Una parola dopo l’altra

Dove eravamo rimasti?

Cosa svelerà il prossimo episodio? Cosa è accaduto (100%)

Un respiro profondo

Stridore di freni. L’auto che sbandava. Ogni cosa ruotava intorno a lui. Per una frazione di secondo Claudio riuscì a scorgere la scarpata oltre il ciglio della strada. Poi l’auto volò in quella direzione e inizio a rigirarsi su se stessa. Il sotto diventò il sopra, il sopra il sotto, poi di nuovo. Il ragazzo si era aggrappato disperatamente allo schienale del sedile anteriore e la cintura lo tratteneva con dolore, mentre intorno a lui il frastuono era assordante. Era tutto un vorticare di oggetti, qualcosa di duro lo colpì sul viso. Poi ci fu lo schianto, brusco e così violento da fargli perdere i sensi.

Non sapeva quanto a lungo fosse rimasto svenuto. Poteva trattarsi di secondi, qualche minuto, forse più a lungo. Quando rinsavì aveva un mal di testa lancinante e ogni singola parte del corpo era in tensione. Avvertiva una forte pressione alle orecchie, udiva l’urlo incessante del clacson come attraverso uno strato d’ovatta. Respirava a fatica, con la cintura di sicurezza che gli comprimeva il petto provocandogli fitte per tutto il busto. Per qualche motivo Claudio non riusciva a muoversi. Fece fatica ad aprire gli occhi e con supplizio riuscì a renderli due piccole fessure, il tanto che bastava per riuscire a vedere.

All’inizio, vedeva semplicemente tutto nero. Le palpebre gonfie gli pulsavano rendendogli difficile mettere a fuoco, e anche la fronte non voleva cessare di martellare. Gli girava la testa, e, per superare quella sensazione, provò a fissare un punto fisso vicino a lui. A poco a poco, riuscì a distinguere i colori e le forme che gli si trovavano di fronte. Proprio davanti a lui, vi era il poggiatesta del sedile anteriore del passeggero, dietro al quale era seduto. Niente di strano fin qua, se non fosse che subito dopo si accorse di trovarsi al contrario, vedendo le sue braccia rivolte verso l’alto, a sfiorare il tettuccio della macchina capovolta.

Impiegò ancora un istante prima di ritrovare lucidità e rendersi conto di essere appeso a testa in giù. Buttò lo sguardo in avanti, in direzione dei genitori, ma non riusciva a scorgere niente, poiché a parte il suo mal di testa ed il suo effettivo dolore agli occhi, intorno a lui era notte fonda. Perché non sono sdraiato sul tappetino? Si chiese confuso. Tutt’a un tratto, tornò a sentire gli odori, avvertendo un forte odore di benzina e venendo colto dal panico. Questo voleva dire solo una cosa, e Claudio lo sapeva bene. Devo uscire da qui! Devo uscire al più presto!

“E poi sono svenuto, di nuovo. Non so per quanto tempo.” Disse Claudio al dottore. Come ogni volta che raccontava l’accaduto, portava d’istinto una mano al petto, percependo l’indescrivibile oppressione della cintura. Tutte le volte che gli chiedevano di riportare alla mente l’accaduto, infatti, gli sembrava di trovarsi ancora intrappolato a testa in giù dentro la macchina. Non voleva parlarne, ma sapeva che era necessario per permettere agli altri di aiutarlo. I dottori rimanevano spesso in silenzio, e gli lasciavano tutti il tempo di cui necessitava per andare avanti, senza mettergli alcuna pressione.

“Poi mi ritrovo sulla strada. Non so come, ma riesco ad uscire dalla macchina, trascinandomi carponi sull’asfalto ruvido. Ho dolori dappertutto, ma tengo duro. Subito dopo, alle mie spalle, avverto un calore lancinante, contemporaneamente ad una fiammata improvvisa che si scaturisce dall’autovettura. Poi arriva anche la puzza di fumo, terribile. Rimango paralizzato, non riesco a girarmi. Avevo capito benissimo cosa stava accadendo. Ed era troppo da sopportare, era veramente troppo. Mia madre e mio padre… Loro… insomma, loro si trovavano ancora lì dentro!”

Deglutì, incapace di proseguire. Succedeva sempre così. Tutte le notti sognava l’incidente, e non smetteva mai di pensarci. Claudio rimpiangeva che avessero evitato la superstrada. Se fossero rimasti in quella dannata coda, se ci avessero messo di più… almeno sarebbero arrivati. Cercò di calmarsi, guardò fuori dalla finestra e si tocco le cicatrici sulle braccia. Ormai si erano completamente rimarginate e non gli prudevano neanche più, ma l’impulso di grattarsi era diventata una stupida abitudine. Quando si rese conto di ciò che stava facendo, smise subito, facendo un respiro profondo, tentando di dimenticare, anche solo per un istante, l’indimenticabile.

di cosa tratterà il prossimo episodio?

  • qualcosa in più sull'incidente (60%)
    60
  • qualcosa in più sull'accaduto (20%)
    20
  • continua la conversazione con il dottore (20%)
    20
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15 Commenti

  1. Ciao, ho appena letto i capitoli 3 e 4. Non ho potuto farlo prima, mi dispiace… La cosa che mi è piaciuta di più, comunque, è stato l’incidente. Hai descritto bene il tutto, ma mi piacerebbe che al contempo descrivessi anche gli stati d’animo di Claudio. Sembra che alle domande del dottore risponda un po’ come un’autonoma e che non gli dispiaccia affatto per quello che è successo ai suoi genitori, credo che sia più preoccupato per quella cintura che lo stringeva mentre era a testa in giù…
    Ti saluto!

  2. Come qui, come promesso ci sino anch’io. Ho letto tutti capitoli e tutti i commenti. Ti avviso che sono molto critica. A me le critiche costruttive ricevute su questo sito hanno aiutato parecchio a migliorare. Il sentirsi dire bravo aiuta a trovare la forza per andare avanti, ma solo quello non basta.
    Iniziamo: Originale l’inizio, nel senso che mi è piaciuto scoprire il colpo di scena che stessi descrivendo lo scrittore e non la storia, ma sono arrivata fino alla fine per miracolo. Al secondo “a destra” e al terzo “Accanto”, stavo per mollare tutto e non leggere più. Tutte quelle descrizioni, date tutte in una volta, non servono. Come hanno detto a me (se hai tempo leggi i commenti del mio primo racconto, Ti saranno molto utili) i dettagli è giusto che tu li abbia chiari in mente, ma vanno usati solo e se la storia lo richiede. Nei capitolo successivi sei migliorato, l’incidente mi è piaciuto tanto, le descrizioni lì ci stavano tutte, ma inframmezzate con dei sentimenti li avrebbe rese molto meno da articolo giornalistico.
    Ultima cosa: va bene che non sai cosa succederà, o meglio, non so se va bene, ma lo faccio anch’io. L’importante è che fissi bene in mente dove vuoi arrivare, altrimenti non esisterà la trama è un racconto senza trama è come un filo che svolazza al vento senza meta. Non serve a nessuno e nessuno lo noterà.
    Aspetto il prossimo.
    Comunque bravo 🙋🏻‍♀️

  3. Eccomi qua 🙂 Devo dire che concordo con i commenti che hai ricevuto, hai uno stile molto dettagliato ma forse un po’ “freddo”, come se stessi semplicemente raccontando una storia invece di cercare di farcela vivere e di farci empatizzare con il protagonista. Anche il racconto di Claudio nell’ultimo capitolo sembra proprio la cronaca di un fatto più che le parole di un ragazzo che sta riferendo quello che ha vissuto. Proverei a farci mettere un po’ più nei suoi panni, mostrandoci aspetti del suo carattere e di come si rapporta con gli altri invece di raccontarceli e basta… so che non è facile, comunque 😀
    Parlando d’altro, il primo capitolo del racconto è molto particolare e spero che la storia alternerà tra Claudio e lo scrittore, o almeno che ci si torni per il finale, altrimenti avresti “sprecato” un capitolo in un racconto che ne conta solo dieci, che purtroppo non sono tanti quanto sembra.

    Ah, ti ho mandato in parità con i voti perchè vorrei sapere qualcosa di più sull’incidente. Aspetto che spunti fuori qualche elemento intrigante 😀

  4. Caio Lecter! Hai pubblicato già quattro capitoli in pochi giorni, ti consiglio di far passare un po’ più di tempo tra uno e l’altro per dare modo ai lettori di votare! Detto questo, ti consiglio anche di commentare qua e là qualche storia e farti notare, perchè la tua storia merita di essere seguita 🙂
    Alla prossima!

  5. Eccomi qui, Lecter…
    Il tuo incipit mi ha davvero colpita, ero convinta stessi parlando del protagonista della nostra storia, e invece stavo descrivendo te stesso, pronto a iniziare un’avventura straordinaria con la fantasia nel cuore e un foglio di carta tra le mani… Mi è piaciuto moltissimo, e avrei scelto proprio l’avventura come genere, perché credo si sarebbe collegata molto bene al tuo incipit, che mi ha fatto viaggiare tra i dettagli della stanza, quasi come se avessi avuto una macchina fotografica per zoomare su ogni particolare ed esplorare ogni angolo.
    Purtroppo sono arrivata tardi, e credo i lettori abbiano optato per un genere che non fa proprio per me, l’horror… Ho comunque letto il secondo capitolo, sperando erroneamente che fosse il giallo la scelta vincitrice. Mi piace molto il tuo stile, anche se forse il secondo capitolo non mi ha catturata come il primo, e mi piacerebbe scoprire di più su Carlo, anche se ho paura di scoprire il lato horror della storia, che so non mi attirerà… Scusami, non è colpa tua!
    Mi piacerebbe molto in futuro leggere qualcosa di tuo su un altro genere, magari che ti permetta di esprimere tutta la tua attenzione per i dettagli, un elemento davvero fondamentale e fuori dal comune.

  6. Ciao Lecter! ti faccio i miei complimenti, scrivi bene. Il primo capitolo è stato un po’ fuorviante, fino alla fine pensavo che avresti tenuto lo stesso registro da “ossessivo compulsivo” (e ti dirò, mi stava piacendo molto). Con questo secondo capitolo abbiamo capito che effettivamente esiste una storia, e sono curioso di sapere come la strutturerai. Da quanto ho potuto osservare nell’incipit, sei bravo con le descrizioni e le atmosfere, quindi mi aspetto una struttura che esalti queste tue abilità!
    Ti seguo con piacere, e voto per sapere qualcosa in più su Claudio 🙂

  7. Ciao, come promesso sono passato a leggere la tua storia.
    Scrivi con dovizia di particolari, un ottimo metodo applicato alla scrittura di un libro, ma nel contesto di questo format basato su 5000 battute per capitolo e 10 capitoli potrebbe rivelarsi meno efficace e efficiente.
    Se vuoi per dare più movimento e brio alla storia aggiungi una parte discorsiva.
    A presto.

  8. c-7 ha detto:

    Ciao, ho appena letto i capitoli 3 e 4. Non ho potuto farlo prima, mi dispiace… La cosa che mi è piaciuta di più, comunque, è stato l’incidente. Hai descritto bene il tutto, ma mi piacerebbe che al contempo descrivessi anche gli stati d’animo di Claudio. Sembra che alle domande del dottore risponda un po’ come un’autonoma e che non gli dispiaccia affatto per quello che è successo ai suoi genitori, credo che sia più preoccupato per quella cintura che lo stringeva mentre era a testa in giù…
    Ti saluto!

  9. Gra ha detto:

    Come qui, come promesso ci sino anch’io. Ho letto tutti capitoli e tutti i commenti. Ti avviso che sono molto critica. A me le critiche costruttive ricevute su questo sito hanno aiutato parecchio a migliorare. Il sentirsi dire bravo aiuta a trovare la forza per andare avanti, ma solo quello non basta.
    Iniziamo: Originale l’inizio, nel senso che mi è piaciuto scoprire il colpo di scena che stessi descrivendo lo scrittore e non la storia, ma sono arrivata fino alla fine per miracolo. Al secondo “a destra” e al terzo “Accanto”, stavo per mollare tutto e non leggere più. Tutte quelle descrizioni, date tutte in una volta, non servono. Come hanno detto a me (se hai tempo leggi i commenti del mio primo racconto, Ti saranno molto utili) i dettagli è giusto che tu li abbia chiari in mente, ma vanno usati solo e se la storia lo richiede. Nei capitolo successivi sei migliorato, l’incidente mi è piaciuto tanto, le descrizioni lì ci stavano tutte, ma inframmezzate con dei sentimenti li avrebbe rese molto meno da articolo giornalistico.
    Ultima cosa: va bene che non sai cosa succederà, o meglio, non so se va bene, ma lo faccio anch’io. L’importante è che fissi bene in mente dove vuoi arrivare, altrimenti non esisterà la trama è un racconto senza trama è come un filo che svolazza al vento senza meta. Non serve a nessuno e nessuno lo noterà.
    Aspetto il prossimo.
    Comunque bravo 🙋🏻‍♀️

  10. Dapiz ha detto:

    Eccomi qua 🙂 Devo dire che concordo con i commenti che hai ricevuto, hai uno stile molto dettagliato ma forse un po’ “freddo”, come se stessi semplicemente raccontando una storia invece di cercare di farcela vivere e di farci empatizzare con il protagonista. Anche il racconto di Claudio nell’ultimo capitolo sembra proprio la cronaca di un fatto più che le parole di un ragazzo che sta riferendo quello che ha vissuto. Proverei a farci mettere un po’ più nei suoi panni, mostrandoci aspetti del suo carattere e di come si rapporta con gli altri invece di raccontarceli e basta… so che non è facile, comunque 😀
    Parlando d’altro, il primo capitolo del racconto è molto particolare e spero che la storia alternerà tra Claudio e lo scrittore, o almeno che ci si torni per il finale, altrimenti avresti “sprecato” un capitolo in un racconto che ne conta solo dieci, che purtroppo non sono tanti quanto sembra.

    Ah, ti ho mandato in parità con i voti perchè vorrei sapere qualcosa di più sull’incidente. Aspetto che spunti fuori qualche elemento intrigante 😀

  11. andrea_trb ha detto:

    Caio Lecter! Hai pubblicato già quattro capitoli in pochi giorni, ti consiglio di far passare un po’ più di tempo tra uno e l’altro per dare modo ai lettori di votare! Detto questo, ti consiglio anche di commentare qua e là qualche storia e farti notare, perchè la tua storia merita di essere seguita 🙂
    Alla prossima!

  12. Lecter ha detto:

    ciao naomi!
    ti sono davvero riconoscente per il tuo bellissimo commento e ti ringrazio per esserti presa il tempo di leggerti il poco che ho scritto e di darmi qualche prezioso consiglio!

  13. Naomi ha detto:

    Eccomi qui, Lecter…
    Il tuo incipit mi ha davvero colpita, ero convinta stessi parlando del protagonista della nostra storia, e invece stavo descrivendo te stesso, pronto a iniziare un’avventura straordinaria con la fantasia nel cuore e un foglio di carta tra le mani… Mi è piaciuto moltissimo, e avrei scelto proprio l’avventura come genere, perché credo si sarebbe collegata molto bene al tuo incipit, che mi ha fatto viaggiare tra i dettagli della stanza, quasi come se avessi avuto una macchina fotografica per zoomare su ogni particolare ed esplorare ogni angolo.
    Purtroppo sono arrivata tardi, e credo i lettori abbiano optato per un genere che non fa proprio per me, l’horror… Ho comunque letto il secondo capitolo, sperando erroneamente che fosse il giallo la scelta vincitrice. Mi piace molto il tuo stile, anche se forse il secondo capitolo non mi ha catturata come il primo, e mi piacerebbe scoprire di più su Carlo, anche se ho paura di scoprire il lato horror della storia, che so non mi attirerà… Scusami, non è colpa tua!
    Mi piacerebbe molto in futuro leggere qualcosa di tuo su un altro genere, magari che ti permetta di esprimere tutta la tua attenzione per i dettagli, un elemento davvero fondamentale e fuori dal comune.

  14. andrea_trb ha detto:

    Ciao Lecter! ti faccio i miei complimenti, scrivi bene. Il primo capitolo è stato un po’ fuorviante, fino alla fine pensavo che avresti tenuto lo stesso registro da “ossessivo compulsivo” (e ti dirò, mi stava piacendo molto). Con questo secondo capitolo abbiamo capito che effettivamente esiste una storia, e sono curioso di sapere come la strutturerai. Da quanto ho potuto osservare nell’incipit, sei bravo con le descrizioni e le atmosfere, quindi mi aspetto una struttura che esalti queste tue abilità!
    Ti seguo con piacere, e voto per sapere qualcosa in più su Claudio 🙂

  15. Volpe ha detto:

    Ciao, come promesso sono passato a leggere la tua storia.
    Scrivi con dovizia di particolari, un ottimo metodo applicato alla scrittura di un libro, ma nel contesto di questo format basato su 5000 battute per capitolo e 10 capitoli potrebbe rivelarsi meno efficace e efficiente.
    Se vuoi per dare più movimento e brio alla storia aggiungi una parte discorsiva.
    A presto.

  16. c-7 ha detto:

    Bello il secondo episodio, mi ha colpito soprattutto il finale. Scrivi molto bene, e spero che continuerai ad andare avanti così! Ciao

  17. c-7 ha detto:

    Ciao, Lecter
    Che bell’incipit, mi piace proprio! Ho votato per il genere horror, perché io sono una grande fan di quei racconti… Passa a trovarmi!

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