Il momento di scegliere

Stranezze

“Nico per favore, vai piano”

Ogni singolo muscolo di Lara era in tensione. I suoi occhi erano fissi davanti a lei, le mani stringevano il sedile con tutta la forza che aveva. I piedi cercavano il pedale del freno ma era dalla parte del passeggero e non poteva farci nulla. 

La linea tratteggiata si era trasformata in una lunga linea continua. Con i lampioni spenti, l’unica luce era quella dei fari dell’auto sulla quale era seduta.

“Nico….ti prego rallenta”

Nico non rallentava anzi, dopo ogni curva spingeva il motore alla massima potenza. Una mano sul volante, l’altra sulla leva del cambio, sembrava stesse partecipando ad un gran premio. Solo che non c’erano altri corridori, non si vinceva nulla. Non c’era nessuna gara.

Una brusca frenata ed un veloce cambio di direzione, spalmarono Lara contro il finestrino. Pensò di perdere i sensi mentre il cuore batteva forte ed il sudore iniziava ad uscirle da ogni poro del corpo.

Cosa stava succedendo? Perchè Nico aveva così tanta fretta? Dove stavano andando?

L’unica cosa che aveva detto Nico, prima di entrare in un silenzio assordante, era che avevano una cena con delle persone importanti. Basta, non sapeva nient’altro. Riuscì a guardare l’orologio dell’auto: ore venti e dieci. 

Un’altra curva veloce la spostò verso Nico e poi ancora verso il finestrino. Poi una frenata, ancora una forte accelerazione con l’auto che perdeva aderenza ma poi la recuperava.

Terrore. Era l’unica cosa che sentiva in quel momento.

“Perchè fai così Nico, mi stai mettendo paura”

Nico uscì da un silenzio che durava da mezz’ora:

“Devo sbrigarmi”. 

Gli occhi attenti sulla strada, Nico sembrava posseduto da qualche demonio. O da qualche pilota di Formula Uno reincarnato nel suo corpo.

Un cartello segnava la velocità massima: cinquanta chilometri orari. Il contachilometri però segnava tutt’altro: centotrenta.

Lara non disse nulla, la tensione non le faceva uscire le parole di bocca. Avrebbe voluto urlare, gridare di smettere con quel gioco pericoloso ma nulla le uscì dalle labbra. 

Di colpo una macchina da dietro li sorpassò ad una velocità due volte più forte della loro. C’era qualcosa che non andava.

Nico imprecò. Lara stava per aprire lo sportello e buttarsi fuori ma oltre non riuscire a muovere nessun dito, si accorse che le portiere erano state bloccate. “Non ho scampo” pensò.

Di colpo l’auto che li aveva sorpassati frenò forte, innalzando una nuova bianca di gomma bruciata. Nico non riuscì a frenare e girò il volante alla sua destra perdendo il controllo dell’auto.

L’auto colpì un palo elettrico poi volò in aria, girando su se stessa per riatterrare sulla strada come nulla fosse. I vetri andarono in frantumi. 

Poi di colpo il buio, il silenzio. Lara perse i sensi.

*UN ORA DOPO*

Quando Lara aprì gli occhi una densa nebbia era davanti ed intorno a lei. Non riuscì a dire nulla. Mosse una mano per toccarsi la testa e quando la portò davanti agli occhi era completamente rossa. Riuscì ad urlare. Con un forte dolore al collo si girò ma non vide nulla di strano. La macchina era intatta, i vetri tutti al loro posto. Era ferma sul ciglio della strada immersa nel silenzio di una zona che non riconosceva. La pura più grande arrivò dopo pochi istanti: Nico non c’era. 

In qualche modo riuscì ad uscire dalla macchina, barcollante e tenendosi alla portiera aperta. Non c’era nessuno. 

“Nicooooo” gridò forte ma nessuno rispose. “Nicoooooo”.

D’un tratto due lampi veloci, senza suono la colpirono in pieno viso. Cadde a terra.

“Lara…Lara mi senti?”

La ragazza aprì gli occhi: davanti a lei il suo fidanzato.

“Lara come stai? Tutto bene?”

Nico aiutò Lara a rialzarsi e quando lei si accorse di essere in una stanza piena di luce e calda come una sauna crollò. Ma Nico la riprese al volo e l’abbracciò forte.

“Che…che cosa è successo? Siamo in ospedale?”

Nico la guardò con una faccia senza espressione.

“No. Non lo so dove siamo”

Lara lo fissò: “Dove siamo Nico? Ho paura. Ho la testa piena di sangue…”

Nico la fissò senza dire una parola. Poi i suoi occhi si spostarono sulla sua testa. La toccò, piano e poi gli fece vedere la mano. Nessuna traccia di sangue.

“Non capisco…eravamo in macchina, ero piena di sangue…”
“Qui non c’è sangue Lara”
“Ti giuro Nico…ho visto la mia mano piena di sangue quando mi sono toccata la testa…” iniziò a piangere “Ma che succede…”

Nico l’abbracciò e le sussurrò con un tono basso e dolce:

“Non lo so nemmeno io”

La stanza era quadrata, senza finestre, di un colore verde fluorescente pieno di luce bianca. C’erano due letti e basta. Nulla di più. L’aria era caldissima. Nico si accorse che c’era un sapore di alcol nell’aria, leggero ma intuibile.

Lara riuscì ad alzarsi ed insieme iniziarono a girare per la stanza alla ricerca di una porta che non c’era. Si guardarono e dissero nello stesso istante:

“Come siamo entrati qui”?

In quel momento la luce della stanza cambiò da verde a giallo. Un bip fortissimo arrivò dall’alto ed i due alzarono gli occhi. La luce cambiò ancora, ora era rossa. Una parete iniziò a muoversi.

Questo primo episodio era...

  • Tutto reale (83%)
    83
  • Un Flashback (17%)
    17
  • Un sogno (0%)
    0
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7 Commenti

  1. Ciao ignoto23! Ho letto con interesse questo primo capitolo, coinvolgente e chiaro nonostante succedano molte cose. La storia mi incuriosisce e la seguirò, per cui ben fatto! Ho votato per il flashback, il che non esclude possa essere tutto reale 😀
    A presto!

  2. Alain ha detto:

    Inizio interessante, sono curioso di scoprire come si evolverà la storia e in che modo verrà spiegato questo primo, curioso episodio che…era del tutto reale! 😀

  3. andrea_trb ha detto:

    Ciao ignoto23! Ho letto con interesse questo primo capitolo, coinvolgente e chiaro nonostante succedano molte cose. La storia mi incuriosisce e la seguirò, per cui ben fatto! Ho votato per il flashback, il che non esclude possa essere tutto reale 😀
    A presto!

  4. Red Dragon ha detto:

    Tutto reale!

    Incipit interessante, Vediamo come prosegue.

    Ciao 🙂
    PS: non mi visualizza i commenti…

  5. anna genna ha detto:

    mi ha tenuta col fiato sospeso. la seguirò, mi incuriosisce.

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