LO SPECCHIO

Dove eravamo rimasti?

A volte, i morti ritornano, no? si racconta la storia di Isabel prima del suo assassinio (67%)

I morti parlano

Chi era Isabel Mcferson prima di essere così brutalmente uccisa?

Una ragazza come tante direbbero tutti quelli che la conoscevano. Una ragazza troppo curiosa direbbe il suo assassino.

18 anni lavati nel sangue.

Sarebbe dovuta parte per la UCSB, voleva diventare medico, fare carriera, cambiare il mondo. Niente di questo si sarebbe più realizzato. Era stata affogata, strozzata. I suoi desideri non sarebbero più sbocciati.

Quello che rimaneva di lei erano le sue fotografie e la sua richiesta di aiuto. Entrambe tenute in mano dal padre.

“Signore, so che non è il momento più adatto- per dio, non lo sarà mai- ma dobbiamo farle qualche domanda” disse gentilmente la stessa detective che l’aveva separato dal cadavere- perché questo era, nient’altro che ammassi di carne, muscoli, pelle e nervi. Non poteva essere altro fuorché un oggetto. Non poteva essere sua figlia, ben sapendo che in realtà lo era.

Daniel Mcferson alzò lentamente gli occhi, dello stesso azzurro di Isabel, chiuso però nel suo dolore.

“Certo, cosa volete sapere” la voce roca, consunta.

“ Innanzitutto sa se sua figlia, ieri notte, aspettava qualcuno in casa?” chiese la detective. Il suo nome era Lydia Shelby, giovane e determinata. Il mastino del dipartimento di polizia. E il suo obiettivo era trovare il porco autore dello scempio.

“No, lo escludo. Quando viaggiavo per lavoro non invitava nessuno in casa. È, era, una ragazza molto responsabile”

“Signor Mcferson, sua figlia frequentava qualcuno?”

“Si, era fidanzata con Marion Tate. Ma non è a Los Angeles. Ha ricevuto una borsa di studio per Harvard e adesso è lì a frequentare i corsi di preparazione estivi”. A cosa potevano servire tutte quelle domande, futili, procedurali.

A niente, se non ad angosciare.

“ E prima che me lo chieda, detective, Isabel non fumava e non si drogava. Molto coscienziosa e altruista. Studiosa ai limiti dell’ossessione. Voleva diventare medico, sa? Entrare in medici senza frontiere, aiutare le persone, sopratutto quelle più disperate. E adesso è diventata lei un caso di studio”continuò con una risata amara e lacrimevole.

“Signor Mcferson, le prometto che faremo qualsiasi cosa per trovare l’assassino di sua figlia. Qualsiasi”.

“Isabel aveva bisogno di me quella sera. E io? Dov’ero io? In viaggio. Si, per lavoro, certo. Ma rimane che mia figlia aveva bisogno di me e io non c’ero. Se fossi stato con lei, adesso, sarebbe ancora qui”. 

“Oh papà”. La disperazione del padre giungeva ad Isabel ovattata attraverso lo specchio. No, non era colpa di suo padre. Lui l’aveva così tanto amata, voluta e protetta. E adesso era rimasto solo. Solo e disperato. 

Era sua la colpa.

Si era fidata e ne aveva pagato il prezzo. Con tutti gli interessi.

Dicevano che la curiosità uccise la gatta. Ed era vero.

Come era sembrato dolce, quell’uomo, quando l’aveva incontrato. Un buon padre di famiglia. Dedito e appassionato al suo lavoro. E Isabel l’aveva preso ad esempio. 

Bell’esempio che era stato.

Non aveva portato libri, conoscenza e competenza. 

Ma morte. 

Sapeva troppo, aveva detto. Non si meritava più di vivere. 

Ma le aveva fatto un dono. Il dopo-vita. E nel dopo-vita, non si può più essere toccati, uccisi, stuprati e torturati. L’avrebbe trascinato al fondo con lei.

