1. L’Occhio del Mondo (PARTE 1)

Dove eravamo rimasti?

Cosa vogliono queste creature, cosa cercano dal cacciatore? 1. Vogliono condurlo dalla loro regina per parlargli... (50%)

3. Regina e Verità

Sono passate ventiquattro ore dalla caccia nella foresta.

Inseguendo quelle misteriose figure, appostate nell’ombra a spiarci, siamo giunti ai limiti della città delle Fate, Agis. Qui umani e Fate convivono pacificamente dimenticandosi i malcontenti fra le loro razze; molto nota alle organizzazioni criminali o anti-pacifiste, che tentano sempre di creare scompiglio nelle loro relazioni.

«Wolfrex, sorveglia dall’alto!»

Il compagno, del giovane dai capelli neri, imbraccia un fucile di precisione di grosso calibro. Tiene i fluenti capelli bluastri legati in una coda nascosta sotto il mantello, i suoi occhi s’illuminano nella notte di un colore dorato, difficile da non notare al buio.

«Prova a sentire la loro presenza con i tuoi sensi felini»

Il ragazzo scompare in un attimo, lasciando il cacciatore libero di girare per le strade.

La razza degli uomini gatto, possiede un sorprendente vantaggio in ambiente notturno, che gli permette di localizzare più in fretta la preda.

Nonostante le due fuggitive, debbano trattarsi senza dubbio di Fate, nessuna sembra allarmata dalla sua presenza per le strade. Dalla vivacità sembra esserci una qualche tipo di festività, per questo riesce a mimetizzarsi bene nella folla.

Veder sorridere uomini e Fate, alcuni sposati, altri fidanzati, innamorati, coppie… sembra così strano ai suoi occhi ma allo stesso tempo, rasserenante, perché non richiede un suo intervento e questo sembra rallegrarlo.

Abbandonata la strada principale, prende un vicolo con vista diretta sull’immenso lago dove si erge il castello della regina delle Fate, l’apice della loro razza, una creatura vissuta per secoli, di cui si vocifera facesse parte delle compagne dell’Eroe della Spada, che liberò Ferlyan dal giogo della Dea Oscura.

«Chissà se tutte le voci dicono il vero…»

Fu un singolo istante distratto a renderlo vulnerabile dall’agguato delle sue prede.

«Lacus!»

Nell’istante successivo al sentire quella parola, la sua vista viene oscurata.

«Cecità… No, ho solo cambiato luogo… un incantesimo di teletrasporto!»

«Deduzione corretta!»

La voce proviene alla sue spalle, quando l’intero scenario torna ad illuminarsi, si trova dinanzi ad un enorme Fata dai lunghi capelli rossi, tempestati da margherite e rose bianche, indossa un lungo vestito bianco candido e una cintura in oro, dall’aria non è la solita creatura che si può incontrare nel mondo esterno; la sola presenza lo mette a disagio.

«Io sono Rosea, ma dovresti aver già capito chi sono ragazzo…»

«La regina delle Fate!»

La donna annuisce seduta su di un enorme prato ricoperto da fiori di ogni tipo e colore, proprio come in un ritratto.

«Sembra che le mie subordinate abbiano fatto centro, proprio ciò che cercavo» dice osservandomi con più attenzione «Ragazza, senza ulteriori indugi, perché non mi mostri i tuoi veri occhi?»

Il cacciatore rimane perplesso, per quanto ricorda non aveva mai divulgato informazioni sulla sua vista, eppure la regina ne sembra a conoscenza.

«Pensi davvero di poter ingannare me, che ho vissuto così a lungo e ho visto magie di tutti i tipi?» ripete con un tono più fermo.

Senza indugiare ulteriormente, lascio libero spazio alla sua vista; può rivelarsi anche un esperienza interessante, per vedere se i suoi occhi funzionano su esseri superiori alle normali predatrici.

«Davvero meravigliosi, non vedevo tale bellezza da secoli… si, giusto dai tempi in cui accompagnavo l’Eroe della Spada»

«Conoscevi veramente l’Eroe?»

«Ero una sua diretta subordinata, fino al momento della sua scomparsa…» conclude con tono malinconico.

Se davvero è una creatura così importante, le risposte che può assicurarsi valgono molto più di un qualsiasi conflitto fra di loro, non può assolutamente permettersi di andarsene, prima di aver ricevuto risposte che cerca da anni.

«Se comprendi il significato di questi occhi, allora saprai anche della “Notte di Sangue”, vero?»

La Regina annuisce «Non so dirti chi sia stato a uccidere la tua stirpe, ma posso dirti dove trovarla»

L’immagine di quella succube rimane ancorata nella sua mente da quel fatidico giorno, quando tutta la sua vita è stata travolta dal flusso dirompente chiamato “destino”. Tutto il suo addestramento, la fatica, il dolore mentale patito finora era rivolto ad un unico obiettivo, trovare quella donna e ucciderla con le sue mani. Ancora oggi, le voci stridenti dei morti lo tormentano, ogni sera lo assalgono nel sonno reclamando vendetta, voci di pensieri negativi si mischiano ai sentimenti nel suo cuore e lo rendono impaziente di incontrare la persona a cui si è legato tempo addietro.

Un boato lo risveglia dal suo io interiore, riportando la sua coscienza al presente.

il rumore non proviene dal castello, ma dall’esterno, la città è avvolta nelle fiamme, le urla della popolazione giungono fino alle loro orecchie, insieme ai rumori di uno scontro tenuto nelle strade, prima in preda alla felicità della festa.

«Che diavolo succede?»

Chi attacca la pacifica città delle Fate, nel bel mezzo del colloquio?

  • 3. Un Organizzazione criminale... (100%)
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  • 2. Un altra razza di Predatrici... (0%)
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  • 1. L'impero umano... (0%)
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