Le nebbie di Altair III

Dove eravamo rimasti?

Quale diversivo verrà utilizzato per entrare nel banco di nebbia? Creerà disturbi di tipo sonoro e video attorno al banco. (100%)

4 Primo contatto

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Data cosmica 3015.05.26

Tenente scientifico Tom Shelley.

Posto di osservazione Maryland sull’altopiano Graus.

Pianeta Altair III.

Quarto  giorno.

Predisposta strategia per nuovo contatto con banchi di nebbia.

Parlando con gli operatori alla raccolta dell’epostina, si è venuti a conoscenza che i banchi di nebbia sembrano meno attivi durante  gli eventi atmosferici. Si tenterà pertanto di disturbare l’entità simulando un temporale locale. Poi si procederà introducendo  una cassa nella nebbia per registrare ulteriori informazioni.

Attendo vostre comunicazioni.

Rapporto 1.00.000 2 terminato.

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Il giorno dopo tutto era pronto per un nuovo contatto con le nebbie e quanto in esse contenuto.

La prima parte del piano prevedeva che un’astronave si portasse sopra il banco di nebbia per oscurare i soli.

Poi con emissioni sonore e luminose si sarebbe tentato di simulare un temporale.

Nell’hangar del centro missione tutto era pronto.

Il pilota stava ricevendo le ultime istruzioni dall’ufficiale scientifico Anderson “ Tenga l’astronave alla distanza massima per garantire la formazione di un cono d’ombra sul banco di nebbia, ma si tenga pronto in qualunque momento a effettuare un allontanamento immediato“.

Il capitano Emerson annuì “Sissignore, sarà fatto“. Poi il capitano si voltò e si diresse verso l’astronave.

Per la missione era stata scelta la Missouri, un’astronave dalla forma quasi triangolare, con ali retrattili che le permettevano di affrontare sia il vuoto dello spazio che l’eventuale atmosfera presente attorno ai pianeti

Nella sua parte superiore, una struttura rettangolare composta da 5 piani, con angoli arrotondati permetteva attraverso  un ampio schermo al vetracciaio, di controllare perfettamente l’ambiente esterno.

Il capitano prese posto nella plancia e procedette ad alzare in volo l’astronave.

Tom e kate erano già nella vasta pianura e stavano preparando la cassa rinforzata in acciaio per le rilevazioni.

Il piano prevedeva di nascoderla tra le foglie di epostina e di attendere che il banco di nebbia la avvolgesse.

La cassa avrebbe trasmesso i dati rilevati via cavo, per evitare le interferenze.

Videro subito l’astronave alzarsi in volo a velocità ridotta e Tom attivò la ricetrasmittente.

“ Capitano Emerson, proceda a velocità ridota e si mantenga sopra i 90 metri da terra. Si porti poi a sud ovest rispetto al banco e faccia aprire le ali. Quella posizione dovrebbe garantire di bloccare la maggior parte dei raggi delle due stelle gemelle”.

“ Pochi minuti e saremo pronti, manterremo poi la posizione relativa, compensando eventuali spostamenti fatti dal banco e poi inizieremo lo spettacolo “.

Infatti quando l’astronave si posizionò nel punto prestabilito, l’ombra si formò su parte della pianura.

Poi l’astronave iniziò a creare vortici di aria, luci violente e rombi di tuono.

Dal banco di nebbia nessuna risposta, tranne un leggero rallentamento della velocità di spostamento.

Tom si rivolse a Kate “ Adesso tocca a noi”.

Guidò il Rover vicinissimo al bordo del banco di nebbia, poi calò la cassa sul terreno cercando di nasconderla tra le foglie. Quando ebbe completata l’operazione, allontanò di nuovo il Rover lentamente mentre kate srotolava il filo elettrico che avrebbe trasmesso i dai.

Si fermarono a circa 50 metri e attesero finchè la cassa fu avvolta dalla nebbia.

Kate controllava i dati in arrivo relativi alla composizione della nebbia, quando lo scanner a sub luce, rallentato cinquantamila volte cominciò, a percepire una massa in movimento.

L’immagine divenne in poco tempo meglio definita: l’essere era formato da un corpo centrale con la forma di un grosso otre alto più di 10 metri, da cui si diramavano 6 tentacoli lunghissimi.

Tre erano utilizzati per lo spostamento, si  allungavano verso il terreno  e con un movimento ondulatorio rapidissimo creavano il movimento.  Gli altri tre tentacoli si muovevano liberamente nella nebbia.

Gli strumenti iniziarono a segnalare un rapido rallentamento dell’essere fino a fermarsi vicino alla cassa.

Rimase fermo alcuni secondi, poi lentamente un tentacolo si portò sopra la cassa.

Ma non stava attaccando, sembrava toccare e rilasciare le goccioline di vapore, che componevano la nebbia e queste subito dopo si illuminavano di colori diversi .

In breve davanti all’essere e sopra la cassa degli strumenti, la nebbia mostrava tanti puntini luminosi, che sembravano comporre un’opera d’arte.

Fu kate ad interrompere il silenzio “ Sembra una forma di comunicazione, attivo subito il traduttore universale. “

In breve tempo il programma inviò la risposta “ E’ probabilmente  una forma di comunicazione. Ma se è una scrittura non è composta da lettere, sembra un linguaggio concettuale a geroglifici. Per la decodifica occorreranno oltre 20 ore terrestri e comunque non tutto potrebbe risultare leggibile.

