Un mistero di nome Tamara

Dove eravamo rimasti?

Libero arriverà a destinazione e...? Scoprirà che era tutta una trappola per lui. (100%)

Amici e nemici

Arrivati a destinazione, Libero si sorprese nel trovare una casa moderna che aveva ampie finestre. Una modernità che stonava con il paesaggio incontaminato. Si voltò verso Irene, ma fu colto di sorpresa. Lei era scesa dalla macchina senza nemmeno aspettarlo. La seguì, ma entrato in casa lei era già sparita chissà dove. Stava per chiamarla, ma venne anticipato. «Vieni di sopra.»

Libero salì le scale alla sua sinistra. Ma al primo piano non c’era nessuno. Dovette salire ancora un altro piano. Non ebbe nemmeno il tempo di guardarsi intorno quando sentì un forte colpo al capo. Poi, qualcuno cominciò a tirarlo per le braccia. Riaprì gli occhi cercando di vedere chi fosse. Perché dubitò che potesse trattarsi di Irene. Aveva veramente tutta quella forza? Ma non riuscì a vederla, aveva la vista annebbiata. Poi, perse i sensi.

Quando si riprese, Libero si ritrovò legato ben stretto alla sedia. Il capo era ancora un po’ indolenzito. Si guardò intorno, ma la stanza era vuota. Alla sua sinistra comparve una persona. Per una frazione di secondo pensò si trattasse di Sabrina. Ma subito dopo riconobbe Irene. «Non dovevi colpirlo così forte. Adesso chissà se è lucido.»

Fu ovvio che non ce l’aveva con Libero. C’era qualcun altro alle sue spalle, ma non riuscì a voltarsi per vederlo. «Dov’è Sabrina? E di che domande parli?»

«Lei non è qui. Ho solo usato il suo nome per farmi seguire da te.» 

«Perché?!»

«Beh perché non potevo lasciarti libero!» Irene scoppiò a ridere. «Certo che avrebbero potuto darti un altro nome. Ma anche con quello saresti stato comunque un problema creato da Sabrina. E non potevo permettere che tu agissi per conto suo.»

Irene si mise di fronte a lui e si chinò per guardarlo negli occhi. «E adesso passiamo alla parte più importante. Che cosa ti ha chiesto di fare Sabrina?»

«Niente.»

«Stai mentendo.» Irene guardò oltre il capo di Libero e quest’ultimo venne colpito alla nuca.

«È la verità!»

«Lei ti ha dato il bracciale. Quindi tu sai!»

«Il bracciale l’ho ritrovato casualmente a casa mia.»

Irene si drizzò in piedi con sguardo sorpreso. Poi, la sua voce tradì una certa cattiveria. «Questo vuol dire che sei innocuo. Peccato che avendo il bracciale tu sia protetto. Così non posso eliminarti.»

Libero non seppe se dirsi sollevato o meno da questa notizia. C’era qualcosa che non gli tornava. Perché Irene lo voleva morto? Se era per la storia di Sabrina… se era lei la regina cattiva… «Pensi che mi abbia chiesto di uccidere la tua famiglia?»

«No, penso che ti abbia chiesto di uccidere me. Io sono la regina. E tu saresti dovuto essere il mezzo con la quale eliminarmi. Sai, mia sorella non aveva mai accettato di sottostare al mio volere. Quando ho scoperto della tua esistenza, non ha voluto dirmi il tuo nome. Così ho creato il profilo con tutte quelle foto per trovarti. Ce n’è voluto di tempo… e solo per scoprire che non servi a niente. Ha finto la sua morte per nulla.»

Libero si rese conto che Irene l’aveva ingannato sin dal primo incontro al cimitero. Forse la famiglia Konster più che la carnefice era la vittima in tutta questa storia. E Sabrina aveva avuto il coraggio di ribellarsi. Faticò anche a credere che, con tante persone alla quale chiedere aiuto, avesse scelto proprio Irene. Ripensò a Cristina, forse aveva interpretato male il suo atteggiamento nei suoi confronti. In più era lei ad avere suo figlio. «Mi ha mentito anche sulla gravidanza?»

«Oh no, quella è vera. Hai realmente un figlio. Ma lui non sarà un problema. A meno che, crescendo, non si ribelli a me. In quel caso…» Non fu difficile capire che cosa intendesse Irene. «Bene, direi che è ora di andare. Non c’è bisogno che io ti veda morire di stenti.»

