1. L’Occhio del Mondo (PARTE 1)

1. La Notte di Sangue

Il silenzio è calato da più di mezz’ora. Il trambusto causato dall’improvvisa invasione di uno nemico sconosciuto, aveva messo in allarme tutti i cacciatori del villaggio, il padre gli disse di rimanere nascosto e di non uscire per nessuna ragione al mondo, ma lui non può ascoltarlo, non ora che nessuno gira per le strade.

Il villaggio conta almeno un centinaio di persone tra uomini, donne e bambini. Stasera, il gelido vento d’inverno non risparmia la pelle del docile bambino di appena dodici anni, i suoi capelli neri sono già ricoperti da tantissime goccie dovute alla umidità presente nell’aria.

Il villaggio è completamente deserto, non c’è una singola persona nelle case vicine alla sua o tantomeno fuori in strada, ad attendere il ritorno dei cacciatori.

Suo padre era stato chiaro, per nessuna ragione avrebbe dovuto lasciare casa senza il suo permesso. Sua madre esegue sempre ogni suo ordine senza battere ciglio e così era stato cresciuto lui in tutti questi anni. Ora però, con la preoccupazione riflessa nel tremore delle mani, non riesce a rimanere nascosto dopo aver atteso così a lungo il loro ritorno.

La via da lui percorsa è collegata con il centro del villaggio, si apre in una grande piazza mattonata da marmo bianco candido. La luna splende alta nel cielo e permette, alla sua lieve luce, di illuminare uno spettacolo che la mente del bambino non dimenticherà negli anni a venire. Dove si erge la fontana costruita tramite la fatica e il lavoro congiunto di tutti gli abitanti del villaggio, sono ammassati una pila di cadaveri.

I volti di gente conosciuta, amici e tante faccie amichevoli nella mente del bambino, ora tramutate in espressione orribili e contorte dal dolore che solo la morta sa esprimere. Mentre si tiene la bocca per trattenere le grida e soffoca le lacrime per evitare di scoppiare a piangere, una voce giunge al suo orecchio.

«V-Vigil… figlio mio!»

A contatto diretto con il terreno, con la pila di cadaveri a schiacciarlo, impedendogli di muoversi, vede suo padre.

«PADRE!» Vigil afferra immediatamente la mano libera dell’uomo sfiancato, ma niente riesce a fare la sua minuscoola forza da bambino «CHI…CHI HA FATTO CIO’?»

Mentre il padre raccoglie le energia per rispondere alla sua domanda, gli occhi del bambino cadono sul corpo della madre, la sua gentila madre sempre con un sorriso candido e la pelle ricca di colore, ora con un espressione spenta e la pelle fredda.

«Madre!» ormai in preda ai singhiozzi.

«Ascolta figlio mio, devi scappare… mette più leghe possibili tra te e questo villaggio…»

«No, non ti lascio qui!»la mano del padre afferra il braccio del ragazzo con quanta forza gli rimane «Non commettere il nostro stesso errore, non cadere nella nostra superbia»

Le sue parole gli suonano confuse al momento, non ne comprende il significato, ma sembrano contenere un significato profondo rivolto soltanto a lui.

Nel momento in cui la sua mente si distrae dalla situazione attuale, sotto i suoi piedi, il terreno s’illumina di una strana luce rossa. La mano del padre lo colpisce con così tanta forza da sbalzarlo al di fuori della luce, di nuovo il piedi, il bambino tenta di avvicinarsi nuovamente, ma una strana forza lo tiene al di fuori della luce.

«Padre, padre… PADRE!!»

L’uomo riesce soltanto a rivolgergli un singolo caloroso sorriso, prima di venir inghiotti dal bagliore scarlatto.

Non appena le tenebre tornano a ristagnare nella piazza, la fontana rimane davanti ai suoi occhi. I cadaveri, suo padre e sua madre, tutti sono scomparsi senza lasciare alcuna traccia, nemmeno il sangue versato resta, ogni indizio sulla loro esistenza… sparito.

«Quindi c’era qualcun’altro!»

La voce alle sue spalle fa correre sulla sua schiena uno strano brivido, qualcosa di mai provato nel corso della sua breve vita.

La luce lunare permette di vederne immediatamente le fattezze. Alle sue spalle di erge una creatura di circa dieci metri, con grandi ali nere ritratte alle sue spalle e una lunga chioma bionda.

«Una Succube…»

La succube osserva il ragazzo con un espressione maliconica, avendo assistito alla scena, davanti a lei si erge un ragazzino di appena dodici anni.

«Mi dispiace per la tua perdita, ragazzo, ma…»

La donna abbandona immediatamente i sul monologo di commiato non appena avverte una strana sensazione provenire dal bambino, come un aura negativa che continua a concentrarsi nel suo minuscolo corpo.

«Sei stata tu?»

La succube è titubante sul cosa rispondere, non riesce a comprendere appieno che cosa si trova davanti, nonostante c’è una considerevole distanza tra loro, non si sente minimamente al sicuro.

«SEI STATA TU, MALEDETTA!!»

Negli occhi del ragazzo è riflesso uno strano simbolo scarlatto, emanante una potente e così sinistra energia mai avvertita prima.

Quella notte un’enorme colonna si alzò nel cielo ed esplose ad alta quota, il fenomeno da essa causato venne ricordato dai suoi testimone come “La Notte di Sangue”.

Il dolore della perdita può portare grossi cambiamenti, quali conseguenze avranno sul ragazzo?

  • 3. Le combatterà unendosi ad un'altra razza... (0%)
    0
  • 2. Combatterà queste creature insieme ad un gruppo... (100%)
    100
  • 1. Diventerà un cacciatore solitario di queste creature... (0%)
    0
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6 Commenti

  1. Alain ha detto:

    Il racconto è scritto bene, hai uno stile fluido e piacevole.
    Mi interessa sapere come continua la storia e saperne di più su queste creature e la loro regina.

  2. Red Dragon ha detto:

    Vogliono parlargli perché è diverso dal solito 😛

    Mi è piaciuto come hai scritto questo capitolo 🙂

    Ciao 🙂

  3. Red Dragon ha detto:

    Io voto il gruppo!

    C’è qualcosa di particolare di particolare in questa storia che mi spaventa e mi attrae allo stesso tempo: vediamo come si sviluppa 🙂

    Ciao 🙂

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