LO SPECCHIO

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà il padre? svolge delle indagini da solo (43%)

La caccia ha inizio

Era passata quasi una settimana dall’assassinio di Isabel e la polizia non aveva ancora nessuna traccia o indizio di chi potesse essere l’assassino. Le impronte trovate nella villa appartenevano solo alla vittima e al padre, non c’era niente fuori posto, niente che potesse rivelare l’identità della persona presente quella sera. 

Chiunque fosse il colpevole, era stato dannatamente bravo.

Daniel era stanco delle continue attese, dei sussulti anche al più breve trillo del telefono, delle mancate risposte. Non era nemmeno più riuscito a vedere sua figlia attraverso lo specchio. 

Non ne poteva più, per questo decise che doveva darsi da fare da solo.

Bisognava scoprire innanzitutto chi avesse incontrato quella sera Isabel; sicuramente doveva essere qualcuno che sua figlia conosceva, e anche bene, per farlo entrare in casa mentre lui non c’era. 

La seconda domanda a cui doveva dare una risposta era scoprire come mai riuscisse a vedere lo spettro della ragazza attraverso lo specchio. Sapeva per certo di non essere pazzo ma non poteva andare in giro a raccontarlo. Lo avrebbero chiuso in una clinica psichiatrica pensando a un crollo nervoso dovuto al brutale omicidio che si era perpetrato nei danni dell’unico membro della famiglia rimastogli. Ci voleva qualcuno di specializzato in questo genere di cose. Un esperto di paranormale.

Aveva così inizio la ricerca di Daniel Mcferson.

Il primo passo da compiere era prendere quel telefono che tanto lo assillava e chiamare una persona importante.

Uno, due, tre squilli, poi una voce roca e assonata rispose: “Pronto?”

“Marion? Sono il padre di Isabel”.

Marion Tate si risvegliò di soprassalto. Non si aspettava quella chiamata, o forse sì, ed era una telefonata che certamente non voleva ricevere. Non perché il padre di Isabel fosse una persona sgradevole, tutt’altro. Era un uomo di larghe vedute, docile, compassionevole, affezionato alla figlia, della quale aveva accettato prontamente la bisessualità, al contrario della sua famiglia. È naturale, è ciò che tu sei e non ti devi mai vergognare di te stessa, sopratutto non per compiacere gli altri. Io ti voglio bene e questo vuol dire amarti incondizionatamente in ogni tuo aspetto. Così aveva reagito al coming out di Isabel. 

Era, insomma, veramente un brav’uomo.

No, non voleva ricevere quella telefonata per il carico di dolore e rimorsi che avrebbe inesorabilmente portato con sé. 

“ Marion, sei ancora in linea?”. La voce di Daniel interruppe il flusso di pensieri della giovane studentessa.

“ Sì, si ci sono Signor Mcferson”

“ Marion lo so che per te è difficile, eri la su fidanzata d’altronde. Ma proprio per questo ho bisogno del tuo aiuto. Sai se per caso Isabel aveva delle conoscenze di cui si fidava tanto ciecamente da invitarle dentro casa? Magari che abbia conosciuto recentemente, visto che conosco la maggior parte degli amici di infanzia”.

“ Signore, non saprei sinceramente, però…”si fermò Marion. È vero che non sapeva niente delle nuove amicizie di Isabel, visto che era stata per tutta l’estate ai corsi estivi di Harvard ma, se ben si ricordava, la sua fidanzata era solita appuntare tutti i momenti della sua vita in un diario.

“Però cosa?” disse incalzante Daniel.

“Lei teneva un diario in cui scriveva tutto” rispose esitante Marion.

“Un diario dici? Ma non ho trovato niente e, credimi, ho rivoltato tutta la casa in cerca di prove”. 

“L’avrà sicuramente preso chi l’ha uccisa”. Entrambi gli interlocutori si rassegnarono alla totale mancanza di indizi. Senza quel diario erano veramente a un punto morto, senza aver ancora neanche iniziato.

