La novella del Gatto Nero

Dove eravamo rimasti?

Lo HEN riuscirà a relizzare il suo piano? Il popolo insorge (71%)

Pax et gaudium

Alla notizia appena sentita in TV, Lumilla non fece il minimo sussulto. Nessuna reazione. Continuava a fare zapping, gesto abituale della sua insonnia. Era una notizia che tutto sommato scorreva nel flusso di tutte le altre. Tutte buone notizie, come sempre.
In effetti, era da moltissimo tempo che Lumilla non ascoltava una cattiva notizia dal notiziario. Nonostante non fosse affatto giovane e anzi avesse superato la data di ricezione del Modulo, una cattiva notizia era ormai un ricordo talmente sbiadito che le sembrava di esserselo inventato. Forse nemmeno voleva riportarlo alla memoria.

Le cattive notizie erano state bandite dai notiziari quando HEN aveva accolto il malumore, persino il malessere, della popolazione. “Hanno effetto ansiogeno”, si diceva. “Non fanno altro che amplificare il disagio.” Naturalmente, i mass media avevano giocato un ruolo cardinale nel dibattito: ne andava della definizione stessa della professione giornalistica. “E’ necessario assumere un ruolo attivo nella costruzione di una società migliore. Serve il buon esempio”. La “Svolta Mediatica” (così fu etichettato – come blocco di Registro – quel cambiamento sia culturale sia pragmatico) era stata avviata con un chiaro e forse genuino intento edificante. I notiziari ricevettero su alcune fonti il nome di EXEMPLA, perchè si sa, il marketing comincia sempre da una comunicazione distintiva.
E dunque il “mondo nuovo”, “la nuova era” (queste le magniloquenti formule e incoraggianti) veniva costruito a partire dalla sua immagine. “Bisogna innanzitutto visualizzarlo”, dicevano profeti ed evangelist, “perchè diventi realtà, day by day”.
Le storie prima dei fatti. E così poco alla volta scomparvero anche i problemi, quelli reali: fame, povertà, guerre, abusi, scioperi, proteste, manifestazioni, e così via.
Non solo ogni effettiva prima necessità, ma anche ogni desiderio, ogni lusso, ogni eccesso e ogni sovrabbondanza erano state soddisfatte. “Una persona soddisfatta è una persona felice” si diceva. “Bisogna agire alla radice: eliminare le ragioni stesse del conflitto”. L’appagamento era stata dunque la chiave di volta nella costruzione di una società felice.

Lumilla, ad esempio, aveva scelto uno stile di vita che prese il nome di “monachesimo” (quasi a richiamarsi a una pratica di un tempo così lontano, così inafferrabile per la sua mente, da sembrarle inventato, fantasioso). Lumilla poteva forse dirsi una benestante, ma non sapeva esattamente cosa significasse avere delle privilegiate condizioni economiche, in effetti non sapeva che farsene. Forse per questo scelse di “ritrarsi”.
Molti, come lei, erano ricorsi all’ “autoisolamento”, prima ancora della transizione al mondo nuovo. Le possibilità bio-tecnologiche lo permettevano, perché no? L’autoisolamento consisteva nella virtualizzazione della esperienza vitale. Anche queste era divenuta una pratica (commerciale) assimilata dalla società: chi voleva sottrarsi dal mondo poteva farlo, finalmente. E per le più svariate ragioni – inizialmente forse per disgusto e distacco dai mali del mondo, o forse per quache forma di eremitico ascestismo moderno, fino poi al semplice piacere di vivere una realtà parallela e predisposta al compiacimento. Bastava comprarsi un avatar: e, tic, si entrava nella cosiddetta iper-realtà.

La gente viveva finalmente in pace. Inizialmente, evidentemente più buona, poi quasi ammansita.
Il popolo più coeso. Una comunità di intenti. Uno spirito unico, pur nella proliferazione delle voluttà.
Erano anni ormai che le persone non avevano più bisogno della violenza. La pace regnava, ovunque, finalmente.
Molti scioperi erano stati risolti nel modo più semplice: il lavoro umano non c’era più, non era più necessario. Scioperare aveva perso di senso.
Proteste e manifestazioni non erano più necessarie, perchè le persone erano perfettamente allineate nell’equilibrio di benessere individuale e bene comune: non c’era modo di entrare in conflitto. Ognuno poteva desiderare ciò che voleva, e qualsiasi desiderio sarebbe stato esaudito, forse ancor prima che fosse espresso. Perché in effetti, lo HEN e tutti sapevano cosa chiunque fosse in grado di desiderare. Allineamento perfetto.

