Il Passato che Ritorna (3° Storia)

Phixiliris

Io ho avuto due mamme. La prima diceva di essere la mia vera mamma perché si era fatta non so quanti draghi (ogni volta aumentava il numero) prima di partorirmi. Però secondo me mentiva: una mamma non può essere così cattiva con sua figlia. Botte, monnezza da mangiare, chiusa in sgabuzzini… una cattiveria dietro l’altra. L’ultima volta che l’ho vista mi ha impiccato ad un albero! La seconda mamma diceva che lei non poteva esserlo, visto che lei era umana mentre io ero una draghetta umanoide. Però secondo me si sbagliava: mi ha sempre voluto bene come una figlia. Mi ha sempre trattato bene, mi ha insegnato ad affrontare il mondo e mi ha persino tramandato la sua arte! Se non è una mamma lei… Fu lei a regalarmi Fur e mi ci ha legato affinché imparassimo a conoscerci. Quanti capitomboli ho fatto ma aveva ragione: ora io e lui ci capiamo ad un solo sguardo. Quando raggiunsi l’età giusta, mi diede il Mutageno che mi rese umana, cosicché io potessi andare a scuola e conoscere altra gente. Voglio molto bene a quella mamma.

Ma a te interesserà di più di quando sono arrivata a Nam. Lì sono entrata come medico ed erborista, in forma umana ovviamente. Mi ero abbastanza integrata: aiutavo la gente, fornivo loro i miei preparati e Fur faceva consegne e teneva compagnia a chi voleva stare con lui. La gente di quel villaggio, però, sparlava molto alle spalle. Di fronte a te, faceva i complimenti, chiedeva aiuti e ti trattava con i guanti. Quando io ero voltata, volavano insulti, dicevano che ero una strega, che chissà quali cose strane combinavo quando ero da sola… sì, quasi tutti i villaggi son così: la gente è ignorante. L’eccezione era Evanel: una ragazzina indisponente e con un bel caratterino. Adorava Fur: ogni scusa era buona per venir a giocar con lui. Come ogni scusa era buona per impicciarsi di tutto quello che facevo, mettere in disordine e fare mille domande. Lei era l’unica che non sparlava, anzi faceva quasi più complimenti quando non c’ero di quando c’ero. Poi venne il brutto giorno dell’incendio. Fur era lontano per una commissione quando un incendio si scatenò in città. Fu molto difficile domarlo. Ancora mi chiedo come sia scoppiato. Ricordo invece che Evanel rimase intrappolata in una casa in fiamme, la sentimmo tutti urlare e le fiamme era così alte e forti che nessuno poteva avvicinarsi. Nessuno eccetto me: io sono anche un drago. Mi lanciai tra quelle fiamme mentre il Mutageno perse il suo effetto. Invulnerabile al fuoco ed al fumo attraversai la casa, raggiunsi Evanel e la portai in salvo. La gratitudine della gente di Nam è zero. Non ero ancora certa di essere uscita, quando la gente mi aggredì e mi riempì di botte. Poi mi legarono mani, piedi, coda, ali, muso. Legata contorta in modo scomodissimo. Mi portarono in piazza ed istruirono un falso processo dove mi accusarono di tutto: dall’incendio, all’aver intrappolato Evanel, alle carestie, a tutto ciò che non andava bene. Mi riempirono di nuovo di botte, mi infilarono un macigno in gola, mi gettarono qualcosa in occhi ed orecchie e mi gettarono da qualche parte al buio a morir di stenti. Non so quanto passò ma venne qualcuno a darmi una mano. Era Evanel. Aveva con sé la mia cassetta del pronto soccorso e si diede da fare per liberarmi dall’orrida posizione in cui mi avevano lasciato. Poi mi chiese di darle una mano a curarmi perché lei ci capiva poco. Fu bravissima. Mi lasciò poi un lume dicendo che mi avrebbe portato da mangiare e da bere. Lo ha fatto, tante volte, lamentandosi continuamente che erano tutti scemi e solo io ero intelligente. Poi mi portò un sacco per il viaggio, dicendomi che ormai mi credevano morta e quindi potevo andarmene senza problemi. Mi portò fuori (ero nel palazzo dove Evanel era rimasta intrappolata) e mi indicò la direzione dove avrei trovato Fur. Io la ringraziai dell’aiuto e lei mi guardò scandalizzata

«Prima mi salvi la vita e poi mi vuoi ringraziare? – disse – Ma fila via prima che ti tiri la coda!»

Eccola la mia impertinente Evanel!

