Un mistero di nome Tamara

Dove eravamo rimasti?

Libero rivedrà Irene. Che cosa accadrà? Irene era a conoscenza della nuova vita di Sabrina con lui. Ma qualcosa è andato storto. (50%)

Senza via d’uscita

Dopo essere stato al cimitero, Libero andò a cercare un posto dove pranzare. Trovò una trattoria e, lì seduto a mangiare, cominciò a ripensare all’incontro avuto con le sorelle Konster. A come venne trattato. Perché Irene aveva mentito a Cristina? E perché quest’ultima aveva mostrato un certo fastidio nei suoi confronti? Fastidio che immaginò provasse anche la famiglia Konster. Talmente forte magari da spingere Riccardo, malgrado i buoni rapporti con Sabrina, a tradirla. Secondo ciò che disse Irene, lo stavano già ricattando. E questo riportò Libero alla domanda ancora senza risposta. C’era veramente Sabrina in quella tomba? Pagò il conto e se ne andò. Salendo in macchina, pensò a come poter avvicinare Irene. Ma non dovette aspettare molto. Perché, proprio in quel momento, salì anche lei in macchina. «Parti. I convenevoli riserviamoli per dopo.»

Libero non se lo fece ripetere due volte e si avviò. Seguendo le sue indicazioni, si ritrovò a viaggiare attraverso una strada immersa nella foresta. «Dove stiamo andando?»

Prima di rispondere, Irene si voltò a guardare indietro. «Se ci riusciamo da Sabrina… o dovrei dire Tamara?»

Libero si sorprese nel sentire quest’ultimo nome. «Perché mi hai fatto credere che fosse morta?»

«Non credevo d’incontrarti proprio al cimitero con Cristina. L’hai vista. A differenza di me, lei ti teme. Sicuramente avrà già avvertito la famiglia. Il che significa che non abbiamo molto tempo.»

«Perché mi teme?»

«Perché su di noi grava una maledizione. Che tu e Sabrina avete riportato a galla.»

«E che cosa avremmo mai fatto?»

«Beh per cominciare avete avuto un figlio…»

Libero si girò di scatto. La macchina sbandò e Irene afferrò il volante richiamandolo. Quando frenò rimasero per qualche istante in silenzio.

Accompagnata dal rumore del motore acceso in sottofondo, Irene riprese da dove era stata interrotta. «Quel bambino è l’inizio della fine. Che tu ci creda o no, Sabrina è la reincarnazione di una nostra antenata. Leggenda vuole che quando divenne regina e diede alla luce il suo primo figlio, il re scoprì che l’aveva tradito. Avendo il favore degli dei la maledisse, insieme alla sua discendenza. Da quel momento la sua vita divenne un inferno. Solo un uomo ebbe il coraggio di mettere fine alle sue sofferenze. Mentre il figlio continuò a vivere accompagnato dalla maledizione. E lo stesso accadde per le generazioni che vennero dopo di lui. Da allora la persona che nasce maledetta viene… “neutralizzata”.»

Libero si allarmò. «Neutralizzata?! Vuoi dire che…»

Irene tentennò a rispondere e lui le strinse un braccio per sollecitare una risposta. «Che non potrà vivere! Chi è maledetto porta solo disgrazie alla famiglia. Per questo l’unico modo per contenere la maledizione è ucciderlo.»

La voce di Irene si incrinò mentre le lacrime cominciarono a rigarle il volto. «Quando mia sorella è rimasta incinta, mi ha chiamato. Ho cercato di aiutarla, ma ci hanno scoperte. Per tutto questo tempo Sabrina non ha fatto altro che pensare a come poterti contattare e salvare vostro figlio. Non lo so se mio nipote potrà mai avere una vita felice. Ma lei vuole che viva. Ecco perché sei qui. Per dirle addio e dare una speranza a tuo figlio.»

Libero lasciò il braccio di Irene e rimase in silenzio. Si aggrappò al volante e vi poggiò sopra la testa. La situazione stava diventando sempre più assurda. Cercò un modo per reagire, ma faticava a muoversi. O anche solo a pensare. Gli ci volle un po’ per sentir crescere dentro di sé quell’impulso a reagire. Poi, scese dalla macchina e colpì con i pungi il tettuccio della macchina urlando.

Dopo essersi sfogato, strinse la braccia intorno al corpo e si adagiò con la schiena alla macchina. Guardandosi intorno sconsolato, si sentì in balìa di quello che stava succedendo. Cercò di capire che cosa potesse fare. Fino a quel momento c’erano volute Tamara prima, o forse avrebbe dovuto dire Sabrina, e Irene adesso a condurlo lì. Cominciò a provare rabbia per la sua impotenza. Trovava ingiusta tutta quella situazione. Non avevano diritto di decidere per lui. Ma che altro poteva fare? Si chinò per vedere che cosa stava facendo Irene. Aveva la faccia coperta dalle mani. Dal modo in cui la sua schiena sussultava, era chiaro che stava ancora piangendo. Libero ritornò a sedersi in macchina. Avrebbe voluto dire qualcosa per provare a consolarla. Ma tutto quello che riuscì a fare fu scusarsi per come l’aveva afferrata bruscamente prima. Lei lo guardò e si asciugò le lacrime con la manica della giacca. Lo rassicurò che era tutto a posto. Lui riprese a guidare, con in mente la speranza che ci fosse una soluzione. Diversa da quella che Irene gli aveva messo di fronte. Non poteva essere l’unica strada possibile. Ma per sapere che cosa fare, voleva prima vedere con i suoi occhi come stavano le cose.

Libero arriverà a destinazione e...?

  • Scoprirà che era tutta una trappola per lui. (100%)
    100
  • Sono arrivati tardi, Sabrina è stata portata via. Libero e Irene cercheranno di scoprire dove. (0%)
    0
  • Cambio di programma. Irene riceve una telefonare che l'avverte che il figlio di Libero è in pericolo. (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

72 Commenti

  • Scoprirà che la risposta è sempre stata sotto il suo naso.
    Ottimo episodio, come sempre, Danica, non ho nulla da dire. Sono curiosa di capire perché Irene abbia così tanto potere da uccidere persone o disporre delle loro vite senza che nessuno riesca a ostacolarla. Vedremo.
    A presto!

  • Ciao, Danica.
    Qualcosa comincia a disvelarsi, basteranno due capitoli per far emergere la verità completa? Io credo di sì.
    L’unica pecca di questo racconto è il tempo tra un episodio d l’altro, io fatico a ricordare gli avvenimenti precedenti, ma sulla scrittura, a parte forse una virgola (dato che sono la mia croce tento di studiarle 😉) mancante bella frase: “ se te ne vai da Griman Irene non potrà seguirti.” il avrei messo una virgola dopo Griman, perché così sembra che Griman sia il cognome di Irene, almeno per come la vedo io, 🙂
    Scoprirà che la risposta è sempre stata sotto il suo naso.
    Alla prossima!

    • Spero anch’io di riuscire a chiudere la storia nei prossimi due episodi. E chiedo scusa per aver fatto passare troppo tempo. Un po’ è a causa della difficoltà nel riuscire a portare avanti questa storia, un po’ è la difficoltà nel saper gestire il tempo per scrivere. Grazie per la correzione.

  • Ovviamente scoprirà che la risposta era sempre stata sotto al suo naso e che ce l’aveva messa Sabrina perché adoro queste cose ^_^

    Ci avviciniamo alla fine ed il mistero è ancora fitto: che fine ha fatto Tamara? Come fa Irene ad avere tutto quel potere? Perché tutti le danno retta e contemporaneamente tramano contro di lei? Che c’entra il bracciale? 😉

    Ciao 🙂

  • Ciao, Danica.
    Sarà per la mancanza di sonno che, negli ultimi tempi, mi affligge, ma ho difficoltà a ricollegare i nomi e gli avvenimenti. Come per il mio racconto, che ha una cronologia sfalsata, credo che sarebbe utile rileggere tutto da principio, magari prima del finale…
    Voto per la chiamata da parte di Sabrina, che poi sarebbe Tamara, giusto?
    Ti segnalo un refusino nella frase: “E tu saresti dovuto essere IL mezzo con LA quale eliminarmi”
    Al di là della necessità di rileggere per rimettere insieme i pezzi come si deve, il capitolo è ben scritto e i tempi sono ben congegnati. Aspetto l’ottavo.

    Alla prossima!

    • Sì Tamara e Sabrina sono la stessa persona.
      Allora ti faccio un “Riassunto delle puntate precedenti” 😉 : Libero rientrando a casa sua la trova a soqquadro, rimettendo a posto spunta il bracciale di Tamara. La compagna che l’aveva lasciato un anno prima senza dire nulla. Il bracciale era tra le pagine di un fumetto che farà pensare a Libero che c’è qualcosa che non quadra nella situazione. E la conferma l’avrà ritrovando un altro oggetto che appartiene ad una terza persona. Cercando più a fondo Libero scoprirà che segreto legato al passato della sua compagna. Così decide di partire per saperne di più, ma si ritroverà ad affrontare non pochi problemi.

  • Ciao Danica adesso ti dirò una cosa strana, forse un mio problema (se così ti sembra non tenerne conto). Assodato che in queste storie a puntate tra le tante storie che leggiamo è difficile ricordare trame e nomi dei personaggi in particolare nei gialli io non avrei usato nomi di donna non molto dissimili : Irene, Cristina, Sabrina… tutte quelle erre e quelle “i” mi confondono. Avrei preferito Anna, Paola e Cristina. 😉 Attenta che nella prima parte c’è forse qualche virgola di troppo. Per il resto la trama è interessante e continuerò a seguirla. ciao

  • Ciao, Danica e bentornata.
    Mi trovo d’accordo con Red e Fenderman: è passato un po’ di tempo e anche a me sfuggono alcuni particolari; tuttavia, ricordo la storia a grandi linee, dunque, hai fatto un buon lavoro in precedenza. Come Fenderman, trovo che, soprattutto in questo capitolo, tu abbia raccontato gli eventi più che mostrarli, quasi per la necessità di continuare la storia che per il piacere di continuarla, forse sbaglio, ma questa è l’impressione che ho avuto leggendoti oggi.
    Ho votato per la trappola, perché la svolta “fantastica” mi fa pensare che ci siano dietro delle macchinazioni contro il povero Libero. Ben resa la descrizione della perdita di controllo dell’auto e i dialoghi. Aspetto il nuovo episodio e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Ciao, ho letto tutto di seguito quello che hai pubblicato.
    Non faccio commenti replica visto che sono arrivato in ritardo. Una sola considerazione che vale per tutti i capitoli. Storia classica di un giallo con scomparsa e ricerca di indizi nel passato: cattura l’attenzione e si arricchisce del contributo, non da poco, del fiabesco con la storia del fumetto. Benissimo dunque.
    Le mie osservazioni sono invece dirette all’uso non sempre perfetto dei verbi usati al passato remoto, e all’impressione che ho avuto, a momenti, di leggere un resoconto di stampo quasi giornalistico di fatti e situazioni spogliate di emozioni che invece almeno per Libero dovrebbero avere un peso. Per non dare l’impressione di voler correre al finale ci dovresti donare qualche riga di riflessione dove magari succede poco ma i personaggi acquistano umanità. Ti seguo, brava 🙋

  • Irene sapeva della nuova vita con lui.
    Dani, episodio molto pieno, ma comunque piacevole. I dialoghi a volte sembrano un po’ forzati, ma sono sicura che sia perché lo spazio è poco e le cose da dire molte. In ogni caso, il mistero si infittisce. Ci hai buttato dentro pure un bambino dagli occhi azzurri! Vedremo, vedremo! A presto

  • Verranno scoperti da Cristina che rivelerà un segreto…
    Ciao, Danica.
    I segreti sbocciano come fiori in questo racconto: una morte sospetta (di cui non di e neanche certi), il bambino, il sotterfugio della famiglia… si da sempre più intricato. Vediamo cosa succede nel proseguo. Intanto, complimenti per la suspense. Cristina ha chiamato Libero per nome, lo haa as appena conosciuto… qualcosa mi dice che sapesse di lui e della sua vita con la sorella.

    Alla prossima!

