Un mistero di nome Tamara

Dove eravamo rimasti?

In che modo Libero scoprirà come usare il bracciale contro Irene? Scoprirà che la risposta era sempre stata sotto al suo naso e che ce l'aveva messa Sabrina. (100%)

Solo uno

Libero continuava a riflettere su quella parte mancante del piano. Scandagliò ogni singolo ricordo legato al bracciale. Si spinse fino alla sera in cui lo ritrovò tra le pagine del fumetto per avere la risposta che cercava. Quando lesse la storia e associò la richiesta d’auto della principessa a quella di Sabrina a lui. Anche il ciondolo della storia era d’argento come il bracciale. Libero si sentì uno stupido. La risposta era sempre stata tra le scene di quel fumetto. Ripercorse con la memoria l’avventura della principessa e del fabbro. Dalla ricerca di un modo per salvare lei, al momento in cui il fabbro sconfisse lo spirito malvagio della storia. Sabrina aveva donato il bracciale a lui con lo stesso fine… sconfiggere Irene. Libero afferrò il braccio di Riccardo. «Portami da Irene. Ho capito come usare il bracciale.»

Dopo una breve telefonata, Riccardo scoprì dove si trovava la donna. Con la macchina raggiunsero una casa. Ma oltrepassato il cancello Riccardo andò oltre. Mentre percorrevano un viale delimitato da dei cipressi, quest’ultimo avvertì Libero che da quel momento in poi doveva cavarsela da solo. «Irene si trova a Hoderel. Nessuno osa entrare in quella casa. Nemmeno io.»

«Che cosa c’è di così pericoloso?»

«Chi vi entra non ne esce più.»

Detto questo arrivarono alla fine del viale e si ritrovarono davanti ad un’immensa villa in decadimento. Era circondata da un parco trascurato. Scesero entrambi dalla macchina, ma solo Libero entrò dentro. Lì, al centro della stanza, tra luci e ombre, c’era una persona seduta su un’antica poltrona. Era Sabrina. Non appena la riconobbe, Libero tentò di avvicinarsi a lei. Ma qualcosa lo ostacolò, come un muro invisibile. Poggiò le mani sopra mentre cercava di capire come superare quell’ostacolo. E fu allora che vedendo il suo polso nudo decise di indossare il bracciale.

Dopo averlo indossato riprovò ad avvicinarsi a Sabrina. Stavolta non trovò alcun impedimento. Ma lo scenario davanti a lui era cambiato. Seduta su quella poltrona adesso c’era Irene. «Avevi detto di non sapere niente.»

«Era così. Perché non avevo ancora chiaro che cosa dovevo fare. Tu perché sei qui?»

«Anch’io sto cercando una persona. La casa lo ha preso, ma non so dove l’abbia messo. È accaduto quando eravamo giovani. E tutto per colpa di mia sorella. Lei deve pagarla, capisci? Ma…» Irene si voltò a guardare Libero che a passo svelto si inoltrò nella casa. «Dove vai?! Fermo!»

Irene intuì in ritardo che cosa volesse fare Libero. Intanto lui raggiunse la porta a vetri che dava sul parco e uscì fuori.  Iniziò a correre verso il bosco in lontananza inseguito da lei.

Secondo la storia nel fumetto, la principessa trovò il germoglio dell’universo sotto un salice piangente. Libero trovò l’albero. E mentre si stava facendo largo tra le fronde, sentì la voce di Irene urlare il suo nome più volte.

Come nel fumetto il germoglio era ai piedi del salice. Le sue foglioline erano ricoperte di una polvere iridescente. Memore di cosa accadde alla principessa, Libero si tolse il bracciale e lo avvolse attorno al germoglio. A contatto con l’argento lo fece brillare. Poté raccoglierlo senza rischiare di essere travolto dalla sua forza. Poco dopo un raggio di luce si proiettò verso un punto imprecisato, mentre tutti gli alberi attorno assunsero i colori dell’autunno. Libero corse in quella direzione. Intanto le urla di Irene continuavano a risuonare in quel luogo.

Libero si fermò per riprendere fiato e, in un attimo di silenzio, riuscì a udire la voce di Sabrina. Ne era certo. Ciò gli diede maggiore speranza che potesse riuscire nella sua impresa. Corse guidato dal raggio di luce, e finalmente riuscì ad uscire fuori dal bosco.

Il sole tramontò rapidamente per fare posto alla notte. Una luna sorse ad illuminare una cascata che si ritrovò davanti. Anche Irene arrivò. Aveva l’aria stravolta e respirava affannosamente. «Tu… sei mor… morto.»

Detto questo avanzò verso Libero, ma si fermò quando lui alzò la mano nella quale stringeva il germoglio e il bracciale. Raggi brillanti scaturivano fra le sue dita. Lui indietreggiò entrando nell’acqua. Irene lo raggiunse e allungò una mano per riprendersi il bracciale. Cercò in tutti i modi di aprire il suo pugno. Ma Libero oppose resistenza. E intanto continuava ad immergersi sempre di più.

«Se sai che cosa fare, saprai anche che da Hoderel nessuno può uscire. Puoi restare qui e tenerti la tua Sabrina. Il germoglio dallo a me.»

Libero ripensò al fumetto, alla scena finale in cui il fabbro affrontò lo spirito malvagio che in realtà era la regina dannata. E ripensò allo spirito della donna che condusse la principessa al germoglio. E che indirizzò il fabbro verso la giovane per aiutarla. E sempre lei rivelò ciò che Libero usò per rispondere a Irene. «Se avessi anche avuto il tempo di dividere il bracciale in due parti. Non ti avrei preso in considerazione. Lasciamo decidere alla sorte chi di noi sopravvivrà.»

Detto questo Libero si tuffò in acqua trascinando con sé Irene.

Come andrà a finire? Chi sopravvivrà?

  • Solo Libero sopravvive. Ma dovendo lasciare Sabrina indietro. (25%)
    25
  • Sabrina. Libero è riuscito a liberare almeno lei. (75%)
    75
  • Solo Irene sopravvive. Nemmeno Libero è riuscito a sconfiggerla. (0%)
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78 Commenti

  • Ciao, Danica.
    Eccoci al finale, devo dire che la distanza tra un capitolo e l’altro ha un po’ penalizzato questo racconto, non è facile ricordare i fatti e i personaggi a tanta distanza. La chiusa è comunque efficace e lascia aperta la strada a un eventuale seguito, chissà se avrai voglia di raccontarcelo.
    Ti auguro un buon proseguimento di weekend e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Libero decide di Liberare Sabrina.
    Mi sembra un risvolto poetico per questa storia. Noi lettori alla fine non abbiamo mai conosciuto il loro amore, ma deve essere stato grande se ha spinto Libero a non rassegnarsi alle apparenze e a tuffarsi in un casino molto più grande di lui. Attendo il finale!
    A presto.

  • Scoprirà che la risposta è sempre stata sotto il suo naso.
    Ottimo episodio, come sempre, Danica, non ho nulla da dire. Sono curiosa di capire perché Irene abbia così tanto potere da uccidere persone o disporre delle loro vite senza che nessuno riesca a ostacolarla. Vedremo.
    A presto!

  • Ciao, Danica.
    Qualcosa comincia a disvelarsi, basteranno due capitoli per far emergere la verità completa? Io credo di sì.
    L’unica pecca di questo racconto è il tempo tra un episodio d l’altro, io fatico a ricordare gli avvenimenti precedenti, ma sulla scrittura, a parte forse una virgola (dato che sono la mia croce tento di studiarle 😉) mancante bella frase: “ se te ne vai da Griman Irene non potrà seguirti.” il avrei messo una virgola dopo Griman, perché così sembra che Griman sia il cognome di Irene, almeno per come la vedo io, 🙂
    Scoprirà che la risposta è sempre stata sotto il suo naso.
    Alla prossima!

    • Spero anch’io di riuscire a chiudere la storia nei prossimi due episodi. E chiedo scusa per aver fatto passare troppo tempo. Un po’ è a causa della difficoltà nel riuscire a portare avanti questa storia, un po’ è la difficoltà nel saper gestire il tempo per scrivere. Grazie per la correzione.

  • Ovviamente scoprirà che la risposta era sempre stata sotto al suo naso e che ce l’aveva messa Sabrina perché adoro queste cose ^_^

    Ci avviciniamo alla fine ed il mistero è ancora fitto: che fine ha fatto Tamara? Come fa Irene ad avere tutto quel potere? Perché tutti le danno retta e contemporaneamente tramano contro di lei? Che c’entra il bracciale? 😉

    Ciao 🙂

  • Ciao, Danica.
    Sarà per la mancanza di sonno che, negli ultimi tempi, mi affligge, ma ho difficoltà a ricollegare i nomi e gli avvenimenti. Come per il mio racconto, che ha una cronologia sfalsata, credo che sarebbe utile rileggere tutto da principio, magari prima del finale…
    Voto per la chiamata da parte di Sabrina, che poi sarebbe Tamara, giusto?
    Ti segnalo un refusino nella frase: “E tu saresti dovuto essere IL mezzo con LA quale eliminarmi”
    Al di là della necessità di rileggere per rimettere insieme i pezzi come si deve, il capitolo è ben scritto e i tempi sono ben congegnati. Aspetto l’ottavo.

