Una parola dopo l’altra

Dove eravamo rimasti?

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La lancetta dei secondi

Claudio era un ragazzo particolare. A scuola aveva in tutte le materie ottimi voti, ma aveva molta difficoltà a rapportarsi con i suoi coetanei. Un po’ per la sua timidezza, un po’ per le sue passioni differenti dagli altri ragazzi di primo liceo, e in più prevalentemente solitarie, quali leggere, disegnare e giocare ai videogiochi, era piuttosto escluso. Di certo, neppure la sua media brillante, con la conseguente fama da “secchione”, e il fatto che non era particolarmente portato per nessuno sport per via della sua statura e della sua magrezza, lo aiutavano. Se lo si conosceva bene, però, era un ragazzo davvero interessante.

Purtroppo però, nessuno aveva questo privilegio, e non erano in pochi quelli che lo deridevano e si prendevano gioco di lui. Epiteti come “perdente” “idiota” “nerd” o “fighetta” erano l’aspetto più innocuo. Molto peggio erano i contatti con Flavio, un bullo della sua classe di un anno più grande, che aveva ripetuto l’anno perché era stato bocciato. Era da lui che Claudio doveva stare estremamente in guardia, il quale sembrava avere come unico obiettivo nel venire a scuola quello di umiliarlo. Troppe gliene aveva fatte passare, ma Claudio non aveva mai reagito né tantomeno chiesto aiuto.

Un giorno Flavio, durante la ricreazione, lo aveva seguito nel bagno insieme a due amici per divertirsi un po’ come soleva dire sghignazzando. Mentre i due lo tenevano fermo, lui gli aveva strappato lo zaino dalle spalle e gli aveva rovesciato tutto il contenuto addosso. No! La merenda no! Aveva urlato Claudio disperato. Ohh, vuoi la merenda fighetta? Te la do subito! Gli aveva risposto Flavio, con una delle sue spietate idee in mente. Infatti, aveva inzuppato il suo plumcake (un regalo della zia) nell’orinatoio e lo aveva costretto a mangiarlo. I ragazzi non lo lasciarono finché non diede un morso al dolce bagnato che sapeva di pipì.

Claudio non aveva avuto il coraggio di raccontare l’episodio a nessuno, né ai genitori né tantomeno ai professori. Era convinto, infatti, che rivolgersi ad un adulto avrebbe solo peggiorato le cose. E un fratello, un cugino o un amico stretto con cui confidarsi, purtroppo, non ce l’aveva. Quindi, si era tenuto tutto dentro, rifugiandosi nel mondo dei libri e dei videogiochi, cercando di evitare il più possibile gli altri ragazzi. Ogni tanto, quando si trovava a casa da solo, si metteva davanti allo specchio e provava a parlare con la sua immagine di quello che succedeva, e di cosa avrebbe voluto cambiare, fiducioso del futuro.

Uscendo da casa della zia, poco prima della mezzanotte, il ragazzo si accorse che aveva rinfrescato parecchio e corse in macchina per acciambellarsi sui sedili posteriori, tutti per lui. Una volta partiti, raggiunsero ben presto una zona che non conosceva e, con il telefono scarico, Claudio guardava spesso fuori dal finestrino, dove si alternavano vasti campi coltivati e boschi. Qua e là intravedeva delle case di campagna, trattorie e strutture abbandonate, di tanto in tanto superavano un supermercato, o un benzinaio. Abbiamo di nuovo preso la provinciale, la superstrada sarà ancora intasata pensò Claudio.

Per qualche secondo il ragazzo si soffermò ad osservare il suo orologio, uno Zenith che apparteneva a suo nonno, prima di morire quando era ancora piccolo. La lancetta dei secondi gli pareva avere qualche malfunzionamento, procedere troppo lenta, ma non avendo niente con cui confrontare lo scorrere del tempo, lasciò perdere e chiuse gli occhi. In quel preciso istante i suoi genitori lanciarono un grido. Urlarono all’unisono, come se avessero visto qualcosa di spaventoso. Qualcosa che Claudio non riuscì neppure a scorgere. Tutto accadde troppo in fretta. E in un istante scoppio l’inferno.

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15 Commenti

  1. Ciao, ho appena letto i capitoli 3 e 4. Non ho potuto farlo prima, mi dispiace… La cosa che mi è piaciuta di più, comunque, è stato l’incidente. Hai descritto bene il tutto, ma mi piacerebbe che al contempo descrivessi anche gli stati d’animo di Claudio. Sembra che alle domande del dottore risponda un po’ come un’autonoma e che non gli dispiaccia affatto per quello che è successo ai suoi genitori, credo che sia più preoccupato per quella cintura che lo stringeva mentre era a testa in giù…
    Ti saluto!