Con Fur raggiunsi le montagne. L’inverno lì si rivelò difficile quando giunse Aurora…

Lei ci condusse dentro la montagna ad incontrare il drago Morskan; lui e la sua famiglia comandano sulla montagna. Non so che tipi sono: mi hanno detto che potevo rimanere lì fino alla fine dell’inverno, mi hanno assegnato un’alcova e mi hanno detto che i Coboldi erano al mio servizio, se ne avessi avuto bisogno. Poi mi pregarono di non disturbarli. Non lo più visti.

Lì conobbi anche Xarlin, il più giovane della famiglia e… Facevamo sesso. Lui era troppo giovane per procreare ma era straordinariamente bravo. Ci sono rimasta male quando, all’inizio della primavera, lui se ne andato senza nemmeno salutarmi.

Aurora e la squadra di Coboldi che si nominano Ombra d’Ala erano carini e simpatici con me e Fur. Fu Aurora a darmi la lettera di presentazione ed a preparare il Mutageno per rendermi di nuovo umana.

Anche qui sono medico, erborista ed alchimista. Però è diverso rispetto a Nam: qui non ti sparlano alle spalle.

Non sappiamo con chi ha parlato e, per ora, non ci interessa. Ci interessa invece sapere quale elemento del suo passato sta per tornare:

  • Una delle due mamme (o tutte e due; potete mettere la scelta nei commenti) (25%)
    25
  • Aurora ed Ombra d'Ala (50%)
    50
  • Evanel (25%)
    25
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33 Commenti

  1. Ciao Red! Hai fatto bene a lasciare il commento qua sotto, si percepisce dal capitolo che manca qualcosa 🙂
    I personaggi, che già erano in gran numero, si moltiplicano sempre più e sono curioso di vedere come te la caverai a dare il giusto spazio a tutti! Proprio per questo ho votato per Alex, che è stato un po’ relegato ai margini fino ad ora. Alla prossima!

    • Gli unici di cui sono in dubbio sono i membri del Consiglio: non potevo di certo fare che fosse uno solo… e devo ancora stabilire quanti e quali siano davvero importanti.
      Alex e Lissar hanno avuto il loro “spotlight” nella prima e nella seconda storia, quindi anche se rimangono un po’ indietro rispetto a Phixiliris, andrà bene uguale. Però l’opzione da te scelta è comunque molto interessante 🙂

      Ciao 🙂

  2. Ciao a tutti. La descrizione del gruppetto che componde il Consiglio è ridotta all’osso perché non posso usarli tutti e devo ancora decidere chi sono quelli davvero importanti. La descrizione di Evanel è stata tagliata via per questione di caratteri, quindi vi metto qua la scheda:
    Evanel. Umana. Ragazzina. Indisponente, impertinente e con un caratterino tutto pepe, ma con un cuore grosso quanto una casa. Curiosissima del lavoro di Phixiliris, vuole sempre capirci qualcosa di più. Adora Fur e lo vorrebbe portare a casa un giorno sì e l’altro pure, manco fosse un cagnolino. Legata a Phixiliris dato che lei l’ha salvata dall’incendio. Tutt’ora sta indagando su chi è quello stronzo che l’ha intrappolata dentro prima di dar fuoco alla casa!
    Aspetto: ragazzina di 13-14 anni, dai capelli rosso rame perennemente in disordine. Occhi azzurri, sorriso sincero, volto perfettamente ovale. Un corpicino grazioso e ben formato, né troppo magra, né troppo grassa, con una muscolatura sviluppata ma femminile.
    Vestiti: indossa un abito celeste dalla gonna corta, una calzamaglia bianca e delle scarpette nere. Ha un mantello rosso con cappuccio rosso. Una collana con un pendente al collo.
    Armi: nessuna.
    Armature: nessuna.
    Altro: una borsetta con giocattoli.

    Ciao 🙂

  3. Questa storia mi sembra molto più corale delle precedenti e ammetto che inizio a fare un po’ di confusione con tutte le backstory e i personaggi coinvolti, ma è un problema mio… probabilmente leggere le storie tutte di fila aiuterebbe da questo punto di vista. Comunque direi che la carovana porterà guai 🙂

  4. Ciao, voto per il mare di guai!
    Avrei alcuni piccoli consigli da darti!
    Occhio innanzitutto agli apostrofi: la parola è “oscuro”, non “scuro”!
    Fai attenzione anche alle ripetizioni, usa dei sinonimi, son sempre ben graditi!
    Un’ultima cosa, se posso permettermi: un episodio fatto di soli dialoghi botta e risposta non è piacevole quanto un misto di dialoghi e narrativa, prova magari a miscelare meglio le due cose 🙂
    Aspetto il prossimo capitolo!