Nel frattempo l’essere con un solo rapidissimo movimento aveva tranciato in due pezzi la cassa.

Sarà possibile comunicare con l'essere appena scoperto?

  • Si, ma con tante incomprensioni. (33%)
    33
  • Si ma sarà un percorso lungo e difficile. (67%)
    67
  • No, vista la complessità della forma di comunicazione. (0%)
    0
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27 Commenti

  1. Ciao Volpe! Molto dettagliata la spiegazione di questo linguaggio grafico, ho apprezzato l’esempio dell’invito a cena, credo che calzi a pennello.
    Sono curioso di sapere come reagirà The Gardener al tentativo di comunicazione! Voto per “Ciao, siamo amici vogliamo conoscerti”.

    ps. se ti va, passa a leggere la mia storia, mi piacerebbe avere un tuo commento sull’ultimo capitolo, in cui chiedo di darmi idee per un nuovo personaggio 😉

    • Ciao Red, ormai dovresti aver imparato che con me ti troverai sempre di fronte a nuovi enigmi, che in generale comprendono sempre la difficoltà di comunicazione tra specie.
      Questa volta le specie a confronto sono molto diverse e la difficoltà non può che essere elevata.
      Ogni nuovo passo verso la conoscenza è sempre difficile , sudato e con molte possibilità di fallimento.
      Ma chissà poi …… tutto è sempre meno difficile procedendo per piccoli passi.
      Ciao.

  2. ho letto tutti gli episodi insieme e… complimenti! scrivi davvero bene! la storia è scorrevole e mai scontata, mi sta coinvolgendo molto! hai veramente uno stile interessante… non è che potresti darmi qualche consiglio? sono alle prime armi… al di là se lo farai o meno, ti ringrazio in anticipo perché mi stai dando numerose idee! continua così!

    • Ciao Lecter, ti ringrazio per i tuoi complimenti. Verrò a leggere un tuo racconto appena avrò un attimo di tempo.
      In quanto ai consigli, posso solo dirti che per scrivere di fantascienza con un briciolo di base scientifica, io in genere amo fare così, occorre leggere e studiare tanto.
      Ma comunque occorre leggere molto per ogni argomento si voglia affrontare.
      L’ultima cosa che posso poi indicarti è di trovare sempre il modo di essere il primo a divertirsi.
      Se vuoi ho scritto anche la trilogia del Covo cercando di mostrare una visione fantascientifica di un futuro prossimo, quasi attuale.
      Ciao.

    • Ciao red, niente è mai stato facile a questo mondo e anche in questo caso sembra non esserlo.
      Occorrerà molta attenzione e molto lavoro.
      Una scrittura concettuale è del tutto da imparare e comprendere.
      Attendiamo di vedere come i nostri scienziati si porranno di fronte a questo essere.

      Ciao.

  3. Ciao Volpe! La storia va subito al sodo, l’ambientazione mi ricorda un po’ No Man’s Sky (se ci hai giocato). Hai uno stile particolare, didascalico. Soprattutto nei dialoghi, ciò mi fa percepire i personaggi come dei veri tecnici, senza frivolezze (per ora), il che è un’ottima cosa visto che è ciò che effettivamente sono 🙂
    Voto per i disturbi sonori/video, mi sembrano più in linea con il tipo di entità che si sta affrontando.
    Alla prossima!

    • Ciao Andrea, benvenuto tra i miei lettori.
      Mi piacciono i videogiochi ma ne conosco pochi e no non conosco No Man’s Sky , ma l’ambientazione è in stile fantasy, con prevalenza di spazi aperti e natura rigogliosa anche se dalla crescita in orizzontale. Scoprirai che io amo scrivere sopratutto privilegiando la parte scientifica della Fantascienza e forse in questo modo sono portato a privilegiare la razionalità. Non descriverò mai mondi perfetti, ma eroi che affrontano i problemi con la testa e raramente con i muscoli.
      Ti aspetto con il prossimo capitolo.

  4. Ciao Volpe,
    Bentornato!!!!
    Mi piace molto la prima parte sempre raccontata con dovizia di particolari.
    Essendo l’inizio opterei per “un lento avvicinamento osservando le interazioni tra le nebbie e il territorio circostante”.
    ……..e Vediamo come proseguirà la storia.
    Ciao a presto 😊

  5. Ciao Volpe 🙂 Bentornato! Allora, molto carino il concetto e l’idea. Il setting della storia è molto chiaro. L’unico problema è che nonostante la tua bravura narrativa, il primo capitolo è tutta esposizione: abbiamo una generica missione, ma non abbiamo ancora conosciuto troppo dei personaggi principali. Io avrei forse preferito i secondi al mondo della storia, ma il mio è solo un parere.
    Come al solito ti seguo perché mi fai divertire e leggere davvero storie stimolanti 🙂
    A presto: ho votato per un bagno di nebbia allucinogena!

    • Ciao Gianluca, ti confermo che a partire dal prossimo capitolo i personaggi saranno più definiti.
      So che tu non ami i capitoli descrittivi però io purtroppo avevo la necessità di spiegare bene il primo protagonista: un pianeta a prima vista simile alla terra ma che presenta da subito alcune diversità che diventano importanti quando si parla di eventi come le nebbie.
      Ti aspetto per i prossimi capitoli.

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