Il tempo del raccolto

Nodi

Ancora una volta è la linea del mare a tracciare il nostro orizzonte. È la prima immagine che si stampa sull’occhio, fredda come un mollusco e avvinghiata a questa roccia che ci ospita da quasi un anno. Il cane è già fuori, ad annusare i rovi in cerca di un compagno che non c’è, mentre una coppia di gabbiani poche rocce più in là lo fissa immobile. Potrebbero sembrare due cocci di ceramica, se non fosse per la testa che ogni tanto scatta con un click silenzioso. Da qualche tempo mi diverto a creare suoni per ogni cosa, riempio questo mondo bagnato dal mare con le mie “melodie”. Così, ai gabbiani ho assegnato un click, e ogni volta che scuotono la testa li seguo e rispondo. Il suono delle onde si staglia come tavola sonora sul triangolo calcareo e si infrange sulle coste con costanza disumana. 

Io lo combatto così, il suono di un uomo contro l’orchestra di una massa informe che preme e scalpita. Sorseggio con tutte e due le mani il caffè scuro, rubando ogni minuto il calore a questa tazza sbrecciata di ceramica. Ho le unghie nere dall’ultimo raccolto e mentre indosso la tuta da meccanico della vita precedente, scorgo macchie bianco latte sul tessuto logoro.  Sono appena le sette di mattina e ho già quel sapore di ferro e ruggine in bocca. Mi mordo un labbro per sentire se sono ancora vivo ed esco. Non c’è porta da chiudere, nessuno da salutare. Solo il cane che mi guarda tra i cespugli e mi fa cenno di seguirlo. Lo fisso sorridente mentre afferro la vanga. Mi passo la lingua in mezzo a quei pochi denti ancora rimasti e mi rendo conto di non essere un bello spettacolo. Nemmeno per il cane. 

Sarà davvero così?

  • Uno strano rumore si fa largo sull'isola e distrae l'uomo dalle sue mansioni (38%)
    38
  • Seguiamo l'uomo nel suo vagabondaggio (50%)
    50
  • Passiamo al cane e ascoltiamo il racconto dal suo punto di vista (13%)
    13
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6 Commenti

  1. Bellissimo! Certo, un po’ corto lo è, questo incipit… Te lo faccio notare perché anche io, nella mia storia, scrivevo molto poco e poi, grazie ai numerosi commenti e ai consigli che mi hanno dato gli altri utenti su The Incipit, ho capito che provare a usare almeno 3000 caratteri su 5000 è una buona cosa. Perché ti aiuta a sviluppare di più la tua storia e a rapire il lettore, capisci? Ciao!

  2. Oddio ti giuro sono stato troppo indeciso tra il punto di vista del cane e il proseguo del vagabondaggio dell’uomo.
    Wow, da tempo non venivo rapito così tanto da una storia. Le atmosfere che descrivi hanno portato anche me su quell’isola, dalla quale però mi hai riportato troppo presto alla realtà, con mio grande dispiacere; e questa è l’unica – mi permetto di dire grande – pecca: la durata troppo corta del capitolo.

  3. Questa storia è scritta bene, con parole che trasmettono immagini chiare e nitide direttamente in testa. La conclusione finale è una vera chicca e mi fa venire voglia di sapere come la pensa il fedele (e finora l’unico, pare) amico sull’isola. Attendo di leggere con piacere ulteriori sviluppi!

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