Un mistero di nome Tamara

Dove eravamo rimasti?

Quale sarà il prossimo passo di Libero? Troverà tra gli oggetti uno che non è né suo né di Tamara. (50%)

Echi del passato

Finito di mangiare, Libero rimase seduto ancora per un po’ al tavolo. Guardava il fumetto in cerca di altri dettagli che lo aiutassero a capire come poter aiutare Tamara. E l’unico che notò fu l’ambientazione. Se la principessa venne portata dal fabbro nella locanda, lui e Tamara erano soliti andare in un pub non lontano dal centro. Guardò che ora fosse sul suo smartphone. Ma era tardi. Il pub al mattino era chiuso e lui doveva andare a lavorare. Si ripromise che dopo il lavoro sarebbe andato direttamente al pub per scoprire se Tamara era stata lì.

Si alzò per andare a lavare il suo piatto, poi se ne andò nella sua camera. Aveva lasciato lo scatolone, con gli effetti di Tamara, ancora sul letto. Lo prese e decise di riporlo nell’armadio. Quando richiuse le ante sentì d’aver calpestato qualcosa col piede. Guardò per terra e raccolse un oggetto argentato. Era uno di quei fermagli per banconote. Sulla superficie lesse il nome “Agenzia Fermont”. Libero si mise poco a collegare quel nome a chi doveva aver seguito Tamara a casa.

Decise di cercare quel nome su internet. E tra i primi risultati emerse quello di un’agenzia immobiliare nel nord Italia. Il titolare si chiamava Riccardo Fermont. Libero guardò qualche altro risultato e trovò un ulteriore indizio che collegava Riccardo a Tamara. Era un articolo con la foto di loro due insieme. Ma la didascalia dell’immagine riportava un nome diverso da Tamara. La donna si chiamava Sabrina Konster. L’articolo raccontava che pochi anni prima Riccardo era rimasto coinvolto in un incidente in barca insieme a Sabrina. Lui si salvò, mentre lei non fu mai ritrovata. Libero cercò altre informazioni su Sabrina. Quello che gli premeva capire in quel momento era se lei e Tamara fossero la stessa persona. Ma il dubbio di Libero non trovò una risposta certa. Scoprì da un altro articolo che Sabrina aveva altre due sorelle. Ma i loro nomi non vennero scritti. C’era anche scritto che appartenevano a una famiglia altolocata come Riccardo. Con questo nuovo dubbio nella mente, Libero andò a dormire.

Il giorno successivo, Libero finito di lavorare fece un salto al pub. Da quando Tamara era sparita, lui non ci aveva messo più piede. Prima di entrare dentro rimase per qualche secondo fermo sulla soglia. Si mise a cercare Tamara ma, come era ovvio, lei non era lì. Andò a sedersi al bancone e poggiò il suo zaino sullo sgabello accanto al suo. Quando il barista lo vide, si avvicinò sorridendo e allungò la mano per salutarlo. «Alla fine ce l’hai fatta a schiodarti dal divano! Lo sapevo che, prima o poi, avresti avuto bisogno di una chiacchierata con un vero essere umano.»

Libero sorrise al barista Daniele. «E spero anche che questa chiacchierata mi porti a qualcosa di buono.»

«Che cosa cerchi?»

«Tamara.»

Bastò quel nome a far respirare pesantemente Daniele. «Senti, te lo dico da amico, fattene una ragione lei è and…»

Ma Libero lo bloccò, prese lo zaino e tirò fuori dalla tasca il bracciale. «Daniele lei è tornata. Guarda!»

L’amico guardò prima il bracciale, poi Libero. «Potrebbe anche esserselo dimenticata.»

«E invece ti dico di no.» Libero prese dalla tasca dello zaino anche il fermaglio e lo mostrò a Daniele. 

«Dove l’hai preso?» Libero raccontò ciò che gli era successo il giorno prima. Quello che gli disse dopo Daniele gli fece capire d’essere sulla buona strada. «Non ne sono sicuro, ma ho l’impressione d’aver già visto questo fermaglio in mano ad un uomo proprio ieri.»

Libero prese il telefono e mostrò l’immagine di Riccardo Fermont a Daniele. «Per caso era lui?»

Nell’uomo con il pizzetto dell’immagine l’amico riconobbe Riccardo. Libero fece un’altra domanda. «E cosa ha fatto?»

«E che ha fatto… Ha ordinato una birra e, quando ha pagato, ha tirato fuori quel fermaglio pieno di soldi. Poi, se ne è andato a sedere al tavolino vicino alla vetrina.»

«Nient’altro?»

«Niente. Se ne è rimasto seduto a guardare fuori dalla vetrina. E poi se ne è andato via.»

Libero si voltò a guardare quel tavolino. Doveva considerare la presenza di Riccardo al pub una coincidenza oppure no? Gli venne in mente un’ultima domanda. «Ti ricordi per caso a che ora è andato via?»