  • Irene era a conoscenza della nuova vita di Sabrina con lui. Ma qualcosa è andato storto. D’altronde lo ha trattato con troppo disinvoltura. All’opposto Cristina mi è sembrata troppo fredda, quasi spaventata. Quindi aggiungo che, alla fine, anche lei faccia la sua comparsa 😉

    Ciao 🙂

  • Io dico di partire dalle sorelle!
    Dani bellissimo anche questo capitolo di scoperta di Libero. Sono proprio curiosa di sapere perché ha inscenato la sua morte, deve essere una cosa grossa e, di certo, la famiglia deve averla sostenuta in questa scelta.
    Capitolo molto bello, ci sono un po’ tanti “del quale”, “alla quale” , “con il quale” ecc. Variando con l’alternativa “cui” il capitolo sarebbe stato più fluido in lettura ma niente di importante.
    A presto!

  • Dani,
    Io dico basta con le indagini su Riccardo e opto perché Libero si concentri su Tamara. Questo perché ormai può già leggere tra le righe che Tamara l’abbia condotto lì perché sapeva lei stessa che l’uomo era lì e non mi sembra abbastanza verosimile che la cameriera oltre che a vederli abbia anche origliato la conversazione che hanno avuto.
    In ogni caso bellissimo capitolo anche questo. Un pezzo in più per comporre il puzzle!

  • Una delle cameriere lo ha visto parlare con una ragazza.
    Ottimo proseguo, mi piace la piega che stai dando al racconti.
    L’unica cosa che non mi è suonata è la frase : Ma i loro nomi non vennero scritti… forse dono io, ma mi pare sbagliato il tempo verbale dato il contesto. Poi ti segnalo un refusino: Libero SI mise poco a collegare quel nome, Poca cosa, tutto fila.

    ALLA PROSSIMA!

  • Ottimo racconto, la narrazione fila e, purtroppo, in questa prima parte non ho fatto in tempo nella partecipazione delle votazioni. Unica pecca gli error sintattici e grammaticali che un po’ rovinano la fluidità. Anche la presenza di ripetizioni e frasi troncate e riaperte dal ‘Ma’ spezzettano molto il ritmo. Aumentando la qualità grammaticale sicuramente daresti molta più profondità durante la lettura.

  • Io voto per il pub, vediamo a via porta.
    Ciao Danica,
    mi è piaciuto questo capitolo, carina l’idea di raccontare anche quel che avviene nel fumetto che, immagino, avrà poi attinenza con il proseguo della storia.
    Ti segnalo un errore di battitura nella frase “Riuscìa rimandare lo spirito nei meandri della terra.” ma è propio una bazzecola. 🙂

    Aspetto
    Il terzo, alla prossima!

    • Ciao, scusa se non ho risposto al tuo precedente commento. Rimedierò adesso. Innanzitutto Grazie per tutti e due i commenti. Hai ragione, scrivendo gli episodi con il telefono ho dimenticato di mettere lo spazio tra le due parole. Riguardo il nome ripetuto nel primo episodio, è un errore che mi era capitato già di fare. La prossima volta farò più attenzione. 🙂

  • Ciao Danica.
    mi è piaciuto il tuo incipit, anche io scrivo gialli (almeno ci provo) e mi piace leggerli perciò, eccomi qua.
    Ho solo un appunto da farti a proposito dell’uso del nome del protagonista: dato che è solo sulla scena avresti potuto ometterlo qua e là, ma la storia è tua e spetta a te la scelta 😉
    Per il resto direi che sei sulla strada giusta per un buon racconto.
    Ho votato per il conoscente/commissario anche se credo di essere in minoranza 🙂
    Non mi resta che aspettare il secondo capitolo, spero presto, dato che è già passato un po’ di tempo dalla pubblicazione di questo.

    Alla prossima!

  • Si dice che a volte il passato ritorna. Ed è proprio quello che sta succedendo qui, adesso.
    Ciao Danica,
    che piacere rileggerti dopo tanto tempo! E che piacere vedere che, nonostante sia passato diverso tempo, la tua scrittura è sempre capace di toccare le corde giuste, di mettere in luce i particolari essenziali, di regalare emozioni. Ci hai catapultati nella mente di Libero, nella sua gabbia di solitudine, non vedo l’ora di leggere le avventure che ci regalerà.
    Io dico di partire dalle pagine di quel fumetto,
    a prestissimo!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi