La novella del Gatto Nero

Dove eravamo rimasti?

Come reagirà lo HEN ? Reagire a cosa? (50%)

Il Muro Verde

John Willis osservava incredulo la riga mancante. I suoi occhi oscillavano freneticamente solo all’interno dei suoi bulbi, da sinistra a destra, tra gli estremi di una linea assente. Gli sembrava di avere davanti agli occhi un evento talmente inconcepibile da tenerlo paralizzato in uno stato liminale, tra la meraviglia dell’osservazione e il terrore delle inimmaginabili conseguenze. Per un momento gli sussultò dentro un moto impulsivo di colmarlo lui quel piccolo vuoto, così che niente fosse successo. Ma certamente non poteva, nè forse avrebbe dovuto pensarlo. Anche quella sua incertezza – anzi, fantasia frivola – era stata raccolta da qualche parte nel Registro, pur senza alcuna rilevanza. Dopo tutto, in effetti, non era certa colpa sua. Quella falla nel sistema di monitoraggio non la aveva certamente causata lui.

Il Registro a Blocchi (RB) sembrava completamente impazzito. Migliaia di righe risultavano assenti nelle liste di scorrimento. Il “Muro Verde”, così lo chiamavano i tecnici, in un modo tra il gergale e l’affettuoso, per l’abitudine di vederlo sempre attivo e completo, era ormai visibilmente bucherellato, crepato di linee nere. Le righe verdi dovevano, come sempre, registrare un record di tutto ciò che avveniva, in modo da ottenere una mappatura totale e ineccepibile dello stato delle cose e degli esseri. Il Muro Verde era continuamente alimentato delle informazioni che volontariamente gli venivano fornite, in modo da garantire monitoraggio, redistribuzione, allineamento. “Monitoraggio, redistribuzione, allineamento”: quasi un mantra per i tecnici, come John Willis, stenografo, la cui unica responsabilità era garantire il corretto funzionamento del Registro.

John Willis era un tecnico di esperienza. Naturalmente, un’esperienza maturata su ottime competenze. Ma più che esperienza e competenza, la qualità di John Willis come tecnico di Registro (o stenografo, altra figura professionale che come il “Gatto Nero” si erano salvate dalla Grande Ridondanza) era la pressochè totale carenza di empatia. John Willis non era particolarmente sensibile. E nemmeno riflessivo. Qualità che lo rendevano ideale per quel ruolo, in quanto i suoi moti di qualsiasi tipo (intellettuale, emotivo, sociale, o altro) non interferivano quasi per nulla nelle attività del Registro: insomma, non comparivano quasi per nulla. Certo, quasi. Ma l’unica traccia della sua presenza (come quella di altri stenografi) era una specie di “orgoglio di stenografo”. Per tale ragione il suo sussulto di poco prima doveva essergli risuonato dentro quasi come un senso di colpa. John Willis ricordava il suo colloquio di assunzione. La Risorsa Umana (o qualcosa che un tempo sarebbe sembrato un misto tra uno psicologo e un infermiere) lo aveva attaccato a una sorta di elettrocardiogramma. Inseriti gli opportuni parametri, dal Registro aveva estratto i ricordi più violenti e teneri della vicenda esperienziale di John Willis. Con l’occhio e il dito, ne seguiva il tracciato e ne misurava l’impatto interferenziale nel sistema. Quasi nullo. John Willis era compatibile.

John Willis aveva fatto esperienza da giovane come installatore. Per lui era del tutto indifferente procedere all’iniezione del dispositivo di rilevazione e monitoraggio sotto pelle o sotto corteccia. Ed era del tutto indifferente perchè tanto entrambe, ai suoi occhi, rappresentavano fonti per alimentare il Registro, che non era altro che il correlato sostanziale di HEN.
“Monitorare, redistribuire, allineare”: HEN era nato per fare nient’altro che questo. Almeno inizialmente. HEN si nutriva di tutto ciò che gli veniva passato: dalla temperatura nella stanza alle sensazioni di fame, dalla carenza di acqua nel terreno alla attrazione sessuale. Rilevare l’anomalia era indispensabile per mantenere il sistema in equilibrio. HEN era la prova che l’umanità sapeva e poteva autoregolarsi, senza un comando superiore. Era tutta una questione di coordinamento. “Modulare”: nella sua ambigua forma tra aggettivo e verbo, questa era la parola che forse aveva fissato al meglio il concetto nelle persone. HEN si era presentato come soluzione pratica. Anche comoda.
Ma HEN si nutriva di tutto, anche desideri e paure. Più o meno volontarie, più o meno inconsapevoli. Di tutti. Come poteva essere interpretata allora la Legge sulla Estinzione Programmata? Il mondo era stanco di se stesso? Forse annoiato della vita? è mai possibile? “Rilevare l’anomalia, modularla, riallinearla”: si definisce così l’autoconservazione?

Ma intanto il Muro Verde appariva sempre più come un campo minato. Linee verdi e nere si intervallavano quasi in modo alternato.

Il sistema collasserà o si riprenderà?