    • L’ultimo consiglio è l’opposto di quello che mi è stato dato ultimamente: se i dialoghi non sono, più o meno, serrati, non si riesce più a capire chi parla e quindi bisogna andare di “dice tizio, dice caio, dice sempronio” che non è molto bello nemmeno quello. Dovrò valutare la questione. Il resto, hai ragione: cercherò di migliorare.

      Ciao 🙂

  5. Il personaggio di Aurora mi piace perchè si sente un fitto mistero attorno a lei…Io dico che il Consiglio porterà scompigli in tutta la città…steremo a vedere.
    Perdonami non ho fatto in tempo a votare il capitolo precedente

  6. Voto per la missiva, perchè comincio a fare un po’ di confusione dopo due storie e tanti personaggi e preferisco avere un po’ di chiarezza fin da subito, stavolta!
    Belli i coboldi rettili, finora li avevo “incontrati” solo nella versione canina, che nel fantasy è un po’ più comune. Aurora sembra un personaggio interessante, decisamente da conoscere meglio. Al prossimo capitolo!

  7. Allora gente, ho dovuto tagliare un po’ di descrizioni, quindi vi riporto qui le schede di Aurora e di Ombra d’Ala, così potete figurarveli ^_^

    Aurora ed Ombra d’Ala. Aurora è una piccola Cobolda Felina, mentre Ombra d’Ala sono una squadra di Coboldi Rettile (e, forse, un Coboldo Folletto) che lavorano, insieme ad innumerevoli altri nella montagna dove il Drago Morskan e la sua famiglia dimorano. Gentili, servizievoli ed altruisti con tutti i draghi mentre divengono dispettosi con gli umani. Non si riesce a capire se siano cattivi o buoni…
    Aspetto: Aurora sembra una bambina con una testa molto simile a quella di un gatto ma con le orecchie laterali; il suo corpo è coperto da un manto grigio, le braccia e le mani sembrano umane ma hanno quattro dita. Gambe e piedi sono un incrocio tra gambe umane e piedi felini, cosa che le dà una postura digitigrade. Ha una lunga coda felina che le fa da bilancere. I Coboldi di Ombra d’Ala sono i più vari, di diverse corporature e dimensioni. Hanno tutti una testa da rettile, un corpo umano coperto di scaglie, mani artigliate con quattro dita e piedi anch’essi artigliati con quattro dita e postura digitigrade. Hanno tutti la coda, ma se essa è piccola, grande, lunga o corta, prensile o meno, varia da individuo ad individuo.
    Vestiti: Aurora non indossa alcun abito, fatta eccezione per una stuoina di stoffa che porta sul petto e su cui è ricamato un sole che sorge da dietro delle montagne . I Coboldi Ombra d’Ala variano da lunghe vesti, ad armatura, ad essere privi di vestiti.
    Armi: Aurora nessuna conosciuta. I Coboldi Ombra d’Ala varie.
    Armatura: Aurora nessuna conosciuta. I Coboldi Ombra d’Ala varie (anche nessune).
    Altro: Aurora ha da qualche parte un “globo dei draghi” (non si sa a che serva). I Coboldi Ombra d’Ala varia.

    Altri dettagli potrebbero venir aggiunti man mano che servono ^_^

    Ciao 🙂

  8. Eccomi qui! Diciamo che a parte Alex i tuoi protagonisti non sono particolarmente fortunati 😛 Questo inizio ci da forse un po’ meno elementi rispetto a quello della storia precedente per capire in che direzione si andrà a parare, il che ti lascia molto spazio di manovra. Credo sia un po’ presto per riportare a galla Evanel e le mamme, quindi voterei per i Coboldi. Attendiamo sviluppi 😛

  9. Ciao Red! Eccoci al terzo racconto, come sempre uno scorcio di passato al primo episodio 🙂
    Voto per la mamma premurosa, per differenziare un po’ dalle precedenti storie che a mio parere già presentano personaggi “simili” ad Evanel e l’Ombra d’Ala.
    Spero sia la scelta giusta per un terzo capitolo che colleghi il più possibile le tre parti, a presto!

  10. Ciao RedDragon! Sono nuova su questa piattaforma, quindi non ho letto le storie precedenti. Se avrò tempo, tuttavia, mi piacerebbe mettermi in pari con il racconto, visto che ciò che amo nei fantasy è la possibilità di immergersi in un universo completamente unico.
    Bello, continuerò volentieri!
    Ho votato per Aurora e Ombra d’Ala.

  11. Eccomi qua, come promesso, con la terza storia del ciclo. Non dovrebbe essere necessario leggere le precedenti storie perché cercherò di fare appositi riassunti per gli elementi che riprenderò in considerazione dagli episodi precedenti. Tuttavia so già di non aver lo spazio per rimettere tutte le descrizioni, quindi per quelle dovrete far rifermento alle precedenti storie. Per chi vuole leggersi le descrizioni dei personaggi o per chi vuole avere una visione più completa del racconto, eccovi i due link:
    https://theincipit.com/2020/06/il-passato-che-ritorna-2-storia-red-dragon/
    https://theincipit.com/2020/03/il-passato-che-ritorna-red-dragon/

    Per chi è invece interessato, eccovi la scheda di Phixiliris e Fur:

    Phixiliris, detta Phix. Draghessa Umanoide. Medico. Erborista. Alchimista. Phixiliris è gentile e paziente, cerca di non perdere mai la calma e di essere un sostegno per chiunque le chieda aiuto. Mantiene quasi sempre forma umana, grazie ad un Mutageno inventato da sua madre, ma come draghessa umanoide lei è immune al fuoco ed al fumo. In via teorica ha la forza e la furia necessaria a distruggere, ma lei è troppo gentile d’animo per farlo davvero. Il suo più grande amico è Fur, un draghetto Furiabuia. Legata ad Evanel perché le ha salvato la vita e perché è l’unica che non la considerava chissacosa. Ha un forte legame anche con Aurora e Ombra d’Ala perché l’hanno aiutata durante l’inverno e sono rimasti amici. Si sente in debito con Morskan e la sua famiglia perché l’hanno aiutata solo perché lei era nei guai, senza chiedergli niente in cambio, anche se ce l’ha un po’ con Xarlin perché non l’ha nemmeno salutata dopo aver fatto varie volte sesso con lei.
    Lei dice sempre che ha due mamme, una falsa ed una vera. Vuole molto bene alla mamma umana che l’ha allevata mentre non sopporta la mamma che dice di averla partorita ma la trattava malissimo.
    Aspetto: in forma reale è una draghessa umanoide con un volto di drago slanciato con occhi color cobalto ed un sorriso tenero ed umano, un lungo collo flessuoso, un corpo molto umano con tanto di seno ben sviluppato ma coperto di scaglie piccole e sottili da farle sembrare una seconda pelle, di colore argentato su quasi tutto il corpo che virano sul bianco all’altezza del petto e della pancia. Le braccia sono quasi umane a parte una protuberanza accuminata sul gomito, le mani a quattro dita tutte artigliate che si muovono come mani umane, le gambe inizialmente umane virano dal ginocchio in giù in zampe più simile a quelle di un drago, con piedi con tre dita artigliati ed una postura digitigrade. Una coda lunga e flessuosa parte dal fondoschiena mentre quelle che sembravano punte che spuntavano dalle spalle, si rivelano parte delle ali che partono dalle scapole e si chiudono su di lei come un mantello. Quando prende il mutageno la sua forma cambia in umana dai lunghi capelli biondo platino e gli occhi grigio argento. La sua pelle è candida come la neve e le sue forme invidiabili.
    Vestiti: nessuno in forma di draghessa umanoide. Una tunica color grigio argento, una calzamaglia azzurra e delle scarpette nere. Indossa anche un grembiule nero ed un paio di occhiali scuri antischizzo che indossa quando lavora all’alchimia.
    Armi: nessuna in forma umana. In forma di draghessa umanoide avrebbe zanne, artigli, coda e persino ali ma che non userebbe mai per far del male. Molto probabilmente è in grado di soffiare qualche sostanza terrificante (fuoco, ghiaccio, non si sa) ma non lo ha mai fatto.
    Armature: nessuna in forma umana. Le sue scaglie in forma di drago. Benché la rendano pressocché invulnerabile ai colpi che tagliano o perforano, le botte le fanno sempre male.
    Altro: kit da erborista, kit da alchimista, valigetta del pronto soccorso.

    Fur. Draghetto Furiabuia. Empatico. Coccolone. Giocherellone. Fur è un draghetto Furiabuia a cui piace molto giocare e ricevere coccole. Ha l’intelligenza di un animale molto intelligente ma non fa ragionamenti umani. È molto empatico e trasmette sempre i suoi stati d’animo per farsi capire, come recepisce facilmente gli stati d’animo di chi ha davanti. La sua più grande amica è Phix, seguita da Evanel, seguito da chiunque voglia dargli coccole o giocare con lui. Pasticcione, simpatico, altruista, un amore da avere accanto. Ma se si dovesse arrabbiare davvero, si capirebbe perché è chiamato Furiabuia…
    Aspetto: draghetto nero come al notte, con gli occhi color del cielo, il collo corto, la testa grande, due occhioni cucciolosi, un vero e proprio sorriso stampato sulle sue piccole fauci, una coda lunghissima ed altrettanto lunghe ali chiuse sul corpo. Quando vola, oltre alle ali, spalanca anche alcune membrane caudali.

    Ciao 🙂

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