1. L’Occhio del Mondo (PARTE 1)

Dove eravamo rimasti?

Il dolore della perdita può portare grossi cambiamenti, quali conseguenze avranno sul ragazzo? 2. Combatterà queste creature insieme ad un gruppo... (100%)

2. Le Code Nere

Il convoglio accampato nella foresta dei sussuri festeggia rumorosamente il suo bottino post-missione. Le luci e le urla degli uomini ubriachi, allontanano le creature più piccole e timide, ma attirano quelle più grosse e curiose.

Non lontano dal gran trambusto, giacciono una decina di grosse gabbie trasportate su dei carri, con all’interno uomini, donne, bambini e anziani. I bambini singhiozzano e tremano, timorosi di quello che li attende, se i poveri stolti continuano a far riecheggiare la propria voce nei meandri della foresta.

Soltanto in una gabbia, un individuo incappucciato riposa comodamente senza proferire parola. Il suo respiro è regolare e senza segni di timore, gli stessi popolani non lo conosco e non sono riusciti a chiedergli molto durante il tragitto.

I singhiozzi terminano all’udire i rami spezzarsi sotto un grande peso.

Le donne tengono serrate le bocche dei poveri giovani in preda al panico, ma sanno che è tutto inutile, perché qualsiasi cosa si stia avvicinando all’accampamento dei rapitori, non è così stupida da cacciare di notte, se non è in grado di vedere la sua preda.

L’allontanarsi dei rumori, segue un silenzio straziante e lungo, anche gli stessi uomini sembrano essersi calmati tutto di un tratto.

Dopo…

«AAAAAAAH!!»

Il grido straziante della prima vittima fa cadere il panico nell’accampamento, ciò che dicono è indistinto alle orecchie dei poveri popolani, perchè mischiato alle urla delle vittime, che continuano ad aumentare. Insieme alle urla, si distinguono chiaramente dei passi pesanti di qualcosa di gigantesco.

Quando i passi iniziano a farsi più vicini, i prigionieri iniziano a pregare per le proprie vite, pensando ormai di essere giunti alla fine, ormai, anche se riuscissero a fuggire dalle gabbie, non riuscirebbero mai a seminare quelle creature con il loro pensiero di volersi nutrire.

«Divino Mundus, proteggici!»

L’orrore che si para di fronte ai loro occhi è una creatura alta almeno una decina di metri, con la parte inferiore simile ad una Mantide Religiosa e quella superiore di una donna umana dai capelli corti neri, due occhi dorati distinguibili chiaramente al buio e visibile alla luce lunare, una bocca grondante del sangue delle sue vittime.

I prigionieri iniziano a gridare in preda al terrore, essendo incappati in una delle più violente specie delle predatrici esistenti su Ferlyan.

A coprire i restanti due angoli della radura, sbucano altre due Mantidi dal buio della foresta.

«Bene, vedo che ci hanno lasciato un bel Bis!» dice una di loro leccandosi le labbra.

«Spartiamoceli come si deve!» risponde quella che sembra essere il capo.

Le tre creature sollevano ognuna una gabbia, i prigionieri cercano di rifugiarsi nella parte più profonda della gabbia, ma è tutto inutile, capiscono dai loro occhi che implorare pietà è fuori discussione e scappare non è mai stata una possibilità.

«COSA? C’è solo un umano qui dentro…» sbuffa la Mantide allungando la mano per afferrarlo.

In quel momento…

Soltanto in quel preciso istante, l’incappucciato solleva il suo sguardo, mostrando un paio di occhi rosso scarlatto.

«Non lamentarti! Tanto abbiamo l’imbarazzo della scelta…»

Il Leader si sente colpire da qualcosa di umido sulla guancia, istintivamente porta immediatamente la mano su di essa, soltanto per ritrovarsi un liquido rosso denso.

Il suo sguardo sbigottito cade immediatamente sulla testa della compagna rotolare nell’oscurità della foresta e l’enorme corpo cadere in terra.

«Cosa diavolo è successo?»

Il Leader non si fa prendere dal panico, ma analizza immediatamente la situazione, cercando l’umano rinchiuso nella gabbia che aveva in mano, ma ne il cadavere o tanto meno l’umano vivo si riescono a trovare.

«Dovremmo andarcene… Mi hai sentito, sbrigati!»

Un colpo dall’ombra fora le zampe della seconda creatura, causandone lo sbilanciamento.

Le urla della creatura riecheggiano nella foresta, con l’ultima sopravvissuta imbambolata a guardare le sue compagne cadere una dopo l’altra.

«Vedo che non siete abituate ad essere cacciate, Mantidi»

«Chi sei?» urla la creatura nel nulla, non conoscendo la sua posizione.

«Che senso ha rispondere ad un morto?» risponde un altra voce.

Ci sono due individui nella foresta insieme a loro, uno è quello che ha decapitato la sua compagna e l’altro combatte a distanza.

«Fatti vedere codardo! Sai combattere solo nell’ombra?»

«Sai, non conviene provocarmi… ma se pensi funzioni!»

Davanti alla Mantide esce un ragazzo di appena vent’anni, capelli neri corti e occhi rosso scarlatto, vividi nell’oscurità della notte.

Non appena posa il suo sguardo su di essi, il suo corpo smette di muoversi, non riesce più a controllare una singola fibra del suo organismo.

E soltanto in quel momento capisce…

«Visto… Te l’avevo detto!»

Nell’istante in cui tutto tace, questo segna la fine della caccia.

Non molto distante dalla scena, due figure avvolte dall’oscurità della notte si allontanano il più in fretta possibile per non essere scoperte.

«L’abbiamo trovato!»

«Avvertiamo la regina!»

Cosa vogliono queste creature, cosa cercano dal cacciatore?

  • 3. Vogliono uccidere i due cacciatori... (0%)
    0
  • 2. Vogliono catturarlo per condurlo dalla loro regina... (50%)
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  • 1. Vogliono condurlo dalla loro regina per parlargli... (50%)
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