La ruota del tempo

Dove eravamo rimasti?

Come sarà la celebrazione? Di successo (100%)

Samhain

Il loro incedere aveva qualcosa di ipnotico, qualcosa di ammaliante, il fascino tipico di ciò che non si conosce. Avanzavano svelti nella notte, sfiorati dalla luna, con quegli strani occhi dorati che luccicavano al suo tocco. Che strano guardarli. Lanciavo loro occhiate di sottecchi quando la curiosità vinceva il timore. Pensai che sarebbe stato bello studiarli e capirli, ma chissà perché sparivano sempre prima che il sole spuntasse, un attimo dopo la conclusione delle celebrazioni.
Quando giunsero infine alla spiaggia, le loro vesti strane e di fogge particolari risaltavano in modo pungente,  dando all’atmosfera un tocco di assurdo.
“Benvenuti” salutò Celebes, la sacerdotessa dell’Acqua, con il tipico inchino con i palmi avvolti l’uno dentro l’altro, seguita da Shamal, la sacerdotessa dell’Aria, e Ravenea, quella della Terra. Un figlio del Fuoco, il sacerdote presumo, si fece avanti
e ricambiò il saluto.
“Tlaloc” mormorarono in tono coinciliante “siete pronti per iniziare o preferite riposare un poco?”
“Iniziamo” rispose lui con quella sua strana voce cavernosa.
Subito disponemmo il cerchio in modo da mescolarci il più possibile e io capitai proprio vicino ad un figlio del Fuoco.
Era strano sentire il calore del suo elemento propagarsi dal suo stesso corpo, come un abbraccio incantato e pericoloso,  malia avvolgente e letale. Mi guardò incuriosito per un po’ e io ricambiai il suo sguardo, cercando di imprimere nella mia
mente il più alto numero di dettagli in modo da poterci pensare dopo con calma. Di colpo però ogni voce cessò e l’aria, da  quieta e tranquilla, si fece grave e sacra. In lontananza le cime delle betulle ondeggiavano ieratiche, accompagnando il
tocco cadenzato del mare, all’improvviso più impostato, più consapevole. Se dovessi provare a descrivere cosa succedeva intorno a me, direi che era come se l’aria si fosse fatta più densa e statica, quasi soffocante in quel clima di attesa: qualcosa
doveva cambiare.
I sacerdoti si fecero avanti.
“Giocosa Aria, che ci permetti di vivere e di essere libere, che ci lasci viaggiare lontano e ci culli nel vento, io ti invoco in questo cerchio. Che la tua saggezza possa condurci verso cieli sereni” declamò Shamal, percorrendo il cerchio che avevamo
creato e accendendo gli incensi che ne formavano il contorno, accanto alle candele. Una brezza leggere prese a spirare.
“Potente Fuoco, che ci scaldi e ci conforti, che ci concedi sostegno e forza, io ti invoco in questo cerchio. Che la tua
grandezza possa sostenerci sempre” Con un gesto della mano quasi impercettibile, Tlaloc accese tutte le candele. Qualcosa
iniziava a vibrare, qualche crepa cominciava a minacciare gli equilibri.
“Dolce acqua, che ci dai sollievo e ristoro, che sei vita ed empatia, io ti invoco in questo cerchio. Che la tua pazienza
possa guidarci verso la tolleranza” Celebes si mosse sinuosa e un’onda del mare ascoltò il suo movimento circondando il
nostro cerchio.
“Forte Terra, che ci nutri e ci calmi, che sei una certezza e fonte di saggezza, io ti invoco in questo cerchio. Che la tua
costanza possa esserci maestra” Concentrandosi Ravenea iniziò a sollevare la mani e tutto intorno a noi si alzarono boccioli e piccoli arbusti.
Di colpo qualcosa iniziò a vorticare, rompendo la barriera. Non è semplice descrivere questa sensazione, ma è la chiara
e limpida percezione di un movimento veloce e roteante, da cui sei attraversata e condotta.
“Madre e Padre, Dea e Dio, inizio e fine di ogni cosa, vi invochiamo in questo cerchio” urlarono tutti e quattro i sacerdoti.
Il movimento si fece fortissimo, quasi nauseante, e ogni tentativo di opporgli resistenza era vano e faticoso. Lasciarsi
andare invece era straordinario. Era come se qualcuno ti accompagnasse nel perdere un corpo definito e ti impedisse di consideranti  qualcosa di separato dal resto del mondo. Io diventa una parola strana, quasi sconosciuta.
“In questa notte in cui il velo tra i mondi si fa leggero, ringraziamo e onoriamo i nostri antenati, siete i benvenuti
in questo cerchio”
Di colpo si interruppe ogni cosa, si interruppe ogni contatto: ero sola e intorno a me il vuoto.

Cosa succede ora?

  • Succede qualcosa di diverso (0%)
    0
  • Qualcosa non va (50%)
    50
  • Si manifestano gli antenati (50%)
    50
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7 Commenti

  • Ciao! Storia interessante, la tua. Ha un buon mix di fantastico e di suspence.
    Ho votato l’opzione per cui la visione viene svelata e sono curioso di saperne di più.
    Il tuo stile di scrittura mi sembra buono, curato, quindi si legge con piacere.
    Alla prossima!

  • Ciao Fiordaliso! Hai uno stile interessante, che secondo me è evidente soprattutto nel primo capitolo, ricercato nelle immagini e nelle parole. Attenta solo a non esasperare questa caratteristica, perchè rischia con il tempo di diventare ridondante. Per ora però posso dirti che te la stai cavando molto bene e non vedo l’ora di vedere come proseguirai con la storia, che proprio per questo inizierò a seguire 😀
    Ho votato per qualcosa che non va, vediamo cosa ti inventi. A presto!

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