Un mistero di nome Tamara

Dove eravamo rimasti?

Come comincerà la ricerca di Libero? Dalle pagine del fumetto nella quale ha trovato il bracciale. (63%)

Tra finzione e realtà

Libero rimase ad osservare il bracciale per qualche altro secondo. Per quanto le sue intenzioni fossero nobili, si rese conto di non sapere da dove avrebbe potuto cominciare a cercare Tamara. Posò il bracciale su uno degli scaffali. E con mano libera prese il fumetto che reggeva nell’altra mano. Stava per posare anche questo, quando cominciò a leggere le vignette della storia. Gli bastarono le poche scene per riconoscere la storia della principessa e del germoglio dell’universo. Le pagine tra le quali finì il bracciale erano quelle in cui la principessa stava ricevendo dal fabbro il ciondolo che l’avrebbe aiutata a sconfiggere lo spirito malvagio della storia. Libero richiuse il fumetto e lo ripose accanto al bracciale.

Decise di cenare. Quello che c’era ancora da rimettere a posto, lo avrebbe sistemato più tardi. Andò in cucina e prese la sua cena dal frigorifero. Mise tutto in un piatto e lo scaldò al microonde. Mentre osservava il piatto girare, ritornò a pensare alla storia del fumetto. Quella sera Libero non si mise seduto sul divano a guardare la televisione. Posò il piatto sul tavolo in soggiorno, e riprese il fumetto insieme al bracciale.

Cominciò a leggere la storia dall’inizio, dalla notte in cui la principessa incontrò lo spirito malvagio che avrebbe deciso del suo destino. Ma qualcosa impedì che questi si compisse. Le stelle avevano predetto che niente avrebbe potuto salvarla. Così la principessa raccontò allo spirito del suo viaggio per mare prima del loro incontro.

«Ho incontrato lo spirito di una donna che mi ha parlato del germoglio dell’universo. Di come fu questo a imprigionarti. Spirito verrai rinchiuso ancora nei meandri della terra e…»

Ma lo spirito la interruppe. «Ricorda che il tuo destino è segnato.»

«Ne sono consapevole, niente potrà impedire la mia morte. Ma le stelle non hanno predetto che accadrà questa notte.»

Queste furono anche le parole dette dal fabbro incontrato oltremare. Quando la principessa trovò il germoglio dell’universo, venne travolta dalla sua forza. Fu il fabbro a salvarla. E a lui rivelò il motivo del suo viaggio. E sempre lui le diede una speranza. «Se sono riuscito a salvarti dalla forza del germoglio, forse potrei usarlo io contro quello spirito.»

«Sarebbe un gesto generoso. Almeno le mie terre sarebbero salve.»

«Perché? Non salverebbero anche te?»

«Il mio destino è già scritto.»

«Dovrà pur esserci un modo per impedire che tu muoia.»

E fu allora che il fabbro ricordò che quando toccò il germoglio la sua energia venne assorbita dalla collana d’argento al suo collo. Decise di fondere la collana e ne ricavò due ciondoli. In uno vi mise una metà del germoglio e lo diede alla principessa, l’altro lo tenne per sé. Perché il fabbro fu presente quella notte. Riuscìa rimandare lo spirito nei meandri della terra. E, come sperato, la principessa non morì quella notte. Il ciondolo l’aveva protetta.

Libero arrivò alla fine del racconto dove la principessa e il fabbro vissero una lunga vita insieme. Intanto la sua cena si era raffreddata. Mangiò comunque qualche forchettata, mentre ritornò alle pagine tra le quali trovò il bracciale di Tamara. Rilesse e rilesse il dialogo tra la principessa e il fabbro. Osservò piu volte le vignette di loro due seduti nella locanda. Riprese il bracciale di Tamara e lo poggiò sulle pagine aperte del fumetto, come un segnalibro. Libero pensò che se Tamara ci teneva tanto sarebbe ritornata a riprenderselo. Per un momento pensò anche che avesse fatto la stessa fine della madre. Poi si vergognò di quel pensiero. E fu allora che gli venne in mente un’altra possibile soluzione. Rimase con la forchetta a mezz’aria. Il bracciale era d’argento come i ciondoli della storia.

Dentro di lui si fece strada l’ipotesi che Tamara gli avesse lasciato una richiesta d’aiuto. Per essere aiutata proprio come il fabbro fece con la principessa. Se le cose stavano così, Tamara doveva essere andata via perché qualcuno aveva messo la sua vita in pericolo. Libero, però, non capì perché lei non gli avesse detto nulla. Sfiorando il bracciale con le dita, dovette ammettere che Tamara era sempre stata uno spirito indipendente. I problemi preferiva risolverseli da sola. Ma questa volta qualcosa doveva essere andato storto. Forse qualcuno scoprì che era ritornata a casa. Forse aveva atteso il suo ritorno.

A Libero sembrò di rivedere la scena. Tamara che entrava a casa e quel qualcuno che l’aveva seguita e aggredita. Il che poteva spiegare la casa a soqquadro. Tamara doveva aver provato a difendersi, ma quel qualcuno era stato più forte. E, senza farsi scoprire, doveva aver nascosto il bracciale nel fumetto per farsi aiutare. Stavolta Libero avrebbe agito per tempo.

Quale sarà il prossimo passo di Libero?

  • Il viaggio gli ricorderà dell'ultimo viaggo fatto da Tamara. Partirà per scoprirne di più. (0%)
    0
  • La locanda del fumetto gli farà pensare al pub dove andava spesso con Tamara. (50%)
    50
  • Troverà tra gli oggetti uno che non è né suo né di Tamara. (50%)
    50
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

41 Commenti

  • Ciao, ho letto tutto di seguito quello che hai pubblicato.
    Non faccio commenti replica visto che sono arrivato in ritardo. Una sola considerazione che vale per tutti i capitoli. Storia classica di un giallo con scomparsa e ricerca di indizi nel passato: cattura l’attenzione e si arricchisce del contributo, non da poco, del fiabesco con la storia del fumetto. Benissimo dunque.
    Le mie osservazioni sono invece dirette all’uso non sempre perfetto dei verbi usati al passato remoto, e all’impressione che ho avuto, a momenti, di leggere un resoconto di stampo quasi giornalistico di fatti e situazioni spogliate di emozioni che invece almeno per Libero dovrebbero avere un peso. Per non dare l’impressione di voler correre al finale ci dovresti donare qualche riga di riflessione dove magari succede poco ma i personaggi acquistano umanità. Ti seguo, brava 🙋

  • Irene sapeva della nuova vita con lui.
    Dani, episodio molto pieno, ma comunque piacevole. I dialoghi a volte sembrano un po’ forzati, ma sono sicura che sia perché lo spazio è poco e le cose da dire molte. In ogni caso, il mistero si infittisce. Ci hai buttato dentro pure un bambino dagli occhi azzurri! Vedremo, vedremo! A presto

  • Verranno scoperti da Cristina che rivelerà un segreto…
    Ciao, Danica.
    I segreti sbocciano come fiori in questo racconto: una morte sospetta (di cui non di e neanche certi), il bambino, il sotterfugio della famiglia… si da sempre più intricato. Vediamo cosa succede nel proseguo. Intanto, complimenti per la suspense. Cristina ha chiamato Libero per nome, lo haa as appena conosciuto… qualcosa mi dice che sapesse di lui e della sua vita con la sorella.

    Alla prossima!

  • Io dico di partire dalle sorelle!
    Dani bellissimo anche questo capitolo di scoperta di Libero. Sono proprio curiosa di sapere perché ha inscenato la sua morte, deve essere una cosa grossa e, di certo, la famiglia deve averla sostenuta in questa scelta.
    Capitolo molto bello, ci sono un po’ tanti “del quale”, “alla quale” , “con il quale” ecc. Variando con l’alternativa “cui” il capitolo sarebbe stato più fluido in lettura ma niente di importante.
    A presto!

  • Dani,
    Io dico basta con le indagini su Riccardo e opto perché Libero si concentri su Tamara. Questo perché ormai può già leggere tra le righe che Tamara l’abbia condotto lì perché sapeva lei stessa che l’uomo era lì e non mi sembra abbastanza verosimile che la cameriera oltre che a vederli abbia anche origliato la conversazione che hanno avuto.
    In ogni caso bellissimo capitolo anche questo. Un pezzo in più per comporre il puzzle!

  • Una delle cameriere lo ha visto parlare con una ragazza.
    Ottimo proseguo, mi piace la piega che stai dando al racconti.
    L’unica cosa che non mi è suonata è la frase : Ma i loro nomi non vennero scritti… forse dono io, ma mi pare sbagliato il tempo verbale dato il contesto. Poi ti segnalo un refusino: Libero SI mise poco a collegare quel nome, Poca cosa, tutto fila.

    ALLA PROSSIMA!

  • Ottimo racconto, la narrazione fila e, purtroppo, in questa prima parte non ho fatto in tempo nella partecipazione delle votazioni. Unica pecca gli error sintattici e grammaticali che un po’ rovinano la fluidità. Anche la presenza di ripetizioni e frasi troncate e riaperte dal ‘Ma’ spezzettano molto il ritmo. Aumentando la qualità grammaticale sicuramente daresti molta più profondità durante la lettura.

  • Io voto per il pub, vediamo a via porta.
    Ciao Danica,
    mi è piaciuto questo capitolo, carina l’idea di raccontare anche quel che avviene nel fumetto che, immagino, avrà poi attinenza con il proseguo della storia.
    Ti segnalo un errore di battitura nella frase “Riuscìa rimandare lo spirito nei meandri della terra.” ma è propio una bazzecola. 🙂

    Aspetto
    Il terzo, alla prossima!

    • Ciao, scusa se non ho risposto al tuo precedente commento. Rimedierò adesso. Innanzitutto Grazie per tutti e due i commenti. Hai ragione, scrivendo gli episodi con il telefono ho dimenticato di mettere lo spazio tra le due parole. Riguardo il nome ripetuto nel primo episodio, è un errore che mi era capitato già di fare. La prossima volta farò più attenzione. 🙂

  • Ciao Danica.
    mi è piaciuto il tuo incipit, anche io scrivo gialli (almeno ci provo) e mi piace leggerli perciò, eccomi qua.
    Ho solo un appunto da farti a proposito dell’uso del nome del protagonista: dato che è solo sulla scena avresti potuto ometterlo qua e là, ma la storia è tua e spetta a te la scelta 😉
    Per il resto direi che sei sulla strada giusta per un buon racconto.
    Ho votato per il conoscente/commissario anche se credo di essere in minoranza 🙂
    Non mi resta che aspettare il secondo capitolo, spero presto, dato che è già passato un po’ di tempo dalla pubblicazione di questo.

    Alla prossima!

  • Si dice che a volte il passato ritorna. Ed è proprio quello che sta succedendo qui, adesso.
    Ciao Danica,
    che piacere rileggerti dopo tanto tempo! E che piacere vedere che, nonostante sia passato diverso tempo, la tua scrittura è sempre capace di toccare le corde giuste, di mettere in luce i particolari essenziali, di regalare emozioni. Ci hai catapultati nella mente di Libero, nella sua gabbia di solitudine, non vedo l’ora di leggere le avventure che ci regalerà.
    Io dico di partire dalle pagine di quel fumetto,
    a prestissimo!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi