Un mistero di nome Tamara

Dove eravamo rimasti?

Da quale indizio partiranno le ricerche di Libero una volta arrivato a Griman? Dalle sorelle Irene e Cristina Konster che incontrerà davanti alla tomba di Sabrina. (67%)

Oltre le apparenze

Appena gli fu possibile, Libero si mise in viaggio diretto a Griman. Per ritrovare Tamara decise di cominciare le sue ricerche da Sabrina. Volle verificare se ci fosse una tomba. In città c’era un solo cimitero. Dietro indicazioni trovò la tomba della famiglia Konster, era una cappella molto suntuosa. Quelle stesse persone affermarono che il corpo di Sabrina era stato tumulato lì. Dato che era aperta entrò. In fondo a quel corridoio tra i loculi c’era una stata che stringeva tra le mani quello che sembrava un rosario. Avvicinandosi realizzò che era uguale al bracciale ritrovato a casa sua. Sulle tombe non c’erano foto, ma solo nomi. Mentre cercava quello di Sabrina, una voce femminile lo richiamò. «È per caso un giornalista?»

All’entrata c’era una donna vestita a fiori. Venne raggiunta da un’altra vestita di rosso, molto elegante, che spingeva un passeggino. Libero le riconobbe subito, erano le sorelle di Sabrina. Cercò subito una scusa plausibile per giustificare la sua presenza lì. «No. Ero passato giusto per vedere… Sabrina.”

La donna vestita a fiori si avvicinò, mentre l’altra rimase fuori accanto al passeggino. «Era un suo amico? Perché giurerei di non averla mia vista prima.»

«Beh… in effetti non sono di Griman. Qualche anno fa ho incontrato Sabrina… e abbiamo stretto amicizia allora. Purtroppo quando ho saputo della sua morte non sono potuto venire prima.»

La donna porse la mano a Libero. «Piacere, io sono Irene Konster e lei è mia sorella Cristina.»

«Io sono Libero. Piacere.» Mentre le stringeva la mano ne approfittò per chiedere dove fosse Sabrina. «Mi perdoni, ma non vedo il nome di sua sorella. Come mai?»

«Perché è sepolta nella cripta sottostante. Se vuole posso portarla lì,» Libero le lasciò la mano e annuì.

Seguì Irene che aprì una porta nascosta dietro la statua. Accese la luce e scesero le scale. La donna indicò una tomba in fondo alla stanza. Libero si avvicinò e vi lesse sopra il nome di Sabrina. Mentre con le dita accarezzava quel nome, faticava a credere che lì dentro ci fosse la sua Tamara. Chiese a Irene cosa fosse successo. «Ricordo di aver letto un articolo dove si diceva che il corpo non era stato ritrovato.»

«È vero. C’è voluto molto tempo per ritrovarla.»

Libero la guardò. «Quanto?»

«Un tempo che è sembrata un’eternità.»

«Nell’articolo si diceva che era caduta dalla barca.»

Lei si avvicinò a lui. «Sì, questa è la versione che è stata data ai giornalisti.»

Lui faticò a nascondere la sua sorpresa. «Come scusi?»

«La mia famiglia ha sempre sospettato che non si trattava di un incidente. Ma hanno voluto far credere il contrario.»

Libero cercò di saperne di più. «Perché mentire?»

«Perché Riccardo…» Lei si fermò un attimo a guardarlo. «Penso lo conosca.»

«Di vista.»

«Beh, la mia famiglia era arrabbiata con lui. È stato vittima delle circostanze.»

Libero era confuso. «Fatico a seguirla… se la notizia sul giornale è falsa e dice che Libero non c’entra niente… allora qual è la verità?»

«I rapporti tra Sabrina e Riccardo erano ottimi. Era impossibile che i due avessero litigato e lui l’avesse spinta fuori dalla barca. Ma è servito alla mia famiglia per cercare la verità di nascosto. E dopo anni hanno trovato una risposta. Si era ribellata nell’unico modo che conosceva. La mia famiglia pensava che lui fosse perfetto per lei, ma lei non era mai stata d’accordo.»

«E che verità avete trovato?» Libero si pentì subito di aver fatto questa domanda senza riflettere.

«Sabrina era una donna ribelle e non amava sottostare alle regole di famiglia…» Irene avrebbe continuato a parlare, ma la voce di Cristina da fuori la interruppe.

Si voltò verso l’uscita, prima di tornare a guardare Libero. «Sappi questo, il corpo non è stato ritrovato nel lago.»

Si avviò verso l’uscita e con un gesto della mano invitò Libero a precederlo fuori dalla cripta. Cristina domandò sorridente come mai ci avessero messo così tanto tempo. «Di che cosa avete parlato?»

Fu Irene a rispondere. «Ho raccontato di Sabrina e sai… un ricordo dopo l’altro ho perso la cognizione del tempo. Anche Libero era dell’idea che Sabrina era una cuoca bravissima.»

Lui non ricordava di aver detto una cosa del genere, ma lo sguardo di Irene lo spinse a reggerle il gioco. Il neonato cominciò a piangere e Libero si sporse a guardarlo. Quando aprì gli occhi notò che erano azzurri. Cristina arretrò tirando a sé il passeggino per sottrarlo alla sua vista. Sollecitò Irene a non perdere altro tempo. «Dobbiamo andare. La visita di Libero ci ha portato via troppo tempo. Ritorneremo un’altra volta.»

Detto questo spingendo il passeggino se ne andò via. Irene non poté fare altro che seguirla. Ma Libero la trattenne per un braccio. «Può dirmi che sta succedendo?»

«Non ora.» Irene si staccò da lui e raggiunse la sorella.

A Libero non rimase altro da fare che rimanere in attesa di rivedere Irene.

Libero rivedrà Irene. Che cosa accadrà?

  • Irene era a conoscenza della nuova vita di Sabrina con lui. Ma qualcosa è andato storto. (50%)
    50
  • Irene spiegherà contro quale imposizione della famiglia si sia ribellata Sabrina. (25%)
    25
  • Verranno scoperti da Cristina che litigando rivelerà un segreto di Sabrina. (25%)
    25
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

41 Commenti

  • Ciao, ho letto tutto di seguito quello che hai pubblicato.
    Non faccio commenti replica visto che sono arrivato in ritardo. Una sola considerazione che vale per tutti i capitoli. Storia classica di un giallo con scomparsa e ricerca di indizi nel passato: cattura l’attenzione e si arricchisce del contributo, non da poco, del fiabesco con la storia del fumetto. Benissimo dunque.
    Le mie osservazioni sono invece dirette all’uso non sempre perfetto dei verbi usati al passato remoto, e all’impressione che ho avuto, a momenti, di leggere un resoconto di stampo quasi giornalistico di fatti e situazioni spogliate di emozioni che invece almeno per Libero dovrebbero avere un peso. Per non dare l’impressione di voler correre al finale ci dovresti donare qualche riga di riflessione dove magari succede poco ma i personaggi acquistano umanità. Ti seguo, brava 🙋

  • Irene sapeva della nuova vita con lui.
    Dani, episodio molto pieno, ma comunque piacevole. I dialoghi a volte sembrano un po’ forzati, ma sono sicura che sia perché lo spazio è poco e le cose da dire molte. In ogni caso, il mistero si infittisce. Ci hai buttato dentro pure un bambino dagli occhi azzurri! Vedremo, vedremo! A presto

  • Verranno scoperti da Cristina che rivelerà un segreto…
    Ciao, Danica.
    I segreti sbocciano come fiori in questo racconto: una morte sospetta (di cui non di e neanche certi), il bambino, il sotterfugio della famiglia… si da sempre più intricato. Vediamo cosa succede nel proseguo. Intanto, complimenti per la suspense. Cristina ha chiamato Libero per nome, lo haa as appena conosciuto… qualcosa mi dice che sapesse di lui e della sua vita con la sorella.

    Alla prossima!

  • Irene era a conoscenza della nuova vita di Sabrina con lui. Ma qualcosa è andato storto. D’altronde lo ha trattato con troppo disinvoltura. All’opposto Cristina mi è sembrata troppo fredda, quasi spaventata. Quindi aggiungo che, alla fine, anche lei faccia la sua comparsa 😉

    Ciao 🙂

  • Io dico di partire dalle sorelle!
    Dani bellissimo anche questo capitolo di scoperta di Libero. Sono proprio curiosa di sapere perché ha inscenato la sua morte, deve essere una cosa grossa e, di certo, la famiglia deve averla sostenuta in questa scelta.
    Capitolo molto bello, ci sono un po’ tanti “del quale”, “alla quale” , “con il quale” ecc. Variando con l’alternativa “cui” il capitolo sarebbe stato più fluido in lettura ma niente di importante.
    A presto!

  • Dani,
    Io dico basta con le indagini su Riccardo e opto perché Libero si concentri su Tamara. Questo perché ormai può già leggere tra le righe che Tamara l’abbia condotto lì perché sapeva lei stessa che l’uomo era lì e non mi sembra abbastanza verosimile che la cameriera oltre che a vederli abbia anche origliato la conversazione che hanno avuto.
    In ogni caso bellissimo capitolo anche questo. Un pezzo in più per comporre il puzzle!

  • Una delle cameriere lo ha visto parlare con una ragazza.
    Ottimo proseguo, mi piace la piega che stai dando al racconti.
    L’unica cosa che non mi è suonata è la frase : Ma i loro nomi non vennero scritti… forse dono io, ma mi pare sbagliato il tempo verbale dato il contesto. Poi ti segnalo un refusino: Libero SI mise poco a collegare quel nome, Poca cosa, tutto fila.

    ALLA PROSSIMA!

  • Ottimo racconto, la narrazione fila e, purtroppo, in questa prima parte non ho fatto in tempo nella partecipazione delle votazioni. Unica pecca gli error sintattici e grammaticali che un po’ rovinano la fluidità. Anche la presenza di ripetizioni e frasi troncate e riaperte dal ‘Ma’ spezzettano molto il ritmo. Aumentando la qualità grammaticale sicuramente daresti molta più profondità durante la lettura.

  • Io voto per il pub, vediamo a via porta.
    Ciao Danica,
    mi è piaciuto questo capitolo, carina l’idea di raccontare anche quel che avviene nel fumetto che, immagino, avrà poi attinenza con il proseguo della storia.
    Ti segnalo un errore di battitura nella frase “Riuscìa rimandare lo spirito nei meandri della terra.” ma è propio una bazzecola. 🙂

    Aspetto
    Il terzo, alla prossima!

    • Ciao, scusa se non ho risposto al tuo precedente commento. Rimedierò adesso. Innanzitutto Grazie per tutti e due i commenti. Hai ragione, scrivendo gli episodi con il telefono ho dimenticato di mettere lo spazio tra le due parole. Riguardo il nome ripetuto nel primo episodio, è un errore che mi era capitato già di fare. La prossima volta farò più attenzione. 🙂

  • Ciao Danica.
    mi è piaciuto il tuo incipit, anche io scrivo gialli (almeno ci provo) e mi piace leggerli perciò, eccomi qua.
    Ho solo un appunto da farti a proposito dell’uso del nome del protagonista: dato che è solo sulla scena avresti potuto ometterlo qua e là, ma la storia è tua e spetta a te la scelta 😉
    Per il resto direi che sei sulla strada giusta per un buon racconto.
    Ho votato per il conoscente/commissario anche se credo di essere in minoranza 🙂
    Non mi resta che aspettare il secondo capitolo, spero presto, dato che è già passato un po’ di tempo dalla pubblicazione di questo.

    Alla prossima!

  • Si dice che a volte il passato ritorna. Ed è proprio quello che sta succedendo qui, adesso.
    Ciao Danica,
    che piacere rileggerti dopo tanto tempo! E che piacere vedere che, nonostante sia passato diverso tempo, la tua scrittura è sempre capace di toccare le corde giuste, di mettere in luce i particolari essenziali, di regalare emozioni. Ci hai catapultati nella mente di Libero, nella sua gabbia di solitudine, non vedo l’ora di leggere le avventure che ci regalerà.
    Io dico di partire dalle pagine di quel fumetto,
    a prestissimo!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi