Juuzou Suzuya x reader

l’incontro

 odio quando mi dicono bugie… soprattutto perche me le hanno dette fin da quando sono nata…

Nagisa è, anzi era la donna che mi fece nascere, e quello fu la sua rovina. mio padre non voleva avere figli, quindi se ne andò lasciando mia madre tutta sola con una bambina appena nata.

la mamma sia ammalo pochi anni dopo della mia nascita dallo stress e quella fu la sua seconda rovina dopo me ovviamente…

che frustrazione la vita…

dovetti trasferirmi a Tokyo, una città che mi piaceva molto però non pensavo che lì ci avrei trovato la mia salvezza… il mio angelo caduto dal cielo…

fui adottata da una donna da una donna sulla trentina.

si chiamava Hakai, devo dire che lei mi odiava con tutto il duo cuore, mi trattava male e non ho minimamente ricevuto mai il minimo amore da lei, perchè aveva deciso di adottarmi?

un giorno mentre lei parlava al telefono io stavo origliando la sua conversazione e avevo scoperto che lei era la sorella di mia madre… e che era costretta ad adottarmi… quindi in poche parole non mi voleva nessuno, ero solo un peso morto per tutti quanti…

pochi mesi dopo l’arrivo in giappone iniziai a sentirmi veramente male, non volevo fare nulla e ed ero costantemente stanca, ero facilmente irritabile e odiavo tutto e tutti.

un giorno Hakai decise di portarmi a fare un controllo perchè ultimamente ero giù, come se a lei importasse… di sicuro glielo aveva detto qualcuno, a lei non importava per niente di me…

il dottore mi disse che soffrivo di depressione, mia madre fece finta che gliene fregasse qualcosa, visto che lei fa la madre buona e gentile in pubblico, il dottoremi disse che dovevo iniziare a prendere degli antidepressivi. Mia madre li pago e ce ne andammo….

Hakai a casa iniziò a dirmi che ero una buona a nulla e iniziò a picchiarmi come non aveva mai fatto prima e io svenni

Gli anni passavano e io soffrivo ancora di depressione e Hakai continuava ad avere un odio smisurato nei miei confronti. Ero arrivata ai miei 16 anni, Hakai mi aveva mandato in un collegio un anno prima. Lì non mi ero fatta nessun amico o amica, mi credevano strana e mi ignoravano e basta, un giorno avevo una lezione con un detective di nome Shinohara ci voleva insegnare qualcosa sui ghoul.

<< buongiorno ragazzi, io sono il signor Shinohara>> disse Shinohara entrando in classe con una specie di valigetta in mano

<<buongiorno signor Shinohara>> risposero tutti, tranne me, ero poco interessata a tutto

<< nella lezione di oggi vi parelrò un po’ di ghoul>> disse prima di iniziare a parlare

‘’La lezione di oggi è stata interessante’’ penso tra me e me mentre esco dalla classe…

<<Juuzou, eccoti, dov’eri per tutta la lezione?>> esclamò qualcuno alle mie spalle, mi voltai e notai che era Shinohara che parlava ad un ragazzino che stava arrivando saltellando da lui.

Aveva capelli biachi e una frangetta che era tenuta da tre mollette rosse che formavano il numero 13 in numero romano (XIII) aveva la carnagione pallida, con dei colori color rubino che esprimevano pazzia ma allo stesso tempo una dolcezza infinita.

Indossava ina camicia bianca con dei bottoni di diversi colori, aveva delle bretelle sull’azzurro e dei pantaloni piegati fino al ginocchio, si vedeva che erano troppo grandi per lui, la cosa che mi colpì di più era che indossava delle ciabatte rosse ‘’non saranno scomode’’ pensai

Notai anche che aveva delle specie di cuciture che gli attraversavano tutto il braccio, ce le aveva anche nel collo, sotto il lato destro della bocca anche sotto l’occhio destro. Il ragazzo mi guardò con aria interrogativo e mi sorrise, quel sorriso fece nascere qualcosa di diverso in me.

<<stavo esplorando la scuola>> disse felice, poi notò che lo stavo ancora guardando

<<ciao>> disse facendo un cenno con la mano

mi presento a quel ragazzo misterioso?

  • inizia a parlargli (100%)
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  • scappa (0%)
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1 Commento

  1. c-7 ha detto:

    Ciao! La storia scorre bene, ricordati solo di mettere le maiuscole quando servono!

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