«Credo fosse quasi ora di cena.» Vedendo Libero sovrappensiero, Daniele cercò di capire che intenzioni avesse. «Davvero credi che quell’uomo abbia qualcosa a che fare con Tamara?»

Libero si voltò a guardarlo. «Lui non vive qui. E poi ho trovato questo.»

Mostrò la foto di Riccardo e Tamara. O meglio di Riccardo e Sabrina. Secondo lui, tutte quelle coincidenze non potevano essere un caso. Però, per averne la certezza, doveva andare a fondo della questione. Libero e Daniele rimasero per qualche secondo in silenzio. Fu quest’ultimo a rompere il ghiaccio offrendogli birra e hamburger. Libero riconobbe che aveva fame. Stava per prendere il portafoglio, ma l’amico lo fermò dicendo che offriva la casa. Poi, lasciò Libero da solo con i suoi pensieri.

Quale sarà il passo successivo di Libero?

  • Cercherà di scoprire che collegamento c'è tra Tamara e Sabrina Konster. (75%)
    75
  • Scoprirà che una delle cameriere ha visto parlare Riccardo con una ragazza fuori dal locale. (25%)
    25
  • Cercherà di scoprire perché Riccardo Fermont si trovava in città. (0%)
    0
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27 Commenti

  1. Dani,
    Io dico basta con le indagini su Riccardo e opto perché Libero si concentri su Tamara. Questo perché ormai può già leggere tra le righe che Tamara l’abbia condotto lì perché sapeva lei stessa che l’uomo era lì e non mi sembra abbastanza verosimile che la cameriera oltre che a vederli abbia anche origliato la conversazione che hanno avuto.
    In ogni caso bellissimo capitolo anche questo. Un pezzo in più per comporre il puzzle!

  2. Una delle cameriere lo ha visto parlare con una ragazza.
    Ottimo proseguo, mi piace la piega che stai dando al racconti.
    L’unica cosa che non mi è suonata è la frase : Ma i loro nomi non vennero scritti… forse dono io, ma mi pare sbagliato il tempo verbale dato il contesto. Poi ti segnalo un refusino: Libero SI mise poco a collegare quel nome, Poca cosa, tutto fila.

    ALLA PROSSIMA!

  3. Ottimo racconto, la narrazione fila e, purtroppo, in questa prima parte non ho fatto in tempo nella partecipazione delle votazioni. Unica pecca gli error sintattici e grammaticali che un po’ rovinano la fluidità. Anche la presenza di ripetizioni e frasi troncate e riaperte dal ‘Ma’ spezzettano molto il ritmo. Aumentando la qualità grammaticale sicuramente daresti molta più profondità durante la lettura.

  4. Io voto per il pub, vediamo a via porta.
    Ciao Danica,
    mi è piaciuto questo capitolo, carina l’idea di raccontare anche quel che avviene nel fumetto che, immagino, avrà poi attinenza con il proseguo della storia.
    Ti segnalo un errore di battitura nella frase “Riuscìa rimandare lo spirito nei meandri della terra.” ma è propio una bazzecola. 🙂

    Aspetto
    Il terzo, alla prossima!

    • Ciao, scusa se non ho risposto al tuo precedente commento. Rimedierò adesso. Innanzitutto Grazie per tutti e due i commenti. Hai ragione, scrivendo gli episodi con il telefono ho dimenticato di mettere lo spazio tra le due parole. Riguardo il nome ripetuto nel primo episodio, è un errore che mi era capitato già di fare. La prossima volta farò più attenzione. 🙂

  5. Ciao Danica.
    mi è piaciuto il tuo incipit, anche io scrivo gialli (almeno ci provo) e mi piace leggerli perciò, eccomi qua.
    Ho solo un appunto da farti a proposito dell’uso del nome del protagonista: dato che è solo sulla scena avresti potuto ometterlo qua e là, ma la storia è tua e spetta a te la scelta 😉
    Per il resto direi che sei sulla strada giusta per un buon racconto.
    Ho votato per il conoscente/commissario anche se credo di essere in minoranza 🙂
    Non mi resta che aspettare il secondo capitolo, spero presto, dato che è già passato un po’ di tempo dalla pubblicazione di questo.

    Alla prossima!

  6. Si dice che a volte il passato ritorna. Ed è proprio quello che sta succedendo qui, adesso.
    Ciao Danica,
    che piacere rileggerti dopo tanto tempo! E che piacere vedere che, nonostante sia passato diverso tempo, la tua scrittura è sempre capace di toccare le corde giuste, di mettere in luce i particolari essenziali, di regalare emozioni. Ci hai catapultati nella mente di Libero, nella sua gabbia di solitudine, non vedo l’ora di leggere le avventure che ci regalerà.
    Io dico di partire dalle pagine di quel fumetto,
    a prestissimo!

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