Una parola dopo l’altra

Un passo alla volta

La scrivania si trova nell’angolo sinistro della stanza, incastonata esattamente nel punto d’incontro dei due lati perpendicolari che formano metà della camera quadrata. Il legno scuro del ciliegio si contrappone alla sfumatura leggermente più chiara del parquet e al bianco fumo della parete. Le fessure sono in rame, di color giallo miele, così come la chiave, lineare nel fusto e nella fronte mentre più elegante nella testa e nella ghiera, di forme squadrate e decorate con lo stile di un capitello corinzio. Due cassetti per lato, posti uno sotto l’altro e uno centrale, non più largo, ma lungo più del doppio degli altri, si trovano tra la tavola e le quattro gambe della scrivania rettangolare.

I braccioli della sedia si incastrano nello spazio presente tra i due cassetti inferiori e, sempre in quel punto, bensì non al di fuori, ma al di sotto del tavolo, sono disposte le mie gambe. I piedi sono distanziati tra loro di una decina di centimetri, appoggiati al parquet solo con la pianta, e il collo e il tallone leggermente sollevati. Un piccolo cestino cilindrico, d’alluminio argentato, si trova sulla destra, e una pila di fogli accartocciati lo riempiono fino all’orlo; sulla sinistra, invece, vi sono due prese di corrente. La parte inferiore del mio busto è appoggiata sull’ampio schienale della seggiola, mentre la parte superiore e le spalle sono reclinate appena in avanti.

Un cavo sottile rivestito di guaina nera, che parte dalla spina attaccata alla presa, percorre la parete verso l’alto e sfocia nell’angolo della tavola, per poi inserirsi poco dopo nell’apertura circolare posta nella parte sinistra della base del computer. Gli avambracci sono appoggiati sull’estremità della scrivania, poco più distanti tra loro della lunghezza del portatile, e le dita si muovono sinuose sulla tastiera, passando rapidamente da un tasto all’altro. Un quadernino a righe bianco, con una matita posta tra due pagine aperte, si trova sulla destra, per afferrare la grafite e scrivere con la mano buona, quella più vicina. Infine, sul lato opposto, una piccola lampada ad incandescenza illumina il tutto con una luce calda e avvolgente.

Tutto è propizio per iniziare a scrivere una manciata di righe di una nuova storia. Non ho alcun’idea in mente, neanche un accenno, ma ciò non mi spaventa, perché so che non rappresenta un problema. L’importante è che mi metto in cammino, scrivere una singola parola che m’ispira, che la mente agguanta da chissà dove e mi suggerisce. Dopo di quella, ne seguirà un’altra, e poi un’altra ancora e ancora, fino a formare una frase. Una volta in cammino, seppur senza ancora sapere quale via prendere, le idee non tarderanno ad arrivare ed una scelta andrà presa riguardo alla direzione che vorrò seguire. Ma ogni cosa a suo tempo: per il momento, basta intraprendere solo il primo passo.

Quale sarà il genere della storia? (Sono stato costretto a metterne uno, ma spero che potrò modificarlo!)

  • Avventura (0%)
    0
  • Horror (50%)
    50
  • Giallo (50%)
    50
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15 Commenti

  1. Ciao, ho appena letto i capitoli 3 e 4. Non ho potuto farlo prima, mi dispiace… La cosa che mi è piaciuta di più, comunque, è stato l’incidente. Hai descritto bene il tutto, ma mi piacerebbe che al contempo descrivessi anche gli stati d’animo di Claudio. Sembra che alle domande del dottore risponda un po’ come un’autonoma e che non gli dispiaccia affatto per quello che è successo ai suoi genitori, credo che sia più preoccupato per quella cintura che lo stringeva mentre era a testa in giù…
    Ti saluto!

  2. Come qui, come promesso ci sino anch’io. Ho letto tutti capitoli e tutti i commenti. Ti avviso che sono molto critica. A me le critiche costruttive ricevute su questo sito hanno aiutato parecchio a migliorare. Il sentirsi dire bravo aiuta a trovare la forza per andare avanti, ma solo quello non basta.
    Iniziamo: Originale l’inizio, nel senso che mi è piaciuto scoprire il colpo di scena che stessi descrivendo lo scrittore e non la storia, ma sono arrivata fino alla fine per miracolo. Al secondo “a destra” e al terzo “Accanto”, stavo per mollare tutto e non leggere più. Tutte quelle descrizioni, date tutte in una volta, non servono. Come hanno detto a me (se hai tempo leggi i commenti del mio primo racconto, Ti saranno molto utili) i dettagli è giusto che tu li abbia chiari in mente, ma vanno usati solo e se la storia lo richiede. Nei capitolo successivi sei migliorato, l’incidente mi è piaciuto tanto, le descrizioni lì ci stavano tutte, ma inframmezzate con dei sentimenti li avrebbe rese molto meno da articolo giornalistico.
    Ultima cosa: va bene che non sai cosa succederà, o meglio, non so se va bene, ma lo faccio anch’io. L’importante è che fissi bene in mente dove vuoi arrivare, altrimenti non esisterà la trama è un racconto senza trama è come un filo che svolazza al vento senza meta. Non serve a nessuno e nessuno lo noterà.
    Aspetto il prossimo.
    Comunque bravo 🙋🏻‍♀️

  3. Eccomi qua 🙂 Devo dire che concordo con i commenti che hai ricevuto, hai uno stile molto dettagliato ma forse un po’ “freddo”, come se stessi semplicemente raccontando una storia invece di cercare di farcela vivere e di farci empatizzare con il protagonista. Anche il racconto di Claudio nell’ultimo capitolo sembra proprio la cronaca di un fatto più che le parole di un ragazzo che sta riferendo quello che ha vissuto. Proverei a farci mettere un po’ più nei suoi panni, mostrandoci aspetti del suo carattere e di come si rapporta con gli altri invece di raccontarceli e basta… so che non è facile, comunque 😀
    Parlando d’altro, il primo capitolo del racconto è molto particolare e spero che la storia alternerà tra Claudio e lo scrittore, o almeno che ci si torni per il finale, altrimenti avresti “sprecato” un capitolo in un racconto che ne conta solo dieci, che purtroppo non sono tanti quanto sembra.

    Ah, ti ho mandato in parità con i voti perchè vorrei sapere qualcosa di più sull’incidente. Aspetto che spunti fuori qualche elemento intrigante 😀

  4. Caio Lecter! Hai pubblicato già quattro capitoli in pochi giorni, ti consiglio di far passare un po’ più di tempo tra uno e l’altro per dare modo ai lettori di votare! Detto questo, ti consiglio anche di commentare qua e là qualche storia e farti notare, perchè la tua storia merita di essere seguita 🙂
    Alla prossima!

  5. Eccomi qui, Lecter…
    Il tuo incipit mi ha davvero colpita, ero convinta stessi parlando del protagonista della nostra storia, e invece stavo descrivendo te stesso, pronto a iniziare un’avventura straordinaria con la fantasia nel cuore e un foglio di carta tra le mani… Mi è piaciuto moltissimo, e avrei scelto proprio l’avventura come genere, perché credo si sarebbe collegata molto bene al tuo incipit, che mi ha fatto viaggiare tra i dettagli della stanza, quasi come se avessi avuto una macchina fotografica per zoomare su ogni particolare ed esplorare ogni angolo.
    Purtroppo sono arrivata tardi, e credo i lettori abbiano optato per un genere che non fa proprio per me, l’horror… Ho comunque letto il secondo capitolo, sperando erroneamente che fosse il giallo la scelta vincitrice. Mi piace molto il tuo stile, anche se forse il secondo capitolo non mi ha catturata come il primo, e mi piacerebbe scoprire di più su Carlo, anche se ho paura di scoprire il lato horror della storia, che so non mi attirerà… Scusami, non è colpa tua!
    Mi piacerebbe molto in futuro leggere qualcosa di tuo su un altro genere, magari che ti permetta di esprimere tutta la tua attenzione per i dettagli, un elemento davvero fondamentale e fuori dal comune.

  6. Ciao Lecter! ti faccio i miei complimenti, scrivi bene. Il primo capitolo è stato un po’ fuorviante, fino alla fine pensavo che avresti tenuto lo stesso registro da “ossessivo compulsivo” (e ti dirò, mi stava piacendo molto). Con questo secondo capitolo abbiamo capito che effettivamente esiste una storia, e sono curioso di sapere come la strutturerai. Da quanto ho potuto osservare nell’incipit, sei bravo con le descrizioni e le atmosfere, quindi mi aspetto una struttura che esalti queste tue abilità!
    Ti seguo con piacere, e voto per sapere qualcosa in più su Claudio 🙂

  7. Ciao, come promesso sono passato a leggere la tua storia.
    Scrivi con dovizia di particolari, un ottimo metodo applicato alla scrittura di un libro, ma nel contesto di questo format basato su 5000 battute per capitolo e 10 capitoli potrebbe rivelarsi meno efficace e efficiente.
    Se vuoi per dare più movimento e brio alla storia aggiungi una parte discorsiva.
    A presto.

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