VR42: benvenuti nel nuovo mondo

Dove eravamo rimasti?

Il giorno successivo, una scoperta. Ai danni di chi e dove? Ai danni di Rosario, nel suo appartamento. (57%)

Saliva

Prima di entrare nella stanza, Noelia si guardò nervosamente attorno, quasi accertandosi che nessuno la stesse osservando. Strinse la mano attorno alla maniglia ed entrò, con la consapevolezza di quello che avrebbe dovuto affrontare.
Rosario dormiva tranquillamente, con un sorriso sul volto. Noelia sospirò, sostando a un passo dalla porta e storcendo le labbra. In quel frangente ebbe la certezza che l’autrice di quel messaggio fosse già passata a trovarlo.
Finalmente si mosse e occupò la sedia alla destra del letto, cercando di non fare troppo rumore. Rosario continuava a dormire.
Si mise una mano nella tasca dei jeans e tirò fuori il pezzetto di carta che aveva trovato sul pavimento dell’appartamento di Rosario. Se lo rigirò tra le mani e lo nascose in un pugno quando Rosario parlò.
«Sto bene».
Noelia lo guardò sorpresa e notò che lui la stava guardando negli occhi. Quindi adagiò il pugno sul ginocchio e l’altra mano sulla spalla di lui.
«Pensavo di morire dalla preoccupazione».
Rosario si sforzò di sorridere. «Strano vero? Ho un malore, ma non è collegato con ciò che mi sta accadendo lì sotto».
Noelia gli accarezzò il petto e annuì pensierosa.
Rosario chinò la testa e continuò a parlare. «Che poi, lì sotto non sta accadendo più niente. Ed io… io non sto capendo più niente».
«Forse devo controllare come stai?». La mano di Noelia correva velocemente lungo il corpo di Rosario, accarezzando delicatamente il tessuto leggero che gli copriva la parte superiore del corpo. Con sorpresa, infatti, realizzò subito che Rosario era nudo dalla vita in giù. Strinse delicatamente il pene flaccido tra indice e pollice.
«Penso di stare molto bene. Sembra che tutto sia sparito magicamente. Ma devo parlarti».  
Noelia sapeva già tutto e non voleva far finta di non sapere. Cercò di ignorare la voce di Rosario, concentrandosi sulla leggera erezione che iniziava a prendere forma. Tirò giù il prepuzio e prese a toccare delicatamente il glande e il frenulo.       
«Forse non è il momento ideale per…». Entrambi guardarono verso la porta, che rimase chiusa. Per loro fortuna era solo l’ombra di un passante.
Noelia mosse l’altro braccio, appoggiando il gomito sul bordo del letto e rilasciando il pugno.
Alla vista del pezzetto di carta, Rosario si mosse nervosamente, cercando di tirarsi su.
«Buono, buono». Fece lei, tirando giù la cerniera del giubbottino e mettendo in mostra un top nero trasparente che risaltava il seno abbondante. «Dovrei essere io quella a doverti parlare».
La sua mano, sotto il lenzuolo, copriva e scopriva il glande di Rosario più decisamente adesso, e l’erezione continuava a crescere. Lui taceva. 
«Ricordi il caramello nel visore?». Lo guardava eccitata. «Era una persona reale».
Rosario ingoiò rumorosamente e con un po’ di tremore rispose: «Perché mi hai mentito? Sei una… stronza, cazzo».
Lei continuava a masturbarlo e avvertì del liquido bagnarle l’indice. La cosa la eccitò ulteriormente e la spinse a pensare a Carmela in quel pulp. «Sarò anche stronza, ma la troia che ti sei scopato era più reale del mio caramello».
Rosario chiuse gli occhi. «Lei mi ha solo fatto un pompino». E ripensò alla lingua di Lara percorrergli l’asta del pene. Al suo seno abbondante accarezzargli le gambe.
«Solo». Affermò Noelià, sollevandosi e avvicinando le labbra a quelle di Rosario, che aprì gli occhi e la fissò. «E pensare che io lo stavo solo segando». Continuò, con le dita che avvolgevano la il glande bagnato.
«Cosa cazzo succede?».
«Dimmelo tu, Rosario. Sei ancora più duro adesso. Ti eccita sapere che lui era reale?». Ma sapeva che la cosa eccitava solo lei, forse. Rosario era solo un ragazzo ferito e che aveva cercato di reagire alla delusione. Sentiva il pene pulsare tra le dita e quasi si disperò per non poterlo sentire dentro di sé.
Lui non rispose e si lasciò scappare un gemito.      
Noelia guardò nervosamente in direzione della porta e mollò la presa dal pene eretto. Poi svuotò i suoi pensieri: «Io non ti amo più. Perché sì, ho provato piacere dentro quel visore. E non solo quella volta. Ho provato piacere guardando la mia segretaria mezza nuda e vorrei tanto…». Si fermò un attimo, realizzando che Rosario stava venendo proprio in quel momento assurdo. Lui fece un cenno negativo con la testa.
«È solo fisiologia. Tutto questo non mi eccita. Mi fa schifo. Anzi, tu e la tua azienda di merda mi fate schifo».
Con grande sorpresa di Rosario, Noelia sollevò il lenzuolo e guardò il pene eretto circondato dal liquido seminale. Poi si coprì il seno e si toccò i capelli. «Vedo che lo schifo ti arrapa come non ho mai fatto io». Fece un rumore con la gola e sputò sui genitali di Rosario.
Rosario tuonò, ma la sua domanda cozzò contro le pareti della stanza. Noelia era già andata via. «Magari vuoi scoparti anche quel pervertito di Manuel Mogelli?».

Ma non sapeva che Manuel, proprio in quel momento, giaceva sul pavimento privo di sensi, anzi, di vita. Non sapeva che il signor Mogelli e la sua azienda di merda avevano deciso di salvargli la vita.

Ultimo episodio e tutto sembra ormai finito.

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40 Commenti

  • Ciao introverso,
    in effetti non avevo capito un bel niente. In ogni caso, questo confronto tra Noelia e Rosario è stato fin troppo sincero, non pensavo che la loro storia avrebbe potuto prendere questa piega in poco tempo. Tuttavia, ciò che posso dire è che hai reso l’episodio in modo molto particolare: inserendo l’erotismo nella loro conversazione che, privata di quello sarebbe risultata solo una semplice lite tra fidanzati (ormai ex?!).
    Io direi di convogliare verso il funerale di Mogelli, ma non saprei proprio cosa suggerirti. Mi affido a te!

  • Ai danni di Rosario, direi.
    Mi ero persa un capitolo, Introverso, ma l’ho recuperato. Devo dire che quest’ultima parte con Rosario e Lara sembra un po’ troppo separata e distante dal resto della narrazione, ma era necessaria per spiegare che quel verme di Mogelli ha (credo) in qualche modo passato la sua malattia al ragazzo.
    Vedremo se ho capito bene! A presto!

  • Ciao!
    Questo sì che è tenere i lettori col fiato sospeso!
    Mi è sembrato un po’ corto (lo so, sono l’ultima persona che può dirlo), ma forse perché ne avrei letto volentieri di più.
    Comunque, bravo, davvero, mi sta piacendo un casino.

  • Rosario ignora Noelia.
    Introverso, mi piace sempre trovare l’inclusività nei racconti e sono felice di averla trovata nei tuoi, maggiormente accentuata in questo capitolo. Noelia sembra una donna del tutto normale, non una modella da copertina di giornale, eppure tu sei riuscito a renderla sexy e desiderabile nonostante il suo apparire “normale”. Bravo, bravo!
    Vado di ipotesi e dico che Rosario ha capito che Noelia sapeva che l’esperienza non era finta e si è terribilmente ingelosito. Vedremo cosa ci riserverai tu!
    A presto!

  • Il loro visore possiede l’aggiornamento.
    Vedi che furbetta Noelia? Aveva intuito tutto ma ha fatto finta di niente, non l’avrei mai detto! E non avrei neanche mai sospettato della scelta un po’ “dolce” -passami il termine- di Mogelli.
    Volevo segnalarti solo questo passaggio “con il visore al posto del volto”, sarebbe suonato meglio “con il visore posizionato sul volto”. Per il resto, impeccabile, come sempre!
    A presto

  • Non ho ancora capito perfettamente che fa questo Vr42 ma mi piace la piega fantascientifica che sta prendendo quest’erotico, per cui dico di assecondarla, facendo provare il Vr42 a Rosario e Noelia.
    Bravo, Introverso, questo racconto è sempre più interessante!

  • Con Mogelli,
    Che sembra un bello stronzo.
    Intoverso, avrei scommesso per il tuo ritorno con il seguito dell’altro racconto ma invece, ci hai lanciato un incipit nuovo nuovo, coinvolgente e intrigante. Sono contenta che tu sia tornato, aspetto con ansia di leggere il prossimo episodio per saperne di più!
    A presto!

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