Intanto la polizia se ne era andata, lasciando la casa fredda e vuota. Il padre sempre fermo davanti allo specchio, mentre una calca di giornalisti- sciacalli avrebbe detto Isabel- fuori, alla ricerca dello scalpore che solo la cronaca nera può suscitare.

“Isabel, ti prego perdonami, se puoi”. Daniel poggiò la mano sullo specchio, che era ormai un testamento di morte. Le lacrime sgorgavano libere dagli occhi, creando dei ruscelli torbidi, che scavavano e imbruttivano le guance.

Isabel, da parte sua, si avvicino al vetro che l’aveva intrappolata. Avvicinò  simmetricamente la mano a quella del padre.

E successe una cosa stranissima. Soprannaturale.

Le due mani si toccarono. Si sentirono. E la sua immagine venne riflessa nello specchio.

“Isabel” la voce strozzata e sorpresa di Daniel squarciò l’atmosfera. Non poteva essere vero. Non succedono queste cose nella vita reale.

“Papà, sono io, sono qui”. La figlia era più calma, arresa. Sapeva benissimo quello che stava succedendo e sapeva altrettanto bene come usarlo a vantaggio di tutti. 

“Rimani?”

“Rimango e ti aiuterò papà a scoprire la verità”

“Dimmi, bambina mia, dimmi chi è stato”

“Non posso Dovrai scoprirlo da solo. Ma io ti guiderò”. Così funziona nel mondo degli spiriti. La vendetta doveva essere portata a termine dai viventi. Solo così gli spiriti potevano morire una volta per tutte. Un vivo ti aveva ucciso, un vivo ti doveva vendicare.

Daniel poggiò la fronte sul petto del riflesso di Isabel.

Era disposto a fare qualsiasi cosa?

La risposta era assolutamente affermativa. 

Cosa farà il padre?

  • si rivolge a un esperto di paranormale (43%)
    43
  • si rivolge alla polizia (14%)
    14
  • svolge delle indagini da solo (43%)
    43
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26 Commenti

  • Whao. Mi piace la tua storia e come scrivi, e pensa che L’horror non è per niente il mio genere preferito.
    Sai come catturare l’attenzione e come non essere banale.
    Ho votato per scavare nella vita dell’uomo misterioso.
    Aspetto il prossimo

  • Isabel inizia a progettare vendetta.
    Starry, il confronto tra Marion e il padre di Isabel è scritto benissimo ma devo dirti che, a mio parere, doveva essere più breve.
    A questo punto della storia qualcosa doveva già essersi mosso, delineato. Suo padre dovrà cercare il colpevole, Isabel l’ha reso chiaro, quindi non vedo perché dovrebbe contattare Billy per entrare in contatto con lei se loro un contatto ce l’hanno già attraverso lo specchio. Il prossimo sarà già il quarto capitolo, cioè quasi la metà della storia e il padre non ha ancora nemmeno cominciato le indagini e non sa neanche da dove iniziare, a quanto pare.
    Vedremo cosa tirerai fuori dal cilindro, aspetto di leggerlo!

  • Bene questo secondo capitolo, mi è piaciuto come hai cambiato POV in modo fluido ad un certo punto.
    Occhio ai tempi verbali!
    Voto per le indagini in solitaria, sicuramente le motivazioni del padre vanno ben oltre a quelle di chiunque altro, a presto 🙂

  • Adoro le indagini, perciò voto per il loro proseguimento, a cui sono sicuro parteciperà anche il padre!
    Molto fluida la narrazione, ho apprezzato come hai reso le emozioni del padre e la successiva scena dell’arrivo delle autorità.
    Alla prossima! 🙂

  • Mi ha intrigata la frase finale, per cui dico il fantasma nello specchio.
    Molto angosciante questo incipit, Starry ma nel senso buono. Coinvolge e trascina nella disperazione del padre che perde la figlia in maniera così brutale e violenta. Bravissima!
    Ti seguo, alla prossima!

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