Un mistero di nome Tamara

Dove eravamo rimasti?

Chi sarà a parlare con Libero? Sabrina. Ma la telefonata sarà molto breve. (63%)

A un passo da lei

Libero era ancora sorpreso di avere Riccardo davanti a sé. «Perché mi stai aiutando?»

«Perché ormai ci sono dentro anch’io in questa storia.»

«Intendi a causa del ricatto.»

«Temo Irene, ma come Sabrina spero di riuscire a fermare la sua follia. E se liberarti serve a questo, allora lo faccio.»

«Come potrei aiutarvi?»

«Sabrina deve averti detto cosa fare.»

Ma Libero scosse la testa in segno di negazione. Riccardo iniziò a lamentarsi. Emerse che quest’ultimo era stato a casa sua per cercare il bracciale che Sabrina aveva nascosto fin troppo bene. Quell’intervento era stato necessario perché stava passando troppo tempo. Ecco perché aveva messo casa sottosopra. Anche il fermaglio portasoldi e la sua apparizione al pub non furono una casualità. E questo pur sapendo di rischiare di essere scoperto da Irene. Ma era necessario che Libero giungesse a Griman. Quest’ultimo stava per fare un’altra domanda a Riccardo quando nella stanza risuonò la suoneria dello smartphone.

Lo schermo mostrava un numero privato. Libero aprì la chiamata in arrivo e portò lo smartphone all’orecchio. Nel silenzio risuonò una voce familiare. «Libero?»

Proprio quest’ultimo avrebbe voluto dire qualcosa. Ma la sua mente, in quel momento, andò in blackout. Quando lei lo richiamò, sentì quella voce rotta dai singhiozzi. Sabrina stava piangendo. «Scusami per non averti detto la verità. Il mio passato è complicato. Non avrei saputo raccontartelo con semplici parole. Poi è arrivato Steve e le cose sono precipitate.»

«Steve?»

«Sì, Steve. Ho pensato di chiamare nostro figlio come Captain America. Il tuo personaggio preferito dei fumetti.»

Libero avrebbe voluto sorridere, ma non c’era tempo per farlo. Avrebbe voluto consolarla, ma non c’era tempo nemmeno per questo. «Come può una pazza avere tutto questo potere?»

Sabrina comprese a cosa si stava riferendo. «Perché mia sorella si è imposta come guida della famiglia dietro ricatto. Avevamo le mani legate. Poi ho scoperto che c’è una possibilità. Vedi… noo!»

Dopo quell’urlo la telefonata si interruppe. Libero cominciò a chiamare Tamara, dimenticandosi che il vero nome fosse un altro. Ma lei non rispose. Guardò Riccardo. «Le è successo qualcosa.»

Riccardo riprese lo smartphone e fece una chiamata. Non disse una parola, si limitò a chiudere gli occhi. Poi riattaccò e si rivolse a Libero. «Seguimi.»

Si avviò verso le scale seguito da quest’ultimo. E mentre scendevano quest’ultimo gli chiese che cosa stava succedendo. Ma l’uomo non rispose. Così lo bloccò per un braccio. «Sì può sapere dove stiamo andando?»

«Ti porto da tuo figlio. Per Sabrina non c’è più niente da fare.»

Usciti fuori di casa, Libero sentì che non poteva finire in questo modo. E fece la sua richiesta. «Portami da lei.»

Riccardo voltandosi mostrò la sua irritazione. «Sabrina è morta. Non puoi più fare niente per lei.»

«Che cosa è successo per non poterla più aiutare?»

«Irene è arrivata prima di te.»

Detto questo, Riccardo si addentrò nella foresta. Seguendolo Libero trovò nascosto un fuoristrada nero. Salirono in macchina e si avviarono. E lì, riprese il discorso interrotto poco prima. «Se scoprissi come esserle d’aiuto, Sabrina potrebbe essere ancora salvata?»

Riccardo non rispose subito. «Non lo so. Nessuno mi ha mai detto in che modo mettere Irene fuori gioco. Pensavo che Sabrina lo avesse detto almeno a te. Così saresti potuto servire a qualcosa. Ma, ora come ora, l’unica cosa che ti è rimasta da fare è prendere tuo figlio e portarlo via da qui. Stammi a sentire, se te ne vai da Griman Irene non potrà seguirti. Dubito fortemente che si esporrà più di quanto abbia già fatto. E se tu e tuo figlio manterrete un profilo basso, rimarrete fuori dai guai.»

Detto questo il silenziò calò nella macchina. Ma Libero cominciò a riflettere su tutta quella questione. Capì che tutti, seppure intimoriti, tramavano alle spalle di Irene. L’unica che sembrava aver trovato un modo per ribellarsi era Sabrina. E questo piano prevedeva il suo coinvolgimento. Di certo Irene l’aveva scoperta. E questo spiegava il profilo con le foto usato come esca. Per fortuna il bracciale le aveva impedito di ucciderlo. Proprio questo oggetto portò Libero a fare un’altra domanda a Riccardo. «Sapresti spiegarmi che valore ha il bracciale ricevuto da Sabrina?»

«È il simbolo della famiglia Konster. Sono rimasto sorpreso che lei te lo abbia dato. Che io sappia nessuno se ne è mai separato. Perché me lo chiedi?»

«Per poter capire.» Fu allora che Libero pensò di aver avuto l’intuizione giusta. «Prima che la telefonata si interrompesse, Sabrina aveva detto che c’era una possibilità. Può l’aver ricevuto il bracciale essere quella possibilità?»

Riccardo affermò che poteva darsi. «Ma rimane sempre il problema che tu non sai in che modo potresti usarlo contro Irene.»

Libero non poté negare che era vero. Questa era la parte che gli mancava. Sperando sempre di aver capito quale fosse il piano di Sabrina.

In che modo Libero scoprirà come usare il bracciale contro Irene?

  • Scoprirà che la risposta era sempre stata sotto al suo naso e che ce l'aveva messa Sabrina. (100%)
    100
  • Non riuscirà a scoprirlo. Potrà solo riprendersi suo figlio cercando di sfuggire a Irene. (0%)
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  • Lo scoprirà quando a Riccardo verrà in mente di richiamare la persona contattata poco prima. (0%)
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69 Commenti

  • Scoprirà che la risposta è sempre stata sotto il suo naso.
    Ottimo episodio, come sempre, Danica, non ho nulla da dire. Sono curiosa di capire perché Irene abbia così tanto potere da uccidere persone o disporre delle loro vite senza che nessuno riesca a ostacolarla. Vedremo.
    A presto!

  • Ciao, Danica.
    Qualcosa comincia a disvelarsi, basteranno due capitoli per far emergere la verità completa? Io credo di sì.
    L’unica pecca di questo racconto è il tempo tra un episodio d l’altro, io fatico a ricordare gli avvenimenti precedenti, ma sulla scrittura, a parte forse una virgola (dato che sono la mia croce tento di studiarle 😉) mancante bella frase: “ se te ne vai da Griman Irene non potrà seguirti.” il avrei messo una virgola dopo Griman, perché così sembra che Griman sia il cognome di Irene, almeno per come la vedo io, 🙂
    Scoprirà che la risposta è sempre stata sotto il suo naso.
    Alla prossima!

    • Spero anch’io di riuscire a chiudere la storia nei prossimi due episodi. E chiedo scusa per aver fatto passare troppo tempo. Un po’ è a causa della difficoltà nel riuscire a portare avanti questa storia, un po’ è la difficoltà nel saper gestire il tempo per scrivere. Grazie per la correzione.

  • Ovviamente scoprirà che la risposta era sempre stata sotto al suo naso e che ce l’aveva messa Sabrina perché adoro queste cose ^_^

    Ci avviciniamo alla fine ed il mistero è ancora fitto: che fine ha fatto Tamara? Come fa Irene ad avere tutto quel potere? Perché tutti le danno retta e contemporaneamente tramano contro di lei? Che c’entra il bracciale? 😉

    Ciao 🙂

  • Ciao, Danica.
    Sarà per la mancanza di sonno che, negli ultimi tempi, mi affligge, ma ho difficoltà a ricollegare i nomi e gli avvenimenti. Come per il mio racconto, che ha una cronologia sfalsata, credo che sarebbe utile rileggere tutto da principio, magari prima del finale…
    Voto per la chiamata da parte di Sabrina, che poi sarebbe Tamara, giusto?
    Ti segnalo un refusino nella frase: “E tu saresti dovuto essere IL mezzo con LA quale eliminarmi”
    Al di là della necessità di rileggere per rimettere insieme i pezzi come si deve, il capitolo è ben scritto e i tempi sono ben congegnati. Aspetto l’ottavo.

    Alla prossima!

    • Sì Tamara e Sabrina sono la stessa persona.
      Allora ti faccio un “Riassunto delle puntate precedenti” 😉 : Libero rientrando a casa sua la trova a soqquadro, rimettendo a posto spunta il bracciale di Tamara. La compagna che l’aveva lasciato un anno prima senza dire nulla. Il bracciale era tra le pagine di un fumetto che farà pensare a Libero che c’è qualcosa che non quadra nella situazione. E la conferma l’avrà ritrovando un altro oggetto che appartiene ad una terza persona. Cercando più a fondo Libero scoprirà che segreto legato al passato della sua compagna. Così decide di partire per saperne di più, ma si ritroverà ad affrontare non pochi problemi.

  • Ciao Danica adesso ti dirò una cosa strana, forse un mio problema (se così ti sembra non tenerne conto). Assodato che in queste storie a puntate tra le tante storie che leggiamo è difficile ricordare trame e nomi dei personaggi in particolare nei gialli io non avrei usato nomi di donna non molto dissimili : Irene, Cristina, Sabrina… tutte quelle erre e quelle “i” mi confondono. Avrei preferito Anna, Paola e Cristina. 😉 Attenta che nella prima parte c’è forse qualche virgola di troppo. Per il resto la trama è interessante e continuerò a seguirla. ciao

  • Ciao, Danica e bentornata.
    Mi trovo d’accordo con Red e Fenderman: è passato un po’ di tempo e anche a me sfuggono alcuni particolari; tuttavia, ricordo la storia a grandi linee, dunque, hai fatto un buon lavoro in precedenza. Come Fenderman, trovo che, soprattutto in questo capitolo, tu abbia raccontato gli eventi più che mostrarli, quasi per la necessità di continuare la storia che per il piacere di continuarla, forse sbaglio, ma questa è l’impressione che ho avuto leggendoti oggi.
    Ho votato per la trappola, perché la svolta “fantastica” mi fa pensare che ci siano dietro delle macchinazioni contro il povero Libero. Ben resa la descrizione della perdita di controllo dell’auto e i dialoghi. Aspetto il nuovo episodio e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Ciao, ho letto tutto di seguito quello che hai pubblicato.
    Non faccio commenti replica visto che sono arrivato in ritardo. Una sola considerazione che vale per tutti i capitoli. Storia classica di un giallo con scomparsa e ricerca di indizi nel passato: cattura l’attenzione e si arricchisce del contributo, non da poco, del fiabesco con la storia del fumetto. Benissimo dunque.
    Le mie osservazioni sono invece dirette all’uso non sempre perfetto dei verbi usati al passato remoto, e all’impressione che ho avuto, a momenti, di leggere un resoconto di stampo quasi giornalistico di fatti e situazioni spogliate di emozioni che invece almeno per Libero dovrebbero avere un peso. Per non dare l’impressione di voler correre al finale ci dovresti donare qualche riga di riflessione dove magari succede poco ma i personaggi acquistano umanità. Ti seguo, brava 🙋

  • Irene sapeva della nuova vita con lui.
    Dani, episodio molto pieno, ma comunque piacevole. I dialoghi a volte sembrano un po’ forzati, ma sono sicura che sia perché lo spazio è poco e le cose da dire molte. In ogni caso, il mistero si infittisce. Ci hai buttato dentro pure un bambino dagli occhi azzurri! Vedremo, vedremo! A presto

  • Verranno scoperti da Cristina che rivelerà un segreto…
    Ciao, Danica.
    I segreti sbocciano come fiori in questo racconto: una morte sospetta (di cui non di e neanche certi), il bambino, il sotterfugio della famiglia… si da sempre più intricato. Vediamo cosa succede nel proseguo. Intanto, complimenti per la suspense. Cristina ha chiamato Libero per nome, lo haa as appena conosciuto… qualcosa mi dice che sapesse di lui e della sua vita con la sorella.

    Alla prossima!

