LO SPECCHIO

la scoperta

Era una giornata calda, con il Sole che ancora splendeva nel cielo della fortunata Malibù, una di quelle giornate che preannunciano serenità, gioia, successo. Quella per cui i giovani escono dalle loro case spensierato, carichi di sogni e idee, con la joie de vivre.

Tutti tranne una. Mentre i corpi energici dei suoi coetanei erano a godersi le meraviglie che la spiaggia californiana è in grado di offrire, il suo corpo freddo giaceva inerte in una delle tante ville, lasciato lì, nel buio, a decomporsi e a marcire, privo di vita e di qualcuno che potesse piangere quella vita.

Il Sole iniziava finalmente a tramontare, mentre l’aria si faceva più fredda. I suoi raggi filtravano fra le tende di quella casa di morte, anfanando a finire su quegli occhi verdi, che un tempo erano stati pieni di vita, vibranti e gioiosi. Adesso erano freddi, spenti, spalancati, in un urlo di dolore, davanti allo specchio, unico testimone della morte.

Era quasi notte, ormai, quando una porta si aprì. Un uomo stava entrando di soppiatto, per non disturbare. In mano recava un piccolo, prezioso, dono. Camminava a suo agio per raggiungere una agognata stanza, quella di sua figlia. Sentì nell’aria un odore metallico, plumbeo, ramato, ma non ci prestò caso, sul momento, fin quando non inciampò su qualcosa di morbido e relativamente grande. Era arrivato il momento di accendere la luce. 

Desiderò subito di non averlo fatto.

L’oggetto su cui era inciampato non era un oggetto, ma un corpo. Della sua unica, adorata, figlia. Un corpo martoriato, sventrato. Gli occhi pieni di terrore. E la mano, la mano che puntava verso il grande specchio del salone. Uno specchio sul quale c’era scritto, con lettere insanguinate:

“Lui è stato qui. Papà aiutami”

“Isabel” sussurrò flebilmente il padre, prima di cadere in terra e di prorompere in un pianto disperato. Stringeva a se il cadavere freddo e ligneo della figlia, così come aveva fatto quando nacque 18 anni fa, quando la madre li aveva abbandonati in un battere di ciglia. Lasciando indietro due vite che l’avrebbero voluta ardentemente. 

Rimase così e così lo trovò la polizia quando arrivò.

La casa venne subito travolta da uomini della scientifica, che fotografavano, toccavano qualsiasi cosa, sconsacravano con i lori guanti sterili i ricordi  che vi erano legati. Detectives che cercavano di ricostruire le dinamiche. Agenti che tenevano lontani i curiosi.

“Signor Mcferson, so che è difficile ma dovrebbe darci modo di visionare il corpo” disse infine una giovane detective. Già. Il corpo. Perché questo era diventata sua figlia. Un misero e putrescente corpo che sarebbe presto finito fra le mani di uno sconosciuto anatomo-patologo. Un cadavere di come se ne vedono tanti.

“Come posso lasciarla andare? Significherebbe accettare la sua, la sua-” non riuscì a terminare la frase, tanto era affranto 

“Signore, se vuole trovare l’assassino di sua figlia, deve lasciarci fare il nostro lavoro” continuò la detective, con una gentilezza quasi asettica.

“ Va bene, se questo che volete” disse, infine, il padre, non staccando mai gli occhi, ormai arresi e delusi, da quelli della figlia.

Il mattino dopo dalla casa, divenuta scena del crimine, erano stati portati via tutti i reperti. Tutti tranne uno. Lo specchio. L’indizio principale. Quello sarebbero venuti dopo a prenderlo.

E dal vetro offuscato e insanguinato dello specchio Isabel li guardava. Uno sguardo triste, per la vita spezzata e per il padre che tanto amava, ma deciso ad avere vendetta, per sé e per le altre come lei.

Nessuna sarebbe più dovuta morire così.

A volte, i morti ritornano, no?

A volte, i morti ritornano, no?

  • si racconta la storia di Isabel prima del suo assassinio (67%)
    67
  • si fa un salto temporale per proseguire la vicenda del fantasma nello specchio (17%)
    17
  • si assiste allo sviluppo delle indagini cronologicamente (17%)
    17
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

24 Commenti

  1. Isabel inizia a progettare vendetta.
    Starry, il confronto tra Marion e il padre di Isabel è scritto benissimo ma devo dirti che, a mio parere, doveva essere più breve.
    A questo punto della storia qualcosa doveva già essersi mosso, delineato. Suo padre dovrà cercare il colpevole, Isabel l’ha reso chiaro, quindi non vedo perché dovrebbe contattare Billy per entrare in contatto con lei se loro un contatto ce l’hanno già attraverso lo specchio. Il prossimo sarà già il quarto capitolo, cioè quasi la metà della storia e il padre non ha ancora nemmeno cominciato le indagini e non sa neanche da dove iniziare, a quanto pare.
    Vedremo cosa tirerai fuori dal cilindro, aspetto di leggerlo!

  2. Bene questo secondo capitolo, mi è piaciuto come hai cambiato POV in modo fluido ad un certo punto.
    Occhio ai tempi verbali!
    Voto per le indagini in solitaria, sicuramente le motivazioni del padre vanno ben oltre a quelle di chiunque altro, a presto 🙂

  3. Adoro le indagini, perciò voto per il loro proseguimento, a cui sono sicuro parteciperà anche il padre!
    Molto fluida la narrazione, ho apprezzato come hai reso le emozioni del padre e la successiva scena dell’arrivo delle autorità.
    Alla prossima! 🙂

  4. Mi ha intrigata la frase finale, per cui dico il fantasma nello specchio.
    Molto angosciante questo incipit, Starry ma nel senso buono. Coinvolge e trascina nella disperazione del padre che perde la figlia in maniera così brutale e violenta. Bravissima!
    Ti seguo, alla prossima!

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi