La novella del Gatto Nero

E’ tempo di scegliere

L’”HIC ET NUNC” era ormai un’istituzione. Da quando la Chiesa cattolica non era più riuscita a contrastare il materialismo imperante del XXI secolo, quell’atteggiamento culturale, quella filosofia di un modo di vivere tanto edonistico, si erano radicati, potenziati ed estesi sempre più, evolvendo persino a dottrina, a dogma.

Dopo innumerevoli, profondissime e dibattutissime riflessioni, secondo cui il dominio, il potere e la possibilità di volere e di decidere di ogni uomo o donna si limitavano soltanto a se stessi; ma soprattutto dopo il referendum internazionale, l’eutanasia era divenuta non solo legale in tutto il mondo, ma in alcuni Stati persino obbligatoria.

<<Emerald, hai scelto?!>> gridò Launae dalla cucina. << Se non ti ti muovi, si raffredderà la cena!>>.

<< Ancora un minuto!>> si fece sentire il marito dallo studio in fondo al corridoio. Era fisso davanti al pc, nessuna applicazione attiva, ma non riusciva a staccare gli occhi dallo schermo.

Launae lo raggiunse: << Emerald insomma! Non è possibile impiegare tutto questo tempo per una cosa così! Su, avanti, scegli un numero a caso!>>. <<No no, perché a caso?! Io ci tengo che sia una bella data. Dev’essere simbolica. È come dare il nome ad un figlio: dev’essere evocativo, dev’essere significativo, dev’essere pregnante, dev’essere…>>. <<Dev’essere costosa! Lo sai che le date simboliche hanno prezzi esagerati! Non ti ricordi che patrimonio ha speso tuo zio Salvatore per farsi fare la puntura il giorno del suo onomastico?! Robe da matti! Era sempre stato un megalomane! Dai su, che ormai la pasta si sarà tutta incollata>>. <<Lo zio non aveva tutti i torti. È stato soltanto sfortunato nel chiamarsi in quel modo. Il mio nome non è così diffuso. E comunque a me basterebbe una data che fosse simbolica specialmente per me, per una ragione mia e di nessun altro! Voglio che sia una data BELLA, quella in cui dovrò morire>>. Chiuse la finestra del calendario, spense il monitor, e accompagnò Launae a tavola, lasciando aperto sul tavolo il “Modulo per la Dichiarazione Preventiva di Decesso Indotto – Richiesta di data”.

La procedura era regolare: il giorno del compimento del centoventesimo compleanno, il Dipartimento per i rapporti con l’HEN, del Ministero della Sanità, inviava a ciascun cittadino in anniversario il suddetto modulo, con calendario e tariffario allegati, e relativo bollettino, da compilare con la data desiderata, e il rispettivo importo da versare.

Per alcune date venivano richieste cifre davvero esorbitanti. I vecchi ed ultimi proseliti del Cristianesimo, tuttavia, erano ancora disposti e sborsare somme ingenti per date come il 25 dicembre, o il 26, oppure a cavallo tra Marzo e Aprile.

Quello dell’eutanasia era stato un mercato la cui rapidità di espansione era stata incredibile, inattesa, mostruosa. Molte agenzie funebri, in tempi brevissimi, si erano specializzate nell’attività di “accompagnamento”. Recentemente, un posto da “operatore induttivo”  (in gergo tecnico; altrimenti detto “il siringhiere”, o anche peggio, “il gatto nero”, certamente per la sua funzione metempsicotica) era ricercatissimo, nonché più che lautamente pagato. All’inizio, quando l’”operazione induttiva” era stata appena resa legale, i Gatti Neri erano piuttosto malvisti, specialmente dagli strenui sostenitori del cosiddetto “vitalismo”, il cui motto era “oltranza, oltranza: finché c’è vita c’è speranza”. Ma, quando poi i miracoli si erano fatti attendere troppo a lungo anche dai più determinati, quando la pietà invocata da chi veramente soffriva – e soffriva perché privato soprattutto del piacere della vita e della dignità di essere vivente – venne finalmente ascoltata, si comprese pienamente il diritto di ciascuno di essere interamente padrone di sé. E ne giovò anche il mestiere, non troppo edificante, del Gatto Nero.

Emerald restava indeciso: quale data sarebbe stata più appropriata? E così viaggiava nei ricordi.