E dunque la prima reazione di Lumilla non fu granchè. Ma poi disse “Spegni tutto”. E tutti gli schermi si spensero. Buio. Totale.
Sì, quello sì. Quello era il gesto più rivoluzionario di tutti. Il più dirompente.

Come reagirà lo HEN ?

  • Lumilla cerca aiuto (25%)
    25
  • Chi o cosa è lo HEN ? (25%)
    25
  • Reagire a cosa? (50%)
    50
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27 Commenti

  • Ciao robydematt (o rob’de mât come si dice dalle mie parti). Ritorno ben volentieri a recuperare una storia strepitosa e, qualunque cosa significhi, propenderei per seguire i gatti neri, magari in fila per sei con resto di due!
    Con tutti questi balzi da un punto all’altro del mondo, da un contesto all’altro sempre appartenente allo stesso globo sembra di leggere una serie di resoconti provenienti da fonti storiche, qualcosa che costringa il lettore a ricostruire il filo di eventi di portata globale a partire dai momenti di vita quotidiana (o, a quanto pare, non poi così quotidiana) di chi l’ha vissuta in prima persona.
    Il sogno del professor Barbero, insomma!

    Alla prossima!

    • Ciao LineaAlloStudio, mi sa che siamo delle stesse parti! ahaha
      Ah guarda, sarebbe un sogno per me se il prof. Barbero leggesse anche solo uno di questi capitoli (e anche tante belle storie in questo sito). Bella l’idea del resoconto storico. Potrebbe essere uno spunto da approfondire.
      Grazie della lettura!

  • Ciao robydematt, mi sono perso qualche capitolo ma sono felice di averli recuperati.
    Ho come l’impressione che se non ci fosse un limite di caratteri così stringente potresti sviluppare un mondo davvero interessante, e anzi ti invito a farlo in un altra sede perchè hai un sacco di idee che meritano un racconto più ampio.
    Ti dico questo perchè noto che le descrizioni del mondo, delle regole e degli antefatti occupano molto spazio nei capitoli, e mi piacerebbe che tu riuscissi a raccontare in maniera più avvolgente ed empatica le situazioni che coinvolgono i personaggi, perchè secondo me ne avresti le capacità.
    E dopo questo papiro (vedi te come prenderlo 🙂 ) ti faccio comunque i complimenti perchè l’idea è fantastica e sono molto curioso di come proseguirai!
    Seguo la storia, alla prossima 😀

    • Ciao andrea_trb, mille grazie della lettura e del commento.
      Sì certamente se ci fosse più spazio a disposizione le descrizioni e le digressioni potrebbero essere più ampie e profonde. Ammetto anche personalmente apprezzo molto la sintesi e la concisione. Non è detto che i tanti spunti saranno persi totalmente, vediamo dove e come va la storia. Raccolgo sicuramente il tuo invito a raccontare in modo più empatico ed avvolgente!
      Grazie!

  • Hen lo può cambiare.
    Buongiorno, Robydematt.
    Complimenti, un capitolo degno di un romanziere di fantascienza di lunga data.
    Mi è piaciuto: asciutto e asettico. Mi hai trasmesso un senso di angoscia strisciante, il muro verde con le sue mancanze nere non promette bene.

    Alla prossima!

  • Immagino che il gesto di Lumilla sarà il via alla protesta, mi aspettavo un capitolo diverso, vista l’opzione vincente, ma immagino che, nel mondo che hai creato, spegnere la tv sia da ritenersi un fatto gravissimo, magari lo faranno anche altri, per questo ho votato per la ricerca d’aiuto.
    Il capitolo, a parte quel che ho scritto sopra, è ineccepibile, non c’è che dire, è un piacere leggerti.

    Alla prossima!

