IL RISVEGLIO DEL CADUTO

Il generale

In una calda e assolata mattina di Luglio, un carro traballava su uno stretto sentiero di terra e ciottoli che attraversava la foresta dei dannati. Il carro, trainato da un cavallo malconcio, trasportava pane e vettovaglie. Il vetturino era un vecchio unto e lercio, che sputava e imprecava ad ogni buca o sasso sui quali il carro si inclinava e scricchiolava, prossimo al cedimento. In prossimità di un grosso pino secolare, il vecchio tirò le redini ed esclamò:« Oooh, fermo! »

« Ma cosa diavolo… »

Davanti a lui, seduto, la schiena poggiata contro il pino e una mano che grondava sangue premuta debolmente sul ventre, vi era un uomo. Un uomo in agonia, ansimante, che respirava a fatica. La testa abbassata, lo sguardo a terra.

Il vecchio scese dal carro e rimase a fissare con aria sorpresa l’uomo morente. Dopo qualche istante la sua espressione cambiò: da sorpresa divenne crudele.

« Tu sei un soldato di Yashiros, porti il sigillo della tigre », affermò il vecchio, avvicinandosi di pochi passi a l’uomo, che lentamente alzò la testa e sbatté le palpebre più volte, cercando di mettere a fuoco chi aveva davanti. Era completamente ricoperto di sangue, e la sua armatura era sfondata sul ventre e sul petto. 

« Fai quello che devi fare, vecchio, ma prima esaudisci l’ultimo desiderio di un prode generale, te ne prego », sbiascicò l’uomo, ormai rassegnato alla fine. 

Il vecchio gli si avvicinò cautamente, per poi sfilargli la spada dal fodero dell’armatura. Alzò la punta della spada al cielo, girando la lama argentea sotto i raggi di luce che riflettendosi sulla lama lanciavano riverberi accecanti.

« ” Spada dente di tigre “, forgiata con il prezioso acciaio di Yashiros… » Il vecchio fece un sorrisetto maligno, un sorrisetto che diceva:« Ti ho in pugno, posso ucciderti quando voglio ».

« E dimmi, generale, quale sarebbe il tuo ultimo desiderio? »

« Acqua » , lo implorò l’uomo. 

Il vecchio si voltò verso il carro. Il cavallo brucava placidamente la sottile erba che aveva intorno, e la montagnola di vettovaglie nel cassone di legno del carro sembrava essere stata aperta, come se qualcuno vi ci fosse tuffato dentro, o uscito fuori. 

« Uhm… ma io non ho con me dell’acqua. »

L’uomo allora sospirò, riabbassando lo sguardo a terra. 

« Fa il tuo dovere allora, e finiscimi, Reboshiano. »

Il vecchio impugnò la spada a due mani e la sollevò in aria, pronto a calarla con tutte le forze sul cranio del guerriero di Yashiros. 

« Non vedo l’ora di ricevere la mia ricompensa! »

Da lontano giunsero echi di urla rabbiose di vittoria e un sottile ed acre odore di fumo. 

« Hai scelto il luogo sbagliato per morire, generale! » urlò il vecchio. Poi ci fu un fruscio appena percettibile, seguito da un tonfo sordo. Il vecchio cadde addosso al generale, con la spada ancora stretta tra le mani, sollevata in alto. Fiotti di sangue gli zampillavano fuori dal cranio sfondato. 

Di fronte al generale, un giovane snello, con occhi azzurri splendenti e lunghi capelli biondi, sorrideva benevolo. Stringeva nella mano una pietra appuntita intrisa di sangue e pezzi di cervello. 

« Oh! Perdonatemi Sir, quasi dimenticavo le buone maniere! » esclamò giovialmente il ragazzo, e con un piede tolse il vecchio bastardo da sopra il generale, che con un filo di voce gli chiese:« Chi sei? »

Il ragazzo raccolse la spada del generale e la rinfoderò. « Sono Fatuon, mio signore, al tuo servizio! »

« Portami via di qui, ragazzo, i Reboshiani hanno vinto e stanno cercando me e la mia testa da portare al loro depravato Lord Giles! » sospirò il generale. 

« Subito, Sir! »

Il ragazzo prese il generale sotto le ascelle e lo sollevò in piedi, tenendolo poi fermo per le spalle, per non farlo accasciare di nuovo. A dispetto della sua corporatura fine e slanciata, Fatuon dimostrò una forza brutale. Il generale, infatti, lo superava in altezza di tutta la testa e anche di mezzo busto, inoltre l’armatura che indossava era in acciaio argenteo – come la sua spada – spessa e pesantissima. Successivamente, Fatuon sollevò il generale, caricandolo in spalla come un vecchio sacco di patate, e si diresse al carro. Il generale nel frattempo aveva perso i sensi. Fatuon lo adagiò sul mucchio di viveri e provviste nel cassone, per poi inginocchiarsi vicino a lui e schiaffeggiare le sue guance ispide con colpetti brevi e decisi. 

« Non svenire Sir! Non svenire! »

Agitato, non notando nel generale nessun segno di ripresa, Fatuon saltò agilmente sul sedile davanti al cassone e prese le redini del cavallo. 

« Non preoccuparti Sir, ti porto da mia sorella, lei ti aiuterà! »

Fece scattare il cavallo con un deciso schiocco di redini, la bestia sfrecciò nitrendo tra i pini, con il carro attaccato che si inclinava e scricchiolava paurosamente. 

Nel frattempo, le urla nella foresta si facevano sempre più vicine e concrete, inquietanti segnali dell’incedere dei guerrieri nemici.

« Dobbiamo sbrigarci, stanno arrivando! » urlò Fatuon. 

Ma fu troppo tardi.

Come andrà a finire?

  • Fatuon e il generale vengono fatti prigionieri anziché uccisi, e lì comincerà tutta la loro storia e avventura (75%)
    75
  • Fatuon porta in salvo il generale, che nonostante le cure non si sveglierà subito (25%)
    25
  • Fatuon porta in salvo il generale, che verrà curato e si sveglierà (0%)
    0
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8 Commenti

  1. Per restare in tema, scelgo l’opzione più brutale.
    Bello questo incipit, introduce noi lettori in un mondo che sembra governato da leggi molto primordiali, anche il lessico rimanda a tempi antichi, in cui gli uomini erano molto più vicini al loro lato più oscuro. Sono curiosa di leggere il seguito per capirne di più.
    A presto!

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