Fu Marion a rompere per prima l’assordante silenzio che era calato.

“Signore, io dovrò partire fra due giorni e tornare a casa, si fa per dire, in attesa che inizino le lezioni a tutti gli effetti. Insomma, se vuole posso passare a trovarla e parlare. Magari ci verrà in mente qualcosa”.

“Marion, tu sei la benvenuta, anzi se vuoi puoi restare anche qui. La casa è così vuota senza Isabel” rispose teneramente Daniel. Trovava profondamente ingiusto e contro natura il comportamento dei genitori di Marion. Era già straziante perdere una figlia per mano di altri essere umani. Ma era innaturale e blasfemo perderla per le azioni e parole di chi l’aveva messa al mondo.

“Davvero? Le sarei molto riconoscente. Sul serio” rispose sorridendo Marion.

“Sai dove trovarmi, vieni pure quando vuoi”

“La ringrazio Signore, ci vediamo fra due giorni. Arrivederci”

“Ciao Marion, a presto”.

La chiamata aveva lasciato l’amaro in bocca a Daniel, non sapeva dove raccapezzarsi. Doveva assolutamente mettersi in contatto con sua figlia e aveva bisogno di qualcuno che sapesse come muoversi nel mondo degli spiriti.

D’improvviso si ricordò che uno degli amici di infanzia di Isabel, Billy era al primo anno di psicologia e scienze sociali all’UCLA, e che si era da sempre interessato all’esoterismo. Si risolse a tentare anche quella strada; una visita d’altronde non avrebbe fatto male a nessuno e sapeva che il ragazzo non lo avrebbe giudicato.

Cosa succede dopo?

  • rientra in gioco la polizia (33%)
    33
  • Isabel inizia a progettare la sua vendetta (33%)
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  • si assiste al colloquio con Marion e si iniziano le indagini con Billy (33%)
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26 Commenti

  • Whao. Mi piace la tua storia e come scrivi, e pensa che L’horror non è per niente il mio genere preferito.
    Sai come catturare l’attenzione e come non essere banale.
    Ho votato per scavare nella vita dell’uomo misterioso.
    Aspetto il prossimo

  • Isabel inizia a progettare vendetta.
    Starry, il confronto tra Marion e il padre di Isabel è scritto benissimo ma devo dirti che, a mio parere, doveva essere più breve.
    A questo punto della storia qualcosa doveva già essersi mosso, delineato. Suo padre dovrà cercare il colpevole, Isabel l’ha reso chiaro, quindi non vedo perché dovrebbe contattare Billy per entrare in contatto con lei se loro un contatto ce l’hanno già attraverso lo specchio. Il prossimo sarà già il quarto capitolo, cioè quasi la metà della storia e il padre non ha ancora nemmeno cominciato le indagini e non sa neanche da dove iniziare, a quanto pare.
    Vedremo cosa tirerai fuori dal cilindro, aspetto di leggerlo!

  • Bene questo secondo capitolo, mi è piaciuto come hai cambiato POV in modo fluido ad un certo punto.
    Occhio ai tempi verbali!
    Voto per le indagini in solitaria, sicuramente le motivazioni del padre vanno ben oltre a quelle di chiunque altro, a presto 🙂

  • Adoro le indagini, perciò voto per il loro proseguimento, a cui sono sicuro parteciperà anche il padre!
    Molto fluida la narrazione, ho apprezzato come hai reso le emozioni del padre e la successiva scena dell’arrivo delle autorità.
    Alla prossima! 🙂

  • Mi ha intrigata la frase finale, per cui dico il fantasma nello specchio.
    Molto angosciante questo incipit, Starry ma nel senso buono. Coinvolge e trascina nella disperazione del padre che perde la figlia in maniera così brutale e violenta. Bravissima!
    Ti seguo, alla prossima!

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