  • la Storia la scrivono i vincitori (50%)
    50
  • HEN lo può cambiare? (50%)
    50
  • i tecnici fissano il problema (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

23 Commenti

  1. Ciao robydematt, mi sono perso qualche capitolo ma sono felice di averli recuperati.
    Ho come l’impressione che se non ci fosse un limite di caratteri così stringente potresti sviluppare un mondo davvero interessante, e anzi ti invito a farlo in un altra sede perchè hai un sacco di idee che meritano un racconto più ampio.
    Ti dico questo perchè noto che le descrizioni del mondo, delle regole e degli antefatti occupano molto spazio nei capitoli, e mi piacerebbe che tu riuscissi a raccontare in maniera più avvolgente ed empatica le situazioni che coinvolgono i personaggi, perchè secondo me ne avresti le capacità.
    E dopo questo papiro (vedi te come prenderlo 🙂 ) ti faccio comunque i complimenti perchè l’idea è fantastica e sono molto curioso di come proseguirai!
    Seguo la storia, alla prossima 😀

  2. Immagino che il gesto di Lumilla sarà il via alla protesta, mi aspettavo un capitolo diverso, vista l’opzione vincente, ma immagino che, nel mondo che hai creato, spegnere la tv sia da ritenersi un fatto gravissimo, magari lo faranno anche altri, per questo ho votato per la ricerca d’aiuto.
    Il capitolo, a parte quel che ho scritto sopra, è ineccepibile, non c’è che dire, è un piacere leggerti.

    Alla prossima!

  3. Complimenti robydematt. Una storia e un modo di scrivere che mi piacciono. Ammiro sempre quei racconti che riescono a mescolare un intelligente visione di un possibile futuro partendo dal presente (che a volte è già distopico di suo) ad un sarcasmo attento e mai troppo sopra le righe. Sei il classico autore che non ha paura di far trasparire ciò che pensa dalle proprie storie ed è ammirevole. Spero di poter leggere altri capitoli. Ciao.

  4. Ciao roby!
    Ti ho scoperta solo ora, e che bella scoperta sei stata!
    Caspita! Io non sono mai stato un amante di racconti fantascientifici, eppure questa storia mi ha rapito. Davvero stupendi questi due episodi, però mi sfugge una cosa:
    L’HEN da chi è composto? Da rappresentanti votati dal popolo? Vorrei saperne di più sull’HEN.
    Aspetto il nuovo episodio, ed inizio a seguirti.

    A presto!

  5. Una fantascienza che fa da abito (succinto ed ammiccante) ad una satira graffiante, caciarona e spaventosamente realistica, se dovessimo dar credito a tutti i fabbricatori di complotti che girano.
    Complimenti davvero, non vedo l’ora di leggere lo sviluppo e voto per le contrattazioni. Ho storto un pochino il naso solo di fronte alla progressione continua dei dialoghi, senza andare a capo tra un battuta e l’altra, ma è un vizio di forma mio.

    Alla prossima!

    • Ciao LineaAlloStudio. Grazie della lettura e del commento.
      Come dici tu, mi piace l’idea di avere qualcosa di realistico: penso che la verosimiglianza ci avvicini alla storia.
      Non ho potuto prendere la via delle contrattazioni perchè la scelta dei giocatori è stata un’altra. Ma chissà che non avverranno più avanti!

  6. Ciao, voto per “Il popolo insorge”.
    Non ho capito dove sia ambientata la tua storia, però, a meno che non sia in Italia, la scelta dei nomi poteva essere rivista 😀 (Emerald e Launae stona un po’ con “Salvatore”, anche se sto iniziando a pensare che tu abbia usato quel nome in maniera simbolica).
    E’ l’unico “neo” che ho trovato, il resto mi sembra tutto molto accattivante, a tratti, soprattutto quando spieghi le motivazioni del Partito, richiami 1984 (non so se tu l’abbia letto!).
    Alla prossima!

    • Ciao Frost Writer. Sì sì, naturalmente 1984 mi è di grande ispirazione (anche se lo lessi molti anni fa).
      E hai ragione (avete ragione tutti voi che lo notate): il nome “Salvatore” è volutamente dissonante e simbolico. Penso che siamo un po’ abituati a leggere nomi anglofoni o di fantasia pura. Volevo vedere che effetto fa usare un così forte “italianismo” nel genere fantascientifico.
      Grazie della lettura!

  7. Ciao, Robydematt.
    Bello il tuo incipit, solo ti consiglio di sostituire i segni maggiore e minore (><) con le caporali. occhio anche alle virgolette: l’”operazione induttiva”…
    Il racconto promette bene, lo spunto non è originalissimo, ma è la come la si racconta una storia a fare la differenza, e poi tu hai aggiunto un po' di particolari interessanti.
    Ho votato per l'imprevisto. Dato che hai spiegato quanto la data della morte è importante per Emerald, dubito che alla fine lui la scelga a caso e la moglie non gli farebbe mai un affronto simile, almeno spero.
    Aspetto il nuovo e seguo.

    Alla prossima!

    p.s. Salvatore non si può proprio leggere, però. 😉

    • Ciao keziarica,
      grazie dei suggerimenti.
      E’ vero: Salvatore è inusuale come nome in un racconto fantascientifico. Però mi piaceva l’idea di introdurre qualche “stortura”, qualche “distonia”. E comunque il nome era naturalmente un riferimento alla data scelta dallo zio.
      Grazie della tua lettura! Alla prossima

  8. Ciao! Sono molto incuriosito dai mondi distopici (non che per ora questo lo sia, per certi versi) e, anche se questo capitolo è essenzialmente introduttivo, mi è piaciuto il tuo stile.
    Voto per la scelta a caso di Launae, vediamo dove ci porta 🙂
    A presto!

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi