anche se dalla crescita in orizzontale. Scoprirai che io amo scrivere sopratutto privilegiando la parte scientifica della Fantascienza e forse in questo modo sono portato a privilegiare la razionalità. Non descriverò mai mondi perfetti, ma eroi che affrontano i problemi con la testa e raramente con i muscoli.
      Ti aspetto con il prossimo capitolo.

  8. Ciao Volpe,
    Bentornato!!!!
    Mi piace molto la prima parte sempre raccontata con dovizia di particolari.
    Essendo l’inizio opterei per “un lento avvicinamento osservando le interazioni tra le nebbie e il territorio circostante”.
    ……..e Vediamo come proseguirà la storia.
    Ciao a presto 😊

  9. Ciao Volpe 🙂 Bentornato! Allora, molto carino il concetto e l’idea. Il setting della storia è molto chiaro. L’unico problema è che nonostante la tua bravura narrativa, il primo capitolo è tutta esposizione: abbiamo una generica missione, ma non abbiamo ancora conosciuto troppo dei personaggi principali. Io avrei forse preferito i secondi al mondo della storia, ma il mio è solo un parere.
    Come al solito ti seguo perché mi fai divertire e leggere davvero storie stimolanti 🙂
    A presto: ho votato per un bagno di nebbia allucinogena!

    • Ciao Gianluca, ti confermo che a partire dal prossimo capitolo i personaggi saranno più definiti.
      So che tu non ami i capitoli descrittivi però io purtroppo avevo la necessità di spiegare bene il primo protagonista: un pianeta a prima vista simile alla terra ma che presenta da subito alcune diversità che diventano importanti quando si parla di eventi come le nebbie.
      Ti aspetto per i prossimi capitoli.

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