  • Mentre Emerald temporeggia, sopraggiunge un imprevisto (75%)
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  • Launae sceglie una data al posto di Emerald (25%)
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  • Emerald decide una data a caso (0%)
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18 Commenti

  1. Immagino che il gesto di Lumilla sarà il via alla protesta, mi aspettavo un capitolo diverso, vista l’opzione vincente, ma immagino che, nel mondo che hai creato, spegnere la tv sia da ritenersi un fatto gravissimo, magari lo faranno anche altri, per questo ho votato per la ricerca d’aiuto.
    Il capitolo, a parte quel che ho scritto sopra, è ineccepibile, non c’è che dire, è un piacere leggerti.

    Alla prossima!

  2. Ciao roby!
    Ti ho scoperta solo ora, e che bella scoperta sei stata!
    Caspita! Io non sono mai stato un amante di racconti fantascientifici, eppure questa storia mi ha rapito. Davvero stupendi questi due episodi, però mi sfugge una cosa:
    L’HEN da chi è composto? Da rappresentanti votati dal popolo? Vorrei saperne di più sull’HEN.
    Aspetto il nuovo episodio, ed inizio a seguirti.

    A presto!

  3. Una fantascienza che fa da abito (succinto ed ammiccante) ad una satira graffiante, caciarona e spaventosamente realistica, se dovessimo dar credito a tutti i fabbricatori di complotti che girano.
    Complimenti davvero, non vedo l’ora di leggere lo sviluppo e voto per le contrattazioni. Ho storto un pochino il naso solo di fronte alla progressione continua dei dialoghi, senza andare a capo tra un battuta e l’altra, ma è un vizio di forma mio.

    Alla prossima!

    • Ciao LineaAlloStudio. Grazie della lettura e del commento.
      Come dici tu, mi piace l’idea di avere qualcosa di realistico: penso che la verosimiglianza ci avvicini alla storia.
      Non ho potuto prendere la via delle contrattazioni perchè la scelta dei giocatori è stata un’altra. Ma chissà che non avverranno più avanti!

  4. Ciao, voto per “Il popolo insorge”.
    Non ho capito dove sia ambientata la tua storia, però, a meno che non sia in Italia, la scelta dei nomi poteva essere rivista 😀 (Emerald e Launae stona un po’ con “Salvatore”, anche se sto iniziando a pensare che tu abbia usato quel nome in maniera simbolica).
    E’ l’unico “neo” che ho trovato, il resto mi sembra tutto molto accattivante, a tratti, soprattutto quando spieghi le motivazioni del Partito, richiami 1984 (non so se tu l’abbia letto!).
    Alla prossima!

    • Ciao Frost Writer. Sì sì, naturalmente 1984 mi è di grande ispirazione (anche se lo lessi molti anni fa).
      E hai ragione (avete ragione tutti voi che lo notate): il nome “Salvatore” è volutamente dissonante e simbolico. Penso che siamo un po’ abituati a leggere nomi anglofoni o di fantasia pura. Volevo vedere che effetto fa usare un così forte “italianismo” nel genere fantascientifico.
      Grazie della lettura!

  5. Ciao, Robydematt.
    Bello il tuo incipit, solo ti consiglio di sostituire i segni maggiore e minore (><) con le caporali. occhio anche alle virgolette: l’”operazione induttiva”…
    Il racconto promette bene, lo spunto non è originalissimo, ma è la come la si racconta una storia a fare la differenza, e poi tu hai aggiunto un po' di particolari interessanti.
    Ho votato per l'imprevisto. Dato che hai spiegato quanto la data della morte è importante per Emerald, dubito che alla fine lui la scelga a caso e la moglie non gli farebbe mai un affronto simile, almeno spero.
    Aspetto il nuovo e seguo.

    Alla prossima!

    p.s. Salvatore non si può proprio leggere, però. 😉

    • Ciao keziarica,
      grazie dei suggerimenti.
      E’ vero: Salvatore è inusuale come nome in un racconto fantascientifico. Però mi piaceva l’idea di introdurre qualche “stortura”, qualche “distonia”. E comunque il nome era naturalmente un riferimento alla data scelta dallo zio.
      Grazie della tua lettura! Alla prossima

  6. Ciao! Sono molto incuriosito dai mondi distopici (non che per ora questo lo sia, per certi versi) e, anche se questo capitolo è essenzialmente introduttivo, mi è piaciuto il tuo stile.
    Voto per la scelta a caso di Launae, vediamo dove ci porta 🙂
    A presto!

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