Libero riprovò a voltarsi per vederla andare via, ma rischiò di cadere con tutta la sedia. Il rumore dei passi andò diminuendo sempre di più fino a scomparire. Rimasto solo, si sentì un’idiota pensando al modo in cui sarebbe morto. Il bracciale di Sabrina non era poi servito a molto… chissà da quanto tempo era tra le pagine del fumetto? Se Sabrina gli avesse raccontato la storia della sua vita, forse non si sarebbe trovato legato ad una sedia. O forse avrebbe faticato a crederle. Si sentì in colpa nell’aver pensato a lei come ad una pazza. Se avesse potuto parlarle per un’ultima volta, le avrebbe chiesto scusa per aver fallito in modo così stupido.

Con la coda dell’occhio notò una sagoma accanto a lui. Si voltò di scatto e ritrovò un uomo accanto a sé. Non ebbe difficoltà a riconoscerlo. Era Riccardo. Libero fu sorpreso non solo dalla sua presenza, ma anche dal fatto che lo stesse slegando dalla sedia. «Come… non ti ho sentito arrivare.»

Dopo aver finito, Riccardo tirò fuori dalla sua tasca lo smartphone e lo porse a Libero. «Non c’é molto tempo. Adesso la cosa più importante è che tu risponda alla chiamata che sta per arrivare. Il resto te lo spiegherò in un altro momento.»

Libero prese lo smartphone. Forse, come il fabbro del fumetto, anche lui avrebbe compiuto un gesto eroico… con un piccolo aiuto.

Chi sarà a parlare con Libero?

  • Sabrina. Ma la telefonata sarà molto breve. (63%)
    63
  • Cristina. Che agisce per conto di Sabrina. (25%)
    25
  • Nessuno. Perché qualcosa è andato storto. (13%)
    13
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72 Commenti

  • Scoprirà che la risposta è sempre stata sotto il suo naso.
    Ottimo episodio, come sempre, Danica, non ho nulla da dire. Sono curiosa di capire perché Irene abbia così tanto potere da uccidere persone o disporre delle loro vite senza che nessuno riesca a ostacolarla. Vedremo.
    A presto!

  • Ciao, Danica.
    Qualcosa comincia a disvelarsi, basteranno due capitoli per far emergere la verità completa? Io credo di sì.
    L’unica pecca di questo racconto è il tempo tra un episodio d l’altro, io fatico a ricordare gli avvenimenti precedenti, ma sulla scrittura, a parte forse una virgola (dato che sono la mia croce tento di studiarle 😉) mancante bella frase: “ se te ne vai da Griman Irene non potrà seguirti.” il avrei messo una virgola dopo Griman, perché così sembra che Griman sia il cognome di Irene, almeno per come la vedo io, 🙂
    Scoprirà che la risposta è sempre stata sotto il suo naso.
    Alla prossima!

    • Spero anch’io di riuscire a chiudere la storia nei prossimi due episodi. E chiedo scusa per aver fatto passare troppo tempo. Un po’ è a causa della difficoltà nel riuscire a portare avanti questa storia, un po’ è la difficoltà nel saper gestire il tempo per scrivere. Grazie per la correzione.

  • Ovviamente scoprirà che la risposta era sempre stata sotto al suo naso e che ce l’aveva messa Sabrina perché adoro queste cose ^_^

    Ci avviciniamo alla fine ed il mistero è ancora fitto: che fine ha fatto Tamara? Come fa Irene ad avere tutto quel potere? Perché tutti le danno retta e contemporaneamente tramano contro di lei? Che c’entra il bracciale? 😉

    Ciao 🙂

  • Ciao, Danica.
    Sarà per la mancanza di sonno che, negli ultimi tempi, mi affligge, ma ho difficoltà a ricollegare i nomi e gli avvenimenti. Come per il mio racconto, che ha una cronologia sfalsata, credo che sarebbe utile rileggere tutto da principio, magari prima del finale…
    Voto per la chiamata da parte di Sabrina, che poi sarebbe Tamara, giusto?
    Ti segnalo un refusino nella frase: “E tu saresti dovuto essere IL mezzo con LA quale eliminarmi”
    Al di là della necessità di rileggere per rimettere insieme i pezzi come si deve, il capitolo è ben scritto e i tempi sono ben congegnati. Aspetto l’ottavo.

    Alla prossima!

    • Sì Tamara e Sabrina sono la stessa persona.
      Allora ti faccio un “Riassunto delle puntate precedenti” 😉 : Libero rientrando a casa sua la trova a soqquadro, rimettendo a posto spunta il bracciale di Tamara. La compagna che l’aveva lasciato un anno prima senza dire nulla. Il bracciale era tra le pagine di un fumetto che farà pensare a Libero che c’è qualcosa che non quadra nella situazione. E la conferma l’avrà ritrovando un altro oggetto che appartiene ad una terza persona. Cercando più a fondo Libero scoprirà che segreto legato al passato della sua compagna. Così decide di partire per saperne di più, ma si ritroverà ad affrontare non pochi problemi.

  • Ciao Danica adesso ti dirò una cosa strana, forse un mio problema (se così ti sembra non tenerne conto). Assodato che in queste storie a puntate tra le tante storie che leggiamo è difficile ricordare trame e nomi dei personaggi in particolare nei gialli io non avrei usato nomi di donna non molto dissimili : Irene, Cristina, Sabrina… tutte quelle erre e quelle “i” mi confondono. Avrei preferito Anna, Paola e Cristina. 😉 Attenta che nella prima parte c’è forse qualche virgola di troppo. Per il resto la trama è interessante e continuerò a seguirla. ciao

  • Ciao, Danica e bentornata.
    Mi trovo d’accordo con Red e Fenderman: è passato un po’ di tempo e anche a me sfuggono alcuni particolari; tuttavia, ricordo la storia a grandi linee, dunque, hai fatto un buon lavoro in precedenza. Come Fenderman, trovo che, soprattutto in questo capitolo, tu abbia raccontato gli eventi più che mostrarli, quasi per la necessità di continuare la storia che per il piacere di continuarla, forse sbaglio, ma questa è l’impressione che ho avuto leggendoti oggi.
    Ho votato per la trappola, perché la svolta “fantastica” mi fa pensare che ci siano dietro delle macchinazioni contro il povero Libero. Ben resa la descrizione della perdita di controllo dell’auto e i dialoghi. Aspetto il nuovo episodio e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Ciao, ho letto tutto di seguito quello che hai pubblicato.
    Non faccio commenti replica visto che sono arrivato in ritardo. Una sola considerazione che vale per tutti i capitoli. Storia classica di un giallo con scomparsa e ricerca di indizi nel passato: cattura l’attenzione e si arricchisce del contributo, non da poco, del fiabesco con la storia del fumetto. Benissimo dunque.
    Le mie osservazioni sono invece dirette all’uso non sempre perfetto dei verbi usati al passato remoto, e all’impressione che ho avuto, a momenti, di leggere un resoconto di stampo quasi giornalistico di fatti e situazioni spogliate di emozioni che invece almeno per Libero dovrebbero avere un peso. Per non dare l’impressione di voler correre al finale ci dovresti donare qualche riga di riflessione dove magari succede poco ma i personaggi acquistano umanità. Ti seguo, brava 🙋

  • Irene sapeva della nuova vita con lui.
    Dani, episodio molto pieno, ma comunque piacevole. I dialoghi a volte sembrano un po’ forzati, ma sono sicura che sia perché lo spazio è poco e le cose da dire molte. In ogni caso, il mistero si infittisce. Ci hai buttato dentro pure un bambino dagli occhi azzurri! Vedremo, vedremo! A presto

  • Verranno scoperti da Cristina che rivelerà un segreto…
    Ciao, Danica.
    I segreti sbocciano come fiori in questo racconto: una morte sospetta (di cui non di e neanche certi), il bambino, il sotterfugio della famiglia… si da sempre più intricato. Vediamo cosa succede nel proseguo. Intanto, complimenti per la suspense. Cristina ha chiamato Libero per nome, lo haa as appena conosciuto… qualcosa mi dice che sapesse di lui e della sua vita con la sorella.

    Alla prossima!

  • Irene era a conoscenza della nuova vita di Sabrina con lui. Ma qualcosa è andato storto. D’altronde lo ha trattato con troppo disinvoltura. All’opposto Cristina mi è sembrata troppo fredda, quasi spaventata. Quindi aggiungo che, alla fine, anche lei faccia la sua comparsa 😉

    Ciao 🙂

  • Io dico di partire dalle sorelle!
    Dani bellissimo anche questo capitolo di scoperta di Libero. Sono proprio curiosa di sapere perché ha inscenato la sua morte, deve essere una cosa grossa e, di certo, la famiglia deve averla sostenuta in questa scelta.
    Capitolo molto bello, ci sono un po’ tanti “del quale”, “alla quale” , “con il quale” ecc. Variando con l’alternativa “cui” il capitolo sarebbe stato più fluido in lettura ma niente di importante.
    A presto!

  • Dani,
    Io dico basta con le indagini su Riccardo e opto perché Libero si concentri su Tamara. Questo perché ormai può già leggere tra le righe che Tamara l’abbia condotto lì perché sapeva lei stessa che l’uomo era lì e non mi sembra abbastanza verosimile che la cameriera oltre che a vederli abbia anche origliato la conversazione che hanno avuto.
    In ogni caso bellissimo capitolo anche questo. Un pezzo in più per comporre il puzzle!

  • Una delle cameriere lo ha visto parlare con una ragazza.
    Ottimo proseguo, mi piace la piega che stai dando al racconti.
    L’unica cosa che non mi è suonata è la frase : Ma i loro nomi non vennero scritti… forse dono io, ma mi pare sbagliato il tempo verbale dato il contesto. Poi ti segnalo un refusino: Libero SI mise poco a collegare quel nome, Poca cosa, tutto fila.

    ALLA PROSSIMA!

  • Ottimo racconto, la narrazione fila e, purtroppo, in questa prima parte non ho fatto in tempo nella partecipazione delle votazioni. Unica pecca gli error sintattici e grammaticali che un po’ rovinano la fluidità. Anche la presenza di ripetizioni e frasi troncate e riaperte dal ‘Ma’ spezzettano molto il ritmo. Aumentando la qualità grammaticale sicuramente daresti molta più profondità durante la lettura.

  • Io voto per il pub, vediamo a via porta.
    Ciao Danica,
    mi è piaciuto questo capitolo, carina l’idea di raccontare anche quel che avviene nel fumetto che, immagino, avrà poi attinenza con il proseguo della storia.
    Ti segnalo un errore di battitura nella frase “Riuscìa rimandare lo spirito nei meandri della terra.” ma è propio una bazzecola. 🙂

    Aspetto
    Il terzo, alla prossima!

    • Ciao, scusa se non ho risposto al tuo precedente commento. Rimedierò adesso. Innanzitutto Grazie per tutti e due i commenti. Hai ragione, scrivendo gli episodi con il telefono ho dimenticato di mettere lo spazio tra le due parole. Riguardo il nome ripetuto nel primo episodio, è un errore che mi era capitato già di fare. La prossima volta farò più attenzione. 🙂

  • Ciao Danica.
    mi è piaciuto il tuo incipit, anche io scrivo gialli (almeno ci provo) e mi piace leggerli perciò, eccomi qua.
    Ho solo un appunto da farti a proposito dell’uso del nome del protagonista: dato che è solo sulla scena avresti potuto ometterlo qua e là, ma la storia è tua e spetta a te la scelta 😉
    Per il resto direi che sei sulla strada giusta per un buon racconto.
    Ho votato per il conoscente/commissario anche se credo di essere in minoranza 🙂
    Non mi resta che aspettare il secondo capitolo, spero presto, dato che è già passato un po’ di tempo dalla pubblicazione di questo.

    Alla prossima!

  • Si dice che a volte il passato ritorna. Ed è proprio quello che sta succedendo qui, adesso.
    Ciao Danica,
    che piacere rileggerti dopo tanto tempo! E che piacere vedere che, nonostante sia passato diverso tempo, la tua scrittura è sempre capace di toccare le corde giuste, di mettere in luce i particolari essenziali, di regalare emozioni. Ci hai catapultati nella mente di Libero, nella sua gabbia di solitudine, non vedo l’ora di leggere le avventure che ci regalerà.
    Io dico di partire dalle pagine di quel fumetto,
    a prestissimo!

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