  2. Come qui, come promesso ci sino anch’io. Ho letto tutti capitoli e tutti i commenti. Ti avviso che sono molto critica. A me le critiche costruttive ricevute su questo sito hanno aiutato parecchio a migliorare. Il sentirsi dire bravo aiuta a trovare la forza per andare avanti, ma solo quello non basta.
    Iniziamo: Originale l’inizio, nel senso che mi è piaciuto scoprire il colpo di scena che stessi descrivendo lo scrittore e non la storia, ma sono arrivata fino alla fine per miracolo. Al secondo “a destra” e al terzo “Accanto”, stavo per mollare tutto e non leggere più. Tutte quelle descrizioni, date tutte in una volta, non servono. Come hanno detto a me (se hai tempo leggi i commenti del mio primo racconto, Ti saranno molto utili) i dettagli è giusto che tu li abbia chiari in mente, ma vanno usati solo e se la storia lo richiede. Nei capitolo successivi sei migliorato, l’incidente mi è piaciuto tanto, le descrizioni lì ci stavano tutte, ma inframmezzate con dei sentimenti li avrebbe rese molto meno da articolo giornalistico.
    Ultima cosa: va bene che non sai cosa succederà, o meglio, non so se va bene, ma lo faccio anch’io. L’importante è che fissi bene in mente dove vuoi arrivare, altrimenti non esisterà la trama è un racconto senza trama è come un filo che svolazza al vento senza meta. Non serve a nessuno e nessuno lo noterà.
    Aspetto il prossimo.
    Comunque bravo 🙋🏻‍♀️

  3. Eccomi qua 🙂 Devo dire che concordo con i commenti che hai ricevuto, hai uno stile molto dettagliato ma forse un po’ “freddo”, come se stessi semplicemente raccontando una storia invece di cercare di farcela vivere e di farci empatizzare con il protagonista. Anche il racconto di Claudio nell’ultimo capitolo sembra proprio la cronaca di un fatto più che le parole di un ragazzo che sta riferendo quello che ha vissuto. Proverei a farci mettere un po’ più nei suoi panni, mostrandoci aspetti del suo carattere e di come si rapporta con gli altri invece di raccontarceli e basta… so che non è facile, comunque 😀
    Parlando d’altro, il primo capitolo del racconto è molto particolare e spero che la storia alternerà tra Claudio e lo scrittore, o almeno che ci si torni per il finale, altrimenti avresti “sprecato” un capitolo in un racconto che ne conta solo dieci, che purtroppo non sono tanti quanto sembra.

    Ah, ti ho mandato in parità con i voti perchè vorrei sapere qualcosa di più sull’incidente. Aspetto che spunti fuori qualche elemento intrigante 😀

  4. Caio Lecter! Hai pubblicato già quattro capitoli in pochi giorni, ti consiglio di far passare un po’ più di tempo tra uno e l’altro per dare modo ai lettori di votare! Detto questo, ti consiglio anche di commentare qua e là qualche storia e farti notare, perchè la tua storia merita di essere seguita 🙂
    Alla prossima!

  5. Eccomi qui, Lecter…
    Il tuo incipit mi ha davvero colpita, ero convinta stessi parlando del protagonista della nostra storia, e invece stavo descrivendo te stesso, pronto a iniziare un’avventura straordinaria con la fantasia nel cuore e un foglio di carta tra le mani… Mi è piaciuto moltissimo, e avrei scelto proprio l’avventura come genere, perché credo si sarebbe collegata molto bene al tuo incipit, che mi ha fatto viaggiare tra i dettagli della stanza, quasi come se avessi avuto una macchina fotografica per zoomare su ogni particolare ed esplorare ogni angolo.
    Purtroppo sono arrivata tardi, e credo i lettori abbiano optato per un genere che non fa proprio per me, l’horror… Ho comunque letto il secondo capitolo, sperando erroneamente che fosse il giallo la scelta vincitrice. Mi piace molto il tuo stile, anche se forse il secondo capitolo non mi ha catturata come il primo, e mi piacerebbe scoprire di più su Carlo, anche se ho paura di scoprire il lato horror della storia, che so non mi attirerà… Scusami, non è colpa tua!
    Mi piacerebbe molto in futuro leggere qualcosa di tuo su un altro genere, magari che ti permetta di esprimere tutta la tua attenzione per i dettagli, un elemento davvero fondamentale e fuori dal comune.

  6. Ciao Lecter! ti faccio i miei complimenti, scrivi bene. Il primo capitolo è stato un po’ fuorviante, fino alla fine pensavo che avresti tenuto lo stesso registro da “ossessivo compulsivo” (e ti dirò, mi stava piacendo molto). Con questo secondo capitolo abbiamo capito che effettivamente esiste una storia, e sono curioso di sapere come la strutturerai. Da quanto ho potuto osservare nell’incipit, sei bravo con le descrizioni e le atmosfere, quindi mi aspetto una struttura che esalti queste tue abilità!
    Ti seguo con piacere, e voto per sapere qualcosa in più su Claudio 🙂

  7. Ciao, come promesso sono passato a leggere la tua storia.
    Scrivi con dovizia di particolari, un ottimo metodo applicato alla scrittura di un libro, ma nel contesto di questo format basato su 5000 battute per capitolo e 10 capitoli potrebbe rivelarsi meno efficace e efficiente.
    Se vuoi per dare più movimento e brio alla storia aggiungi una parte discorsiva.
    A presto.

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