La novella del Gatto Nero

Dove eravamo rimasti?

Armonia perduta o nuovo equilibrio? Un esercito di gatti neri (100%)

Lento e indolore

Quasi per ironia del nomignolo che gli era stato affibiato, un “Gatto Nero” era interamente vestito di bianco. Dalla testa ai piedi. I pantaloni cadevano lineari e leggeri lungo le gambe, senza lasciare neppure intuire la conformazione degli arti. La camicia svolazzava larga sui fianchi, come anche le maniche, lunghe, e che comunque non intralciavano in alcun modo la vestizione, che doveva essere agile.
Un gatto nero era riconoscibile per il suo abbigliamento, tipico della professione. Eppure, paradossalmente, i momenti cruciali di essa si espletavano senza che vi fosse il bisogno di rimarcare questo status symbol.
Durante l’ “operazione di accompagnamento” un Gatto Nero si svestiva completamente. Restava nudo dai piedi alla testa. Forse per rispetto verso l’ “accolto”, o una forma di empatia funzionale alla procedura, il protocollo prevedeva che sia l’operatore di “transizione” (l’eufemismo era rimasto consentito) sia il transitante dovessero svolgere le operazioni in totale, asettica e pura nudità.
“Pura”. La purezza era il cardine concettuale su cui si imperniavano i lunghi anni di studio e preparazione di un Gatto Nero. La funzione psicopompa era accademicamente definita come “purificazione” (altresì detta “epurazione” dalle malelingue), e si focalizzava su due aspetti.
Tecnicamente la purificazione era implementata attraverso varie fasi:

1. de-memorizzazione: il soggetto veniva incapsulato in un macchinario che un tempo avrebbe ricordato un risonanza magnetica funzionale attorno all’area cerebrale. I ricordi del soggetto venivano recuperati dal Registro e fatti scorrere in rapida sequenza e in ordine sparso, artificialmente alterati e ricombinati, e progressivamente sbiadizzati. Questa fase doveva indurre il soggetto a uno stato confusionale, generalmente definito “allentamento”.

2. de-motivazione: dopo la privazione dei ricordi, il soggetto veniva indotto a ridurre attaccamento all’autoconservazione, e desiderare infine la transizione.

Se in un primo momento dovette apparire una pratica disumana anche agli occhi degli operatori specializzandi, dopo l’esame di “Etica della transizione”, anche questi venivano a comprendere l’utilità di asportare sensazioni di rimpianto o rimorso, o attaccamento generico, al fine di favorire una transizione indolore.

Sotto questa luce, solo alla fine del percorso di formazione, un Gatto Nero acquisiva il significato del proprio ruolo umano, più che sociale. La purificazione serviva, come si raccontava nell’antico Egitto, ad “alleggerire il cuore” del soggetto. O così si tramandava.

Indubbiamenmte si trattava di una figura altamente specializzata. Eppure quella del Gatto Nero non era una professione che si poteva acquisire solamente per via tecnica. Quella del Gatto Nero era certamente anche una vocazione. Ed infatti l’abilitazione professionale poteva essere conseguita solamente a seguito dell’esame di Empatia.
L’Empatia era una di quelle cosiddette “soft skill” che si rivelavano infine indispensabili per essere abilitati. Così come gli stenografi di Registro non dovevano interferire in alcun modo, o il meno possibile, con il Registro stesso, e dunque la pressocheè totale assenza di empatia si rivelava una qualità indispensabile, allo stesso modo un Gatto Nero doveva essere diametralmente all’opposto di uno stenografo.
Non certamenente per un buonismo etico del tutto estraneo alla professione, ma per concreta necessità funzionale del ruolo sociale e sistemico che i Gatti Neri ricoprivano.

Era forse scorretto definire nn Gatto Nero solamente, in modo limitante, un operatore di accompagnamento. La fase di de-memorizzazione infatti non era solo propedeutica alla de-motivazione del soggetto, ma aveva un preciso scopo nell’equilibrio del sistema del Registro. Il Gatto Nero sottraeva al Registro materiale obsoleto che a lungo termine aveva il potenziale di alterare l’equlibrio sincronico di HEN. Da questo punto di vista, i Gatti Neri – in barba al nomignolo ricevuto – si consideravano più dei “nobili spazzini” che pulivano il Registro, esercitando il diritto all’oblio (altro esame indispensabile della formazione) – divenuto nel tempo persino un dovere.
O altresì si consideravano degli Archivisti, che trattenevano nella propria memoria espansa le tracce vivide di tutte le persone che avevano aiutato nella transizione. Si trattava certamente di un compito non semplice, che richiedeva un profondo radicamento interiore e una enorme capacità contenitiva.
Un ruolo così difficile che infatti non tutti i Gatti Neri erano in grado di sostenerlo a lungo. Alcuni si ammalavano di incontinenza. Altri di alterazioni. Altri di deviazioni.

Vylum Shem si era ammalata di attaccamento. Vylum Shem aveva scelto di diventare un Gatto Nero per salvare la vita di suo marito.

Cosa deciderà di fare Vylum Shem?

  • Cercherà altri Gatti Neri (0%)
    0
  • Eseguirà gli ordini di HEN (0%)
    0
  • Cercherà Noach (100%)
    100
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27 Commenti

  1. Ciao robydematt (o rob’de mât come si dice dalle mie parti). Ritorno ben volentieri a recuperare una storia strepitosa e, qualunque cosa significhi, propenderei per seguire i gatti neri, magari in fila per sei con resto di due!
    Con tutti questi balzi da un punto all’altro del mondo, da un contesto all’altro sempre appartenente allo stesso globo sembra di leggere una serie di resoconti provenienti da fonti storiche, qualcosa che costringa il lettore a ricostruire il filo di eventi di portata globale a partire dai momenti di vita quotidiana (o, a quanto pare, non poi così quotidiana) di chi l’ha vissuta in prima persona.
    Il sogno del professor Barbero, insomma!

    Alla prossima!

    • Ciao LineaAlloStudio, mi sa che siamo delle stesse parti! ahaha
      Ah guarda, sarebbe un sogno per me se il prof. Barbero leggesse anche solo uno di questi capitoli (e anche tante belle storie in questo sito). Bella l’idea del resoconto storico. Potrebbe essere uno spunto da approfondire.
      Grazie della lettura!

  2. Ciao robydematt, mi sono perso qualche capitolo ma sono felice di averli recuperati.
    Ho come l’impressione che se non ci fosse un limite di caratteri così stringente potresti sviluppare un mondo davvero interessante, e anzi ti invito a farlo in un altra sede perchè hai un sacco di idee che meritano un racconto più ampio.
    Ti dico questo perchè noto che le descrizioni del mondo, delle regole e degli antefatti occupano molto spazio nei capitoli, e mi piacerebbe che tu riuscissi a raccontare in maniera più avvolgente ed empatica le situazioni che coinvolgono i personaggi, perchè secondo me ne avresti le capacità.
    E dopo questo papiro (vedi te come prenderlo 🙂 ) ti faccio comunque i complimenti perchè l’idea è fantastica e sono molto curioso di come proseguirai!
    Seguo la storia, alla prossima 😀

    • Ciao andrea_trb, mille grazie della lettura e del commento.
      Sì certamente se ci fosse più spazio a disposizione le descrizioni e le digressioni potrebbero essere più ampie e profonde. Ammetto anche personalmente apprezzo molto la sintesi e la concisione. Non è detto che i tanti spunti saranno persi totalmente, vediamo dove e come va la storia. Raccolgo sicuramente il tuo invito a raccontare in modo più empatico ed avvolgente!
      Grazie!

  3. Hen lo può cambiare.
    Buongiorno, Robydematt.
    Complimenti, un capitolo degno di un romanziere di fantascienza di lunga data.
    Mi è piaciuto: asciutto e asettico. Mi hai trasmesso un senso di angoscia strisciante, il muro verde con le sue mancanze nere non promette bene.

    Alla prossima!

  4. Immagino che il gesto di Lumilla sarà il via alla protesta, mi aspettavo un capitolo diverso, vista l’opzione vincente, ma immagino che, nel mondo che hai creato, spegnere la tv sia da ritenersi un fatto gravissimo, magari lo faranno anche altri, per questo ho votato per la ricerca d’aiuto.
    Il capitolo, a parte quel che ho scritto sopra, è ineccepibile, non c’è che dire, è un piacere leggerti.

    Alla prossima!

  5. Complimenti robydematt. Una storia e un modo di scrivere che mi piacciono. Ammiro sempre quei racconti che riescono a mescolare un intelligente visione di un possibile futuro partendo dal presente (che a volte è già distopico di suo) ad un sarcasmo attento e mai troppo sopra le righe. Sei il classico autore che non ha paura di far trasparire ciò che pensa dalle proprie storie ed è ammirevole. Spero di poter leggere altri capitoli. Ciao.

  6. Ciao roby!
    Ti ho scoperta solo ora, e che bella scoperta sei stata!
    Caspita! Io non sono mai stato un amante di racconti fantascientifici, eppure questa storia mi ha rapito. Davvero stupendi questi due episodi, però mi sfugge una cosa:
    L’HEN da chi è composto? Da rappresentanti votati dal popolo? Vorrei saperne di più sull’HEN.
    Aspetto il nuovo episodio, ed inizio a seguirti.

    A presto!

  7. Una fantascienza che fa da abito (succinto ed ammiccante) ad una satira graffiante, caciarona e spaventosamente realistica, se dovessimo dar credito a tutti i fabbricatori di complotti che girano.
    Complimenti davvero, non vedo l’ora di leggere lo sviluppo e voto per le contrattazioni. Ho storto un pochino il naso solo di fronte alla progressione continua dei dialoghi, senza andare a capo tra un battuta e l’altra, ma è un vizio di forma mio.

    Alla prossima!

    • Ciao LineaAlloStudio. Grazie della lettura e del commento.
      Come dici tu, mi piace l’idea di avere qualcosa di realistico: penso che la verosimiglianza ci avvicini alla storia.
      Non ho potuto prendere la via delle contrattazioni perchè la scelta dei giocatori è stata un’altra. Ma chissà che non avverranno più avanti!

  8. Ciao, voto per “Il popolo insorge”.
    Non ho capito dove sia ambientata la tua storia, però, a meno che non sia in Italia, la scelta dei nomi poteva essere rivista 😀 (Emerald e Launae stona un po’ con “Salvatore”, anche se sto iniziando a pensare che tu abbia usato quel nome in maniera simbolica).
    E’ l’unico “neo” che ho trovato, il resto mi sembra tutto molto accattivante, a tratti, soprattutto quando spieghi le motivazioni del Partito, richiami 1984 (non so se tu l’abbia letto!).
    Alla prossima!

    • Ciao Frost Writer. Sì sì, naturalmente 1984 mi è di grande ispirazione (anche se lo lessi molti anni fa).
      E hai ragione (avete ragione tutti voi che lo notate): il nome “Salvatore” è volutamente dissonante e simbolico. Penso che siamo un po’ abituati a leggere nomi anglofoni o di fantasia pura. Volevo vedere che effetto fa usare un così forte “italianismo” nel genere fantascientifico.
      Grazie della lettura!

  9. Ciao, Robydematt.
    Bello il tuo incipit, solo ti consiglio di sostituire i segni maggiore e minore (><) con le caporali. occhio anche alle virgolette: l’”operazione induttiva”…
    Il racconto promette bene, lo spunto non è originalissimo, ma è la come la si racconta una storia a fare la differenza, e poi tu hai aggiunto un po' di particolari interessanti.
    Ho votato per l'imprevisto. Dato che hai spiegato quanto la data della morte è importante per Emerald, dubito che alla fine lui la scelga a caso e la moglie non gli farebbe mai un affronto simile, almeno spero.
    Aspetto il nuovo e seguo.

    Alla prossima!

    p.s. Salvatore non si può proprio leggere, però. 😉

    • Ciao keziarica,
      grazie dei suggerimenti.
      E’ vero: Salvatore è inusuale come nome in un racconto fantascientifico. Però mi piaceva l’idea di introdurre qualche “stortura”, qualche “distonia”. E comunque il nome era naturalmente un riferimento alla data scelta dallo zio.
      Grazie della tua lettura! Alla prossima

  10. Ciao! Sono molto incuriosito dai mondi distopici (non che per ora questo lo sia, per certi versi) e, anche se questo capitolo è essenzialmente introduttivo, mi è piaciuto il tuo stile.
    Voto per la scelta a caso di Launae, vediamo dove ci porta 🙂
    A presto!

  11. LineaAlloStudio ha detto:

    Ciao robydematt (o rob’de mât come si dice dalle mie parti). Ritorno ben volentieri a recuperare una storia strepitosa e, qualunque cosa significhi, propenderei per seguire i gatti neri, magari in fila per sei con resto di due!
    Con tutti questi balzi da un punto all’altro del mondo, da un contesto all’altro sempre appartenente allo stesso globo sembra di leggere una serie di resoconti provenienti da fonti storiche, qualcosa che costringa il lettore a ricostruire il filo di eventi di portata globale a partire dai momenti di vita quotidiana (o, a quanto pare, non poi così quotidiana) di chi l’ha vissuta in prima persona.
    Il sogno del professor Barbero, insomma!

    Alla prossima!

    • robydematt ha detto:

      Ciao LineaAlloStudio, mi sa che siamo delle stesse parti! ahaha
      Ah guarda, sarebbe un sogno per me se il prof. Barbero leggesse anche solo uno di questi capitoli (e anche tante belle storie in questo sito). Bella l’idea del resoconto storico. Potrebbe essere uno spunto da approfondire.
      Grazie della lettura!

  12. andrea_trb ha detto:

    Ciao robydematt, mi sono perso qualche capitolo ma sono felice di averli recuperati.
    Ho come l’impressione che se non ci fosse un limite di caratteri così stringente potresti sviluppare un mondo davvero interessante, e anzi ti invito a farlo in un altra sede perchè hai un sacco di idee che meritano un racconto più ampio.
    Ti dico questo perchè noto che le descrizioni del mondo, delle regole e degli antefatti occupano molto spazio nei capitoli, e mi piacerebbe che tu riuscissi a raccontare in maniera più avvolgente ed empatica le situazioni che coinvolgono i personaggi, perchè secondo me ne avresti le capacità.
    E dopo questo papiro (vedi te come prenderlo 🙂 ) ti faccio comunque i complimenti perchè l’idea è fantastica e sono molto curioso di come proseguirai!
    Seguo la storia, alla prossima 😀

    • robydematt ha detto:

      Ciao andrea_trb, mille grazie della lettura e del commento.
      Sì certamente se ci fosse più spazio a disposizione le descrizioni e le digressioni potrebbero essere più ampie e profonde. Ammetto anche personalmente apprezzo molto la sintesi e la concisione. Non è detto che i tanti spunti saranno persi totalmente, vediamo dove e come va la storia. Raccolgo sicuramente il tuo invito a raccontare in modo più empatico ed avvolgente!
      Grazie!

  13. keziarica ha detto:

    Hen lo può cambiare.
    Buongiorno, Robydematt.
    Complimenti, un capitolo degno di un romanziere di fantascienza di lunga data.
    Mi è piaciuto: asciutto e asettico. Mi hai trasmesso un senso di angoscia strisciante, il muro verde con le sue mancanze nere non promette bene.

    Alla prossima!

    • robydematt ha detto:

      Ciao Keziarica! Ti ringrazio per i complimenti, ma sopratutto per l’assidua lettura 🙂
      Anche io penso che HEN possa cambiare la situazione, ma come cambiare HEN ? 😉
      Naturalmente fa parte del gioco scoprirlo e inventarlo con chi legge. Quindi ancora una volta grazie 🙂

  14. keziarica ha detto:

    Immagino che il gesto di Lumilla sarà il via alla protesta, mi aspettavo un capitolo diverso, vista l’opzione vincente, ma immagino che, nel mondo che hai creato, spegnere la tv sia da ritenersi un fatto gravissimo, magari lo faranno anche altri, per questo ho votato per la ricerca d’aiuto.
    Il capitolo, a parte quel che ho scritto sopra, è ineccepibile, non c’è che dire, è un piacere leggerti.

    Alla prossima!

  15. MG75 ha detto:

    Complimenti robydematt. Una storia e un modo di scrivere che mi piacciono. Ammiro sempre quei racconti che riescono a mescolare un intelligente visione di un possibile futuro partendo dal presente (che a volte è già distopico di suo) ad un sarcasmo attento e mai troppo sopra le righe. Sei il classico autore che non ha paura di far trasparire ciò che pensa dalle proprie storie ed è ammirevole. Spero di poter leggere altri capitoli. Ciao.

  16. Rossella Spada ha detto:

    Ti ho scoperta adesso, e ametto che non mi sarei mai aspettata di venire rapita da una storia fantascientifica.
    Questi due capitoli sono stati da me letti senza mai annoiarmi, e ciò è una cosa davvero positiva.
    Voto affinché il popolo insorga.
    Al prossimocapitolo.

  17. Alois Alzheimer ha detto:

    Ciao roby!
    Ti ho scoperta solo ora, e che bella scoperta sei stata!
    Caspita! Io non sono mai stato un amante di racconti fantascientifici, eppure questa storia mi ha rapito. Davvero stupendi questi due episodi, però mi sfugge una cosa:
    L’HEN da chi è composto? Da rappresentanti votati dal popolo? Vorrei saperne di più sull’HEN.
    Aspetto il nuovo episodio, ed inizio a seguirti.

    A presto!

  18. LineaAlloStudio ha detto:

    Una fantascienza che fa da abito (succinto ed ammiccante) ad una satira graffiante, caciarona e spaventosamente realistica, se dovessimo dar credito a tutti i fabbricatori di complotti che girano.
    Complimenti davvero, non vedo l’ora di leggere lo sviluppo e voto per le contrattazioni. Ho storto un pochino il naso solo di fronte alla progressione continua dei dialoghi, senza andare a capo tra un battuta e l’altra, ma è un vizio di forma mio.

    Alla prossima!

    • robydematt ha detto:

      Ciao LineaAlloStudio. Grazie della lettura e del commento.
      Come dici tu, mi piace l’idea di avere qualcosa di realistico: penso che la verosimiglianza ci avvicini alla storia.
      Non ho potuto prendere la via delle contrattazioni perchè la scelta dei giocatori è stata un’altra. Ma chissà che non avverranno più avanti!

  19. Frost Writer ha detto:

    Ciao, voto per “Il popolo insorge”.
    Non ho capito dove sia ambientata la tua storia, però, a meno che non sia in Italia, la scelta dei nomi poteva essere rivista 😀 (Emerald e Launae stona un po’ con “Salvatore”, anche se sto iniziando a pensare che tu abbia usato quel nome in maniera simbolica).
    E’ l’unico “neo” che ho trovato, il resto mi sembra tutto molto accattivante, a tratti, soprattutto quando spieghi le motivazioni del Partito, richiami 1984 (non so se tu l’abbia letto!).
    Alla prossima!

    • robydematt ha detto:

      Ciao Frost Writer. Sì sì, naturalmente 1984 mi è di grande ispirazione (anche se lo lessi molti anni fa).
      E hai ragione (avete ragione tutti voi che lo notate): il nome “Salvatore” è volutamente dissonante e simbolico. Penso che siamo un po’ abituati a leggere nomi anglofoni o di fantasia pura. Volevo vedere che effetto fa usare un così forte “italianismo” nel genere fantascientifico.
      Grazie della lettura!

  20. Liuk Shadows ha detto:

    Ti faccio un applauso, mi è piaciuto molto questo secondo capitolo.

  21. keziarica ha detto:

    Voto per la ribellione del popolo alla nuova legge.
    Bella ,e con spunti da approfondire, l’idea di porre tasse sulla permanenza in vita.
    Ora vediamo cosa succede.

    Alla prossima!

  22. keziarica ha detto:

    Ciao, Robydematt.
    Bello il tuo incipit, solo ti consiglio di sostituire i segni maggiore e minore (><) con le caporali. occhio anche alle virgolette: l’”operazione induttiva”…
    Il racconto promette bene, lo spunto non è originalissimo, ma è la come la si racconta una storia a fare la differenza, e poi tu hai aggiunto un po' di particolari interessanti.
    Ho votato per l'imprevisto. Dato che hai spiegato quanto la data della morte è importante per Emerald, dubito che alla fine lui la scelga a caso e la moglie non gli farebbe mai un affronto simile, almeno spero.
    Aspetto il nuovo e seguo.

    Alla prossima!

    p.s. Salvatore non si può proprio leggere, però. 😉

    • robydematt ha detto:

      Ciao keziarica,
      grazie dei suggerimenti.
      E’ vero: Salvatore è inusuale come nome in un racconto fantascientifico. Però mi piaceva l’idea di introdurre qualche “stortura”, qualche “distonia”. E comunque il nome era naturalmente un riferimento alla data scelta dallo zio.
      Grazie della tua lettura! Alla prossima

  23. Volpe ha detto:

    Ciao, interessante questo primo capitolo in bilico tra un passato rigido quasi da medio evo e un futuro di libertà scientifica.
    Per il proseguo della storia voto per il colpo di scena “… sopraggiunge un imprevisto”.
    amo i colpi di scena e attendo il tuo.
    Ciao.

  24. andrea_trb ha detto:

    Ciao! Sono molto incuriosito dai mondi distopici (non che per ora questo lo sia, per certi versi) e, anche se questo capitolo è essenzialmente introduttivo, mi è piaciuto il tuo stile.
    Voto per la scelta a caso di Launae, vediamo dove ci porta 🙂
    A presto!

    • robydematt ha detto:

      Ciao andrea_trb, grazie del tuo commento.
      Il secondo capitolo prosegue sulla via dell’imprevisto (come da voti). Ma chissà che la tua scelta non possa essere reintrodotta in qualche modo!
      Grazie della lettura!

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