  • Complimenti robydematt. Una storia e un modo di scrivere che mi piacciono. Ammiro sempre quei racconti che riescono a mescolare un intelligente visione di un possibile futuro partendo dal presente (che a volte è già distopico di suo) ad un sarcasmo attento e mai troppo sopra le righe. Sei il classico autore che non ha paura di far trasparire ciò che pensa dalle proprie storie ed è ammirevole. Spero di poter leggere altri capitoli. Ciao.

  • Ciao roby!
    Ti ho scoperta solo ora, e che bella scoperta sei stata!
    Caspita! Io non sono mai stato un amante di racconti fantascientifici, eppure questa storia mi ha rapito. Davvero stupendi questi due episodi, però mi sfugge una cosa:
    L’HEN da chi è composto? Da rappresentanti votati dal popolo? Vorrei saperne di più sull’HEN.
    Aspetto il nuovo episodio, ed inizio a seguirti.

    A presto!

  • Una fantascienza che fa da abito (succinto ed ammiccante) ad una satira graffiante, caciarona e spaventosamente realistica, se dovessimo dar credito a tutti i fabbricatori di complotti che girano.
    Complimenti davvero, non vedo l’ora di leggere lo sviluppo e voto per le contrattazioni. Ho storto un pochino il naso solo di fronte alla progressione continua dei dialoghi, senza andare a capo tra un battuta e l’altra, ma è un vizio di forma mio.

    Alla prossima!

    • Ciao LineaAlloStudio. Grazie della lettura e del commento.
      Come dici tu, mi piace l’idea di avere qualcosa di realistico: penso che la verosimiglianza ci avvicini alla storia.
      Non ho potuto prendere la via delle contrattazioni perchè la scelta dei giocatori è stata un’altra. Ma chissà che non avverranno più avanti!

  • Ciao, voto per “Il popolo insorge”.
    Non ho capito dove sia ambientata la tua storia, però, a meno che non sia in Italia, la scelta dei nomi poteva essere rivista 😀 (Emerald e Launae stona un po’ con “Salvatore”, anche se sto iniziando a pensare che tu abbia usato quel nome in maniera simbolica).
    E’ l’unico “neo” che ho trovato, il resto mi sembra tutto molto accattivante, a tratti, soprattutto quando spieghi le motivazioni del Partito, richiami 1984 (non so se tu l’abbia letto!).
    Alla prossima!

    • Ciao Frost Writer. Sì sì, naturalmente 1984 mi è di grande ispirazione (anche se lo lessi molti anni fa).
      E hai ragione (avete ragione tutti voi che lo notate): il nome “Salvatore” è volutamente dissonante e simbolico. Penso che siamo un po’ abituati a leggere nomi anglofoni o di fantasia pura. Volevo vedere che effetto fa usare un così forte “italianismo” nel genere fantascientifico.
      Grazie della lettura!

  • Ciao, Robydematt.
    Bello il tuo incipit, solo ti consiglio di sostituire i segni maggiore e minore (><) con le caporali. occhio anche alle virgolette: l’”operazione induttiva”…
    Il racconto promette bene, lo spunto non è originalissimo, ma è la come la si racconta una storia a fare la differenza, e poi tu hai aggiunto un po' di particolari interessanti.
    Ho votato per l'imprevisto. Dato che hai spiegato quanto la data della morte è importante per Emerald, dubito che alla fine lui la scelga a caso e la moglie non gli farebbe mai un affronto simile, almeno spero.
    Aspetto il nuovo e seguo.

    Alla prossima!

    p.s. Salvatore non si può proprio leggere, però. 😉

    • Ciao keziarica,
      grazie dei suggerimenti.
      E’ vero: Salvatore è inusuale come nome in un racconto fantascientifico. Però mi piaceva l’idea di introdurre qualche “stortura”, qualche “distonia”. E comunque il nome era naturalmente un riferimento alla data scelta dallo zio.
      Grazie della tua lettura! Alla prossima

  • Ciao! Sono molto incuriosito dai mondi distopici (non che per ora questo lo sia, per certi versi) e, anche se questo capitolo è essenzialmente introduttivo, mi è piaciuto il tuo stile.
    Voto per la scelta a caso di Launae, vediamo dove ci porta 🙂
    A presto!

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