Il terzo occhio

Rosario

Il mondo è veramente un posto assurdo. Le realtà che si possono vivere al suo interno sono così vaste e articolate che a seconda della tua posizione geografica quasi non pensi di essere umano. Ho sempre pensato che crescere in Italia sia stata l’unica sfortuna della mia vita: e invece mi sbagliavo. Sono Joshua Belleci, un Italoamericano trentaseienne molto più Italo che Americano e voglio raccontarvi la mia storia. Ho divorziato con quella stronza sei anni dopo il matrimonio, lei è partita in Germania per vivere la sua vita perfetta con il suo uomo perfetto; lasciando me e portandosi via la mia piccola Asia. Da allora frequento settimanalmente uno psicologo: Dottor Muleddu, per affrontare tutte le catastrofi mentali che ho ereditato dal suo abbandono.
‘La ringrazio signor Joshua, per oggi abbiamo finito’
‘Come finito? Sono solo le sed..’
‘Non ha bisogno di parlar d’altro, inoltre lei usufruisce di un pubblico servizio. Deve sottostare anche alle mie urgenze. La aspetto per Martedì.’
Ecco come utilizzavo il mio giorno libero: da uno psicologo che neanche aveva interesse nell’ascoltarmi. Tramite psichiatra esterno mi venivano prescritti dei farmaci che mi rendevano così apatico da quasi non sentirmi vivo, come se mai lo fossi stato.
Anche se quel Giovedì ero libero da impegni il mio telefono squillò per riempirmi l’agenda da quel giorno sino alla fine del mese, o forse dell’anno e oltre.
‘Pronto Joshua? So che è il tuo giorno libero però non abbiamo manutentori tecnici liberi. Federico si è licenziato proprio poco fa e il tuo collega, come ben sai, è infortunato. Devi assolutamente risolvere un urgenza‘.
Dieci anni prima avrei sicuramente riso a crepapelle a una simile offerta, rinunciare all’unica giornata libera con la famiglia per aiutare una ditta di dittatori, schiavisti e egoisti tali che…
‘Accetto… ma voglio che venga segnata come straordinario notturno.’
‘Sei il solito approfittatore.. Eh va bene. Devi dirigerti a San Lorenzo, un paesino a qualche ora dalla valle. Ci hanno segnalato che un ubriaco si è schiantato contro la cabina centrale e ora il paese non ha elettricità. La polizia e i soccorsi hanno sgomberato tutto, devi solo rimettere apposto qualche collegamento. Passa in azienda a prendere i materiali’.

Montai sul camioncino e mi diressi verso questo fatidico paesino. Dieci anni fa forse mi sarei emozionato di fronte alla tersitudine oltre i monti e le colline ma i miei occhi guardavano solo la strada e la gomma anteriore destra che pareva quasi a terra. Accostai in una piazzola nel verde per cambiarla, era veramente malridotta. Scalzonai fuori dall’auto e cominciai a rimuovere la ruota.

‘Perché cambi quella ruota?’
Mi voltai di scatto e un vecchio racchittico baffuto era proprio alle mie spalle; stringeva un rosario d’argento e, tremoltante, balbettava qualcosa tra se stesso. Era un uomo molto trascurato esteticamente, presentava una gobba a parer mio patologica.
‘Salve Signore… È a terra, perché dovrei cambiarla altrimenti!?’
‘A terra? Quella gomma è gonfia come una mongolfiera!’
Pensai che oltre ad essere gobbuto fosse anche mezzo cieco e, dopo aver scosso la testa, ripresi a rimuovere la ruota senza dir niente.
Lui rimase lì, sempre dietro di me a osservarmi senza fiatare seppur il suo respiro tra un balbettio e un altro era affannato come il filtro di una cappa aspirante.
Dopo pochi minuti la ruota era fuori dall’auto di nuovo completamente gonfia senza alcun escoriazione, come fosse appena venuta fuori da un gommista.
‘Tu non sei venuto qui per cambiare la ruota, tu sei qui perché vuoi rubarmi il raccolto!’                             ‘Raccolto? Che cazzo dice?’

Mi voltai in preda a una confusione tale da fare quasi due giri su me stesso. La gomma era sgonfia sino a quale secondo fa e poi si gonfiò come per magia. La toccai per dare fiducia a quello che i miei occhi vedevano ma venni interrotto da quel vecchiaccio:
‘SEI UNO DI QUELLI SVITATI MANIACI SESSUALI? Vattene dal mio maniero!’ Chiusi le palpebre e quando le riaprii alla mia destra non vi era una zona boschiva ma una enorme stalla e un campo di pomodori che si estendeva per chissà quanti ettari.
Il vecchio zoppicò verso una grosso furgone, aprì lo sportello del passeggero e una decina di secondi dopo era fuori; intravidi il calcio di un grosso fucile. Entrai nel panico più totale e…

Cosa fece Joshua dopo aver visto il vecchio con il fucile in mano?

  • Alzò le mani cercando di giustificarsi, d'altronde stava cambiando una ruota.. (80%)
    80
  • Si mise a correre verso il campo di pomodori tentando di seminare il vecchio pazzo.. (20%)
    20
  • Si chiuse in macchina cercando qualche oggetto con il quale difendersi.. (0%)
    0
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5 Commenti

    • Grazie del commento. È una svista dovuta al programma che uso per prendere appunti. Sostituisce le ” con i ‘ e gli incisi li mette in corsivo. È stato un mio errore durante il copia e incolla non valutando che esportandolo da li avrei avuto i dialoghi in corsivo. Errore mio😕

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