  • Irene era a conoscenza della nuova vita di Sabrina con lui. Ma qualcosa è andato storto. D’altronde lo ha trattato con troppo disinvoltura. All’opposto Cristina mi è sembrata troppo fredda, quasi spaventata. Quindi aggiungo che, alla fine, anche lei faccia la sua comparsa 😉

    Ciao 🙂

  • Io dico di partire dalle sorelle!
    Dani bellissimo anche questo capitolo di scoperta di Libero. Sono proprio curiosa di sapere perché ha inscenato la sua morte, deve essere una cosa grossa e, di certo, la famiglia deve averla sostenuta in questa scelta.
    Capitolo molto bello, ci sono un po’ tanti “del quale”, “alla quale” , “con il quale” ecc. Variando con l’alternativa “cui” il capitolo sarebbe stato più fluido in lettura ma niente di importante.
    A presto!

  • Dani,
    Io dico basta con le indagini su Riccardo e opto perché Libero si concentri su Tamara. Questo perché ormai può già leggere tra le righe che Tamara l’abbia condotto lì perché sapeva lei stessa che l’uomo era lì e non mi sembra abbastanza verosimile che la cameriera oltre che a vederli abbia anche origliato la conversazione che hanno avuto.
    In ogni caso bellissimo capitolo anche questo. Un pezzo in più per comporre il puzzle!

  • Una delle cameriere lo ha visto parlare con una ragazza.
    Ottimo proseguo, mi piace la piega che stai dando al racconti.
    L’unica cosa che non mi è suonata è la frase : Ma i loro nomi non vennero scritti… forse dono io, ma mi pare sbagliato il tempo verbale dato il contesto. Poi ti segnalo un refusino: Libero SI mise poco a collegare quel nome, Poca cosa, tutto fila.

    ALLA PROSSIMA!

  • Ottimo racconto, la narrazione fila e, purtroppo, in questa prima parte non ho fatto in tempo nella partecipazione delle votazioni. Unica pecca gli error sintattici e grammaticali che un po’ rovinano la fluidità. Anche la presenza di ripetizioni e frasi troncate e riaperte dal ‘Ma’ spezzettano molto il ritmo. Aumentando la qualità grammaticale sicuramente daresti molta più profondità durante la lettura.

  • Io voto per il pub, vediamo a via porta.
    Ciao Danica,
    mi è piaciuto questo capitolo, carina l’idea di raccontare anche quel che avviene nel fumetto che, immagino, avrà poi attinenza con il proseguo della storia.
    Ti segnalo un errore di battitura nella frase “Riuscìa rimandare lo spirito nei meandri della terra.” ma è propio una bazzecola. 🙂

    Aspetto
    Il terzo, alla prossima!

    • Ciao, scusa se non ho risposto al tuo precedente commento. Rimedierò adesso. Innanzitutto Grazie per tutti e due i commenti. Hai ragione, scrivendo gli episodi con il telefono ho dimenticato di mettere lo spazio tra le due parole. Riguardo il nome ripetuto nel primo episodio, è un errore che mi era capitato già di fare. La prossima volta farò più attenzione. 🙂

  • Ciao Danica.
    mi è piaciuto il tuo incipit, anche io scrivo gialli (almeno ci provo) e mi piace leggerli perciò, eccomi qua.
    Ho solo un appunto da farti a proposito dell’uso del nome del protagonista: dato che è solo sulla scena avresti potuto ometterlo qua e là, ma la storia è tua e spetta a te la scelta 😉
    Per il resto direi che sei sulla strada giusta per un buon racconto.
    Ho votato per il conoscente/commissario anche se credo di essere in minoranza 🙂
    Non mi resta che aspettare il secondo capitolo, spero presto, dato che è già passato un po’ di tempo dalla pubblicazione di questo.

    Alla prossima!

  • Si dice che a volte il passato ritorna. Ed è proprio quello che sta succedendo qui, adesso.
    Ciao Danica,
    che piacere rileggerti dopo tanto tempo! E che piacere vedere che, nonostante sia passato diverso tempo, la tua scrittura è sempre capace di toccare le corde giuste, di mettere in luce i particolari essenziali, di regalare emozioni. Ci hai catapultati nella mente di Libero, nella sua gabbia di solitudine, non vedo l’ora di leggere le avventure che ci regalerà.
    Io dico di partire dalle pagine di quel fumetto,
    a prestissimo!

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