VR42: benvenuti nel nuovo mondo

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio: Si scoprirà il motivo dell'aggiornamento del visore. (83%)

Moriremo solo per scelta

Il dottor Lorenzi, primario del reparto oncologico, guardava soddisfatto il risultato del dosaggio dei marcatori tumorali. Era un tipo molto alto, anche da seduto, completamente calvo e incredibilmente magro.
Appoggiò il foglio sulla scrivania e guardò l’uomo.
«Lei è davvero un’anomalia clinica, signor…», allungò il collo verso il foglio, «Mogelli».
Il signor Mogelli si lasciò andare a un sorriso di gioia.
«Tutto questo è merito della sua meritevole struttura, dottore. Da capo di un progetto posso riconoscere la sua dedizione e la sua cura del paziente». Fece spallucce e arricciò le labbra. «Semplicemente lodevole».
Il primario sorrise scuotendo il capo. «No. Lei è davvero un’anomalia. La medicina non fa miracoli quando c’è qualcosa che non può sconfiggere. Lei era qui, morente, meno di un mese fa. Poi si è ripreso, certo, ma le posso assicurare che un paziente affetto dal suo male… mi spiace, ma non ha scampo».
Mogelli mosse leggermente la testa verso destra arricciando le sopracciglia folte. «Quindi, la situazione non è cosi buona?».        
«La situazione è ottima. Un mese fa le avrei dato una settimana di vita. Non per il suo stato fisico, ma per questi». Appoggiò una mano aperta sul foglio delle analisi. «Adesso, il livello dei marcatori è sceso incredibilmente e non è un caso, perché anche gli altri esami confermano la sua anomalia». Pronunciò l’ultima parola disegnando nell’aria delle virgolette.
Mogelli sorrisero nuovamente. «Non capisco, dottore. Sto guarendo?». Si grattò le labbra, cercando di nascondere quel tremolio che pensava fosse ormai visibile.
«Lei sta fin troppo meglio, signore. La settimana prossima farà altre analisi e vedremo se saprà sorprendermi ancora di più».

Quella stessa sera, seduto sul divano in canotta e mutande, pensava e rifletteva faccia a faccia con il suo visore, con i gomiti sulle ginocchia e il viso tra le mani. Ripensò a Noelia e il modo in cui l’aveva trattata la mattina precedente. Promise a sé stesso che le avrebbe chiesto scusa. Perché, in fin dei conti, Noelia e la sua storia gli stavano salvando la vita. Perché, se non fosse per la sua storia, molto probabilmente sarebbe già morto e sepolto. E perché i suoi aggiornamenti non avrebbero nessun senso senza Moriremo solo per scelta.
Mogelli appoggiò le mani sulle cosce e si tirò su. Respirò profondamente e una lacrima gli bagnò la punta delle labbra. Leccò via il sapore amaro che gli attraversò la gola di traverso, facendolo tossire rumorosamente.
«Grazie». Sussurrò, e una tempesta di emozioni gli invase anima e corpo. Iniziò a piangere rumorosamente, pensando a quanto facesse schifo essere soli in un corpo malato e a quanto meglio ci si possa sentire essendo soli in un corpo sano.
Poi si fece buio e decise che era arrivato il momento di coricarsi. Sognò Noelia, che non accettava le sue scuse e si licenziarsi; il dottor Lorenzi, che si suicidava davanti ai suoi occhi, perché, secondo la sua opinione, Dio aveva vinto sulla medicina e Manuel Mogelli adesso era sano; e il ragazzo, che affittava il suo appartamento, il cui nome non ricordava, che gli mostrava il pene eretto e lo invitava a succhiarlo. Si arrese proprio dopo quel sogno. Sbuffò rumorosamente e decise di non provarci più, a prender sonno. Con una smorfia di disgusto si accorse che l’ultimo sogno gli aveva provocato un’erezione. Il signor Mogelli era ormai sano.
***
«Ed è per questo che da questo momento sei la nostra prima scrittrice senior».
Noelia si guardava attorno sorridendo, mentre il signor Mogelli portava a termine il suo discorso allargando le braccia nella sua direzione.
Avvertì una stretta debole al braccio e guardò Mogelli negli occhi. Vide degli occhi diversi, degli occhi quasi benevoli.
«Complimenti, Noelia». Il suo tono era quasi paterno. «Il tuo finale è eccezionale, così come lo è la tua traduzione. Sono convinto che anche il mio collega francese farà un gran lavoro con il tuo prodotto. Di te posso fidarmi, ormai. Vali tanto, ragazza. Le tue idee possono cambiarci la vita».
Quell’espressione di smarrimento non la abbandonava e pensò che il suo capo stesse esagerando.
«Sei sicuro di quello che stai facendo? O il buon momento ti sta facendo prendere decisioni che non sono giuste?».
«Sono stato un cafone, l’altra mattina». Indirizzò gli occhi oltre Noelia. «Vai, adesso. Goditi i complimenti di tutti».
Noelia si girò imbarazzata e incontrò i sorrisi di alcuni scrittori e tecnici presenti quel giorno. Un uomo esperto di informatica che non aveva mai visto le fece un occhiolino, uno specialista di marketing le indirizzò un applauso muto.
«Congratulazioni, te lo meriti». Era Carmela, che improvvisamente le si era parata davanti.
Noelia fece un cenno con il capo e la vide di nuovo in quel bagno, mezza nuda.
Poi andò via, regalando sorrisi di circostanza.
Recuperò lo smartphone dalla tasca dei jeans e chiamò.
Uno squillo.
Due.
Tre.
Poi la sua voce. «Noelia?».
«Rosario!» Pronunciò il suo nome con gli occhi umidi.
«Dobbiamo parlare». Le comunicò in tono grave. «Ho paura».

Rosario ha paura. Come scopriremo il motivo del suo sentimento?

  • Con Noelia. (33%)
    33
  • Con Carmela. (0%)
    0
  • Tramite un recente flashback. (67%)
    67
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45 Commenti

  • Ciao introverso,
    in effetti non avevo capito un bel niente. In ogni caso, questo confronto tra Noelia e Rosario è stato fin troppo sincero, non pensavo che la loro storia avrebbe potuto prendere questa piega in poco tempo. Tuttavia, ciò che posso dire è che hai reso l’episodio in modo molto particolare: inserendo l’erotismo nella loro conversazione che, privata di quello sarebbe risultata solo una semplice lite tra fidanzati (ormai ex?!).
    Io direi di convogliare verso il funerale di Mogelli, ma non saprei proprio cosa suggerirti. Mi affido a te!

  • Ai danni di Rosario, direi.
    Mi ero persa un capitolo, Introverso, ma l’ho recuperato. Devo dire che quest’ultima parte con Rosario e Lara sembra un po’ troppo separata e distante dal resto della narrazione, ma era necessaria per spiegare che quel verme di Mogelli ha (credo) in qualche modo passato la sua malattia al ragazzo.
    Vedremo se ho capito bene! A presto!

  • Ciao!
    Questo sì che è tenere i lettori col fiato sospeso!
    Mi è sembrato un po’ corto (lo so, sono l’ultima persona che può dirlo), ma forse perché ne avrei letto volentieri di più.
    Comunque, bravo, davvero, mi sta piacendo un casino.

  • Rosario ignora Noelia.
    Introverso, mi piace sempre trovare l’inclusività nei racconti e sono felice di averla trovata nei tuoi, maggiormente accentuata in questo capitolo. Noelia sembra una donna del tutto normale, non una modella da copertina di giornale, eppure tu sei riuscito a renderla sexy e desiderabile nonostante il suo apparire “normale”. Bravo, bravo!
    Vado di ipotesi e dico che Rosario ha capito che Noelia sapeva che l’esperienza non era finta e si è terribilmente ingelosito. Vedremo cosa ci riserverai tu!
    A presto!

  • Il loro visore possiede l’aggiornamento.
    Vedi che furbetta Noelia? Aveva intuito tutto ma ha fatto finta di niente, non l’avrei mai detto! E non avrei neanche mai sospettato della scelta un po’ “dolce” -passami il termine- di Mogelli.
    Volevo segnalarti solo questo passaggio “con il visore al posto del volto”, sarebbe suonato meglio “con il visore posizionato sul volto”. Per il resto, impeccabile, come sempre!
    A presto

  • Con Mogelli,
    Che sembra un bello stronzo.
    Intoverso, avrei scommesso per il tuo ritorno con il seguito dell’altro racconto ma invece, ci hai lanciato un incipit nuovo nuovo, coinvolgente e intrigante. Sono contenta che tu sia tornato, aspetto con ansia di leggere il prossimo episodio per saperne di più!
    A presto!

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