    Alla prossima!

    • Sì Tamara e Sabrina sono la stessa persona.
      Allora ti faccio un “Riassunto delle puntate precedenti” 😉 : Libero rientrando a casa sua la trova a soqquadro, rimettendo a posto spunta il bracciale di Tamara. La compagna che l’aveva lasciato un anno prima senza dire nulla. Il bracciale era tra le pagine di un fumetto che farà pensare a Libero che c’è qualcosa che non quadra nella situazione. E la conferma l’avrà ritrovando un altro oggetto che appartiene ad una terza persona. Cercando più a fondo Libero scoprirà che segreto legato al passato della sua compagna. Così decide di partire per saperne di più, ma si ritroverà ad affrontare non pochi problemi.

  • Ciao Danica adesso ti dirò una cosa strana, forse un mio problema (se così ti sembra non tenerne conto). Assodato che in queste storie a puntate tra le tante storie che leggiamo è difficile ricordare trame e nomi dei personaggi in particolare nei gialli io non avrei usato nomi di donna non molto dissimili : Irene, Cristina, Sabrina… tutte quelle erre e quelle “i” mi confondono. Avrei preferito Anna, Paola e Cristina. 😉 Attenta che nella prima parte c’è forse qualche virgola di troppo. Per il resto la trama è interessante e continuerò a seguirla. ciao

  • Ciao, Danica e bentornata.
    Mi trovo d’accordo con Red e Fenderman: è passato un po’ di tempo e anche a me sfuggono alcuni particolari; tuttavia, ricordo la storia a grandi linee, dunque, hai fatto un buon lavoro in precedenza. Come Fenderman, trovo che, soprattutto in questo capitolo, tu abbia raccontato gli eventi più che mostrarli, quasi per la necessità di continuare la storia che per il piacere di continuarla, forse sbaglio, ma questa è l’impressione che ho avuto leggendoti oggi.
    Ho votato per la trappola, perché la svolta “fantastica” mi fa pensare che ci siano dietro delle macchinazioni contro il povero Libero. Ben resa la descrizione della perdita di controllo dell’auto e i dialoghi. Aspetto il nuovo episodio e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Ciao, ho letto tutto di seguito quello che hai pubblicato.
    Non faccio commenti replica visto che sono arrivato in ritardo. Una sola considerazione che vale per tutti i capitoli. Storia classica di un giallo con scomparsa e ricerca di indizi nel passato: cattura l’attenzione e si arricchisce del contributo, non da poco, del fiabesco con la storia del fumetto. Benissimo dunque.
    Le mie osservazioni sono invece dirette all’uso non sempre perfetto dei verbi usati al passato remoto, e all’impressione che ho avuto, a momenti, di leggere un resoconto di stampo quasi giornalistico di fatti e situazioni spogliate di emozioni che invece almeno per Libero dovrebbero avere un peso. Per non dare l’impressione di voler correre al finale ci dovresti donare qualche riga di riflessione dove magari succede poco ma i personaggi acquistano umanità. Ti seguo, brava 🙋

  • Irene sapeva della nuova vita con lui.
    Dani, episodio molto pieno, ma comunque piacevole. I dialoghi a volte sembrano un po’ forzati, ma sono sicura che sia perché lo spazio è poco e le cose da dire molte. In ogni caso, il mistero si infittisce. Ci hai buttato dentro pure un bambino dagli occhi azzurri! Vedremo, vedremo! A presto

  • Verranno scoperti da Cristina che rivelerà un segreto…
    Ciao, Danica.
    I segreti sbocciano come fiori in questo racconto: una morte sospetta (di cui non di e neanche certi), il bambino, il sotterfugio della famiglia… si da sempre più intricato. Vediamo cosa succede nel proseguo. Intanto, complimenti per la suspense. Cristina ha chiamato Libero per nome, lo haa as appena conosciuto… qualcosa mi dice che sapesse di lui e della sua vita con la sorella.

    Alla prossima!

  • Irene era a conoscenza della nuova vita di Sabrina con lui. Ma qualcosa è andato storto. D’altronde lo ha trattato con troppo disinvoltura. All’opposto Cristina mi è sembrata troppo fredda, quasi spaventata. Quindi aggiungo che, alla fine, anche lei faccia la sua comparsa 😉

    Ciao 🙂

  • Io dico di partire dalle sorelle!
    Dani bellissimo anche questo capitolo di scoperta di Libero. Sono proprio curiosa di sapere perché ha inscenato la sua morte, deve essere una cosa grossa e, di certo, la famiglia deve averla sostenuta in questa scelta.
    Capitolo molto bello, ci sono un po’ tanti “del quale”, “alla quale” , “con il quale” ecc. Variando con l’alternativa “cui” il capitolo sarebbe stato più fluido in lettura ma niente di importante.
    A presto!

  • Dani,
    Io dico basta con le indagini su Riccardo e opto perché Libero si concentri su Tamara. Questo perché ormai può già leggere tra le righe che Tamara l’abbia condotto lì perché sapeva lei stessa che l’uomo era lì e non mi sembra abbastanza verosimile che la cameriera oltre che a vederli abbia anche origliato la conversazione che hanno avuto.
    In ogni caso bellissimo capitolo anche questo. Un pezzo in più per comporre il puzzle!

  • Una delle cameriere lo ha visto parlare con una ragazza.
    Ottimo proseguo, mi piace la piega che stai dando al racconti.
    L’unica cosa che non mi è suonata è la frase : Ma i loro nomi non vennero scritti… forse dono io, ma mi pare sbagliato il tempo verbale dato il contesto. Poi ti segnalo un refusino: Libero SI mise poco a collegare quel nome, Poca cosa, tutto fila.

    ALLA PROSSIMA!

  • Ottimo racconto, la narrazione fila e, purtroppo, in questa prima parte non ho fatto in tempo nella partecipazione delle votazioni. Unica pecca gli error sintattici e grammaticali che un po’ rovinano la fluidità. Anche la presenza di ripetizioni e frasi troncate e riaperte dal ‘Ma’ spezzettano molto il ritmo. Aumentando la qualità grammaticale sicuramente daresti molta più profondità durante la lettura.

  • Io voto per il pub, vediamo a via porta.
    Ciao Danica,
    mi è piaciuto questo capitolo, carina l’idea di raccontare anche quel che avviene nel fumetto che, immagino, avrà poi attinenza con il proseguo della storia.
    Ti segnalo un errore di battitura nella frase “Riuscìa rimandare lo spirito nei meandri della terra.” ma è propio una bazzecola. 🙂

    Aspetto
    Il terzo, alla prossima!

    • Ciao, scusa se non ho risposto al tuo precedente commento. Rimedierò adesso. Innanzitutto Grazie per tutti e due i commenti. Hai ragione, scrivendo gli episodi con il telefono ho dimenticato di mettere lo spazio tra le due parole. Riguardo il nome ripetuto nel primo episodio, è un errore che mi era capitato già di fare. La prossima volta farò più attenzione. 🙂

  • Ciao Danica.
    mi è piaciuto il tuo incipit, anche io scrivo gialli (almeno ci provo) e mi piace leggerli perciò, eccomi qua.
    Ho solo un appunto da farti a proposito dell’uso del nome del protagonista: dato che è solo sulla scena avresti potuto ometterlo qua e là, ma la storia è tua e spetta a te la scelta 😉
    Per il resto direi che sei sulla strada giusta per un buon racconto.
    Ho votato per il conoscente/commissario anche se credo di essere in minoranza 🙂
    Non mi resta che aspettare il secondo capitolo, spero presto, dato che è già passato un po’ di tempo dalla pubblicazione di questo.

    Alla prossima!

  • Si dice che a volte il passato ritorna. Ed è proprio quello che sta succedendo qui, adesso.
    Ciao Danica,
    che piacere rileggerti dopo tanto tempo! E che piacere vedere che, nonostante sia passato diverso tempo, la tua scrittura è sempre capace di toccare le corde giuste, di mettere in luce i particolari essenziali, di regalare emozioni. Ci hai catapultati nella mente di Libero, nella sua gabbia di solitudine, non vedo l’ora di leggere le avventure che ci regalerà.
    Io dico di partire dalle pagine di quel fumetto,
    a prestissimo!

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