Un mistero di nome Tamara

Dove eravamo rimasti?

Come andrà a finire? Chi sopravvivrà? Sabrina. Libero è riuscito a liberare almeno lei. (75%)

Breve istante

Libero continuava a tenere stretti nel suo pugno il bracciale e il germoglio. Usò la forza per riuscire a liberarsi dalla presa di Irene e cominciare a nuotare addentrandosi sempre di più nell’oscurità.

Illuminato dalla sola luce del bracciale che filtrava attraverso le sue dita, riuscì a trovare Sabrina. Quando fu vicino le prese la mano. Lei si rianimò a quel contatto. E l’acqua e il buio nella quale erano immersi, si ritirarono lasciando spazio alla luce e all’aria. I due si ritrovarono in una stanza completamente bianca. Se non fosse stato per gli abiti bagnati, lui avrebbe creduto di essere in un sogno. Sabrina cercò la sua attenzione accarezzandogli il volto. Si abbracciarono assaporando quel gesto così semplice che gli era mancato.

«Scusa per il ritardo.» Libero si sentì un cretino per quella frase. Ma fu tutto quello che gli venne in mente in quel momento.

«Scusami se non ti ho detto niente. Ma dovevo capire se avevo trovato la persona giusta. Per questo ti avevo regalato il fumetto. Per poterti raccontare la mia storia e dei miei antenati.» Libero si stacco da Sabrina per guardarla negli occhi. E lei proseguì con il suo racconto. «Come la principessa aveva avuto aiuto dallo spirito della donna, io ho avuto bisogno del suo discendente per arrivare a te… il mio fabbro.»

Fu così che Libero scoprì che Riccardo era un discendente dello spirito incontrato dalla principessa. Avrebbe voluto fare altre domande a Sabrina, ma non ebbe il tempo. Perché lei gli prese la mano nella quale stringeva il bracciale. E quando lui aprì le dita, ciò che vide non le piacque. Non fu difficile per Libero comprenderne il motivo. E provò a rassicurarla. «Non sono stato così perspicace da aver avuto il tempo di dividere in due il bracciale. Ma basterà per farti ritornare indietro.»

A Sabrina non piacque nemmeno questo piano. «No! Se io me ne vado non avrò un’altra possibilità di poter ritornare qui e salvarti. Non mi sarà concesso un altro bracciale.»

Libero la strinse di nuovo a sé. «Allora vorrà dire che conserverò per sempre questo momento nella mia mente e nel mio cuore. Sappi che ti ho sempre amato.»

Per Sabrina l’idea di lasciare Libero lì era una scelta dura da accettare. «Troverò una soluzione. Te lo prometto.»

Sabrina sentì un nodo stretto alla gola, ma si sforzò di essere forte. Ma durò un attimo. Fino a quando il suo sguardo si fermò su un punto alle spalle di Libero. Quest’ultimo si girò appena in tempo per vedere Irene avanzare verso di loro. «Sorella, ho io la soluzione giusta per te. Tu resti qui con lui, mentre io uscirò da Hoderel grazie al bracciale.»

Detto questo si lanciò verso la coppia. Libero bloccò Irene stringendole un braccio intorno al collo per immobilizzarla. Ma quest’ultima non si scoraggiò e cercò di prendere il bracciale nella sua mano. Sabrina intervenne prendendolo al posto suo insieme al germoglio dalla mano di Libero. Irene usò tutte le sue forze per riuscire ad avvicinarsi alla sorella. Ma Libero fece opposizione e la allontanò da Sabrina. Incitò quest’ultima a non perdere altro tempo. «Vai. Ora!»

Con il cuore gonfio di tristezza si girò lasciandosi Libero alle sue spalle. Dopo pochi passi si voltò ancora un’ultima volta a guardarlo. Ma lui era sparito nel buio insieme a Irene. Adesso Sabrina era sola. Quando ritornò a guardare davanti a sé, si ritrovò all’ingresso di Hoderel. Il bracciale e il germoglio erano spariti dalle sue mani. Con in mente la promessa di salvarlo, varcò la soglia. Fuori ad attenderla c’erano Riccardo accanto alla macchina. Mentre ai piedi della scalinata c’era sua sorella Cristina con in braccio il nipote.

Quando Sabrina mise piede sul primo gradino per scendere le scale, sentì le porte di Hoderel chiudersi cigolando. Si voltò a guardarsi indietro. Al tonfo finale che ne sanciva la chiusura, lei si ritrovò con la vista appannata dalle lacrime. Strinse le braccia intorno al corpo e chinò la testa sconfitta. Sentì un rumore di passi alle sue spalle e poco dopo la voce di sua sorella Cristina cercò di consolarla. «Mi dispiace. Pensavo che ce l’avrebbe fatta.»

Sabrina trovò la forza di guardarla e risponderle. «Lui è vivo. È rimasto imprigionato insieme a Irene.»

La sorella si mostrò sorpresa e fissò le porte chiuse. «Questo vuol dire che non potrà più uscire da lì.»

«Una speranza c’è.»

Quando Sabrina prese suo figlio dalle braccia della sorella, quest’ultima capì e le mise una mano sulla spalla. «Gli stai affidando un compito molto difficile.»

«Non lo sarà se gli racconterò tutto quello che so su Hoderel. Se gli racconteremo la storia della nostra famiglia… e quella di suo padre. Non sarà impreparato.»

«Spero tu abbia ragione.»

Sabrina strinse la mano di sua sorella. Andarono via con la promessa che un giorno sarebbero ritornati tutti insieme.

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82 Commenti

  • Ciao, Danica.
    Eccoci al finale, devo dire che la distanza tra un capitolo e l’altro ha un po’ penalizzato questo racconto, non è facile ricordare i fatti e i personaggi a tanta distanza. La chiusa è comunque efficace e lascia aperta la strada a un eventuale seguito, chissà se avrai voglia di raccontarcelo.
    Ti auguro un buon proseguimento di weekend e ti saluto.

    Alla prossima!

    • Ti ringrazio per la pazienza che hai avuto nel continuare a leggere la mia storia malgrado i tempi dilatati di pubblicazione. Per ora non ci sarà un seguito. Il finale aperto mi è sembrata l’opzione più adatta per chiudere questa storia che in teoria avrebbe ancora dell’altro da raccontare.
      Alla prossima!

    • Ti ringrazio per il tuo commento.
      Ti rivelerò che quando ho cominciato a scrivere non sapevo dove sarei andata a parare con il finale. Per adesso non ci sarà un seguito. Anche perché, come hai visto, passa troppo tempo tra un episodio e l’altro. Mi sa che attenderò che l’idea si maturi e poi vedremo.
      Alla prossima.

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